Scritto da
LucaCiglione
Abroad: Diario di Viaggio è un gioco di controllo area ed ottimizzazione basato su carte che ci farà vivere l’esperienza di un viaggio di tre settimane in Europa. Localizzato da Ghenos Games nel 2026, questo gioco creato da Rodrigo Rego e Danilo Valente ed illustrato da Christian Schupp è pensato per 1-5 giocatori dai 12 anni e ha una durata di circa 90 minuti.
“Competi per aggiudicarti un posto nella più prestigiosa casa editrice di guide turistiche al mondo! Hai quattro settimane per girare l’Europa, creare la guida definitiva e ottenere il lavoro dei tuoi sogni!“

COMPONENTI E MATERIALI
La scatola di Abroad è quadrata e misura circa 29,5 × 29,5 × 7 cm. Al suo interno c’è davvero parecchio materiale:
- 291 carte, di cui 240 carte Luogo, 46 Cartoline e 5 carte riepilogo;
- 140 segnalini;
- 20 tessere Desiderio;
- 40 tessere Festival;
- 50 monete;
- 30 segnalini Energia;
- 30 segnalini Entusiasmo;
- 30 segnalini Abitante;
- 10 tessere Moltiplicatore;
- 10 tessere Abitante;
- 5 pedine;
- 5 dischi segnapunti;
- 5 calendari personali;
- 2 segnalini Punti Bonus;
- 1 tabellone;
- 1 Valigia;
- 1 segnalino Primo Giocatore;
- 1 regolamento;
- 1 scheda Dettagli/Solo.
Una volta intavolato, tutto questo materiale occupa parecchio spazio. Il tabellone principale è già piuttosto grande, e a questo vanno aggiunti i calendari personali, una grande quantità di segnalini e le numerose carte che vengono disposte al centro del tavolo. Anche il setup non è particolarmente rapido e, soprattutto alle prime partite, richiede tranquillamente una ventina di minuti.
Il colpo d’occhio, però, è decisamente positivo. La componentistica è di ottima qualità e alcuni dettagli fanno davvero la differenza: i vari segnalini hanno forme diverse e personalizzate, invece dei soliti cubetti o dischetti, e contribuiscono a dare al gioco una sensazione quasi da prodotto di lusso.
L’unica nota un po’ stonata, proprio per questo, riguarda monete, segnalini e calendari, realizzati in cartone fustellato. Sono comunque robusti e fanno il loro lavoro senza problemi, ma dopo aver visto la cura dei segnalini in legno, ci si sarebbe aspettato forse qualcosa di più anche per questi elementi.
A colpire sono anche le 240 carte Luogo, ognuna dedicata a una diversa località europea e con la foto specifica. Sono una parte importante del fascino di Abroad, ma soprattutto garantiscono una grande varietà nelle partite: così tanti luoghi, combinati con le diverse possibilità offerte dal gioco, lasciano spazio a moltissime scelte e a una buona longevità.

COME SI GIOCA
Abroad si gioca in quattro round, ciascuno corrispondente a una settimana di viaggio di sette giorni. A inizio settimana ogni giocatore pesca carte Luogo fino ad averne sette in mano. Si procede poi a turno, e ogni turno si articola in due fasi: spostarsi e decidere cosa fare una volta arrivati.
Per muoversi sulla mappa ci sono due opzioni: l’aereo, che costa 4 Monete e porta in qualsiasi regione, oppure il treno, che costa 1 Energia per ogni salto verso una regione adiacente. Si possono concatenare più spostamenti pagandone il costo, oppure restare semplicemente fermi dove si è.
Una volta arrivati, si sceglie una tra quattro attività: visitare un luogo, scrivere, riposare o pianificare. Con Visitare un luogo si gioca una carta dalla mano. In alto a sinistra la carta indica quanti giorni richiede: si tolgono dal calendario altrettanti segnalini a partire dal primo giorno libero, e la carta va a occupare l’ultimo giorno coinvolto. Una carta da quattro giorni giocata a inizio settimana, per esempio, consuma lunedì-giovedì e si posiziona sul giovedì. I segnalini Entusiasmo, se disponibili, riducono questo costo in giorni.
Dopo il viaggio
Giocata la carta, se ne risolvono gli effetti, che variano: aumento degli Introiti, una Cartolina (un obiettivo da convertire poi in punti), oppure una Dritta, che si traduce nel girare un segnalino sul lato Cuore. I Cuori si ottengono anche tramite azioni extra o Festival, e determinano le maggioranze regionali a fine settimana.
Tutti i segnalini tolti dal calendario finiscono nella regione visitata: più tempo si passa in una regione, più segnalini vi si accumulano, più aumentano le possibilità di ottenerne la maggioranza.
Le altre tre attività costano tutte un giorno e servono a gestire risorse e mano:
- Scrivere: si scartano tre carte, si ottengono 4 Monete.
- Riposare: si scartano tre carte, si recupera Energia.
- Pianificare: si pescano tre nuove carte Luogo.
Svolta l’attività, restano disponibili le azioni extra offerte dalla regione: attivare una tessera Abitante pagandone il costo, oppure soddisfare un Desiderio presente sul posto e incassarne subito il bonus. I Festival sono un modulo per partite più avanzate, non obbligatorio: se attivato, rende disponibili ulteriori opzioni durante il weekend, sabato e domenica.
Punteggio
Terminati i sette giorni per tutti i giocatori, si passa al punteggio settimanale: per ogni regione si controlla chi ha la maggioranza, guardando prima i segnalini sul lato Cuore e poi il totale complessivo. Chi vince incassa i punti della regione (alcune ne offrono di più grazie a bonus specifici); in caso di parità si applicano i criteri di spareggio previsti.
Dopo il punteggio si prepara la settimana seguente: si recuperano le risorse indicate dal proprio tracciato Introiti, si scartano le carte Luogo indesiderate, si ripristina la mano al limite previsto e si passa il segnalino Primo Giocatore. Il ciclo si ripete per quattro settimane, con quattro punteggi intermedi. Dopo la quarta si procede al punteggio finale, che include anche obiettivi e altri elementi accumulati durante il viaggio.

