scritto da
FΛB!O P.
Qualcuno potrebbe pensare che un’epidemia zombie non sia l’ambientazione appropriata di un gioco da tavolo per bambini. Invece io credo che il taglio editoriale e ludico che è stato scelto per Zombie Dot! sia perfetto per il target d’età. Potrebbe rappresentare un ottimo introduttivo alla meccanica semi-collaborativa dell’uno contro tutti, ammorbidito visivamente da una grafica pixel art che strizza l’occhio ai videogiochi dell’infanzia dei genitori.
Pubblicato per la prima volta nel 2023 da Q’s games in edizione EN/DE/JP con il titolo di どっと・ゾンビ (Dot Zombie) e poi ribaltato dalla coreana Playte nel 2025, è un gioco di piazzamento tessere con costruzione di una rete stradale e relativa fuga. Tetsuya Nishimura l’ha pensato per 2-4 giocatori di almeno 6 anni. La durata dichiarata è sui 15 minuti ed è indipendente dalla lingua.
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Ringrazio l’editore per la copia recensore.
Gli zombie stanno comparendo in un villaggio su una griglia 7×7. I sopravvissuti devono proteggere i percorsi mentre fuggono dagli zombie. A volte possono ricevere aiuto dalla polizia, dai dottori o dai soldati, ma riusciranno a sopravvivere in un villaggio pieno di zombie?

I COMPONENTI
La scatola di Zombie Dot!, di dimensioni 138×100×21mm, contiene:
- il regolamento (EN, JP, KR);
- 44 carte quadrate.
In sostanza, abbiamo un mazzo di carte telate di buona qualità. Ciascuna raffigura un sopravvissuto sul fronte e la sua versione zombie sul retro. Maschi e femmine (sia bambini, che adulti che anziani) sono equamente rappresentati. A livello stradale troviamo crocevia, incroci a T, curve, rettilinei e vicoli ciechi. Oltre alle regole, Tetsuya Nishimura ha curato pure l’aspetto grafico.
Il volume è decisamente compatto e, ciò nonostante, mezzo vuoto. Il regolamento inglese non è chiarissimo in tutti i passaggi, ma fortunatamente ci sono le FAQ ufficiali, il forum di BGG e i tutorial. Alla fine dei conti, i materiali sono adatti allo scopo, con un voto in più se amate le illustrazioni a 8 bit.
Ho girato anche un video di unboxing:

LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Preparazione: In 4 giocatori, uno fa lo zombie e gli altri i sopravvissuti. Mescolate le 44 carte e datene 10 a ciascuno (4 scartate).
Svolgimento: L’ordine di turno prevede prima i sopravvissuti (1→2→3) e poi lo zombie, in senso orario. Le regole comuni di piazzamento comprendono: tutti i personaggi sono in piedi nello stesso verso; collegarsi ad almeno 1 strada e 1 sopravvissuto sulle carte già giocate; non uscire da una griglia 7×7; non mostrare le proprie carte. I sopravvissuti non possono piazzare collegandosi agli zombie. È consentito loro di passare il turno e riprendere nel round successivo, però se tutti passano consecutivamente vengono sconfitti. Lo zombie piazza e conclude il turno, girando i sopravvissuti collegati direttamente sulle carte adiacenti all’ultima giocata. Può passare, senza perdere.
Tra i sopravvissuti ci sono alcuni personaggi speciali, che NON hanno l’obbligo di collegarsi ad almeno 1 sopravvissuto. Il poliziotto non si gira con uno zombie adiacente collegato, ma con due. Il dottore cura gli zombie adiacenti collegati (li rigira sul lato umano). Il soldato elimina gli zombie adiacenti collegati (rimossi dalla partita).
Ciascun sopravvissuto vince la manche indipendentemente dagli altri, esaurendo le sue carte; lo zombie vince bloccando tutti i sopravvissuti (non possono più piazzare). La partita finisce quando tutti i giocatori hanno vestito i panni dello zombie: la vince chi ha conquistato più manche. In 2 giocatori, il sopravvissuto piazza 3 carte al turno e ne pesca 3 da un mazzo di 20. In 3 giocatori, un sopravvissuto leader piazza 2 carte e ne pesca 2 da un mazzo di 10. Per abbassare la difficoltà ai sopravvissuti, distribuite 9 carte.
Il regolamento completo di Zombie Dot! lo potete trovare qui.

CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Si nota che Zombie Dot! ha avuto due edizioni e che le regole sono state rimaneggiate da un secondo editore. Ad esempio non c’erano le varianti per 2-3 giocatori, i personaggi speciali erano più vincolati e quello di impersonare lo zombie a turno era soltanto un consiglio di bilanciamento. Questo però stride con i 15 minuti dichiarati, che vanno altrimenti moltiplicati per il numero di giocatori. Lo preciso subito, cosicché sia chiara l’ottica con cui abbiamo apprezzato questo titolo: sacrifichiamo l’equilibrio (secondo l’autore lo zombie ha un leggerissimo vantaggio) in favore della rapidità.
Avendo due figlie, la modalità con cui lo abbiamo intavolato maggiormente è quella 1 contro 2. È anche quella in cui risulta più agevole spiegarlo ai bambini, se l’adulto fa il sopravvissuto leader. Alice adora essere lo zombie e circondare i poveri umani. Si aggiunge di diritto ai giochi da titar fuori ad Halloween, tuttavia sono certo che ci arriveremo molto allenati. Quando è una sopravvissuta, tende a conservarsi i personaggi speciali il più a lungo possibile, sebbene sia più strategico piazzare dottori e soldati appena riescano a curare/rimuovere nonmorti.
Gli umani cercano “semplicemente” di rimanere in vita, mantenendo aperte più vie possibili, fino a calare l’ultima carta della loro mano. Lo zombie, al contrario, punta a ostacolarli, bloccando i percorsi e impedendo l’espansione della rete stradale. La presenza in Zombie Dot! di una griglia 7×7, con l’obbligo di esaurire le carte, aggiunge un limite interessante al rompicapo: non di rado si arriva al bordo e si vorrebbe proseguire oltre. Trovare i piazzamenti migliori è una sfida gustosa e cavarsela/infettare si è rivelato più impegnativo di quanto immaginassi.

All’inizio sembra tutto facile, ma verso la fine le carte rimaste spesso non si adattano più. La griglia, che pare ampia, si riempie in fretta, e il fatto che i sopravvissuti non possano piazzare accanto agli zombie aumenta rapidamente la tensione. Entrambi i tipi di ruolo nascondono la loro parte di complessità. Nonostante sia un piccolo gioco di carte, il tema si integra perfettamente con le meccaniche.
In Zombie Dot! i sopravvissuti devono collaborare almeno fino a metà partita, però verso la fine può emergere il tradimento. L’obiettivo è salvarsi, non salvare gli altri: la cooperazione non è obbligatoria, solo la sopravvivenza conta. Tuttavia, nulla vieta ai giocatori di aiutarsi e cercare di farcela insieme: la scelta tra alleanza e inganno è totalmente libera. Le due fazioni interagiscono direttamente, modificando la mappa condivisa della città e alimentando l’ansia, attraverso l’infezione o i personaggi speciali.
La scalabilità è un po’ strana, ma assolutamente funzionante. La mia versione preferita è in 4, che è anche quella in cui è nato, perché tutti hanno lo stesso numero di carte e visibili da subito. Poi metto la variante in 2, che esalta lo scontro frontale tra gli avversari. In 3 c’è l’asimmetria maggiore (tre ruoli differenti), però è eccellente per insegnare le regole. L’espendiente del mazzo da pesca mantiene l’esperienza ludica fedele a se stessa, bassi i tempi morti e costante la durata.

