Dall’altra parte poi si sviluppa, seconda parte del’ipotesi, una sorta di snobismo del gamer, che diventa, in questo senso il geek americano, ossia una categoria dedita ad un certo hobby , al quale si appassiona e che riconosce negli altri adepti vitalità ed agilità mentale, contrapposta alla limitatezza di chi non li capisce.
Resta però il discorso legato alla difficoltà a far compiere il primo passo ai non giocatori, che non è così semplice: una volta che però la gente la ospiti al tavolo (esperienza personale) si capisce come la gran parte dei titoli sia alla fine fruibile a tutti.
Cosa ha a che fare tutto ciò con il nostro discorso sul cinghiale? Beh, se stai compiendo un cammino per avvicinare a questo hobby altra gente, che ne è digiuna, in genere non vai a cercare un titolo troppo complesso da mettere sul tavolo. Inoltre, se il discorso sulla ‘autosegregazione’ ha una sua fondatezza, allora il cinghiale compare davvero su poche tavole …
Gli scacchi sono il primo cinghiale della storia? Ma cos’è un cinghiale?
Ci pensavo tempo fa: tra i giochi classici c’è sempre stata una sorta di contrapposizione tra la dama e gli scacchi, dove la prima è stata considerata ‘introduttiva’ ed i secondi ‘palestra della mente’. In effetti il giocatore di scacchi ha sempre avuto un velo di chic che lo circonda, anche se nel recente, temo, questa passione ha conosciuto una forte flessione di attenzione.
Probabilmente gli scacchi rappresentano, nell’immaginario collettivo, proprio il primo cinghiale riconosciuto della storia: da qui possiamo partire per capire cosa possa rientrare in questa categoria.
Requisiti? Premettiamo che non tutti devono essere presenti insieme (a volte hai un cinghiale dalle regole apparentemente semplici, altre volte sono lunghe, ma poi è veloce, …), ma un elenco delle caratteristiche ricorrenti può essere:
1. manuale lungo (oltre 12/16 pagine)
2. durata oltre i 90 minuti
3. componentistica complessa
4. richiedono capacità di riflessione e concentrazione
5. sono assoggettabili a calcolo matematico ed a programmazione
Ho detto tutto?
.. il cinghiale è un animale in via di estinzione?
Fatta tutta la premessa, ovvero capito che è un cinghiale, devo dire di avere la sensazione che la categoria in sè sia in via estinzione, o almeno si stia evolvendo verso forme più ‘agili e scattanti’.
Non sono tanti anni che avevo tra le mani giochi decisamente cinghiali come Descent (specialmente nela sua articolazione Road to Legend, ossia la modalità campagna), come World of Warcraft the Boardgame o simili, tutta roba (chi non ricorda 1830, con le sue due paginette di manuale?) che si faceva fatica a far stare in una serata e quando ci si riusciva le ore erano di quelle piccole. Altri titoli? vediamo un Through the Ages con le sue 4 ore medie, Twilight Struggle con tre o Paths of Glory con otto!
Il trend di adesso, invece, è decisamente quello di ridurre il tempo di gioco e di semplificare alla grande le dinamiche, il tutto per avvicinare il grande pubblico al boardgaming.
Se scorriamo l’elenco dei titoli che dominano nelle classifiche generali possiamo infatti notare come da alcuni anni quelli che emergono tendano ad avere una durata più contenuta rispetto ai mostri sacri più strutturati che vi ho citato poco fa.
Tra i titoli heavy di quest’anno, poi, se andiamo a vedere, di roba che rientri a pienissimo titolo nei cinghiali di una volta non ne troviamo molta: per fare un paio di esempi Clash of Cultures rappresenta un tentativo di semplificare il genere dei 4x (a sua volta terreno ospitale per il nostro peloso maiale selvatico), così come Archipelago, gestionalotto che si propone di farvi giocare in meno di un’ora (selezionando obiettivi rapidi).
Per il resto abbiamo un Terra Mystica, che è considerato come un teorico cinghiale, che sta in una teorica oretta e mezzo e poi, per quanto non sia propriamente immediato da spiegare, non è che proponga, quanto alle azioni da fare, poi duecento diverse scelte al giocatore. Se scorriamo i titoli che hanno avuto maggiore successo c’è poi Tzolk’in, che è un bel gestionalino, ma che non metterei affatto negli ungulati, ed anche le opere del nostro noto e coccolato Feld, per quanto siano ritenute comunemente come ‘complesse’ da masticare, non hanno in realtà i requisiti propri della nostra categoria, mancandogli almeno un paio di requisiti importanti (direi i primi due).
Le uscite che, ultimamente, sembrano incarnare maggiormente i crismi del cinghiale, sono ai miei occhi quindi Eclipse e Mage Knight: questo però mi rafforza nel pensiero che il vero cinghiale, quello duro e puro, che non lascia spazio per neanche cinque minuti di filler e che fai fatica a finirlo in una sera o anche due, sia in via di estinzione.
Sarà il mondo di oggi che ci spinge a provare più cose, sarà che il mercato per la roba pesa e dura è piccolo, sarà quello che volete, ma il vero cinghiale è qualcosa che dura almeno dalle ore in su ed i due che ho citato forse quelle durate le sfiorano nelle partite di apprendimento, per poi rientrare in qualcosa di più ‘fruibile’ da tutti 😉
Concludo quindi dicendo che utilizzerò il termine in modo più ampio, ricomprendendoci anche roba come Terra Mystica, Clash of Cultures e simili, ma nello stesso tempo, con una lacrimuccia, mi rendo conto che i tempi del giocone totalizzante, duro e puro, sono forse un pò passati. Voi che dite, avete colto anche voi questa tendenza alla semplificazione’? Avete invece trovato più o meno numerose ‘perle’ davvero pesanti ?
Fatemi sapere! In fin dei conti, il cinghiale è un bell’animaletto … 😉
Salviamo il cinghiale … 🙂
Immagine del cinghiale d’inizio tratta dall’archivio free Publicdomainpictures. I diritti sulle immagini dei giochi appartengono ai rispettivi produttori.
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