Krampusbox
Scritto da Krampus Box.
Se pensavate che i gatti passassero tutto il giorno a dormire o a ignorarvi solennemente, beh, non avete ancora messo piede nel miglior ristorante giapponese “All You Cat Eat” della città.
Oggi parliamo di Cat Sushi Masters, un gioiellino tutto italiano che ci ha sorpreso e non poco.

Partiamo dall’inizio, perché qui non parliamo del solito gioco sfornato party/commerciale. Dietro Cat Sushi Masters c’è la MDV Norby, una realtà indipendente guidata da Marco Daeron Ventura.
Marco non è uno che passava di lì per caso: è uno sceneggiatore di fumetti, un grafico editoriale e pure un insegnante all’Accademia di Belle Arti.
Insieme al socio Roberto Allocco ha dato vita a questo progetto partendo proprio dal mondo dei fumetti di Norby, il gattone nero (che tra l’altro esiste davvero).
La campagna di crowdfunding (su Kickstarter e poi Gamefound) è stata un successo di quelli che scaldano il cuore, merito anche delle illustrazioni spettacolari di Simona Capovilla, una che di giorno disegna per Topolino e di notte, evidentemente, si diverte a rendere iconici questi felini combattenti.

Il gioco ha attirato subito l’attenzione perché mescola una tematica universale (gatti + sushi = amore istantaneo) con meccaniche che sembrano semplici ma che nascondono un’anima decisamente tattica. In fiera è stato definito una “perla nascosta” e, onestamente, dopo averlo provato non posso che essere d’accordo con chi è rimasto piacevolmente stupito.
Iconica la partita durante il Play Bologna 2026 (che potete rivedervi QUI dopo circa 6:34 di live): Spoiler, Krampus box batte tutti, anche il nostro amato Battlemad!

Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Immaginate un gruppo di gatti (sei, per la precisione) che si sfidano a colpi di bacchette e tovaglioli per accaparrarsi i piatti migliori preparati dal leggendario Sensei Chef.
Lo scopo? Riempirsi la pancia, fare più punti possibile e diventare il nuovo Cat Sushi Master, lasciando agli altri l’ingrato compito di lavare i piatti in cucina.
Cat Sushi Master – Prime Impressioni
Prima di tutto faciamo le presentazioni!
- Engine DeckBuilding
- Durata della partita: 30 minuti
- 2-6 Giocatori
- Game Designer: Roberto Allocco, Marco Ventura
- Graphic Designer: Simona Capovilla
- Distributore: MDV Norby

La prima cosa che ti colpisce quando apri la scatola (e se avete visto gli unboxing online sapete di cosa parlo) è la qualità dei materiali e la cura nei dettagli e delle illustrazioni.
Non ci sarebbe neanche bisogno di dirlo (dato il background del team dietro): nessuna AI è stata maltrattata, insultata e soprattutto USATA per la creazione di questo gioco. Al giorno d’oggi sarà una specifica che leggerete spesso nelle nostre recensioni.
Non è solo un gioco di carte; è un’esperienza visiva.
Le illustrazioni sono “gattastiche”, con ogni personaggio caratterizzato da un colore e uno stile unico. C’è Norby, ovviamente, ma anche Ginger, Brunilde e tutto il resto della banda.
A una prima occhiata, le meccaniche potrebbero sembrare quasi banali: “Quindi fatemi capire…è una sorta di Morra Cinese con le carte”, direbbe il giocatore distratto. E in effetti, il cuore del combattimento si basa sul triangolo sacro: Bacchette battono Tovagliolo, Tovagliolo batte Ciotola, Ciotola batte Bacchette.

Semplice, no? Beh, aspettate di trovarvi con solo due carte in mano e un nigiri da 6 punti che sta per scivolarvi sotto il naso perché un avversario ha giocato un “Puntino Laser” spostandovi tutta la pila di puntate altrove.
Il gioco si presenta come un family game per 2-6 giocatori, ma la verità è che c’è una “cattiveria” agonistica e una profondità strategica che lo rendono perfetto anche per una serata tra amici pronti a scannarsi (metaforicamente) per un pezzo di sashimi.
Cat Sushi Master – Fondamenti
Entriamo nel vivo: come si prepara il banchetto? Il setup è piuttosto rapido ma va fatto con cura.
Ogni giocatore sceglie il suo gatto preferito e riceve un set di 9 carte Purr (composto da carte PAWer base e le potentissime MegaPAWer) che formano il mazzo iniziale.

Al centro del tavolo si piazza il tabellone del nastro trasportatore, su cui sfileranno i piatti di sushi.
La partita dura esattamente 10 round, e ogni round è una danza in 7 fasi:
- Impiattamento!: Si rivelano le carte sushi sul nastro (pari al numero di giocatori meno uno).
- Sushi Fight!: Qui scatta la rissa. A turno, si piazza una carta sotto il sushi che si desidera. Se qualcuno vuole lo stesso piatto, deve coprire la carta precedente con una che la batte secondo le regole della Morra Cinese.
- Wasabi!: Chi ottiene il sushi guadagna i preziosi token Wasabi indicati sulla carta.
- Pausa Bagno!: Si scartano le carte usate.
- Allenamento in Cucina!: Questa è la fase del “Deck Building”. Usi il Wasabi per comprare nuove carte CATch (poteri speciali) o carte Ricetta (obiettivi segreti per fare punti extra a fine partita).
- Digestione!: Si pesca fino a tornare ad avere 5 carte in mano.
- Nuovo Assaggiatore!: Il segnalino primo giocatore passa di mano.

