scritto da Bernapapà
I materiali e le regole
Nella scatola, di dimensioni adeguate, troviamo 27 tessere stella, che somigliano a quelle del domino, in quanto sono, di dimensione, il doppio di un quadrato. Da un lato troviamo il nome del gioco, mentre dall’altro troviamo due aree: in ogni area possiamo trovare da un minimo di 0 ad un massimo di sei stelle, di differente forma e colore, su sfondo nero. Abbiamo poi le tessere contenenti la descrizione delle 13 costellazioni, ma che costituiscono di fatto gli obiettivi del gioco, riportando su un lato le condizioni per ottenere quell’obiettivo: abbiamo 6 tessere che si potranno ottenere mettendo in fila 3 stelle del tipo definito (3 punti ciascuna), poi abbiamo la Vergine, che prevede di posizionare 4 stelle di uno stesso tipo in un quadrato (4 punti), l’Ariete che mette in file 4 stelle differenti (4 punti), lo Scorpione che si ottiene con 4 stelle in fila uguali (5 punti), il Toro con 4 stelle in fila differenti (5 punti), il Cancro con 5 stelle in fila uguali (6 punti), la Bilancia con 6 stelle in fila diverse (9 punti), ed infine l’Ophiuschus, con 6 stelle in fila uguali (13 punti).
In caso si piazzi una tessera e si ottengano esattamente 13 stelle in una fila o una colonna, è possibile pescare due nuove tessere per liberarsi di una tessere non gradita, oppure ottenere un punto vittoria. Le tessere vanno tutte posizionate con almeno un lato ortogonalmente adiacente alle tessere già sul tavolo; inoltre non è ammesso creare dei buchi, e non si può uscire da un’area di dimensione 9 x 9. Se posizionando la tessera si raggiunge uno degli obiettivi descritti nelle tessere costellazione, ce se ne può appropriare (solo uno a turno)Le considerazioni
Che si tratti di un astratto lo avrete capito.. un astratto astrale, direi! I materiali lo rendono davvero un piccolo gioiellino, e forse lo sforzo dell’editore è stato proprio quello di dotarlo di componente suntuosa per farlo uscire dal giro dei gamers, e proiettarlo nella nicchia più vasta dei giocatori di giochi astratti (tipo domino), e degli appassionati di astronomia. La fase di piazzamento delle tessere è fondamentale, e va fatta avendo presente quali sono gli obiettivi ancora da raggiungere, e va pensata in modo da non lasciare su un piatto d’argento mosse vincenti agli avversari. Un gioco pià tattico che strategico, dove l’interattività di manifesta proprio nel cercare di non lasciare combinazioni appetibili. La longevità è ovviamente altissima, in quanto le possibili combinazioni delle tessere sono veramente elevate, per cui se ci si appassiona al gioco, non si rischia mai i ripercorrere le stesse partite (caratteristica comune molti astratti).
Per quanto riguarda l’ambientazione, al di la del prestigioso lavoro estetico, il tema è effettivamente un po’ appiccicaticcio, ma anche questo ci sta: si sottolinea comunque che lo sforzo produttivo è stato davvero notevole.
Il tatget, come già detto, è quello degli amanti degli astratti, ma potrebbe fare breccia negli amanti dell’astronomia, con questo suop profilo un po’ intelletualoide. Quindi da un certo punto di vista il gioco ha la vocazione di uscire dai circuiti dei gamers, ma per ritrovarsi comunque nella nicchia degli amanti degli astratti e di chi preferisce occuparsi di costellazioni, piuttosto che di allevamenti. Ottima prova di questo novello autore.
Si ringrzia l’editore per la copia di review concessaci.
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