Recensione: Il Vecchio

scritto da Bernapapà

Generalmente i giochi ambientati nel Medioevo mi attraggono abbastanza, e questo gioco, provato la prima volta a Lucca Comics nello stand della Uplay.it che ne edita la versione italiana, ha confermato questa mia predilezione. Eccomi quindi a parlare di Il Vecchio, gioco strategico (edito originariamente da Hall Games) per 2-4 giocatori, senza alcun testo nel gioco, ideato  dal tedesco Rudiger Dorn (e presentato ad Essen nel 2012), autore molto prolifico fra cui spicca il capolavoro Goa. L’ambientazione, abbastanza resa, proietta i giocatori in altrettante famiglie fiorentine intente a conquistare il potere detenuto da Cosimo De Medici (Il Vecchio, appunto). Si tratta sostanzialmente di gioco che mischia meccaniche note, ma abbastanza varie, che includono la gestione delle risorse e dinamiche di movimento su mappa. Niente di nuovo, insomma, ma in un mix degno di essere giocato: target famigliare ma senza una sufficiente  pianificazione strategica non si vince.

I materiali

Partiamo subito dal bel tabellone che rappresenta una sorta di piantina stilizzata della regione toscana (rettangolarizzata) con al centro Firenze e sparse sul territorio altre cittadine toscane medievali collegate da strade che proseguono poi verso 3 angoli del tabellone, dove si trovano rappresentate le città di Milano (nord-ovest), Venezia (nord-est) e Roma (sud-est). Presente in cornice il solito percorso segnapunti. La cartina è stata suddivisa in 10 settori, per il posizionamento degli omini. Fra l’altro, il tabellone è double-face: da una parte una cartina più chiara e giocabile, dall’altra una cartina più ricca di disegni, me non indicata per le prime partite. In alcune delle cittadine toscane (25) è presente uno dei 5 simboli delle risorse del gioco: i 3 Sostenitori – l’Abate (bianco), il Soldato (grigio) ed il Sicario (Nero) – , l’alternativa Vescovo/Carro (Viola), e l’alternativa Fiorini/Manoscritto (Rosso). Ogni città esterna presenta un numero fissato di stalli ordinati che sarà possibile occupare (per indicare l’influenza che si esercita su quella città) con l’indicazione dei punti che si otterranno (decrescente) e del prezzo in fiorini (crescente). Per entrare a Milano c’è bisogno di un Abate e di un Soldato, per entrare a Venezia di un Sicario, mentre per entrare a Roma c’è bisogno di due sostenitori uguali ed uno diverso.

Ogni città esterna contiene anche una pila di tasselli (a faccia in giù), pari al numero degli stalli, che non sono altro che delle facilities one-shot per chi entrerà nel consiglio di quella città. Sulla città di Firenze troviamo due itinerari di stalli, uno per il Comune e l’altro per la Nobiltà, con altrettanti talloncini: quelli del Comune forniscono facilies permanenti, mentre quelli della Nobiltà forniscono moltiplicatori di punti per la fine del gioco. Per entrare in Firenze sono necessari due talloncini Manoscritto e 3 Fiorini solo se voglio entrare nell’itinerario sul quale al momento è richiesto tale tributo (si trova alternativamente sulla Nobiltà o sul Comune). E’ poi prevista una pila di talloncini “Il Vecchio” che, oltre a decretare il termine della partita al suo esaurimento, impongono dei “tributi” quando vengono pescati (cosa che accade quando si occupano gli stalli gialli seminati nelle città o a Firenze).

E’ poi prevista un cilindro in legno per ogni risorsa (il Mediatore) che verrà posizionato su una città che provvede al sua risorsa. Le risorse sono rappresentate da scudi cartonati per i Sostenitori, mentre il Vescovo, il Carro e il Manoscritto sono talloncini quadrati: i Fiorini sono presenti nei tagli da 1 e da 5. Ogni giocatore dispone di una dozzina di omini (meaples). Due dadi ed il simbolo di primo giocatore terminano la dotazione.

Per quanto riguarda la qualità dei materiali siamo decisamente in fascia alta, così come per quanto riguarda la grafica, particolarmente centrata sul temo tardo medievali, risulta particolarmente curata e ben fatta.

Le regole

Scopo del gioco è accumulare il maggior numero di PP (punti prestigio), che si ottengono entrando nei consigli delle città esterne e andando a far parte della Nobiltà o del Comune di Firenze, sfruttando anche meccanismi di maggioranza nelle influenze e i moltiplicatori forniti dai talloncini Nobiltà. Partendo dal primo giocatore, vengono piazzati 4 omini a testa, casualmente distribuiti a due a due sui 10 settori: ogni giocatore riceve inoltre un Vescovo, un Carro, 5 Fiorini ed una tessera Comune a scelta. Le azioni possibili sono solo 5; ogni azione può essere sempre preceduta dallo spostamento di una pedina (da città a città), che è effettuabile spendendo un fiorino per ogni passo, oppure spendendo un carro per raggiungere qualsiasi destinazione.

