scritto da cogo71 (Andrea C.)
«Disse l’uomo: e sia la rivoluzione industriale, si moltiplichino le
fabbriche e si alzi il fumo delle ciminiere fino a oscurare i cieli di
cenere di carbone e di gas di petrolio. E i cieli si annerirono. E l’uomo
chiamò i cieli anneriti progresso. E l’uomo vide che il progresso era una
bella cosa. E ci fu la luce e le tenebre.»
Questa citazione e del celebre fumettista Quino pseudonimo di Joaquín
Salvador Lavado a ideatore delle strisce di Mafalda scomparso meno di un anno
fa. Con il sarcasmo e l’ironia che hanno contraddistinto i suoi
lavori richiama tutti a porre attenzione al grande problema
dell’inquinamento industriale. Per fortuna giocare a fare gli imprenditori in
un gioco da tavolo non oscurerà il cielo, ma al massimo terrà impegnate le
vostre menti per cercare di far fruttare al meglio le vostre fabbriche
virtuali.
In effetti, in Furnace vestirete i panni di un magnate durante
il periodo della rivoluzione industriale e dovrete cercare di costruire il
vostro impero imprenditoriale per accrescere le vostre finanze; per farlo,
oltre ad incrementare i vostri guadagni, dovrete cercare di ottimizzare
l’estrazione e la lavorazione di risorse prime come il carbone, l’acciaio ed
il petrolio e gestire al meglio l’acquisizione di nuovi siti produttivi.
Il titolo è di Ivan Lashin che abbiamo potuto conoscere ed apprezzare
in precedenza grazie a Smartphone Inc. ed è pensato per 2–4 giocatori dai 12
anni in su, mentre la durata delle partite varia tra i 30 e i 60 minuti. Il
comparto grafico è stato curato da un pool di illustratori tra cui spicca
Sergey Dulin già visto all’opera in diversi titoli tra cui
Viceroy,
Spyfall
e Bastion. Il titolo è stato pubblicato originariamente da
Hobby World International
(che vi avevo presentato qualche tempo fa in
questo articolo) e poi localizzato da altri 12 editori tra cui dV Giochi che l’ha
portato in Italia e che ringrazio per la copia di review concessa.
Siamo
di fronte ad un gioco di carte in cui troviamo diverse meccaniche note tra cui
quella che risalta maggiormente è quella delle aste a cui si accompagnano il
draft di carte, la costruzione di un motore produttivo il tutto condito con
una certa asimmetria data dai poteri variabili dei giocatori, assegnati
casualmente ad inizio partita, il tutto rivisto con twist originali ed
interessanti.
I MATERIALI
Nella scatola di Furnace che misura 28×19,5×6,5
troviamo:
• 36 carte stabilimento fronte retro
•
5 carte stabilimento iniziale
• 5 carte magnate
•
1 segnalino primo giocatore
• 4 segnalini giocatore nei quattro
colori rosso, giallo bianco e nero
• 4 set di gettoni in
legno di diverso diametro nei quattro colori visti sopra contrassegnati con i
valori da 1 a 4
• 1 gettone di legno di colore neutro
contrassegnato con il valore 2
• 40 cubetti in legno di
colore nero (carbone)
• 20 prismi in legno a base trapezoidale grigi
(acciaio)
• 12 prismi in legno a base ottagonale gialli
(petrolio)
• 4 segnalini in cartone con il fattore di
moltiplicazione
• 12 segnalini miglioria a forma di
ingranaggio
• 61 monete con valori diversi dall’1 al
25
• 1 conta turni
• 1 dado di
legno a 6 facce
• Un regolamento
In generale,
i materiali sono di buona qualità anche se un po’ retrò. Le risorse e i dischi
utilizzati per le aste sono di legno e tutto il resto, è di cartone spesso. Le
carte appaiono molto resistenti e all’interno della scatola troviamo scomparti
sagomanti e numerose bustine ziplock per riporre tutto il materiale in maniera
ordinata e funzionale.
