Scritto da
LucaCiglione
Lancilsette e la merenda della mucca volante è un fumettogame che ci fa vivere un’avventura ironica ed assurda. Creato da Marco Zamanni ed illustrato da Pietro Rotelli, il volume è edito da Presso Edizioni ed è stato presentato in occasione del Salone del Libro 2026. Il volume si contraddistingue per un metodo di combattimento originale basato sul sette e mezzo.
“Hai mai pensato di vestire l’armatura di un vero cavaliere? Questa è un po’ più piccola, ma non importa. Benvenuti nel mondo di Mezzo Evo, un universo fantastico dove il fumetto incontra il gioco di ruolo e la satira si mescola all’avventura. Calca l’elmo di Lancilsette, affronta gosti e pipistrulli, boschi pieni di scuoiattoli, il contessino Vladimiro Nosferacula e le orde di piratti, fino a trovare la mucca volante di Re Clodovecchio per darle la sua merenda“

Dal Punto di Vista Editoriale
Dal punto di vista editoriale, Lancilsette si presenta come un fumettogame di circa 160 pagine per 151 paragrafi, interamente illustrato in bianco e nero da Pietro Rotelli. Il volume è realizzato con una rilegatura a colla e una copertina in cartoncino con alette, che risultano pratiche anche come segnalibro durante le partite. Nella prima di copertina trova posto anche l’inventario, una soluzione comoda per avere sempre sott’occhio gli oggetti raccolti.
L’unico aspetto che mi ha lasciato qualche perplessità riguarda proprio la rilegatura. Di per sé la colla non rappresenta un problema, ma la natura stessa del fumettogame porta ad aprire il volume molto spesso e anche in maniera piuttosto ampia. Alcune mappe e diverse pagine richiedono infatti di tenere il libro completamente aperto e, dopo numerose partite, il timore è che soprattutto le pagine finali possano risentire di questo utilizzo intensivo.
Illustrazioni e carte
Sul fronte artistico, invece, il lavoro di Pietro Rotelli è davvero eccellente. La mia prima impressione, quando ebbi modo di leggere l’opera prima della pubblicazione, fu che sarebbe stato bellissimo vederla a colori. Una volta terminata la lettura, però, devo ammettere di aver cambiato idea: pur lavorando esclusivamente in bianco e nero, Rotelli riesce a creare tavole dinamiche, ricche di movimento e sempre piacevoli da osservare. Le vignette sono piene di dettagli, piccoli richiami ed easter egg che premiano i lettori più attenti e invitano a soffermarsi su ogni pagina. È un lavoro di altissimo livello, capace di valorizzare il fumettogame anche senza il supporto del colore. La scelta di avere un paragrafo per pagina è insolita ma permette di ottenere il amssimo con illustrazioni grandi e di impatto.
Completano la dotazione le 12 carte da gioco, realizzate in cartoncino con fustella. Il materiale è piuttosto leggero e, se mescolate frequentemente, è possibile che con il tempo mostrino qualche segno di usura sui bordi. È però una criticità mitigata da una scelta molto intelligente dell’editore: le carte sono infatti scaricabili dal sito ufficiale, permettendo di ristamparle facilmente in caso di necessità.

Trama
Lancilsette fa della comicità e dei giochi di parole il suo vero marchio di fabbrica. A partire dal titolo, che richiama chiaramente Lancillotto ma gioca anche sul “sette e mezzo”, è evidente quale sarà il tono dell’avventura. Lungo tutto il percorso incontreremo battute, nomi improbabili e continui giochi di parole legati ai personaggi, ai nemici e alle situazioni. È uno stile che richiama il precedente lavoro di Marco Zamanni e Pietro Rotelli: Mago Spacca.
La trama, di per sé, è volutamente semplice. Lancilsette riceve l’incarico di trovare la mucca del re Clodoveo per portarle la sua merenda che le permette di mantenere lo status di animale magico. Ben presto, però, la situazione si complica: la mucca viene rapita e il protagonista dovrà mettersi sulle sue tracce per salvarla e completare la missione.
L’avventura è suddivisa in tre momenti ben distinti. Una prima parte si svolge nel castello, dove si esplorano gli ambienti alla ricerca della mucca; segue una sezione ambientata nel bosco, che amplia l’esplorazione e accompagna il lettore verso il cuore dell’avventura; infine si arriva al dungeon conclusivo, dove sarà necessario affrontare le sfide finali per liberare la mucca e riportarla dal re.
La narrazione procede con un ritmo molto veloce e non punta ad approfondire particolarmente i personaggi. Quasi tutti sono caratterizzati come macchiette comiche, funzionali alle gag e ai continui giochi di parole più che a una vera evoluzione narrativa. Anche Lancilsette, pur essendo il protagonista, non è un personaggio psicologicamente complesso: è soprattutto il tramite attraverso cui il lettore vive questo mondo medievale assurdo, leggero e decisamente divertente.

