Scritto da:
cogo71
Proprio mentre sto scrivendo questa recensione ci troviamo nel mezzo dell’attesa per la seconda parte di puntate della quinta ed ultima stagione, della arci nota serie di Netflix Stranger Things. Anche se non siete fan appassionati, è impossibile non averne almeno sentito parlare, ma se in casa avete un’adolescente totalmente assorbito dall’evento, sono certo non si parlerà d’altro.
Potevo quindi farmi scappare il titolo di Clementoni (che ringrazio per avermi concesso questa copia review) Stranger Things – Friends Don’t Lie? La risposta è pleonastica…

Il gioco Stranger Things – Friends Don’t Lie, è un titolo cooperativo che vi permetterà di rivivere le avventure delle prime 4 stagioni di Stranger Things, scegliendo di interpretare uno fra i 12 protagonisti della serie per affrontare un’antagonista diverso per ogni stagione. Dovrete collaborare per esplorare i luoghi più iconici della serie, in cui raccogliere carte che vi serviranno per sconfiggere gli orrori del Sottosopra.
L’autore è Federico Latini, coadiuvato per lo sviluppo da Francesco Berardi, mentre il progetto grafico è di Maurizio Santangelo, sulla scatola le indicazioni riportano che può essere giocato da 1 a 4 giocatori a partire dai 12 anni di età e che la durata delle partite si attesta sui 20 minuti circa. Il gioco è stato ideato, progettato e sviluppato in Italia da Clementoni che ringrazio per avermi fornito la copia per questa recensione.
Come detto si tratta di un gioco cooperativo dove si vince o si perde tutti insieme, in cui dovremo scegliere uno tra cinque luoghi dove piazzare la pedina del nostro personaggio e sfruttando la meccanica del set collection riuscire a raccogliere abbastanza carte in cui è raffigurata Undici per sconfiggere il mostro di turno.
Durante la preparazione sceglieremo quale scenario sostenere (ogni scenario rappresenta una delle prime quattro stagioni della serie con i suoi luoghi e i suoi mostri peculiari) a difficoltà crescente, o in alternativa potremo decidere di intraprendere la modalità maratona TV e affrontare tutte le stagioni una dopo l’altra.
I MATERIALI
Nella scatola di Stranger Things – Friends Don’t Lie troviamo 12 standees in cartone in cui sono raffigurati i seguenti personaggi: Will, Dustin, Mike Lucas, Hopper, Nancy, Jonathan, Erica, Max, Steve, Robin e Eddie. Ci sono poi le corrispondenti tessere double face e riportano da un lato un’illustrazione a colori con la relativa abilità dello specifico personaggio e dall’altro la stessa immagine in scala di grigi a rappresenta re lo “stato di fatica” di quel protagonista.

Ci sono poi 80 carte suddivise in 8 mazzi. Quattro di questi mazzi rappresentano i luoghi base di Hawkins (la cittadina americana in cui è ambientata la serie): Community Pool (la piscina comunale), Hawkins High (la scuola), Hawkins Lab (il laboratorio) e Hawkins Woods (il bosco). I restanti quattro rappresentano i luoghi delle specifiche stagioni, ovvero: Byers House (la casa dei Bayers) per la prima; Palace Arcade (la sala giochi) per la seconda, Scoops Ahoy (la gelateria) per la terza e Nina Project (progetto Nina) per la quarta.
Ogni mazzo ha dieci carte suddivise tra carte Hawkins e Sottosopra: le prime sono sempre positive per i giocatori e sul fronte possono riportare oggetti utili o l’immagine di Undici, mentre le seconde, riconoscibili per il dorso virato sul blu, possono avere sul fronte l’immagine di una torcia (utile per i giocatori), oppure rappresentare la polizia o il sottosopra che rappresentano invece pericoli per il gruppo.
Troviamo una plancia centrale di forma pentagonale a cui andranno affiancate su ogni lato una delle otto plance dei luoghi: quattro saranno le plance luogo base più una corrispondente alla stagione che si è deciso di affrontare.
Inoltre ci sono 4 plance mostro (Demogorgon per la stagione 1, Demodog, per la stagione 2, Mind Flywer per la stagione 3 e Vecna per l’ultima) su cui è rappresentato un tracciato di sette caselle su cui muoveremo i due gettoni di legno: quello rosso che rappresenta uno dei mostri e quello azzurro che rappresenta il gruppo di personaggi. Concludono questa ricca dotazione, 4 tessere riepilogo e 4 gettoni “demodog” da utilizzare solo per il mostro della seconda stagione.