Trovo la grafica di Furnace davvero bella, elegante e assolutamente
centrata con il tema del gioco. La copertina della scatola ricorda vecchie foto
in bianco e nero o meglio con viraggio “seppia” da cui spicca una macchia rossa
che brilla sul petto del capitalista, quasi a rappresentare il cuore della
rivoluzione industriale. Alcuni dettagli, come i marcatori dei singoli giocatori
o il conta-turni a forma di ingranaggio con l’immagine frontale di una
locomotiva a vapore, riflettono con successo il tema della rivoluzione
industriale e avvicinano il tema. È stata prestata molta attenzione anche ai
dettagli, infatti l’immagine degli stabilimenti cambia quando vengono migliorati
e viene voltata la carta: insomma un lavoro promosso a pieni voti.
Il
regolamento grazie anche ad un impianto regolistico davvero semplice è chiaro,
scritto bene e con tantissimi esempi, ed anche il lavoro di traduzione svolto da
dV Giochi mi pare ineccepibile.
COME SI GIOCA
Volendo sintetizzare in una sola frase il regolamento di
Furnace potrei dirvi che: si acquisiscono carte Stabilimento attraverso
un’asta che consentono di ottenere carbone, ferro e petrolio, che potranno
essere trasformati da un tipo di materiale all’altro, o in denaro e nell’arco di
quattro turni si cerca di costruire il motore produttivo più efficiente
possibile perché alla fine chi ha più soldi vince.
Senza la pretesa di
essere esaustivi esaminiamo più da vicino il regolamento che rimane comunque
molto snello: ad inizio partita, ogni giocatore riceve una carta capitalista con
abilità speciali: ce ne sono cinque ognuno con le proprie peculiarità, che
influenzeranno le strategie successive. Inoltre ognuno parte con una fabbrica
iniziale che determina anche le risorse con cui si comincia la partita. Ogni
round prevede due fasi distinte: una fase d’asta, in cui i giocatori si
contenderanno le carte Stabilimento disponibili per quel turno ed una fase di
produzione, in cui si risolvono gli effetti delle carte Stabilimento in proprio
possesso.
La fase d’Asta è probabilmente il twist più interessante e originale di
Furnace: a seconda del numero di giocatori si piazza una numero di carte
variabile al centro del tavolo e a partire dal primo di turno ogni giocatore
effettua una puntata usando uno dei propri gettoni rispettando due semplici
regole:
1. Non ci possono essere due gettoni dello stesso
giocatore sulla stessa carta
2. Non ci possono essere due
gettoni dello stesso valore su una singola carta
Terminate le puntate si
passa alla risoluzione dell’asta dalla carta più a sinistra e spostandosi verso
destra: se una carta non ha gettoni su di sé viene definitivamente scartata per
la partita in corso. Le carte che invece hanno almeno un gettone se le aggiudica
il giocatore che ha fatto la puntata maggiore, mentre i giocatori sconfitti si
aggiudicano una compensazione, ovvero guadagna il bonus presente sulla parte
superiore della carta moltiplicato per il valore del gettone che era stato
utilizzato per la puntata. Il bonus può essere di due tipi:
1.
Estrazione: ovvero il giocatore riceverà un certo numero di risorse.
2.
Lavorazione: ovvero la possibilità di eseguire un effetto di trasformazione (da
un tipo di risorsa ad un altro).
Durante la fase di produzione invece si risolvono gli effetti delle carte
indicati nella parte sottostante degli Stabilimenti che anche in questo caso
potrà essere un effetto di estrazione o di lavorazione e che possono fruttare
anche monete che di fatto costituiscono i punti che determinano la vittoria
finale. Le carte Stabilimento si risolvono una alla volta ed una sola volta per
Fase di Produzione. Tutte le carte ad eccezione degli stabilimenti di base
possono essere migliorate durante questa fase, spendendo un segnalino Miglioria
e le risorse indicate per ottenere un effetto potenziato. Da notare che su ogni
carta Stabilimento nel lato base (fronte) è riportato in bianco e nero anche
l’effetto presente sul retro che si sommerà a quello base una volta che la
carta verrà migliorata.
Quando tutti i giocatori hanno terminato di sfruttare le proprie carte si
conclude la Fase di Produzione e si giunge alla fine del round dopodiché si
aggiorna il conta-turni e si passa di mano il segnalino primo giocatore. Al
termine del quarto round la partita finisce e si procede con il conteggio dei
punti. In partite a due giocatori viene introdotto un “bot” chiamato Agente che
di fatto ostacola i giocatori nella Fase d’Asta, mentre se si vuole alzare
l’asticella della competizione, il regolamento suggerisce una variante per
esperti denominata “linea di produzione” che aggiunge un ulteriore grado di
sfida: durante la Fase di Produzione i giocatori sono obbligati a risolvere le
carte nell’ordine prestabilito al momento dell’acquisizione delle carte stesse
senza poterlo più modificare.
