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| Teotihuacan |
Quando si ha di fronte una lista di un migliaio di titoli, come succede per la fiera tedesca, è necessario mettersi a fare delle selezioni forti e chiaramente i gusti personali il proprio peso lo hanno, per cui ogni lista è diversa dall’altra, però da un paio d’anni sono online dei tool appositi, che tengono conto delle preferenze che i visitatori di BGG o Tabletop Together si segnano mano a mano che vedono i listoni delle uscite, cosicché abbiamo anche una bella classifichina dei titoli più desiderati, che possiamo andare a scorrere insieme, giusto per divertirci.
A seguire eccoci con un mostro sacro del game design, ultimamente in ombra, ma che quest’anno vedrà uscire due sue creature. Sto parlando di Feld e i suoi titoli sono Carpe Diem, della Alea e Forum Trajanum della HUCH! (al 7° posto della lista BGG). Il primo è giusto uscito in questo periodo e sono riuscito a metterci le mani sopra, ottenendo sensazioni assai positive. È un titolo di peso abbastanza leggero e l’idea di fondo è che ad ogni turno si scelga una tesserina da collocare poi nella propria classica griglia quadrettata, andando a costruire il proprio distretto cittadino. Numerosi sono i tipi di edificio che si andranno ad assemblare (la maggior parte sono in 2 o più parti), ottenendo bonus immediati (carpe diem). A esito di ogni fase (che prevede sette prelievi) si vanno a conteggiare due obiettivi, da scegliere tra quelli comuni in display e a fine partita ci sono altri bonus.
Nel complesso le regole base si spiegano in due minuti, salvo poi richiedere una partitella buona per memorizzare i vari tipi di effetti degli edifici.
Alla fine assai simpatica variante sul tema SimCity e un parente, molto più slim, di Burgen.
Per i titoli citati, due parole extra?
Allora partiamo da Reykholt per dire che si andranno a coltivare ortaggi in Islanda (grazie all’energia geotermica) e che la base sulla quale è stato costruito il gioco è rappresentata da Loyang. Aggiungo poi che si parla di una modalità campagna da svolgere grazie ad apposite carte inserite nella scatola (da qui una dipendenza dalla lingua) e arrivo quindi a inserirlo tra i titoli da tenere d’occhio 🙂
Semplice, colorato il giusto, interessante … 😉
Architects è invece il nuovo capitolo della serie di titoli della Garphill, ideati dal neozelandese Shem Phillips. Per altro la Fever Games ne ha già annunciato l’edizione italiana, che dovrebbe (sperano) essere pronta per Lucca e l’autore ha saputo nel tempo coltivare il franchise sia sfruttando la grafica del talentuoso The Mico, sia variando in modo significativo il gameplay da titolo a titolo.
Piazzamento lavoratori con un paio di ideuzze in più, tipo quella che vai a potenziare l’azione ad ogni omino extra che, turno per turno, aggiungì sul posto, ma c’è anche la possibilità per i tuoi avversari di organizzare periodiche retate che portano via i tuoi lavoratori, costringendoti a un pitstop in prigione 😉 Simpatico, sbarazzino e ben curato.
Di Everdell che vi devo dire, invece?
Che ci sono dei simpatici roditori come protagonisti. Che ci sono carte ed effetti che possono forse ricordare, a prima vista, qualcosa come Seasons. Che su Kickstarter ha tirato su quasi 500 mila ritratti dello Zio Sam e che tra i componenti campeggia un maxi albero in cartone in 3D che non serve a niente, ma che fa tanta, tanta scena 🙂
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| Everdell |
Di Forum Trajanum vi dico che è un Feld. Che sembra essere un classico. Che è pieno di tesserine di varia foggia e contenuto come nella tradizione del geniaccio. Che lo pubblicherà in italiano la dV Giochi. Che graficamente sembra molto curato. Che non credo di perdermelo … 🙂
Il primo è un peso leggero, dagli stessi autori della fortunata serie Troyes, Tournay, …, mentre il secondo da quelli di Splendor, per cui le aspettative sono buone.
Quanto ad Underwater l’autore è quel Suchy che si è fatto apprezzare per il suo Pulsar 2849 dello scorso anno e che ha deciso, come ha spiegato nel suo blog, di darsi all’editoria, mentre Key gode del supporto legato al fatto di collocarsi nel noto filone Key di Breeze.
Dice Settlers ha dalla sua il fatto di aver incassato un paio di centomila su Kickstarter e di godere della grafica di The Mico, mentre il duo di titoli della DLP di provenire da un editore decisamente solido (e il secondo di essere di autori italiani, ovvero il duo Pranzo-Conzadori).
A loro aggiungo poi anche Coimbra (che godrà di edizione italiana per Ghenos), che non compare oggi troppo in alto nell’hype solo perché è stato già visto parecchio nelle Con (lo avevamo anche alla nostra, a giugno), ma che fino all’onda ciclopica delle news delle uscite di inizio settembre era in testa ad ogni hotness.
Per chiudere ricordo Outback, del quale già ho parlato in una delle carrellate, che è un Kiesling (l’autore di punta della scorsa Essen) e che sarà edito in Italia da Red Glove.
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| Underwater Cities |
Per chiudere eccovi poi, in ordine sparso, un elenchino di titoli che in qualche modo sto tenendo d’occhio, anche solo per procedere poi a scremare la lista, approfondendo su di essi. Ve li propongo, quindi, più che altro come punto di partenza per le vostre ricerche sulla rete: Airship City (giapponese), Silk Road (Lautapelit, di autori italiani, Conzadori-Negro, ma mi sa che sarà solo in demo), Western Legends (avventura), Raiateia, Solar City, Tudors, Treasure Islands, The Estates, New Corp Order, Fertility (Catch Up), Architectura (Hobby World), Papua (Devir), Ramen, Gnomeland (Giochi Uniti – Castelli: ne ha parlato il nostro cogo71 nel suo report dell’evento Giochi Uniti di settembre), Majolica (dall’idea di Azul …) e The Forgotten City (questi ultimi due made in Taiwan).
A questo punto non mi resta che chiedere a voi, ossia vi invito a scrivere quali siano i vostri titoli sul radar, per la fiera o per il dopo, e mi ripropongo di dedicare poi un articolo apposito ai titoli di casa nostra in uscita (o di accorpare la cosa nel listone delle uscite di Lucca: vedremo).
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