Tutti i materiali sono di ottima fattura: il cartone è bello spesso e le carte sono resistenti e piacevoli al tatto. Ho apprezzato che standees e tessere non riportano immagini prese dai fotogrammi della serie, ma sono disegni che ben rappresentano i vari personaggi; purtroppo non posso dire lo stesso per le tessere dei luoghi. Tutti i componenti trovano posto in un pratico inserto interno alla scatola, che consente di tenere tutto in ordine.
Il regolamento è ben scritto e segue un preciso filo logico che accompagna i giocatori con esempi, tra cui la simulazione di un intero turno e dopo la prima partita rimarrà nella scatola, se non per ripassare l’abilità di qualche personaggio.
COME SI GIOCA
La preparazione di una partita di Stranger Things – Friends Don’t Lie rimane la stessa a prescindere dalla stagione che si intende affrontare, anche se in base a quale sceglierete di giocare, cambierà il luogo della stagione da piazzare insieme alla plancia centrale e ai quattro luoghi base con il relativo mazzo di carte e, ovviamente la plancia mostro.
Ogni giocatore sceglie un personaggio (in uno o due giocatori se ne prendono rispettivamente 3, o due a testa) prendendo lo stendee e la tessera corrispondenti, facendo attenzione a utilizzare solo i personaggi attinenti alla stagione che si intende affrontare. Ad esempio, Max non può essere utilizzata nella prima stagione, in modo del tutto coerente con le vicende della serie televisiva, visto che si tratta di un personaggio comparso per la prima volta nella seconda stagione.
Una partita di Stranger Things – Friends Don’t Lie, si svolge in un massimo di 10 turni, ognuno dei quali è composto dalle seguenti 3 fasi:
- Posizionamento dei personaggi
Ogni giocatore sceglie in quale dei 5 luoghi disponibili posizionare lo standee del proprio personaggio; è possibile che 2 o più personaggi si trovino nello stesso luogo. - Attivazione dei luoghi vuoti
Per ogni luogo in cui non sono presenti personaggi si rivela e si scarta la prima carta del mazzo - Attivazione dei luoghi in cui si trovano dei personaggi
Nei luoghi in cui è presente un solo personaggio si rivela la prima carta del mazzo e se ne attiva l’effetto. Nelle location dove sono presenti più personaggi si rivelano tante carte quanti sono i personaggi presenti e se ne sceglie collettivamente una per attivarne l’effetto, mentre le altre vengono rimesse in cima al mazzo nell’ordine desiderato.
Alla fine del turno si verifica se il gettone mostro ha raggiunto o superato il gettone che rappresenta il gruppo e in tal caso si dovrà affrontare il mostro della stagione in corso.