IMPRESSIONI
Comincio come al solito con il descrivere la presenza fisica del gioco:
Furnace non brilla sotto questo aspetto e probabilmente non attirerà
l’attenzione del giocatore di passaggio perché la bellezza della grafica e la
qualità dei materiali si apprezza soltanto da vicino e quindi giocandolo, ma se
vi siederete al suo tavolo, di certo non vi lascerà indifferenti. Con
l’aumentare del numero di partite poi riuscirete a cogliere certe finezze che
all’inizio non noterete perché concentrati sulle meccaniche. Se proprio devo
cercare un difetto devo dire che i quattro segnalini giocatori sono abbastanza
inutili ai fini del gioco e i soggetti che ritraggono piuttosto anonimi.
Passando
invece alle meccaniche del gioco, ho trovato Furnace davvero super.
L’asta in Furnace è originale e brillantemente minimalista: si tratta di
proposte senza rilanci, ma ogni offerta va attentamente ponderata per sfruttare
al meglio i vantaggi di ogni singola carta anche in relazione alla posizione
nell’ordine di turno. È possibile opzionare una carta posizionando il gettone di
valore 4 su di essa, ma questo potrebbe favorire il giocatore successivo che può
piazzare il suo 3 su di essa per ottenere tre volte la compensazione e dare una
spinta importante al proprio motore produttivo. Con l’avanzare dei turni la
compensazione potrebbe addirittura assumere un peso maggiore rispetto
all’acquisizione della carta stessa, anche in considerazione del fatto che
quello specifico stabilimento può produrre una sola volta. Questo mette i
giocatori di fronte a scelte mai banali e costringe anche a tenere d’occhio le
Fabbriche messe in gioco dagli altri, elevando il gioco da solitario di gruppo a
titolo strategico e tattico.
Questo meccanismo poi produce al tavolo delle dinamiche davvero interessanti:
infatti cercherete di indovinare quale carta punteranno i vostri avversari, in
che modo gestiranno l’asta e come potreste trarne vantaggio e più d’una volta
rimarrete sorpresi di come i vostri calcoli si riveleranno errati.
Le
regole da apprendere sono veramente facili quindi sarete in grado di affrontare
un partita senza particolari problemi dopo una veloce spiegazione che
difficilmente arriverà a dieci minuti e dopo un paio di partite la fase di
produzione potrà essere eseguita in autonomia e quindi in contemporanea da tutti
i giocatori. Le numerose implicazioni nelle scelte da compiere durante l’asta
potrebbero rallentare il flusso di gioco soprattutto se al tavolo è presente un
pensatore seriale, diversamente le partite fileranno via molto velocemente tanto
che mi è capitato spesso di giocarne due di fila.
Se vi state domandando
quanta importanza ha la fortuna nello svolgimento di una partita, devo dire che
la meccanica delle compensazioni ne mitiga in maniera decisiva il peso
specifico, anche se in certi round (e specialmente durante il quarto ed ultimo)
essere il primo di turno potrebbe rivelarsi la svolta che fa girare a vostro
favore una partita tesa ed equilibrata; infatti quando la pesca delle carte fa
si che in tavola ci sia un’unica Fabbrica utile alla vostra strategia,
accaparrarsela prima che intervengano gli altri potrà fare la differenza nel
calcolo del punteggio finale.
Le partite a Furnace il più delle
volte premiano chi è in grado di studiare e adattare al meglio una strategia
vincente: man mano che si calano le carte in tavola diventa sempre più evidente
su cosa si sta puntando, quali risorse si è deciso di convertire in altre
materie, quali in denaro, e quali aziende si vogliono espandere. Questo aumenta
la complessità delle catene di produzione dando vita a combo davvero potenti, ma
solo se riuscirete ad organizzare al meglio l’ordine in cui attivare le varie
carte riuscirete ad ottenere il massimo. Proprio come dei veri capitalisti
dovrete essere in grado di guardare al futuro e far fruttare al massimo le
vostre fabbriche per sbaragliare la concorrenza.
