scritto da Bernapapà
In questo gioco viene riproposta la non nuovissima ambientazione dell’archeologia, che viene comunemente confusa con le avventure di Indiana Jones, mentre gli addetti ai lavori (ossia i veri archeologi) si indispettiscono talvolta per questa associazione (ricordo di un Post di un archeologo che lanciava strali contro questa “confusione”).
Vediamo quindi se, almeno in questo gioco, viene dato più risalto agli aspetti gestionali del lavoro dell’archeologo, piuttosto che a quelli avventurieri, frutto dell’immaginazione collettiva. Il gioco non ha componenti in lingua, e presenta una versione base, più due espansioni che vanno a formare il gioco completo, in cui, da 3 a 5 giocatori, saranno catapultati all’inizio del secolo scorso (l’epoca d’oro dell’archeologia) in siti archeologici dei vari continenti, dove dovranno scoprire reperti, ma anche organizzare mostre per finanziare le proprie spedizioni, rivolgendosi eventualmente al mercato nero…
I materiali
Le regole
Veniamo ora alla descrizione del fulcro del gioco, ossia le azioni possibili: abbiamo 6 azioni possibili.
La Ricerca, che prevede, posizionando un segnalino azione Museo, di piazzare una capanna in un nuovo sito, scoprendo un nuovo reperto se c’è già almeno una capanna.
Abbiamo poi la Assunzione di lavoratori che prevede, posizionando un lavoratore-azione nel sito corrispondente, di piazzare una capanna nel sito dove devo averne già una, scoprendo un nuovo reperto; l’azione di Spedizione prevede, posizionando una nave-azione, di scegliere i reperti da un unico sito, prendendone in numero pari al numero di proprie capanne presenti nel sito stesso: si tolgono poi le capanne dal sito.
L’azione Allestimento prevede, posizionando un segnalino-azione museo, di scegliere una tessera-mostra dagli spazi mostra o dal percorso rendita e di piazzarla davanti a se, alla condizione di poter soddisfare, con i propri reperti, le commesse della mostra: si devono possedere tutti i reperti richiesti, ma in fase di allestimento se ne tiene segretamente uno: gli altri si piazzano nascosti sotto la tessera mostra. Abbiamo infine le due azioni mercato nero, che permettono di vendere o comprare, al prezzo definito dalla posizione del segnalino-azione nave da piazzare nel suo percorso, uno dei reperti presenti la mercato nero.
Le impressioni
Le regole a loro volta sono esposte in modo abbastanza semplice: si tratta in fondo di una collezione oggetti leggera, con la difficoltà di verificare quale sia l’azione migliore fra le 6 a disposizione, non solo in termini di guadagno, ma anche in termini di “spesa”, dato il fluttuare del costo delle azioni.
Questo meccanismo sembra abbastanza intrigante: i primi ad effettuare le azioni saranno avvantaggiati dalla maggior scelta, ma saranno svantaggiati da costi più elevati, per cui un minimo di strategia è richiesto, ed è lo stesso meccanismo che fornisce quel po’ di iterazione previsto nel gioco, insieme al dover competere nell’accaparrarsi le mostre migliori o i siti migliori (ma anche il mercato nero può avere un po’ di competizione).
Il dettaglio di poter recuperare una reliquia in fase di allestimento della mostra suggerisce che forse è possibile anche un minimo di controllo delle intenzioni avversarie, anche se, non avendoci ancora giocato, non lo posso assicurare. Il fattore aleatorio non dovrebbe influenzare più di tanto, in quanto è vero che si scoprono delle carte, ma sono accessibili a tutti: quindi non credo che una pesca particolarmente sfortunata possa influenzare la vittoria.
Potrebbe forse essere un titolo eccessivamente “matematico”, da fare con la calcolatrice a fianco, ma non credo che questo sia lo spirito giusto per affrontare un titolo come questo.
Devo però dire che la lettura delle regole ha suscitato i me un discreto interesse, per cui, se mi capiterà, non mi lascerò scappare l’occasione di provarlo.
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