scritto da TeOoh!
Ne avevo letto la recensione del Berna, qua su GsnT, ma mi era come scivolata un po’ addosso. Non so bene perché: probabilmente mi immaginavo una scatola più grossa di quello che in realtà è o forse le dinamiche non mi sembravano particolarmente geniali… fatto sta che mi sono quindi beccato una bella sorpresa nello scoprire davvero questo Oh my goods!, gioco da 30 minuti per 2-4 giocatori di Alexander Pfister, edito in Italia dalla Uplay.it.
Chiedo quindi scusa a Bernapapà: ho riletto la tua recensione ed ha un ottimo riscontro con la realtà!
So che qualcuno storce il naso sul titolo, visto il gioco di parole insito, ma da quanto ho letto su BGG, c’è un non-so-che di misterioso alle spalle… tanto che l’autore ha pure imbastito un sondaggio sul gradimento DOPO che il nome fu cambiato… A me fa abbastanza sorridere, lo accetto volentieri.
La minutissima è: durante la fase Alba di ogni turno, viene girato a centro tavolo un numero casuale di carte risorsa (fino all’uscita di 2 mezzi soli). Con quella informazione i giocatori potranno quindi decidere quali edifici attivare per produrre e se costruirne di nuovi. Fase Tramonto uguale alla fase alba e si procede alla produzione che, si attiverà, solo se al mercato ci sono tutte le risorse chieste dall’edificio. Quando un giocatore avrà costruito l’ottavo edificio, termina la partita e chi ha più punti (tra conversione soldi e edifici costruiti) vince!
Il regolamento a primo impatto chiede di avere un paio di esempi in tavola. La “gestione risorse push your luck” non è difficile da gestire, ma è strana da comprendere per prendere le decisioni giuste al momento della produzione. In realtà dopo un paio di esempi o giri di prova, la partita inizia a scorrere bene e, via via che le decisioni per il medio/lungo termine sono state prese, si va con un buon ritmo.
Scatoletta con zero cm cubi sprecati: sta in tasca e non si può dire la tipica frase “Ti fanno pagare l’aria”.
So che adesso però ci saranno i soliti “Se imbusti tutto, il coperchio rimane alzato”.
La colpa è vostra che imbustate. Passate al lato oscuro del non-imbustamento. Fine.
Arriviamo quindi alla sezione “Devo trovarci qualcosa?”: è un gioco in cui la componente fortuna è sicuramente presente e, anche se arginabile attraverso alcuni accorgimenti/meccaniche, vi possono essere turni in cui proprio non si riesce comunque a produrre. Va da sé, quindi, che conviene sedersi al tavolo già predisposti a questa eventualità, ma segnalo comunque che, al termine della partita, la sensazione di controllo è decisamente presente e, spesso, si riescono ad identificare alcuni errori dovuti alle proprie scelte rispetto al caso stesso.
Vi lascio Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it di questo rapporto multiplo qualità/dimensione/prezzo e al mio filmato per un approfondimento dei vari temi!
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