Condizioni di vittoria? Semplice: chi ha più punti vince.
I punti si fanno sommando i valori delle carte sushi mangiate, i bonus delle ricette completate (attenzione: se comprate una ricetta e non la completate con gli ingredienti giusti, prendete malus!) e metà dei Wasabi avanzati.
Occhio alle “Lische di pesce”: se rimanete a bocca asciutta durante un combattimento, pescherete una carta a caso ma vi beccherete anche un malus di -1 punto.

Le varianti:
- Kitten Sushi Masters: Per i più piccoli (o per chi ha il cervello fuso dopo una giornata di lavoro), si gioca senza i poteri speciali delle carte CATch attive, rendendo tutto più lineare ma comunque divertente.
- Sfida a 2 giocatori: Si chiama “Duello all’ultimo Maki” e introduce alcune modifiche (si pescano più carte, i costi in cucina aumentano) per garantire che la tensione resti alta anche in uno contro uno.
- Regole Avanzate: Potete introdurre la possibilità di passare volontariamente spendendo Wasabi per evitare di sprecare carte forti, o la possibilità di “snellire” il mazzo scartando definitivamente le carte deboli.

Come gira Cat Sushi Master
Ma come si sente il gioco sotto i polpastrelli? Beh, noi l’abbiamo trovato incredibilmente fluido.
Nonostante la base sia un meccanismo conosciuto da tutti come la Morra Cinese, l’introduzione dei poteri speciali e del deck building cambia completamente le carte in tavola.

C’è una soddisfazione quasi gattesca nel comprare una carta potente e poterla usare subito, senza dover aspettare di rimescolare il mazzo, una scelta di design che abbiamo apprezzato molto perché mantiene il ritmo incalzante.
Il gioco scala bene. In 3 o 4 giocatori c’è il giusto equilibrio tra strategia e caos, mentre in 5 o 6 diventa un vero e proprio party game cacofonico dove le carte volano e i piatti di sushi spariscono alla velocità della luce.
In 2 giocatori la sfida si fa più cerebrale, quasi uno scontro di scherma dove devi intuire cosa l’altro ha ancora in mano. Aiutato ovviamente dalla variante ad hoc che gli fa indossare il giusto vestito per un ballo a due.
Un aspetto che ci ha fatto sorridere è l’interazione: è un gioco “cattivo” al punto giusto.

Non c’è niente di più soddisfacente (e irritante per gli altri) che usare un “Aspirabriciole M.Dyson” per rubare la carta a un avversario proprio quando pensava di aver vinto il suo amato Futomaki.
Ogni scelta pesa: Questa tensione costante tra il “tutto e subito” e la pianificazione a lungo termine è il vero punto di forza.
Pro e Contro
Eccoci dunque, come di consueto, ai nostri Pro e Contro su Cat Sushi Master:
PRO:
- L’Artwork e il Tema: Simona Capovilla ha fatto un lavoro mostruoso. I gatti sono adorabili e l’ambientazione “All You Cat Eat” è sfruttata alla perfezione in ogni componente, dal tabellone alle icone. È uno di quei giochi che “fa scena” anche solo restando apparecchiato sul tavolo. Non sapete nemmeno quante persone vedendo solo la copertina in libreria mi dicono “uh bello…ci giochiamo?” senza nemmeno conoscerlo. (Topolino? No, Norby.)
- Accessibilità vs Profondità: La modalità “Kitten” lo rende perfetto per i bambini, ma le regole avanzate e i poteri delle carte CATch offrono abbastanza carne al fuoco (o pesce al nastro!) per soddisfare anche i giocatori più esperti che cercano un filler non banale. (Battaglia all’ultimo…sashimi).
- Il Ritmo di Gioco: La fase di acquisto immediato elimina i tempi morti tipici di certi deck builder più pesanti. Non c’è mai un momento in cui ti annoi, perché anche quando non tocca a te devi tenere d’occhio cosa stanno combinando i tuoi vicini di ciotola. (Occhio a quel gatto!)

CONTRO:
- La Dipendenza dalla Sorte: Essendo un gioco basato sulla pesca di carte e sulla Morra Cinese, un pizzico di fortuna c’è. Se la carta sushi di cui hai disperatamente bisogno per completare la tua ricetta non esce mai, o se i tuoi avversari hanno sempre la contromisura perfetta, potresti sentire un po’ di frustrazione. Ci teniamo a specificarlo: se siete sfigati non è colpa del gattone nero Norby! (Da 1 a 10 quanta sfiga hai?)
Conclusioni
In definitiva, Cat Sushi Masters è una ventata di aria fresca nel panorama dei giochi di carte rapidi.
È divertente, è bello da vedere e ha quella giusta dose di cattiveria che ti spinge a chiedere immediatamente la rivincita. È il classico gioco che porti in vacanza, tiri fuori a Natale con i parenti o usi come “apripista” durante una serata ludica più impegnativa.

Marco Ventura e Roberto Allocco (che ringraziamo per l’avvincente partita durante il Play Bologna 2026 e per la copia che ci ha permesso di scrivere questa review) sono riusciti a creare un piccolo ecosistema che funziona, diverte e appassiona, dimostrando che non servono regolamenti da trecento pagine per creare un’esperienza memorabile.
Se amate i gatti, il sushi o semplicemente volete vedere i vostri amici disperarsi perché gli avete appena soffiato l’ultimo pezzo di sashimi, questo è il gioco che fa per voi.
E ricordatevi: nel mondo di Cat Sushi Master, non importa quanto sei veloce con le bacchette, l’importante è non finire mai a lavare i piatti, parola di Krampus box!

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