Scritto usando associazioni logiche da
Battlemad
Parola di Balena, edito in Italia da GateOnGames, prende le associazioni tra parole e costruisce un party game fondato sulla capacità di intuire il ragionamento altrui per battere gli avversari sul tempo.
L’idea alla base del gioco ideato da Koryo Akiyama e Yusei Kozu è immediata da spiegare e, proprio per questo, molto efficace: un giocatore scrive una sequenza di tre parole collegate tra loro, la prima è data dal gioco mentre le altre due sono frutto della sua fantasia. Gli altri giocatori vedono soltanto la prima parola per intero e alcune informazioni parziali sulle successive (al massimo le prime due lettere) e devono provare a ricostruire il percorso fino alla parola finale.
Parola di Balena si presenta dunque come un gioco da serata leggera: si gioca in circa 20 minuti e può accogliere fino a 8 persone, dai 10 anni in su!

Regolamento
Parola di Balena si spiega in pochi minuti e già questo rappresenta un punto a favore, cosa che accomuna molti party game verbali.
Nel proprio turno, il Telepate riceve una carta con 5 parole, sceglie quella col numero indicato sul dorso della carta successiva e la scrive nel primo spazio della plancia, ben visibile a tutti. Successivamente deve trovare la parola Bolla, collegata alla prima: di questa saranno visibili solo le prime due lettere. Infine, aggiunge la parola Conchiglia, della quale sarà visibile solo la prima lettera, e che deve essere collegata alla parola Bolla.
Nel tempo di una clessidra, chiunque può tentare di indovinare la parola Conchiglia e, se nessuno ci riesce, viene aggiunta la seconda lettera a questa parola e si effettua un nuovo giro di tentativi! Se qualcuno indovina la parola al primo giro, ottiene la carta Parola di quel round, mentre se qualcuno ha indovinato al secondo giro, viene data una carta Parola sia a lui che al Telepate. Se nessuno indovina, nessuno ottiene alcuna carta.
Quando tutti hanno svolto il ruolo di Telepate, la partita finisce: chi ha accumulato più carte Parola è il vincitore!

Criticità
Parola di Balena non è semplicemente un gioco in cui si indovinano parole, ma bisogna soprattutto intuire il pensiero ed il percorso mentale del Telepate. In questo contesto nascono gli unici due “limiti” del gioco, che in realtà sono legati più alla categoria che a Parola di Balena in sé: l’affiatamento del gruppo e la voglia di mettersi in gioco dei partecipanti. Come detto, sono problemi legati ai party game e, in particolare, ai party game che fanno abbondante uso di lessico e parole.
Ogni gruppo, infatti, sviluppa nel tempo un proprio modo di collegare concetti, immagini, doppi sensi e riferimenti culturali. Alcune persone ragionano per significato, altre per assonanza, altre ancora per immagini mentali molto personali. Il gioco crea una situazione in cui il ragionamento corretto non è necessariamente il più lineare e osservare i ragionamenti altrui può essere molto utile: i tentativi di indovinare dei nostri avversari, infatti, potrebbero aprire nuove idee di pensiero e collegamento per noi! Più i giocatori si conoscono e condividono esperienze di vita quotidiana, più facilmente il gioco funziona e diverte. In gruppi molto eterogenei questa caratteristica può diventare un elemento imprevedibile: talvolta arricchisce l’esperienza, talvolta rende alcuni collegamenti indecifrabili.
Il secondo nodo riguarda la partecipazione nel gruppo: Parola di Balena sembra offrire il meglio quando al tavolo c’è voglia di parlare, di commentare, di azzardare ipotesi anche un po’ strampalate, di giocare con attenzione verso il ragionamento degli altri. Se ognuno si fa i fatti propri, cercando di raggiungere la soluzione all’ultimo secondo possibile, senza creare quel clima di “la sparo grossa, poi si vede”, il gioco non funziona… esattamente come tutti gli altri giochi di parole!

