Scritto da Chrys.
Diverse settimana fa stavo pensando a come è cambiato il modo di trovarsi per giocare negli anni, almeno per me, e anche a quanto spesso cambi da persona a persona… mi sono allora ripromesso di scrivere due righe a breve (e qui potete notare la mia incredibile capacità di trascinare le cose O__O) sul blog per confrontarmi con voi, il mio illustre ed imprescindibile campione statistico ludico.
Iniziamo quindi con…
GLI ALBORI
Parlando di me, inizialmente si giocava da tavolo e di ruolo soprattutto a casa di amici… sto parlando del periodo “medie / primi anni di liceo“, quindi ci si trovava principalmente al pomeriggio (poca vita notturna a 11-15 anni) quindi era una scelta abbastanza obbligata. Inoltre la mancanza di grosse libertà di spostamento autonomo (i mezzi ti portano dove vuoi ma perdi molto tempo) unita ad orari di rientro da rispettare ci portavano a trovarci con amici in zona. Il gruppo di amici era piuttosto contenuto (Matteo, Alan, Roby ed io)
All’epoca il principale luogo di gioco principale era spesso la camera di chi ci ospitava o più raramente, se eravamo fortunati e la casa era libera, il salotto o la cucina: non che ci fosse proibito giocare davanti ad un qualche genitore… ma essere in “privato” voleva dire piena libertà senza rischio di essere presi per pazzi (soprattutto coi giochi di ruolo… ^__^). Erano i tempi della scatola rossa di D&D!
Parlando invece di boardgame ai tempi il nostro tavolo era il pavimento… ah, la gioventù… mi viene mal di schiena solo a pensare ad un intera partita giocata per terra, cambiando posizione ogni volta che ti si addormentava un arto. E qui parliamo soprattutto di HeroQuest, StarQuest e Talisman. XD
PICCOLI GAMER CRESCONO
Da metà liceo, con l’aumentare della capacità di deambulazione e soprattutto degli orari, con la conquista delle uscite serali, molte attività ludiche si sono spostate nel dopo cena. La sera era ancora più difficile per noi avere una casa libera… anche se in questo io ero fortunato ed ho “hostato” (e qui mi sembra di aver chiaramente sentito un italianista cadere morto) un sacco di serate nel salotto di casa, anche se soprattutto serate cinema e anime (nel senso giapponese del termine, niente tavolette ouija).
Invece le attività più prettamente ludiche dai miei 16 anni in poi si sono spostate principalmente nei locali… scordatevi naturalmente le associazioni o i più moderni (e rari) game cafè… sto parlando prettamente di Circoli ARCI. Conosciuto dalle mie parti (Torino) era il Cicuta in cui ho giocato dozzine di giochi… in particolare un gran numero di
History of the World nella prima edizione tutta cartoncino del mio amico Vinkze, ma anche tante altre cose.
Ricordo anche in quel periodo l’avvento della prima ondata di giochi da tavolo di massa (Taboo, Trivial, Saltinmente, Visual Game, ecc.), certamente roba ridicola sia se paragonata ad un Dixit o un Ticket to Ride, ma comunque hanno rappresentato una prima timida apertura del gioco da tavolo verso il grande pubblico di adulti (che prima conosceva solo
Brivido, Monopoli,
L’Isola di Fuoco e altri titoli nettamente inquadrati come “da bambini”). Spesso il gruppo di gioco si allargava all’epoca di tante facce nuove, alcune poi arruolate a cose più di nicchia. Erano i tempi di History of the World. Dungeon Quest, Cosmic Encounter, Diplomacy, Warhammer Quest,
Guillotine, Great Dalmuti,
Roborally, Junta…

In questo periodo è ance iniziata una delle mie prime campagne serie di giochi di ruolo… ho ancora un quaderno pieno di appunti delle varie avventure e storie (una tramona che Game of Thrones sembra Geronimo Stilton) del mio primo gruppo serio pluriennale, composto dal mio miglior amico e da due ragazze (cosa che all’epoca molti mi invidiavano; ho sempre avuto almeno il 50% di giocatrici al tavolo, cosa ottima perchè il mio modo di fare il master più narrativo e meno action funziona meglio col gentil sesso al tavolo).
QUI SI FA SUL SERIO
Tra la fine del liceo e l’inizio dell’università era finito il tempo dei circoli si è passato a quello delle associazioni… al tempo il gioco da tavolo era ancora molto di nicchia ed associazioni specifiche a Torino e dintorni ce n’erano molto poche (oggi ne conto almeno 5). Le mie prime due furono la LIUT (giochi di miniature… 40K, Blood Bowl, Man o’War) e la Gilda del Fantastico (giochi di ruolo)… in queste due associazioni ho incontrato quelli che sono ancora oggi alcuni dei miei migliori amici (Luca, Chiara, Ali, Giorgia, Gilda… vi voglio bene! ^__^), e molte altre persone le ho conosciute in seguito indirettamente tramite loro. In quegli anni ho praticamente gettato le radici del mio attuale “branco”. Nel contempo la maggior parte dei negozi di torino si attrezza creando un area con 4-5 tavoli per far giocare la gente.