CONSIDERAZIONI FINALI
Furnace ha ottimi materiali ergonomici anche se poco appariscenti. La grafica
delle carte mi piace molto e la copertina della scatola mi ha attratto sin da
subito e grazie ad un regolamento molto snello e all’iconografia di facile
lettura sarete in grado di affrontare una partita in pochissimo tempo.
Per
quanto riguarda la scalabilità il gioco da il meglio di sé in tre o quattro
giocatori perché il bot utilizzato nelle partite a due, ostacola i giocatori in
maniera randomica nella fase dell’asta e a volte pare accanirsi sempre con il
medesimo giocatore senza contare che viene a mancare la componente
tecnico-tattica di un giocatore umano. Attenzione ai pensatori seriali:
Furnace tra i suoi pregi ha la velocità del flusso di gioco e grazie al
fatto di poter svolgere la fase di produzione in contemporanea, i tempi morti
sono di fatto azzerati, ma un giocatore estremamente riflessivo potrebbe
rovinare questa qualità.
Il numero limitato di carte Stabilimento e di
carte Magnate potrebbe far pensare che ci sia poca variabilità e che porti il
gioco ad essere ripetitivo. In realtà credo che questi numeri siano il risultato
di un playtesting molto accurato, infatti le partite risultano sempre molto
equilibrate e sempre diverse grazie al differente ordine di uscita delle carte.
Difficilmente riuscirete a ripetere la stessa strategia ed anzi uno degli
aspetti più stimolanti è stato proprio quello di provare diverse strade per
accumulare punti a seconda degli stabilimenti disponibili in tavola al momento
dell’asta.
L’interazione tra i giocatori è senz’altro indiretta come in ogni gestionale
che si rispetti e limitata solo alla prima fase dell’asta, ma non è
trascurabile ed anzi risulta importante prestare attenzione anche al motore
produttivo degli avversare per cercare di ostacolarli diventando parte
integrante della strategia.
L’autore di Furnace, Ivan Lashin, è
riuscito a dare nuova linfa a meccaniche note e sfruttate in tantissimi altri
giochi grazie alla trovata della compensazione nelle aste, che fornisce al
titolo quel pizzico di originalità che gli consente di distinguersi
all’interno di quella fetta di mercato così affollata come quella dei
gestionali. Eleganza, fluidità e la soddisfazione nel veder girare il proprio
motore produttivo ne fanno un prodotto trasversale adatto sia ai più esperti
alla ricerca di un prodotto fresco e veloce, ma anche a quei giocatori che si
sono avvicinati da poco al mondo dei giochi da tavolo e vogliono esplorare
nuove meccaniche, perfetto per famiglie di giocatori: ben fatto!
SOMIGLIANZE LUDICHE
Inauguro con la recensione di
Furnace questo nuovo capitolo in cui proverò ad accostare al gioco appena
analizzato altri titoli che per qualche motivo sento di poter accostare a quello
appena provato per via di meccaniche simili, o per le dinamiche che creano
attorno al tavolo, o semplicemente perché ho ritrovato sensazioni simili nel
giocarli.
It’s a Wonderful world
It’s a Wonderful World, di cui ho recensito
anche
le espansioni, è un gioco di carte proprio come Furnace, ma al posto dell’asta i giocatori
scelgono le carte da tenere con un draft e successivamente decidono quali
mettere in produzione e quali riciclare per ottenere risorse immediate, il tutto
al fine di costruire un motore produttivo per ottenere altre risorse e punti
vittoria finali.
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Oh my goods!
Altro gioco di carte, davvero minimale dell’acclamato Alexander Pfister
in cui vi calerete nei panni di un artigiano in pieno Medioevo: dovrete
pianificare e sfruttare al meglio la catena produttiva per raggiungere la
vittoria. Mi è tornato in mente per le due fasi distinte che qui si chiamano
Alba e Tramonto e per la costruzione di un proprio motore produttivo.
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Alta Tensione
Forse per via delle risorse in legno molto simili, forse per una prima
fase d’asta (anche se qui è molto più spietata) ma giocando a Furnace mi sono
tornate in mente le serate passate a sfidarci con il capolavoro di Friedemann
Friese. Certo Alta tensione è più profondo e complesso e se volete alzare
l’asticella qui troverete pane per i vostri denti.
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