scritto da TeOoh!
Nel mondo del videogaming, il tower defense è un genere abbastanza diffuso, specialmente sul mobile. Si piazzano torri, via via più performanti, lungo un percorso, mentre ondate di nemici provano a percorrere la strada che li separa dalla nostra città.
Le torri sparano e puntano a stendere i nemici, mentre i nemici puntano a stendere noi.
Ed è su questo genere che Age of Towers prova a portare sul tavolo la stessa tipologia di gameplay.
Gioco di Guillaume Mazoyer per 1-4 giocatori, per una durata di 60 minuti. Edito in Italia da 3 Emme Games.
La minutissima è: durante ogni round, i mostri si avvicineranno alla nostra città lungo un percorso e ne compariranno di nuovi (Boss compreso). Poi le nostre torri spareranno. Infine i giocatori avranno 2 azioni per poter costruire nuove torri, giocare carte Ricerca (che permetteranno tra le cose di migliorare le torri) o allungare la strada verso la città. Quando un giocatore subisce un numero di danni letali o un Boss è sconfitto, la partita termina. Chi ha conquistato più punti fino a quel momento è il vincitore.
Il round, quindi, si suddivide in una fase “automatica” gestita dal gioco stesso e una fase di scelta da parte dei giocatori. Le strade percorribili principalmente sono due: puntare alla propria difesa o al proprio attacco.
Evitare che i mostri entrino in città, infatti, è a tutti gli effetti un modo per fare punti: ogni mostro che ci raggiunge ci toglierà preziosi punti vittoria. Le torri di tipologia gialla in questo caso ci aiuteranno, perché, migliorate, permettono di bloccare per 1 turno l’avanzata di un mostro.
Allo stesso tempo, si può pensare di settare nei primi turni un proprio arsenale bellico, ignorando le prime ondate di mostri o curandosene solo in maniera marginale. A quel punto, si aspetta il Boss che può subire una bella dose di danni fornendoci grassi PV.
Sembra tutto molto facile.
Sulla carta.
Ma in mezzo si frappongono le carte Ricerca che non solo avranno diversi bonus per il corso della partita da usare in maniera tattica per adattarsi (banalmente: se non escono carte “migliora le torri” potete anche salutare le vostre torri gialle non migliorate), ma soprattutto generano interazione diretta distruttiva tra i giocatori. Potrete spostare mostri sui percorsi altrui, distruggere torri e… altre simpatiche trovate.
Vi conforto subito che non si tratta di un gioco a pura interazione diretta, né che vi darà particolarmente fastidio: le azioni di questo tipo sono 1, massimo 2 per giocatore a partita e, quindi, sono spesso un semplice botta-risposta. Che però aiuta tantissimo a eliminare la paralisi da analisi.
Devo trovarci qualcosa? Che gli amanti del genere tower defense, forse, troveranno un po’ riduttiva l’assenza della frenesia presente nei videogiochi. In quel frangente conta di più “costruire tanto” che non il “costruire bene”. Qua però siamo di fronte a un gioco che permette una buona pianificazione a medio e lungo termine: il fatto che quasi tutto sia noto, che il movimento dei mostri sia prevedibile, regala una partita comunque non ansiogena al tavolo, ma con una buona dose di controllo.
Segnalo, come flash, che troverete il regolamento aggiornato sul sito 3 Emme Games e che esso sarà comunque distribuito a partire da Lucca. Purtroppo, per motivi ben spiegati in Tana dei Goblin, in questa prima tiratura il booklet presente non è molto ben scritto, seppur non avrete comunque problemi a giocare senza errori.
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