OPINIONI e DINAMICHE
Su Amazon ho trovato una mappa del mondo sulla quale è possibile colorare tutte le nazioni che abbiamo visitato. Anche su TripAdvisor esiste qualcosa di simile, con tanti piccoli pallini da mettere nei luoghi in cui siamo stati. Credo che sia proprio questo uno dei sentimenti più belli legati al viaggio, raccogliere i luoghi visitati e legarli a ricordi. Ed ecco perché sono rimasto colpito da Abroad: Diario di viaggio fin da subito. Il gioco parla esattamente di questo, anche se limita il nostro itinerario all’Europa.
Le idee più belle di Abroad, secondo me, sono proprio quelle che riescono a restituire questa sensazione. Il calendario personale, con i sette giorni da riempire e organizzare, è probabilmente l’elemento che mi ha convinto di più. Poi ci sono le tantissime carte Luogo, con 240 località diverse, che ci fanno continuamente pensare a posti nei quali siamo stati, a quelli che vorremmo visitare e a quelli che magari non avevamo mai preso in considerazione. Il tema, insomma, è ben riuscito.
Oltre il tema
Non credo però che basti questo per farci sentire davvero in viaggio, o almeno per me è vero solo in parte, in Abroad non dovremo, infatti, tanto viaggiare quanto piuttosto organizzare il viaggio. Il primo dilemma è già molto interessante: voglio visitare più luoghi possibile oppure scelgo poche regioni e ci trascorro abbastanza giorni da provare a conquistarne la maggioranza?
Da questa prima scelta ne nascono immediatamente altre. Per spostarci abbiamo bisogno di risorse: l’Energia per utilizzare il treno e soprattutto le Monete per prendere l’aereo. Possiamo quindi scegliere di spostarci facilmente e raggiungere una nuova regione, ma dobbiamo essere in grado di pagare quel viaggio e per ottenere queste risorse potremmo essere costretti a compiere azioni che, nell’immediato, sembrano poco convenienti, perché non ci fanno avanzare nella regione che ci interessa e non ci permettono di giocare subito i luoghi che vorremmo.
C’è una continua scelta tra quello che vorremmo fare e quello che possiamo effettivamente permetterci di fare. Potremmo avere in mano il luogo perfetto per il nostro programma, ma trovarci nella regione sbagliata e senza abbastanza risorse per raggiungerla. Oppure potremmo decidere di rimanere dove siamo e sfruttare meglio i luoghi che abbiamo già a disposizione.

