scritto da Fabio (Pinco11)
Qualcuno potrebbe osservare: com’è che scrivi un’anteprima su di un gioco che è uscito nel 1992.. di tempo per prenderti una copia lo hai avuto!
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| Le carte corrispondenti alle compagnie: notate il nome, che è quello di altri giochi Queen |
Una borsa in miniatura
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| Le tesserine che hanno sostituito il dado |
A questo punto si esegue il dado numerato. Ogni giocatore sceglie una delle carte che ha in mano e tutti le girano insieme. Se qualcuno ha giocato la carta speciale non accade nulla (mercato fermo), mentre diversamente si muovono tutti i segnalini compagnia del numero di caselle indicate dal dado. Da notare è il fatto che la cosa avviene in ordine, seguendo quello di gioco: la cosa è importante per via della meccanica che vieta che in ogni casella ci possa essere più di una pedina compagnia, perchè può generare, anche su numeri bassi, movimenti importanti (metti che ci sono otto compagnie in fila indiana, un ‘1’ può consentire all’ultimo segnalino, se muove per primo, di saltare avanti di otto caselle, mentre se muove, prima di lui, quello che gli sta avanti, muoverà di una sola).
I componenti riceveranno, ad esito della nuova produzione (già assicurata, visto che il progetto è stato già sostenuto interamente), un revamp, divenendo più gradevoli di quanto non lo fosse la versione originaria, artigianalina: il tutto resterà, a giudicare dalle immagini postate su kickstarter, non proprio da stupire con effetti speciali, ma dovrebbe entrare nella logica del ‘funzionale allo scopo’ ed ‘adeguato ai tempi di oggi’. I dadi saranno sostituiti da tesserine da pescare, con lo stesso identico effetto (pesco una tessera su sei …).
Passo alle meccaniche per dire che si tratta di titolo che incarna perfettamente i principi alla base dei german games originari, proponendo regole asciutte ed essenziali, tali da poter essere spiegate velocemente a chiunque, ma anche idonee a spingere alla riflessione ed alla elaborazione di tattiche più o meno profonde. Tra gli aspetti ‘delicati’ che si intravedono vi è infatti la necessità di differenziare i propri investimenti, in quanto non si riesce ad influire ad ogni turno sulla compagnia desiderata, quella di tenere sotto controllo (o meglio liberarsi di esse) le azioni delle compagnie più ‘sfortunate’, visto che il valore degli ultimi tende, con il progredire del gioco a divenire negativo, così come si deve essere pronti ad acchiappare al volo le occasioni, appunto di speculazione spicciola che momenti congiunturali (vedi l’avanzamento improvviso di determinati segnalini) offrono. Tutto questo offre un bel margine di strategia e vi è anche interazione, perchè spesso, come accade, per esempio in Chicago Express, si potrà assistere a più o meno stabili alleanze tra possessori delle medesime azioni al fine di spingere insieme una certa compagnia e l’utilizzo della carta che stoppa per quel turno gli avanzamenti può essere fattore chiave.
Nel contempo ci sono ampi spazi per madama fortuna, visto che si hanno sempre e solo due carte compagnia in mano (quindi potreste non avere quella giusta al momento giusto) e che ci sono i dadi di mezzo, ma il mix di quanto descritto è tale da far propendere per una esperienza di gioco almeno controllabile.
In definitiva Speculation si presenta bene, ovvero come titolo adatto ad un pubblico ampio, con regole lineari e con meccaniche coinvolgenti il giusto. Ragionevolmente il suo meglio lo darà in gruppi di almeno 4 persone: per il resto è un titolo che, pur con i suoi vent’anni sulle spalle, sembra portare bene l’età. Qualche perplessità, lo ammetto, me la suscita il fatto che questo tipo di prodotto sia proposto su kickstarter, succhiando via risorse a proposte più innovative ma, considerando che il progetto ha avuto successo, quello che a torto forse sono io ..
Il costo per ora viaggia sui 40 dollari per il pacco base (più 20 per la spedizione in Italia) e vi sono diverse offerte di abbinamento con altri prodotti Queen. La produzione è prevista per agosto 2013.
— Le immagini sono tratte dal manuale, dalla pagina kickstarter del gioco o dal sito della/e casa/e produttrice/i (Queen Games) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. –
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