scritto da TeOoh!
Ormai il fenomeno delle escape room si sta diffondendo a macchia d’olio. Nonostante ci siano diverse proposte: più ambientate, più enigmistiche, in gruppi numerosi, in locali adibiti ad hoc, ecc, il concetto di fondo è: risolvere un determinato numero di enigmi entro un determinato tempo per “vincere”.
L’idea quindi di trasportare su di un board game questa esperienza era solo questione di tempo.
Il primo esperimento di questo tipo l’ha scovato il fido Ricky (della LG) in Escape the room: mystery at the stargazer’s manor. Di Rebecca Bleau, Nicholas Cravotta per 3-8 giocatori, edito dalla ThinkFun.
Chiaramente non siamo di fronte né ad un boardgame, né trasformeremo la nostra casa in una escape room, ma la sensazione è molto vicina alla seconda ipotesi.
TRANQUILLI! NO SPOILER!
La minutissima è: stiamo indagando la misteriosa sparizione dell’astronomo del nostro paese. Da casa sua, nonostante la sua assenza, provengono stranissimi rumori. Entriamo per indagare e ci troviamo intrappolati nella stanza del telescopio. Ora abbiamo 90 minuti di tempo per risolvere i vari enigmi ed uscire dalla stanza.
I materiali contenuti sono tutti di cartone, ma le illustrazioni sono decisamente curate, così come l’atmosfera. Il sito web a cui rimanda il regolamento, infatti, prevede inviti a tema, musica selezionata e anche abbigliamento consigliato per vivere al meglio questa avventura ambientata in una sorta di “periodo steampunk”.
Gli enigmi sono di tipo topografico (piazzare cose al posto giusto), di logica (come usare certe altre cose) e anche di osservazione (trovare simboli sulle cose) e tutti portano alla risoluzione su 4 simboli a fondo colorato. Tali simboli devono quindi essere riportati su un sistema di ruote concentriche che, volta per volta, ci indicherà se la soluzione è corretta o meno.
Devo trovarci qualcosa? La trama è lineare, così come gli enigmi abbinati ad essa. Una volta risolto il primo, vi si svela il secondo e così via. La sequenza è ben studiata, non rimane un banale “fai questo, fai quello”, lascia molto spazio alla deduzione, ma non c’è possibilità di lavorare a sottogruppi. Se si gioca in più di 4, penso che sia molto facile rimanere in disparte.
La difficoltà degli enigmi è media; non sono banali, ma per un gruppo di gamer esperti, i 90 minuti sono eccessivi. Consiglio di tenere il timer a 60 minuti.
La serata però funziona. È l’ideale per chi non ha mai giocato o provato escape room e vuole fare un qualcosa di diverso.
Infine: il gioco non è rigiocabile. Una volta risolti gli enigmi, non avrete problemi a ricordarvi le varie soluzioni. Il mio consiglio, in questo caso, è quello di comprarlo assieme, giocarci la serata e… aver speso molto meno che qualsiasi altra serata alternativa.
Come mai ho fatto questa recensione? Quando Ricky ha deciso di prenderlo, l’ha fatto a scatola chiusa, perché in Internet davvero non c’è quasi traccia di informazioni. Spero di aver fatto cosa buona nell’aver colmato, almeno per l’Italia, tale lacuna.
Vi lascio approfondire con il filmato! Buona visione!
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