Meccaniche di gioco
Uno degli aspetti più interessanti di Lancilsette è la varietà delle sue meccaniche. Il fumettogame non si limita infatti alla classica struttura a bivi, ma cerca di sfruttare il più possibile le potenzialità del genere, proponendo un’esperienza sempre dinamica e ricca di situazioni diverse.
La meccanica principale rimane ovviamente quella tipica del fumettogame: l’esplorazione delle tavole a bivi attraverso paragrafi multipli, spesso collegati a ciò che il lettore vede direttamente nelle vignette. È possibile interagire con gli oggetti, osservare con attenzione le illustrazioni alla ricerca di numeri nascosti, scoprire tesori e svelare piccoli segreti disseminati tra le pagine.
Naturalmente un ruolo centrale è affidato ai combattimenti basati sul Sette e mezzo, ma il gioco non si esaurisce certo lì. Nel corso dell’avventura trovano spazio numerose altre meccaniche: combattimenti con le dita, piccoli rompicapi, sfide che richiedono di utilizzare direttamente il libro sfogliandolo, esplorazione tramite mappe e minigiochi che spezzano il ritmo della narrazione.
Infine il libro ci da un sistema di punteggio fatto di punti esperienza per darci un’indice di quanto saremo stati bravi ad esplorare il libro nella sua interezza ed un minigioco di ricerca immagini che sembra ormai d’obbligo in ogni fumetto game ma che in tutta onestà mi lascia sempre tiepido.

Lancilsette e Mezzo
Sarebbe ingiusto parlare di Lancilsette senza soffermarsi sul suo sistema di combattimento, che rappresenta una delle caratteristiche più originali del fumettogame. Gli scontri sono infatti risolti attraverso una variante del Sette e mezzo, una scelta coraggiosa e che trova supporto anche nel nome dell’opera e del protagonista.
Personalmente, però, ho un rapporto particolare con questo tipo di meccaniche. Più che una critica rivolta a Lancilsette, è una riflessione che estendo a molti librogame. I combattimenti affidati in larga parte al caso, ma forse i combattimenti in generale, mi sembrano un retaggio del passato: funzionano, possono essere divertenti, ma difficilmente rappresentano l’aspetto più coinvolgente dell’esperienza.
In questo caso il gioco cerca comunque di limitare l’alea. Durante l’avventura è possibile ottenere oggetti e tesori che permettono di gestire meglio le probabilità e di avere un controllo leggermente maggiore sulle proprie possibilità di vittoria. È una soluzione carina, che rende gli scontri meno casuali di quanto possano sembrare inizialmente.
Resta però il fatto che, quando si affronta un fumettogame o un librogame, difficilmente si ha voglia di ricominciare un’intera partita semplicemente perché una mano di Sette e mezzo è andata storta. Per risolvere il problema Lancilsette ci mette a disposizione una meccanica di penalità: semplicemente colorando un teschio, possiamo procedere come nulla fosse.
Ho anche provato anche la modalità semplificata, nella quale i combattimenti vengono sostituiti da un sistema rapido nel quale si perdono punti vita direttamente, mediati solo dagli oggetti trovati. Sinceramente, non ho avuto la sensazione che l’esperienza fosse rovinata minimamente. La partita è risultata solo più veloce, mentre il divertimento complessivo è rimasto pressoché invariato.
Per questo motivo considero il sistema di combattimento una piacevole aggiunta, ben realizzata e perfettamente integrata nel tema del fumettogame, ma non l’elemento che, almeno per i miei gusti, rende memorabile l’esperienza. Chi ama questo tipo di meccaniche probabilmente le apprezzerà molto più di me; chi invece le vive come un’interruzione del flusso narrativo troverà nella modalità semplificata un’ottima alternativa.

