Recensione – Yunnan

scritto da Fabio (Pinco11)


Certe volte alcuni titoli passano via senza entrare nel tuo personale radar e li riscopri solo per caso, grazie al passaparola di qualche amico sommellier che te ne parla, entusiasta del fatto di aver provato qualcosa di cui nessuno ancora ha scritto nulla. 
E’ questo il caso di Yunnan, del quale parlai parecchio tempo da in una anteprima (ecco il link), ma che ad Essen passò da me completamente inosservato, giacendo nella lista dei titoli “che si possono anche provare” ma che alla fine, tra le centinaia di uscite, fatalmente perdi di vista.
Alla fine l’ho preso e devo dire che il titolo (per 2-5 giocatori, indipendente dalla lingua, edito da Argentum Verlag ed ideato da Aaron Haag) merita e di seguito cercherò di spiegarvi perché 😉
Vi dico subito che è un titolino di difficoltà media (le regole sono in linea di principio facilissime, salvo però diversi particolari che entrano in testa con la prima partita), che verte su di un mix di meccaniche (aste, piazzamento lavoratori, costruzione reti).

Sulle vie del tè in Tibet

Ammetto che ero all’oscuro del fatto che nelle regioni montagnose in questione avesse mai fiorito un ricco traffico dell’essenza che produce la bevanda in questione e probabilmente l’ambientazione poteva esser anche di molto diversa, pur mantenendo le meccaniche. Tutto ciò per dire che l’ambientazione non è affatto sentita nelle regole, anche se, lo ammetto, lo sforzo compiuto dal grafico (Lohausen) è più che apprezzabile, con uno stile complessivo che effettivamente ti porta a pensare ai luoghi in questione. 
L’impatto complessivo del gioco alla vista è quindi positivo, anche perché le icone ed i simboli sono esplicativi degli effetti, così come i componenti risultano, nella loro essenzialità (oltre al tabellone sono forniti giusto una manciatina di trippolini per ogni giocatore, poco più di una decina) più che funzionali allo scopo.

Passando a come il gioco gira devo dire che nel complesso è proposta una meccanica intrigante e serrata, che punta molto sulla forte interazione tra i giocatori, cosicché possiamo dire di trovarci davanti ad un german molto cattivo, con qualche tocco, qua e là, di interazione diretta.

In se le regole sono piuttosto semplici, anche se la prima partita per capire come gira il tutto ci vuole senza dubbio. Ognuno ha infatti a disposizione i classici omini da piazzare per compiere le classiche azioni, però, oltre al fatto che le azioni vanno pagate, c’è qui l’aggiunta che ha luogo una specie di ‘asta’ per aggiudicarsele, che è proposta secondo una modalità anomala. Nel piazzare il proprio omino su di una azione, si deve infatti scegliere se collocarlo negli spazi con costo 5 o 7, oppure in uno di quelli con costo 9, 12 o 15. che c’è anche un ampio spazio per cattiverie più o meno gratuite: nelle regole pro è infatti possibile puntare più di quanto si dispone e un giocatore potrebbe farlo per far salire i prezzi delle altrui azioni, salvo poi ritirare tutto per compiere l’azione ‘banca’ (che azzera le tue offerte per le azioni, per darti solo denaro ..).

L’effetto prodotto è identico, però se si piazza l’omino nelle prime due locazioni si deve sapere che se qualcuno in un turno seguente lo collocherà in uno spazio dal costo più alto di quello scelto da noi, l’omino ci tornerà in mano (sarà però ripiazzabile). Si deve insomma scegliere se pagare subito qualcosa in più per avere la sicurezza di svolgere l’azione ad un prezzo leggermente più alto, o rischiare di vedere cosa faranno gli altri. Già in questa specie di asta atipica risiede buona parte del gioco. Annoto

Per il resto si tratta poi di andare nella parte residua del tabellone a costruire la propria rete commerciale ed è qui che si scatenano le cattiverie vere e proprie (come se non bastassero quelle dell’asta …), perché esiste un concetto di ‘priorità’ (è una delle ‘scale’ nelle quali si può crescere piazzando omini) che consente, quando si arriva con un omino in una locazione con mercanti altrui, di mandare indietro di una casella un ometto di chi abbia una priorità più bassa di noi.

A questo aggiungiamo che quando si va a rompere la catena ininterrotta di mercanti che collega il più avanzato al più remoto, si generano numerose penalità nei profitti altrui, arriviamo ad intuire come le cattiverie si sprechino davvero e come l’ordine di gioco (che è legato intimamente a quanto punti si fanno in ogni giro) sia qui vitale. Ancora segnalo che una regola prevede l’arrivo, nella locazione più ricca, dell’ispettore imperiale, il quale, indovinate un po’ … manderà a casa un mercante.

In questa sezione, quindi, si anima una interazione diretta, per cui chi ama costruirsi in pace il proprio orticello probabilmente in Yunnan non sarà felicissimo.

Il gioco tende a scalare bene sino a tre giocatori (mentre la partita a due, per quanto più controllabile, gira su regole diverse, con due colori a testa, apparendo più un’aggiustamento che una versione nativa), con le partite a 4 e 5 che risultano davvero sanguinose, per i potenziali effetti delle priorità e per l’asta selvaggia iniziale (gli spazi per le offerte sono fissi).

Tiriamo le somme
Arrivati alle conclusioni devo dire di essere rimasto piacevolmente sorpreso da Yunnan, in quanto le sue dinamiche, che alla base sono classiche (asta, piazzamento omini e costruzione piccola rete) ed asciutte, sono state mescolate in modo tale da proporre un titolo molto meno convenzionale di quanto si possa immaginare

Il conflitto tra i giocatori appare infatti serrato, con momenti di forte interazione, anche diretta e con regole che tendono a rimettere costantemente in gioco chi sia più indietro, ovvero all’esito del turno precedente abbia ottenuto meno punti (o soldi), in quanto egli potrà iniziare per primo nell’asta e soprattutto, partire per ultimo nell’essenziale movimento dei mercanti. Questi tocchi rendono la partita sempre aperta e molto celebrale (occhio ai paralizzati da analisi …) ed il tutto decisamente coinvolgente.

Se ci aggiungiamo che non ci sono elementi aleatori, perché non si pesca nulla e non si tirano dadi, direi che nel complesso questo Yunnan, sulla base delle prime partite che ci ho fatto, lo ho rivalutato un sacco, ponendolo ora nel novero della mia top15 da Essen.

A tutti gli effetti un vero underdog.

–Tutti i diritti sul gioco spettano agli autori/alla casa editrice (Argentum Verlag). Le immagini sono scattate da una copia del gioco e/o tratte dal sito della casa. Queste ultime, messe online ritenendo la cosa gradita forma di diffusione dei contenuti del gioco in questione, saranno rimosse su semplice richiesta degli aventi diritto.–
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scritto da Fabio (Pinco11) La Argentum Verlag è un editore tedesco che annualmente si presenta...

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