In questo periodo arrivano le primissime case, tra quelle condivise e quelle prese in affitto (normalmente da chi ha preso la strada del lavoro serio e non quella più gozzovigliante dell’università. Le mie serate ludiche si alternano quindi tra associazioni e un paio di case (e qui ringrazio Chiara e Ali che nella loro casetta di giovani sposini hanno ospitato 2 anni di campagna di Ravenloft e 4-5 anni di campagna di Mistara) oltre a parecchio giochi da tavolo. Tra l’altro Ravenloft rigorosamente giocata a lume di candela… e ancora oggi siamo certi che i dirimpettai fossero convinti tenessimo una messa nera ogni giovedì notte. ^__^
SI DIVENTA PERSONE SERIE (MA DOVE?)
Negli anni successivi dell’università e del lavoro alcune associazioni sono passate a miglior vita ma moltissime altre sono nate. Il nostro hobby del gioco da tavolo ha visto il momento della sua rinascita e diffusione in tutta Europa a partire dalla Germania.
E’ il tempo dei nuovi mostri sacri arrivati anche da noi pur con qualche ritardo (Coloni di Catan
Carcassonne,
Citadels, ecc.). In questi anni i giochi da tavolo cominciano a moltiplicarsi, le edizioni italiane si fanno più comuni e la produzione sale esponenzialmente sia in quantità che in qualità anche grazie a nuove case tipo la Days of Wonder (
Ticket to Ride,
Smallworld,
Memoir ’44).
Ormai quasi tutti hanno una casa propria e anche io metto su casa… scegliendone una con un grosso salotto, un tavolo enorme per i giochi, un divano ampio per le serate cinema ed una grossa TV per i videogiochi.
Abbandonando ogni associazione (sono una brutta persona) il mio punto di ritrovo classico era diventato la casa, mia o di altri, ed il minimo sindacale erano 4 serate ludiche a settimane: una di GdR, due di GdT ed una “videoludica-sociale” con videogiochi party-game e un sacco di drink. Erano i tempi del Wii (al tennis sono imbattibile), di Singstar, di Buzz e del primo Rockband.
IERI E’ STORIA, DOMANI MISTERO… L’OGGI E’ UN DONO.
Oggi i titoli sono tantissimi, gli editori italiani si sono moltiplicati ed ormai non c’è quasi gioco importante che non veda un’edizione completamente tradotta in capo a 6 mesi. Con un certo orgoglio aggiungo che negli ultimi 7-8 anni si sono moltiplicati esponenzialmente anche i nomi italiani sulle scatole straniere. 🙂
E il modo di giocare? Ci sono credo due macrocategorie di giocatori… gli animali da associazione e quelli più “intimi” che preferiscono il proprio gruppo di amici.
Io oggi frequento pochissimo le associazioni e mi faccio vedere quasi solo per quei 2-3 eventi grossi l’anno e gioco quasi sempre con gli amici a casa di uno o dell’altro. Nonostante questo mi piazzo però a metà strada essendomi creato nel tempo un entourage di almeno 21 persone (malcontate) di ambo i sessi (più o meno in egual misura) e dai gusti ludici più disparati… quasi un associazione personale. In generale oggi dedico più sere al gioco da tavolo e meno ai GdR (mi porta via
tanto tempo preparare l’avventura e tra lavoro e altro il tempo
scarseggia). Oltre quattro anni fa ho anche conosciuto Fabio (quando ancora il blog faceva 3-4.000 letture al mese e lo scriveva lui da solo) e ho iniziato a scrivere articoli e a farlo crescere con lui… e il resto lo sapete: 😀
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| Foto presa dalla gallery del Jolly Joker Game Cafè |
Ultimamente ho iniziato a frequentare un Game Cafè, il primo ed unico dalle mie parti, che in 2 anni dall’apertura è diventato già un istituzione a Torino, il Jolly Joker. Per i più maliziosi chiarisco che non sto facendo pubblicità occulta: se abitate entro 10km da Torino e giocate già lo conoscete o avete amici che ci vanno… altrimenti vivete troppo lontano perchè vi interessi. 😉
Oggi mi trovo spesso anche lì, avendo alcuni amici lì vicino ed essendo un punto comodo a tutti (ad esempio quando mi vedo con Dado)… personalmente avrei ucciso per un posto così da ragazzo: un negozio (molto fornito) di giochi da tavolo, GdR e funetti, con 50 posti a sedere, servizio bar e cibarie, che apre alle 14:30 e chiude all’1 o alle 2 di notte. Cosa volere di più?
E VOI?
Sono curioso… avete avuto esperienze simili alle mie? E oggi dove vi trovate più volentieri per giocare? Se riesco il giorno in cui esce l’articolo lancio un sondaggino su Facebook (sono uno curioso io). 😛
Intanto fatemelo sapere anche nei commenti sotto… casa di amici, ludoteca, associazione, circolo ricreativo, pub, game cafè? O magari altro che nemmeno immagino… 😀