Opinioni
Lancilsette è un fumettogame che mi ha divertito e che consiglio a chi cerca un’avventura leggera, scorrevole e senza la necessità di affrontare rompicapi particolarmente impegnativi. Alcuni enigmi sono presenti, ma non rappresentano mai il fulcro dell’esperienza. Il cuore del gioco è piuttosto l’esplorazione, con mappe da attraversare, percorsi da scoprire e numerosi combattimenti che accompagnano la progressione.
L’impressione che ho avuto, però, è che Marco Zamanni avesse davvero tantissime idee da raccontare e da sperimentare, ma che i limiti imposti dal formato del fumettogame e dal numero di pagine abbiano finito per contenerle. Per certi versi, l’opera sembra quasi un grande esercizio di stile, nel senso più positivo del termine.
Dal punto di vista del game design è difficile non rimanere colpiti. Zamanni dimostra di conoscere perfettamente il linguaggio del fumettogame e ne sfrutta praticamente ogni possibilità: inserisce minigiochi, piccoli enigmi, numeri nascosti, mappe da esplorare e trovate davvero brillanti. Ci sono persino situazioni in cui il lettore riesce ad arrivare in un paragrafo senza averne il diritto… e il libro se ne accorge. È una soluzione geniale, così come sono molto riusciti gli espedienti narrativi che costringono a tornare sui propri passi senza dare mai la sensazione di un allungamento artificioso della partita.
Una narrazione al servizio del gioco
Quello che, a mio avviso, manca è una componente narrativa più forte. L’avventura scorre piacevolmente, ma raramente dà la sensazione di vivere un viaggio memorabile. I personaggi rimangono volutamente abbozzati e caricaturali mentre la trama procede soprattutto come pretesto per collegare le tante idee ludiche. È una scelta coerente con il tono dell’opera, ma che lascia la sensazione di un potenziale solo in parte espresso.
Non considero questo un vero difetto, perché Lancilsette non nasce con l’ambizione di raccontare una storia profonda o particolarmente emozionante. Il suo obiettivo è offrire qualche ora di divertimento spensierato, e in questo riesce pienamente. È il classico fumettogame che ci si può godere sotto l’ombrellone o in un pomeriggio di relax: si legge con piacere, strappa più di un sorriso e dimostra una creatività davvero notevole. Alla fine della lettura, però, rimane anche la sensazione che ci fosse spazio per qualcosa di ancora più grande.

Conclusioni
Lancilsette è un fumettogame che dimostra quanto il genere abbia ancora spazio per sperimentare. Marco Zamanni e Pietro Rotelli realizzano un’opera ricca di idee, capace di sfruttare il linguaggio del fumetto in modo intelligente e creativo, senza rinunciare a proporre meccaniche originali e soluzioni narrative sorprendenti.
Non tutto mi ha convinto allo stesso modo. Avrei voluto una storia più incisiva e personaggi capaci di lasciare maggiormente il segno, perché le idee messe in campo sono talmente tante da far immaginare un’avventura ancora più ambiziosa. Allo stesso tempo, però, è impossibile non riconoscere la qualità del lavoro svolto: l’umorismo funziona, il ritmo è sempre sostenuto, l’esplorazione diverte e il fumetto è illustrato con grande cura.
È un titolo che consiglierei sia agli appassionati di fumettogame sia a chi vuole avvicinarsi per la prima volta al genere con un avviso per entrambi. I giocatori potrebbero trovarlo forse troppo breve mentre chi approccia il media per la prima volta potrebbe sentirsi sovrastato dall’enorme quantità di input che gli vengono dati. Tuttavia Lancilsette va provato, si lascia giocare con piacere e riesce a regalare diverse ore di divertimento leggero e spensierato.
Forse non è il fumettogame che ricorderò per la sua trama, ma è certamente uno di quelli che ricorderò per la quantità di idee, per l’inventiva delle sue soluzioni e per il coraggio di sperimentare. Il che al giorno d’oggi è un rischio autoriale che a mio parere va comunque premiato.
Se volete provarlo sul sito di Presso editore c’è una simpatica demo delle prime pagine.
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