Le azioni sono quindi le seguenti: compra una risorsa, aggiungi un omino in mappa, riabilita tutti gli omini, entra negli stalli delle città. Per comprare una qualsiasi risorsa è possibile spendere un Vescono, oppure utilizzare il Mediatore (se presente) comprando la risorsa gratuitamente ma “sdraiando” la propria pedina: in tal caso il Mediatore sarà spostato sulla successiva città che fornisce la sua risorsa.
Le città con i sostenitori forniscono un solo Sostenitore alla volta, mentre le città Viola forniscono a scelta due Vescovi o due Carri; le città rosse a scelta 5 Fiorini o un Manoscritto. Per inserire un nuovo omino sulla mappa è sufficiente tirare un dado, e piazzarlo su una città qualsiasi del settore indicato. Rialzare tutti gli omini “sdraiati” è la terza azione possibile, che fornisce anche un fiorino. Per entrare nei centri di potere delle città esterne o a Firenze, è necessario spendere quanto indicato, sia in risorse che, eventualmente, in denaro: questa azione permette anche di scegliere uno dei talloncini della pila inerente, da giocare subito, o in un altro momento (per i talloncini one-shot), oppure da posizionare davanti a se scoperto se il suo effetto è permanente. I talloncini Nobilità, essendo moltiplicatori di PP, vanno tenuti nascosti, perché forniranno un obiettivo in più al singolo giocatore.

Per fare alcuni esempi di one-shot, si va dalla possibilità di ottenere subito un sostenitore, trasformare le risorse, riabilitare vecchi talloncini usati ecc.; per gli effetti permanenti abbiamo la duplicazione la risorsa acquistata, l’inserire un nuovo omino in mappa nell’azione di riabilitazione, l’entrare in città senza pagare il contributo in denaro ecc. Le tessere Nobiltà offrono invece i moltiplicatori che vanno dal fornire punti per gli omini non utilizzati, avere la maggioranza su una data città, essere provvisti di alcune risorse ecc.. Quando si va ad occupare uno stallo giallo, si gira un talloncino “Il Vecchio”, e se ne paga le conseguenze (si perde un omino o si paga una risorsa ecc.).

Quando tutti i talloncini “Il Vecchio” sono stati girati (chi li gira se li prende e diventano PP), inizia la fase finale della partita: si arriva normalmente all’ultimo giocatore e poi ognuno ha la possibilità di effettuare due azioni consecutive, la cui rinuncia fa guadagnare 2 PP. Si passa quindi alla conta dei punti: i PP degli stalli delle città esterne, 1 PP per ogni pedina nella Nobiltà, 2 PP per ogni pedina nel Comune, 5 PP per chi è presente su tutti i 5 tracciati, 2 PP per ogni tracciato su cui si ha la maggioranza (in caso di parità vince chi l’ha ottenuta per primo); 1 PP per ogni scudo “Il Vecchio”, e i PP delle carte Nobiltà. In caso di parità vince poi il più ricco.

Le impressioni

Parto subito dicendo che questo gioco mi è piaciuto fino dalla prima partita (tant’è che lo ho acquistato dopo averla giocata): i motivi sono sostanzialmente due: è semplice da imparare, ma non è banale da vincere, ossia da giocare bene. Il fattore aleatorio è quasi inesistente, nel senso che è vero che il piazzamento degli omini è dato dal caso, ma è anche vero che giocando si hanno tutti gli strumenti (e non “constano” nemmeno troppo) per ovviare a questo. Dal punto di visto interattivo, il gioco non presenta certo la possibilità di darsi delle mazzate, ma l’ordine del punteggio negli stalli, e il meccanismo delle maggioranze porta ad una discreto grado di competitività. Poi non c’è nulla di segreto (a parte le tessere Nobiltà e quelle delle città esterne ancora non giocate), per cui è anche possibile tenersi un po’ d’occhio (ossia ho la possibilità di capire in anticipo quale potrebbe essere la strategia del mio avversario e tentare di porgli rimedio se sta andando a rompermi le uova nel paniere).

Gli obiettivi segreti dati dalle tessere Nobiltà forniscono la possibilità di differenziare le partite, ma non sono così determinanti da poter ignorare completamente gli obiettivi comuni a tutti, ossia l’occupazione dei posti di influenza nelle varie città. Cercare di occupare tutte le città è una strategia buona, ma non sempre facile da attuare, in quanto, considerando che arriverò a occupare il mio 5° stallo dopo che gli altri ne avranno già occupati, tale occupazione rischia di costarmi parecchio e di non potermelo permettere. Quindi una strategia che aspetti troppo accumulando prima risorse non sembra pagare: la corsa ad accaparrarsi i primi posti (che costano meno e permettono di scegliere fra un maggior numero di talloncini) risulta essere la strada maestra: si deve però riuscire a “sprecare” il minor numero di azioni possibili: e qui sta un po’ il fulcro del gioco: accumulare risorse mi fa spesso sdraiare i miei inservienti, per cui ogni tanto è necessario riabilitarli, o comunque aumentarne il numero in gioco… insomma, al solito, è una questione di equilibrio da gestire con  sagacia. 

Altro fattore fondamentale a renderlo un gioco molto attraente è che sono praticamente annullati i tempi di attesa: avendo una sola azione da compiere, e riuscendo a pianificarla con un discreto anticipo, il gioco gira veramente molto veloce, anche in 4.

L’ambientazione è sentita soprattutto nella rappresentazione del gioco (ossia nei materiali) piuttosto che nelle meccaniche stesse: gli obiettivi, invece, risultano abbastanza centrati sul tema dello spartirsi il potere fra le nobili famiglie, come avveniva effettivamente ai tempi dei Medici. Curiosa questa passione dell’autore tedesco per questa realtà molto italiana…
Tirando le somme, se vi piacciono i gestionali dove non ci si debba bruciare troppo il cervello, questo gioco potrebbe fare per voi.
— Le immagini sono tratte da Bgg, o dal sito della casa editrice. Tutti i diritti appartengono alla casa produttrice (Hall Games / Uplay.it) ed agli Autori del gioco le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di pubblicizzazione del gioco. —
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