scritto da
FΛB!O P.
Buona domenica a tutti!
Oggi si celebra San Faustino, quel valoroso martire bresciano che, secondo la tradizione, aiuta a trovare l’anima gemella. Se il patrono dei cuori solitari quest’anno non è ancora riuscito nell’impresa, magari sarà meno difficile trovare come minimo una buona compagnia al tavolo. Cari single (e non solo), che questo giorno vi porti alleanze vincenti o almeno rivali divertenti!
Buona lettura!
Pillole
[Antonio-Figlio di Griffin] Fromage • 1-4 giocatori • 13+ • 40′ • giocato in 3 • 40 minuti la prima partita compresa spiegazione e 20 minuti la seconda

Dopo settimane che non riuscivo a incontrami ludicamente con Tore e Antonello, li ho convocati a casa per provare gli ultimi arrivi KS di Tore. Abbiamo cominciato dal dessert francese che, cronologicamente (e come curva di apprendimento), andava per forza apparecchiato prima del suo cuginetto italiano.
Due le cose che mi hanno colpito subito dopo set-up e spiegazione: la resa scenica e cromatica sul tavolo e la strettezza delle scelte data dai soli tre lavoratori a testa e dalle sole due azioni (sicure e obbligatorie) a turno. Altra cosa particolare, la possibilità di piazzare i lavoratori in tre posizioni diverse, date dalla stagionatura dei formaggi rappresentata da piatti di colore diverso: bronzo con ritorno del lavoratore al turno successivo; argento con ritorno del lavoratore due turni dopo; oro con ritorno del lavoratore ben tre turni dopo.
Al proprio turno, dicevo/scrivevo, due azioni obbligatorie: produzione/stagionatura di una forma di formaggio oppure produzione/raccolta di risorse. Ulteriore peculiarità del titolo la possibilità di svolgere azioni solo nello spicchio di fronte a sé al momento del turno, con rotazione in senso orario alla fine dello stesso. Considerando plance personali già asimmetriche con possibile utilizzo di draft tessere per aumentarne l’asimmetria ed eventuali combo, si capisce che ci si troverà ogni volta ad affrontare una sfida (personale e di gruppo) sempre diversa.
A sensazione cerco di svolgere azioni che mi portino ad accumulare e a realizzare più consegne possibili e questa cosa mi premia tantissimo al conteggio finale dove riesco a impormi con 61 punti contro i 55 di Antonello e i 45 di Tore. Talmente appagante e bella l’esperienza, che subito ci caliamo in una seconda partita impostata però con il draft iniziale per avere maggiore variabilità e scelte. Questa volta gioco decisamente peggio e i pochissimi punti fatti sui contratti mi relegano all’ultimo posto con soli 46 punti, con Tore primo a 67 e Antonello secondo a 62. Ho sofferto di più l’utilizzo del draft che non mi ha dato alcun particolare boost, per mio demerito ovviamente, sia nella scelta delle tessere che nel loro impiego. Esperienza comunque positiva che ci fa fiondare anche sul suolo e sulle forme di formaggio italiano per valutarne gusto e confronto!
[Antonio-Figlio di Griffin] Formaggio • 1-4 giocatori • 14+ • 40′ • giocato in 3 • 30 minuti a partita

Dalla Francia arriviamo in Italia già edotti sull’impiego dei mastri caseari, con l’attenzione da porre a un quarto stadio/colore di stagionatura, il platino (con ritorno del lavoratore addirittura quattro turni dopo!). La struttura è molto simile a quella di Fromage, con spicchi diversi e mini-giochi diversi più incentrati a sommatorie e moltiplicatori che a maggioranze.
Anche la prima partita in Italia la facciamo senza draft, per digerire i nuovi spicchi e i nuovi incastri da realizzare. Partita molto più lenta perché molto più ragionata di quella fatta in Francia, anche grazie agli spazi azione platino più “rallentatori” e bloccanti per i lavoratori. Prima partita che vede un equilibrio generale dove spicca Antonello a 53 punti, seguito da me a 51 e da Tore a 47.
Stanchi ma non paghi passiamo a provare anche qui una sfida con draft iniziale che, come per la partita francese, mi vede sempre finire al terzo posto, replicando 51 punti, dietro ai 66 di Antonello e ai 77 di Tore, fortunato e bravo a combinare gli effetti delle sue tessere personali. Che dire, un gioco molto valido e molto più sfidante di Fromage, preferito a questo da tutti e tre, per maggiore peso delle scelte e per maggiore difficoltà di gestione.
Una assoluta promozione per entrambi i giochi che hanno saputo attirarmi fin dalla scelta iniziale dei loro titoli: ho trovato geniale legare titoli e ambientazione, pur mantenendo la stessa parola ma con lingue diverse. L’ho trovata una scelta molto sottile ed elegante. Bella e stimolante poi la possibilità di combinare gli spicchi delle due scatole, per dar vita a esperienze e sfide ancora più variabili e di difficile lettura in partita! Ringrazio davvero tanto Tore per avermeli fatti provare entrambi in una sola sera e, soprattutto, per aver pledgiato delle sontuose e bellissime Limited Edition italo-francesi coi suoi Euri!
[F/\B!O P.] Faraway • 2-6 giocatori • 10+ • 15-30′ • giocato in 4 alla prima partita • 30 minuti con spiegazione