Le regole di fatto, sono tutte qui. Le partite perciò si sviluppano in base agli esiti delle varie carte che verranno rivelate di volta in volta: analizziamo perciò quali sono questi effetti, ricordando che i giocatori possono mostrare le carte e persino scambiarle con gli altri giocatori.
Carte Torcia: il giocatore che trova una carta Torcia la conserva di fronte a sé in quanto rappresenta la capacità del personaggio di fare luce sui misteri che avvolgono la cittadina di Hawkins. Quando il totale delle carte Torcia collezionato da tutti i giocatori raggiunge la quantità richiesta dallo scenario (cambia a seconda della stagione che si sta affrontando) è possibile far avanzare il gettone Gruppo, sulla traccia della plancia mostro, rimandando così il momento in cui bisognerà affrontarlo. In tal modo sarà possibile continuare a collezionare carte Undici necessarie per sconfiggerlo.
Carte Polizia: queste carte rappresentano una minaccia che può essere neutralizzata solo scartando una carta Undici. Se non si può, o non si vuole farlo, il personaggio del giocatore che ha pescato la carta Polizia riceve lo stato di fatica. Quando un personaggio è in questo stato non può utilizzare la sua abilità e se dovesse ricevere nuovamente lo stato di fatica, il personaggio risulta catturato e la partita termina immediatamente con la sconfitta del gruppo.
Carte Risveglio: sia che vengano scartate o attivate, queste carte vanno a finire nella pila degli scarti e fanno avanzare di una casella il gettone mostro. Sono raffigurate da un portale per il Sottosopra e se ne trova una in ogni mazzo dei luoghi base mentre nei mazzi dei luoghi Stagione ce ne sono 2 o 3.
Carte Undici: come le carte torcia vanno conservate e rappresentano l’aiuto che riceveremo da Undici, la protagonista della serie. Può essere utilizzata sia per neutralizzare l’effetto della carta Polizia che per sconfiggere il mostro.
Carte Oggetti: raffigurano alcuni degli oggetti iconici della serie e possono essere scartate per ottenere effetti speciali in cambio. Nello specifico se si scartano due oggetti diversi si perde lo stato di fatica, riacquistando così la possibilità di utilizzare l’abilità del proprio personaggio; se si scartano due oggetti identici si può riprendere una carta a piacere dalla pila degli scarti. Nelle stagioni 3 e 4 invece è possibile anche scartare una sola carta oggetto per andare in un qualsiasi luogo senza rispettare i limiti di movimento imposti nelle due stagioni.






La partita termina se alla fine di un turno il gettone mostro raggiunge o supera il gettone gruppo. Quando questo avviene se il gruppo ha sufficienti carte Undici per sconfiggere il mostro e ha raggiunto l’ultima casella del tracciato mostro, la partita è vinta. Se il gettone Personaggi non ha raggiunto l’ultima casella del tracciato la vittoria è parziale: in pratica il gruppo è riuscito a sconfiggere il mostro, ma non del tutto.
Se non si possiedono abbastanza carte Undici per sconfiggere il mostro della stagione che si sta affrontando la partita è persa. Inoltre come detto in precedenza la partita finisce immediatamente con una sconfitta nel momento in cui uno dei personaggi riceve per la seconda volta lo stato di fatica.
IMPRESSIONI
Questo Stranger Things – Friends Don’t Lie è un gioco che si presenta piuttosto bene. La prima cosa che salta subito agli occhi è il tabellone modulare composto da tessere pentagonali: un tocco di originalità davvero interessante. Poi l’IP è di quelle che non può lasciare indifferenti, soprattutto in questo periodo. Anche allo stand Clementoni di Lucca ho sempre visto persone in fila, segno che c’è grande interesse per i prodotti legati a questa serie di Netflix.
Il dubbio con cui mi sono approcciato al gioco, e che credo sia comune a tanti altri appassionati, è se dietro alla licenza ufficiale ci fosse della sostanza… Ebbene Stranger Things – Friends Don’t Lie è un bel gioco collaborativo per famiglie.
Il titolo ha un sacco di riferimenti alla serie e sono perfettamente integrati nelle meccaniche, tanto che ci si sente effettivamente trasportati all’interno degli eventi della serie. Innanzitutto, il modo in cui i personaggi interagiscono tra di loro e nello sviluppo della storia, ricalca piuttosto fedelmente i ruoli che ricoprono nella serie.