Zombie Dot! dipende moltissimo dalla distribuzione casuale delle carte durante la preparazione. La fortuna pesa ancora di più nelle partite con 2-3 giocatori, perché va aggiunta la pesca dal mazzo e la mancanza di una visione globale delle proprie opzioni. La configurazione delle strade e la presenza di personaggi speciali (12 totali) influiscono sensibilmente sulle probabilità di successo del giocatore. Di conseguenza è essenziale un piazzamento ragionato per quanto riguarda la posizione e il tempismo delle carte.
La rigiocabilità è percepita come molto buona, non tanto per le azioni (di per sé abbastanza ripetitive), quanto per l’inseguimento serrato su una griglia imprevedibile e i pericoli che sbucano da ogni dove. Più i bambini giocano, più fanno attenzione a non chiudersi le vie di fuga. Infine, con la scusa di scambiarsi ruoli e il basso minutaggio, si concatenano più partite di fila. Per ritoccare il livello di difficoltà si può provare con 9 o 11 carte a testa. Noi abbiamo addirittura testato una variante estrema, in cui TUTTI gli zombie contagiano gli umani adiacenti collegati!
Lati negativi?
Alcuni sono rimasti frustrati dai limiti nella comunicazione e dal non potersi mostrare le carte.
Chi cerca equilibrio profondo, cerchi altrove. Per essere equi dovreste fare lo zombie a turno, ma così una partita può durare persino un’ora, che è totalmente fuori scala per l’esperienza offerta.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Alice (7 anni e 2 mesi) e gli altri bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare – giocando a Zombie Dot!:
- a pianificare la griglia 7×7, prevedendo blocchi, architettando fughe, posizionando strategicamente incroci e vicoli ciechi;
- ad aspettare il momento giusto, per i sopravvissuti risparmiando i personaggi speciali e per lo zombie infettando dove si propaga di più;
- ad adattarsi alle caratteristiche asimmetriche del proprio gruppo;
- che si può giocare tutti contro uno, anzi tutti contro tutti.

LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI
Sulla scatola di Zombie Dot! è stampigliato 6+ o 8+ a seconda delle edizioni. Mi trovo d’accordo con l’età più bassa: le regole sono intuitive, si imparano in una manciata di minuti e in un paio di partite, a forza di errori e correzioni, emergono le abilità necessarie. Alice si destreggia in entrambi i ruoli senza bisogno di supervisione. Se avete delle remore sull’ambientazione, la grafica pixel art no-horror-no-splatter lo rende completamente potabile.
Perfetto per famiglie o giocatori neofiti (da introdurre magari al piazzamento tessere o all’1vsMany), ha meno sostanza per i palati esperti. In genere, per gli adulti può ritenersi un fillerino leggero, non complesso, degno di rimanere sul vostro scaffale pure dopo gli anni dell’infanzia… anche perché occupa veramente pochissimo spazio e vi può tappare un buco tra le scatole più grandi 😉

MIA MOGLIE DICE COSE
«Un giochino di carte veloce e facile da capire: le regole sono poche e semplici.
Mi piacciono le carte quadrate, che si possano giocare sia fronte sia retro, però i disegni non mi fanno impazzire. Capisco i pixel, ma avrei preferito una grafica diversa, anche più horror magari.
Leggero e maneggevole, lo si può portare ovunque.
Mi sembra, però, un po’ sbilanciato dal lato del sopravvissuti.
L’impressione è che ‘sti poveri zombie non abbiano nessuna chance di conquistare l’umanità. Il che stride tantissimo con l’immagine che ho di un’invasione zombie.
Dovrebbe esserci ansia, contagio e dovrei sentirmi mancare la terra sotto i piedi. Invece la partita 1vs1 è stata una passeggiata, senza troppi intoppi.
Probabilmente aggiungendo anche solo una regola che agevola il contagio, si potrebbero animare le partite. Al momento, così, non mi convince del tutto.»
MIA FIGLIA DICE COSE
«zombie, Zombie, ZOMBIE! Io mangiare cervella! Io no sazia, giocare ancora!»
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— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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