scritto da Bernapapà
I materiali e le regole
Partiamo dal motore del gioco, ossia dalle carte, che sono di due tipi: le carte fama (7 in tutto, da giocarne in numero variabile a seconda del numero di giocatori), hanno raffigurati i punti fama che si otterranno accaparrandosele ed, eventualmente, quale tipo di personalità è più affine con tale obiettivo. Abbiamo poi le 17 carte personalità che sono numerate, appunto, da 1 a 17 e che riportano il mestiere con tanto di disegno, il nome proprio (ininfluenti ai fini del gioco), le materie in cui è esperto, di quale materia è effusore di conoscenza (cubetti conoscenza), i punti fama e gli eventuali effetti speciali di cui godrà chi lo avrà annoverato nella sua corte. Questi effetti sono per lo più degli obiettivi da raggiungere a fine partita, o contribuiscono alla conoscenza accumulata e solo in alcuni casi forniscono vantaggi durante il gioco.
Abbiamo poi 5 tipi di cubetti, 4 dei quali corrispondono alle 4 materie cui sono affini le personalità, ossia Arte (cubetti gialli), Religione (cubetti rossi), Scienze (cubetti viola) ed Esplorazioni (cubetti azzurri); abbiamo poi i 5 cubetti neri che servono come protezione.
Ad ogni mano viene svelata una carta fama, pescandola dal mazzo coperto; a questo punto, a turno, a partire dal primo giocatore, si può decidere quale azione svolgere delle due possibili:- giocare una carta personalità, partecipando alla gara per guadagnare la carta fama: la carta giocata va posta dinanzi a se; si ha la possibilità, una sola volta a partita, di proteggerla dalle lusinghe degli avversari
- passare: questo permette di ingaggiare una delle personalità giocate dagli avversari (se non protette) o guadagnarne i cubetti conoscenza.
Si faccia attenzione ai cubetti bianchi che devono essere trasformati, nel momento stesso in cui si guadagnano, in cubetti degli altri colori: se tali cubetti si esauriscono, si è autorizzati a prenderli da quelli posseduti dell’avversario più vicino.
Le impressioni
La qualità della produzione non si discute (la confezione è adirittuta più ampia del dovuto e molto resistente), così come l’idea di AEG di creare una sorta di “famiglia” di giochi con differnti meccaniche ma monotematica dal punto di vista ambientativo. L’aspetto interattivo è presente, in quanto la scelta della carta da giocare piuttosto che la scelta di passare, dipende spesso da cosa hanno giocato i giocatori precedenti o da coea prevede il bottino fama, anche in relazione alle personalità già possedute dagli avversari. Il fattore aleatorio, tipico in questi tipi di gioco, è mitigato dal fatto che, essendo un gioco molto rapido, l’idea è che la fortuna giri, e comuque, anche con carte poco potenti, è sempre possibile giocare sul passare (ma attenzione, che se si rimane con carte in mano si paga pegno), cercando di accapararrsi le personalità di maggoir prestigio degli avversari.
Diciamo quindi che è possibile giocare partire dignitosissime anche con una mano di carte poco promettente. La durata del gioco è abbastanza invariante rispetto al numero di giocatori, perché con molti giocatori ci sono meno mani da giocare ma aumenta sicuramente un pochino l’aleatorietà. Veniamo ora a quello che io considero una nota dolente del gioco: pur essendo un filler poco impegnativo, è un gioco assolutamente non per tutti. O meglio, è un gioco abbastanza calcoloso, per cui possono apprezzarlo solo i giocatori abituati a ragionare in termini di miglior mossa per miglir punteggio, con tanto di fattori moltiplicativi, maggioranze eccetera. Insomma, un filler per giocatori ma non per famiglie.
Un po’ le meccaniche che, pur non essendo particolarmente complicate, non sono affatto intuitive e risultano poco digeribili alla maggior parte dei neofiti, che si ritroveranno a giocare le prime partite senza capire esattamente come muoversi per vincere il gioco… insomma, non è un gioco immediato, pur essendo, a tutti gli effetti, un giochino veloce.
Detto questo, a me non ha particolarmente entusiasmato, ma rimane pur sempre un valido filler per giocatori, che si vogliano rilassare (ma senza spegnere la calcolatrice cerebrale) per una decina di minuti.
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