Carte e Alea
In mano abbiamo fino a sette carte Luogo. Sono parecchie e ci danno possibilità di scelta, ma naturalmente non possiamo aspettarci di avere sempre esattamente quello che ci serve. Settimana dopo settimana, Abroad ci costringe ad adattare il nostro programma alle carte che abbiamo pescato, alle risorse disponibili, agli obiettivi che abbiamo davanti e soprattutto a quello che stanno facendo gli altri giocatori. A tal proposito, ho letto in giro che Abroad sarebbe brutto perché dipende unicamente dalla pesca; una presa di posizione che mi sembra davvero esagerata, dato che in realtà le possibili combinazioni e le opportunità che abbiamo sono innumerevoli e, più che cercare la “carta giusta”, il gioco sembra suggerirci più e più volte di adattarci a quello che abbiamo.
Interazione e Flusso di Gioco
La maggioranza sulle regioni crea un’interazione molto concreta. Se vedo che un altro giocatore sta investendo pesantemente nella mia stessa zona, soprattutto nelle prime partite, può essere poco conveniente mettersi a competere a tutti i costi. Potrebbe essere più remunerativo cambiare programma, spostarsi altrove e costruire una maggioranza in una regione meno contesa.
Il flusso di gioco è molto semplice, ma Abroad mette insieme tantissimi piccoli elementi. In apparenza il turno è quasi banale: mi sposto, gioco una carta, tolgo i segnalini dal calendario e poi posso fare qualche azione accessoria. Le risorse però sono limitate e ogni scelta va a modificare quelle successive.
Poi arrivano le Cartoline, che aggiungono ulteriori obiettivi. Se una di queste ci chiede, per esempio, di collezionare determinati tipi di Luogo, improvvisamente non basta più semplicemente decidere dove vogliamo andare: dobbiamo anche riuscire a incastrare le carte giuste nel nostro calendario. Magari ci serve proprio quel luogo da quattro giorni, ma vorremmo giocarlo in un determinato giorno; allora diventa utile recuperare qualche segnalino Entusiasmo per ridurne la durata e far quadrare tutto. Le difficoltà, in fondo, non arrivano quasi mai da una singola regola complicata, ma dalla sovrapposizione di tante piccole esigenze.
Un gioco per tutti
Abroad non mi sembra un gioco riservato agli esperti. Anzi, secondo me può rappresentare un buon passo avanti per chi arriva, per esempio, da un Ticket to Ride e vuole qualcosa di più strutturato senza entrare ancora in un gioco estremamente punitivo.
L’interazione è presente, soprattutto sulla mappa, ma non invade continuamente il nostro turno. Nessuno può rubarci una carta dalla mano, impedirci di visitare un luogo o costringerci ad accelerare. Un giocatore potrebbe decidere di giocare due carte molto lunghe e chiudere rapidamente la propria settimana, mentre noi possiamo prendercela con più calma, distribuire meglio i nostri giorni e costruire la nostra strategia. Abroad permette di guardare quello che fanno gli altri e reagire alle loro scelte, ma lascia comunque a ciascuno un buon margine per seguire il proprio viaggio: l’interazione resta concreta senza mai diventare soffocante.
A questo si aggiunge una quantità notevole di carte e piccoli elementi che continuano ad aggiungere possibilità. I Festival, nelle partite avanzate, ampliano ulteriormente questo ventaglio, senza appesantire troppo il turno, che rimane fluido.
L’unico rischio forse è quello di perdersi nella ricerca della combinazione perfetta. I pensatori seriali potrebbero passare parecchio tempo a cercare di incastrare ogni singolo giorno, ogni risorsa e ogni carta nel modo migliore possibile. Forse, in un gioco che parla di viaggi, a un certo punto conviene anche smettere di controllare tutto e godersi il tragitto =)

IN QUANTI CI GIOCO e LE ETA’ PER GIOCARCI
Abroad si può giocare da 1 a 5 giocatori, ma secondo me il numero migliore è tre o quattro. Essendo un gioco nel quale la durata dipende dalle quattro settimane, che rimangono sempre di sette giorni indipendentemente dal numero di giocatori, è evidente che all’aumentare delle persone aumenta anche la durata della partita. Per questo credo che fermarsi a tre o quattro giocatori sia il modo migliore per avere il gioco nella sua completezza, mantenendo una certa densità sulla mappa e trovando il giusto compromesso tra la strettezza della mappa e la durata della partita.
Detto questo, tutte le combinazioni del gioco sono sfaccettate e divertenti, anche se in cinque potrebbe durare un po’ troppo. La durata indicata è di 90 minuti, ma io calcolerei circa mezz’ora a giocatore. In quattro, considerando anche il setup che è parecchio lungo, credo quindi che siano necessarie circa due ore per giocarlo.
L’età indicata è 12+, e secondo me è comprensibile. Personalmente lo proporrei almeno a giocatori dalle scuole medie in poi, perché la complessità non è banale e ci sono tante piccole cose da tenere sotto controllo. Anche i giocatori più giovani, comunque, possono godersi il gioco per la possibilità di creare il proprio calendario e magari giocare semplicemente cercando di costruire il migliore itinerario possibile.

CONCLUSIONI
Abroad: Diario di viaggio è un gioco che mi è piaciuto e che secondo me rappresenta un ottimo family plus da proporre dopo Ticket to Ride. Il tema può piacere praticamente a tutti ed è sicuramente uno dei suoi punti di forza. Le meccaniche sono pulite, e facilmente comprensibili ma hanno abbastanza sfaccettature da interessare anche i giocatori più esperti.
Il tema del viaggio resta comunque un piacevole flavor, senza pretendere di simulare davvero l’esperienza del viaggiare, ma si dimostra adatto a portarci a incastrare tutte le varie azioni possibili e a gestire al meglio l’ottimizzazione del tempo, dando al giocatore parecchia soddisfazione quando tutti gli incastri si realizzano.
E per finire una domanda alla quale non ho ancora trovato risposta, un vero dilemma che ho riportato nella foto sopra: meglio andare su una spiaggia nudista nei Balcani oppure andare a vedere il Papa a Roma?
Ringraziamo Ghenos Games per la copia review.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it