Rigiocabilità
Quando il gruppo fa il suo lavoro, Parola di Balena risplende: diverte, entusiasma e riesce ad intrattenere chiunque, dai giocatori abituali alle persone che frequentano il tavolo solo occasionalmente. Il gioco è facile, lo si capisce già dal primo giro e permette di fare partite con una velocità disarmante: difficilmente vi fermerete solo ad un round a testa!
La rigiocabilità è ovviamente altissima: nel gioco abbiamo 100 carte Parola ed ognuna ha 5 parole. Già solo con l’idea di usare una carta a testa si possono fare dodici partite da otto giocatori. Considerando che le parole sono effettivamente cinquecento, arriviamo a descrivere una rigiocabilità illimitata! di quanti giochi potete dire di aver giocato almeno una sessantina di partite? Senza considerare il fatto che non appena il gruppo cambia, cambia anche il modo di ragionare e di arrivare ai collegamenti tra parole!
Un tema molto più interessante riguarda il rapporto con gli altri giochi di parole: Parola di Balena funziona e vuole essere rigiocato frequentemente o stanca in fretta? Qui entriamo in un tema estremamente soggettivo: ci sono tantissimi giochi di parole e ogni anno qualcosa di nuovo si affaccia sul mercato nazionale.
Giochi di Parole
Provo a fare un confronto con i principali party game che io personalmente gioco in famiglia o con gli amici: Just One, So Clover!, Fiesta de los Muertos e Landmarks. La prima cosa da evidenziare è che tutti questi sono collaborativi o collaborativi a squadre, mentre Parola di Balena è un competitivo: già questo pone una linea di demarcazione molto netta.
Con Just One condivide l’immediatezza e la capacità di coinvolgere: sono giochi che si spiegano in pochi minuti e che sanno funzionare anche con gruppi molto eterogenei. La sensazione, però, è diversa: Just One è più caotico e conta sull’indizio giusto per aiutare ad indovinare la parola segreta, mentre Parola di Balena si sviluppa come un percorso da ricostruire passo dopo passo.
Il paragone con So Clover! è ancora più stretto, perché qui il terreno comune è proprio quello delle associazioni lessicali. So Clover! ha un’anima quasi da puzzle, molto ordinata ed elegante, che invita a cercare un equilibrio preciso tra le parole.
Fiesta de los Muertos incide di più nel seguire il tema dell’associazione mentale. Qui, però, andiamo “alla deriva”: le associazioni sono date da persone diverse, che rende la situazione più caotica e complicata.
Landmarks è forse il più simile a livello di associazioni date da una singola persona: le parole costruiscono un percorso e i partecipanti sono chiamati a seguire una traccia che qualcun altro ha provato a rendere leggibile. In Landmarks, però, questa idea prende una forma spaziale, perché l’indizio diventa orientamento verso una meta da raggiungere evitando deviazioni pericolose.

Impressioni finali
Ricapitolando: Just One colpisce per immediatezza, So Clover! per la finezza delle connessioni, Landmarks per l’idea del percorso da seguire e Fiesta de los Muertos per il modo in cui gli indizi si trasformano passando di mano in mano. Parola di Balena riesce a risultare interessante e a ritagliarsi un posticino perché si concentra solo ed esclusivamente sul piacere dell’individuare l’associazione tra le parole: si tolgono tutti i fronzoli, tutti i passaggi di mano e rimane solo il concetto ed il cuore dei party game di parole.
Personalmente, amo i party game, soprattutto quelli che hanno a che fare con parole e associazioni verbali. Forse perché sono tra i preferiti di mia moglie? In ogni caso, ritengo che ognuno di essi abbia qualcosa da offrire e brilli con il gruppo giusto, e nel momento giusto!
Parola di Balena funziona molto bene in famiglia o con gli amici, in quei momenti al termine di un pasto condiviso in cui si vuole un po’ di convivialità, con la giusta dose di interazione e di cervello. Piacerà sicuramente a tutti e potete catturare anche i meno avvezzi ai giochi in scatola sottolineando il fatto che Parola di Balena sia, a conti fatti, molto simile a Reazione a Catena della RAI!
In generale, però, il grande pregio di Parola di Balena è l’immediatezza con cui si gioca: chiunque lo capirà al primo colpo e sarà pronto a giocare una partita dopo l’altra!
Si ringrazia l’editore per la copia review
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