A volte – molto raramente, a dir la verità – nel giro degli scapisti ci troviamo anche con le mogli e i figli. Così le serate di birra e sproloqui vestono i panni, ben più presentabili, di pomeriggi in famiglia. Mentre gli altri papà giocano a Stone Age Junior con i più piccoli e Ambra guida i maggiori in una casa infestata di fantasmi, io accompagno le mogli in un paese lontano lontano…
Ogni round ha tre fasi: scegliete e simultaneamente rivelate una carta Regione dalla mano, aggiungendola a destra della propria fila; in ordine di valore di tale carta, prendetene una nuova dall’offerta o dal mazzo (se questo valore è maggiore del precedente, ottenete una carta Santuario); rifornite l’offerta e procedete al round successivo. Dopo 8 round contate i punti da destra verso sinistra, soddisfando i requisiti da sinistra verso destra.
Né Monica, né Sara, né Alessandra sono delle sprovvedute dei giochi da tavolo, tuttavia questa trovata di costruire gli obiettivi in un senso e verificarli nell’altro ci incastra un po’ il cervello. In sostanza per le richieste di ogni carta Regione si considerano (con i relativi simboli, colori e quant’altro) solamente quelle giocate dopo di essa e non quelle che la precedono (le carte Santuario contano tutte).
Abbiamo la fortuna che è nuovo per tutti, pertanto siamo sulla stessa barca. Dopo il primo turno di draft, mi esalto e comincio a mettere a posto i pezzi del rompicapo. Poi avere un’aria convinta confonde maggiormente le signore. Strategia semplice: voglio carte con richieste “decrescenti” e icone “crescenti”. Prestare attenzione ai valori necessari per conquistare carte Santuario mi dà un ulteriore sprint verso la vittoria.
Monica comunque si difende, Ale e Sara sono leggermente più nelle peste. L’opinione unanime è che sia stimolante in una maniera fresca. È il classico titolo da giocare subito una seconda partita, ora che si sono metabolizzate le finezze. Purtroppo gli altri tavoli chiamano il cambio e così gli avversari si mischiano e si scompigliano, pronti a una nuova sfida cartacea.
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[F/\B!O P.] Code in Fiamme • 2-6 giocatori • 10+ • 20′ • giocato in 5 alla prima partita • 30 minuti con spiegazione

Al “tavolo degli uomini” le cose non iniziano nel migliore dei modi, quando Gourdo ammette: “Questo l’ho comprato solamente per completare un ordine online.” Suo anche l’onere della spiegazione, che risulta quanto mai farraginosa e poco intuitiva. La leggenda messicana parla di un’iguana che ha rubato il fuoco e degli opossum disposti pure a infiammarsi le code pur di riprenderselo.
All’inizio del round, scegliete 3 carte opossum tra le vostre 10. Al vostro turno giocate una carta esattamente +1 rispetto alla precedente oppure passate. Se la vostra carta opossum è ancora in cima alla pila quando torna il vostro turno, allora conquistate il round e la carta iguana in palio. Formate una nuova pila davanti a voi con il vostro opossum vincente, l’iguana appena vinta e tutte le iguane sotto alle pile avversarie coperte da un opossum del medesimo valore. A fine mazzo vince chi ha più fiamme sulle iguane.
Il primo giro serve tutto per capire il senso dei numeri, quali selezionare, quando passare, quali carte restano inutilizzabili dopo aver vinto un round. C’è addirittura una carta jolly che è sempre giocabile, però parecchio vulnerabile in quanto a furti. Ad ogni modo, dopo il round d’apertura molto aritmetico, Gourdo inizia a passare pur avendo carte in mano, magari con il numero giusto, per sconvolgere le nostre menti semplici. Le strategie banali saltano e comincia il delirio.
In teoria bisognerebbe tenere in considerazione tutte le informazioni visibili sul tavolo, ma in realtà mi pare che le carte vengano buttate un po’ a caso. Nel marasma generale e con una serie di furti più fortuiti che intenzionali, Gianchi raccoglie numerose carte e vince per distacco. A caldo avrei buttato il mazzo nel caminetto, tuttavia a mente fredda ho la sensazione che si meriti una seconda opportunità.
CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana ho caricato un unboxing. Si tratta di Scatti negli Abissi, di Carlo Emanuele Lanzavecchia, gioco da tavolo edito da HABA.
ENIGMI E SALUTI
L’ultimo indovinello di Antonio è stato risolto da Alessandro: la risposta esatta era Wacky Races.
Il caleidoscopio di questa domenica appare invece diverso dal solito…

Giocate, pensate e commentate. Alla prossima!
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