scritto da Fabio (Pinco11)
Ok, è successo!
Abbiamo il primo caso ufficiale (per quanto io ne sappia) di progetto Kickstarter (almeno di un certo peso economico) dichiaratamente fallito!
Il titolo dell’articolo gioca sul nome del gioco interessato dalla notizia, ovvero The Doom that came to Atlantic City, un gioco da tavolo (ideato dal trio Moyer, Baker e Komoda) che aveva concluso nel giugno del 2012 la sua fase di raccolta fondi incassando la bellezza di 122.874 dollarozzi, a fronte di una richiesta per avviare il progetto di ‘soli’ 35.000 dollari.
L’editore (Forking Path) era alla sua prima esperienza ed il gioco prometteva di essere un curioso incrocio tra il Monopoli (si, avete letto bene, proprio quello: del resto basta vedere il tabellone che era proposto) e l’ambientazione mostresca tipica dell’universo Cthulhu.
Come gli autori si proponessero di mescolare le due cose lo potrete leggere nei dettagli sulla pagina del progetto e come un’idea (ai miei occhi) così strampalata possa aver raccolto tutti quei soldi è per me ignoto (posso solo pensare al solito effetto attrattivo esercitato dalle miniature sui frequentatori di kickstarter), ma la cosa che conta è che, dopo mesi e mesi di rinvii e di promesse, alla fine, il 23 luglio 2013, il promotore dell’iniziativa, Erik Chevalier, ha pubblicato un aggiornamento nel quale ha ammesso che il progetto è del tutto fallito e nessuno riceverà mai la sua scatola del gioco.
Il messaggio, ondeggiando tra il cospargersi il capo di cenere ed il promettere di ‘cercare’ in futuro di rimborsare i finanziatori, cerca di spiegare come siano stati commessi tutti i possibili errori concepibili, dilapidando di fatto i soldi incassati senza alcun frutto e senza, soprattutto, essere più in grado di produrre alcunchè. Ad esso hanno fatto seguito solo 165 commenti, nei quali (ne ho letti alcuni a campione …) i simpatici ‘acquirenti’ del gioco si sono alternati nel minacciare allegramente azioni legali, alzare più o meno la voce insultando l’allegro ‘pacconaro’ e/o (devo ammettere che non me lo aspettavo) mostrare un sorprendente self control nel dire che ‘è un rischio che, comprando su kickstarter’ ci si assume.
La parte delle minacce in particolare sembra aver avuto un effetto, visto che Chevalier si è affrettato ad aggiungere (dopo un altro paio di centinaia di commenti sulla pagina kickstarter e non quante mail) di aver preso contatto con il dipartimento di Giustizia dell’Oregon, al quale era stato denunciato per possibile frode, fornendo le sue giustificazioni sulla propria buona fede e di aver iniziato a rimborsare il finanziatore più forte della campagna, un simpatico pazzo che aveva sborsato 2500 dollari per avere una copia speciale del gioco, oltre ad un pomeriggio dedicato a lui dagli autori (manco fossero Pamela Anderson e/o la Bellucci e/o chi volete voi).
Mi fermo qui nel parlare specificamente del caso in questione, ma la notizia da il classico la ad un breve ragionamento sulla potenzialità – pacco che la partecipazione a Kickstarter contiene in se.
Mi risponderete che il pacco è sempre dietro l’angolo, o meglio dentro la scatola di ogni gioco che si possa acquistare, ma io vi a quel punto replicherò dicendo che, per chi abbia tempo e/o voglia, in giro per la rete, per i giochi editi e venduti normalmente, ci sono spesso un sacco di persone che, una volta giocato, ne parlano e lo spiegano, dando le proprie impressioni, per cui i rischi di prendere qualcosa di inadatto o assolutamente ingiocabile sono relativi, così come sono inesistenti quelli di acquistare, come è accaduto per gli sventurati che han partecipato a stò progetto, una scatola del tutto vuota …
A prescindere dalla scelta, a mio avviso non troppo smart, compiuta da Chevalier di annullare seccamente il progetto, egli avrebbe potuto benissimo limitarsi a produrre le statuine promesse ed a stampare un orrendo gioco ‘alla cineseria’, con tabellone in cartoncino sottile e soldi in carta, di quelli che costano da 1 a 2 dollari e mandare poi quello. La fregatura sarebbe stata ancora più evidente, ma non credo che nessuno avrebbe potuto poi fargli causa per aver prodotto qualcosa di al di sotto delle aspettative.
In sostanza, se mandava un vero e proprio ‘pacco’, invece di aria, non credo che legalmente avrebbe avuto granchè da temere (salvo dal tizio dei 2500 dollari, forse …).
Comunque, da qui la community di BGG è partita ed è stata già messa su una lista di titoli ‘controversi o fraudolenti’ usciti su kickstarter, ossia di gente che ha in qualche modo tirato pacchi (o che minaccia di farlo) in relazione a progetti usciti sulla nota piattaforma di crowdfunding e/o su sue similari.
Tra di essi, oltre una trentina, indicati per vari motivi (in alcuni casi ci si duole proprio della mancata uscita del prodotto, in altri di enormi ritardi, in altri ancora di consegne solo parziali del promesso e così via), abbiamo titoli (o nomi) in qualche modo noti, come Alien Frontiers – Aurora, Massilia e Vanuatu, Tomorrow, Fallen City of Karez, Queen Games.
Bottom line?
Premesso che l’idea alla base del crowdfunding è buona, notizie come quella di cui abbiam parlato oggi mi convincono sempre più sulla opportunità di tenermene alla larga per quanto riguardo il boardgaming.
Già esce un sacco di roba e si fa fatica a vederla tutta, per cui non ho motivo di buttarmi alla cieca nell’acquisto di cose che ancora non sono nemmeno pronte per essere stampate. Credo che si qualcosa di molto simile al comprare un gioco dopo aver visto (e non provato) sul tavolo una copia di playtesting, pagando oggi per avere il gioco se e quando sarà prodotto. A questo punto, visto che nel frattempo ne usciranno altri mille, preferisco attendere.
Chiaramente questi sono i miei proverbiali two cents e sono pronto a discuterne … 😉
p.s. aggiungo che in questi giorni gli autori del gioco si sono mossi e sembra che abbiano raggiunto una sorta di accordo con un editore (Catalyst?) che produrrebbe il Doom that came to Atlantic City, fornendone una copia gratis a chi aveva sostenuto il progetto kickstarter. La cosa è ancora in fieri, così come la distribuzione di una versione print and play del gioco, però attesta come lo spirito dei sostenitori di kickstarter sia forte (cosa che la lettura di diversi commenti ‘comprensivi’ riguardo alle disavventure di Chevalier già dimostrava).
Il re non sembra essere ancora morto … 😉
— Le immagini sono tratte dalla pagina kickstarter del progetto di cui si discute ed i relativi diritti appartengono agli autori del gioco —
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