Fabio (Pinco11)
FIT TO PRINT – RECENSIONE
Il gioco di cui ci occupiamo oggi, Fit to Print (edito da Flatout Games, ideato da Peter McPherson, per 1-6 giocatori, 15-30′, 10+) ci mette nei panni di editor di un piccolo giornale di provincia (in un mondo di animali antropomorfi), impegnati ad assemblare la prima pagina del nostro quotidiano.
In tempo reale i giocatori scelgono tra i vari ‘pezzi’ quali prelevare e procedono poi a piazzarli sulla propria scheda, sperando di aver fatto bene i calcoli, procedendo poi a conteggiare i punti ottenuti.
La difficoltà del gioco è contenuta (2.09, che lo pone qualcosa sotto ad un Isle of Cats) e le meccaniche sono di riconoscimento schemi, con piazzamento.
FIT TO PRINT IN POCO
Ad inizio partita ognuno riceve una propria scheda quadrettata, sulla quale colloca un ideale ‘articolo’ di partenza (con una regoletta per fare punti). Al centro del tavolo si piazzano, coperte, le tessere da prelevare, che sono complessivamente oltre un centinaio, tutte di forma rettangolare, ma di formati diversi. Una metà delle tessere riproduce ideali articoli, i quali a loro volta sono proposti in diversi colori; l’altra metà delle tessere è ripartita tra ‘pubblicità’ e fotografie.

L’idea è quella che si scelga a questo punto un tempo di gioco e si faccia partire un timer di cellulare (fissato da 3 a 5 minuti) e che i giocatori in quel tempo debbano 1) prelevare dal centro del tavolo le tessere che intendono utilizzare, piazzandole tutte sulla propria ‘scrivania’ (è possibile rimettere al centro del tavolo la tessera, se non è di gradimento), per passare poi a 2) piazzarle tutte sulla propria scheda. La terza fase è quindi quella di calcolo dei punti, che richiede la previa verifica del rispetto delle poche regole di piazzamento (es. due articoli dello stesso colore non si devono toccare, lo stesso vale per altri componenti), girando le tessere che non li rispettano.
Si ottengono quindi i punti indicati dagli articoli, foto e pezzi iniziali, perdendo invece punti per il mancato rispetto del bilanciamento tra articoli ‘allegri’ e ‘tristi’, per spazi bianchi e per tessere non piazzate.
Il tutto si ripete per tre volte, ampliando ogni volta la dimensione del ‘foglio’ e chi alla fine ha più punti, vince.
COME SI PRESENTA
I materiali consistono in una generosa quantità di tessere, di buon spessore, tutte di formato rettangolare, nonchè un mazzo di carte (sorta di eventi speciali, da usare per il gioco avanzato) e le schede giocatore. Nell’insieme direi che siamo nell’ambito del classico ‘adatto allo scopo’, senza infamia e senza lode. La grafica è piuttosto spenta come colori, ma un pizzico di vivacità è donata dalla scelta dell’ambientare il tutto in un mondo di animali antropomorfi, cosa che può aiutare ad avvicinare al tavolo utenti di varie età.

COME GIRA FIT TO PRINT
Siamo di fronte ad un titolo che solletica le doti di incastro di polimini (qui rettangoli) dei presenti, ma apportando da una parte la semplificazione legata alla forma delle tessere, che sono tutte rettangolari e dall’altra il tocco di vitalità legato allo svolgimento in tempo reale dei turni, che dà brio al tutto.
Il coefficiente di difficoltà, che è stimato, come accennavo, in qualcosa sopra al 2/5, è giustificato dal fatto che, in tutta la fretta che può essere generata dal limite di tempo, si deve porre attenzione a diverse cosette e saper pianificare bene le cose.
Le regolette più importanti che danno il tempo al gioco sono infatti due. La prima è che TUTTE le tessere prescelte devono essere prelevate e messe davanti a se (appoggiate su di una ideale scrivania in cartoncino) PRIMA di poter passare alla fase di piazzamento: questo impone di fare attenzione alle dimensioni, così come alle caratteristiche richieste per i vari tipi di ‘pezzi’.
La seconda è che ci sono regole (poche, ma importanti) che impongono che i pezzi dello stesso tipo non siano a contatto tra loro e che, nella fretta, è facile perdersi qualcosa per strada.

SENSAZIONI
Alla mia tavola Fit to Print ha riscosso genericamente pareri positivi, risultando ben accolta l’idea del gioco in tempo reale, così come la semplificazione (nel sottogenere degli ‘incastri’ di tessere) legata alla forma rettangolare di tutte le tessere.
La scalabilità è ottima e la presenza delle carte ‘evento’ aiuta a donare anche un pizzico di variabilità al tutto.
Nel contempo alcuni non hanno gradito proprio la pressione legata al timer, per cui valutate con attenzione se preferiate piuttosto un gioco a turni, prima di indirizzarvi su questo titolo.

CONCLUSIONI
Fit to Print, proponendo una modalità di gioco in tempo reale (volendo si può passare al gioco a turni, ma l’effetto finale non è poi così brillante ..), riesce a proporre una simpatica variante sul tema ‘incastra tessere al meglio’, che ben sfrutta un paio di idee di partenza (tra le quali spicca quella delle due fasi, prima di prelievo e poi di piazzamento).
Stuzzicante e simpatico, anche se non esageratamente innovativo, può impegnare efficacemente una vostra mezz’oretta libera tra un titolo e l’altro .. 😉
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