Il fatto che alcuni non possano essere utilizzati sin da subito, ripercorrendo il momento in cui sono entrati a far parte dei protagonisti della serie, è molto interessante e ricalca il peso che il personaggio ricopre all’interno delle vicende narrate nella storia ideata dai Duffer Brothers.
Il rovescio della medaglia è legato al fatto che alcuni dei personaggi sono più “forti” di altri e in certi casi si è quasi costretti a includerli nel gruppo di “avventurieri” che affronteranno la campagna. Certo aver incluso ben 12 personaggi, ognuno con una propria abilità, deve essere stata una sfida molto difficile per gli autori Latini e Berardi, ma credo che siano riusciti nell’intento e in certi casi anche quei personaggi che potrebbero risultare minori, in realtà possono risultare molto utili alla causa, soprattutto se usati in combo con altri che hanno abilità complementari.
Il livello di sfida è stato ben calibrato ed è evidente come la difficoltà cresca tra una stagione e la successiva: se il primo scenario è poco più di un riscaldamento, già dalla seconda stagione è richiesto un livello di ragionamento e di collaborazione più intenso.
Vi state chiedendo se Stranger Things – Friends Don’t Lie è un gioco adatto a tutti? La risposta non è semplice. Se siete dei fan della serie credo che lo apprezzerete senza troppe riserve. Certo, si tratta di un peso leggero, quindi non aspettatevi un livello di sfida troppo elevato, soprattutto se siete giocatori esperti.
In famiglia, o con un gruppo di giocatori occasionali però, potrebbe funzionare alla grande, sia perché tattica e strategia necessarie per affrontare le sfide sono alla portata di tutti, sia perché la dinamica collaborativa aiuta a catturare anche i meno avvezzi al gioco da tavolo.

Altro aspetto positivo è legato alla durata delle partite. Ogni singola stagione si gioca effettivamente in una ventina di minuti, proprio come indicato nella scatola e questo rende Stranger Things – Friends Don’t Lie adatto anche per una serata a tema, in cui affrontare una dietro l’altra tutte e quattro le stagioni.
La rigiocabilità è buona anche se non eccelsa: le scelte da fare sono più o meno sempre le stesse e la variabilità è legata più che altro all’ordine di uscita delle carte. Le combinazioni però sono moltissime e legate anche a quali personaggi verranno scelti per affrontare la sfida. Un gioco nel gioco può essere anche quello di riuscire a portare a termine le partite con un party fatto da personaggi più sfidanti rispetto ad altri.
Nel complesso Stranger Things – Friends Don’t Lie è riuscito a farmi apprezzare la meccanica cooperativa che di solito evito ed è riuscito nell’intento di trasportarmi nell’ambientazione della serie facendomi sentire come uno dei protagonisti degli episodi della serie.
CONSIDERAZIONI FINALI
Stranger Things – Friends Don’t Lie presenta materiali più che buoni e perfettamente ergonomici tra cui spicca senz’altro il tabellone modulare che si compone di tessere a forma pentagonale. Si presenta molto bene sul tavolo, non solo per l’hype che gravita attorno alla ultra famosa serie Netflix, ma anche per una grafica curata. In particolare ho apprezzato la scelta di ridisegnare i personaggi della serie senza utilizzare foto prese direttamente dagli episodi, scelta che invece non è stata fatta per i luoghi e per i dorsi dei rispettivi mazzi di carte.
L’ambientazione sfrutta una delle IP di maggiore successo degli ultimi anni e questo avrebbe potuto essere un’arma a doppio taglio, invece devo dire che l’adattamento è stato reso molto bene, infatti i giocatori devono collaborare proprio come fanno i protagonisti della serie, per cercare di venire a capo delle strane vicende che accadono nella cittadina di Hawkins.
Il regolamento è organizzato piuttosto bene e ho trovato molto interessante che siano stati inseriti esempi di interi turni di gioco. Il funzionamento delle abilità descritte sulle carte dei personaggi è abbastanza semplice da capire, tuttavia in fondo al manuale c’è un’utile tabella riassuntiva che le spiega nel dettaglio.
Il gioco è veloce e ogni scenario si chiude comodamente entro i 20 minuti proprio come promesso dai dati riassuntivi stampati sulla scatola. Il downtime è totalmente assente anche perché ogni decisione viene presa in maniera collettiva. Inoltre Stranger Things – Friends Don’t Lie scala bene con qualsiasi numero di giocatori anche se quanto si gioca in tre, il fatto di avere un personaggio in meno in gioco, aumenta leggermente la difficoltà della stagione cosa che nelle ultime due si sente particolarmente.
La rigiocabilità non è eccessiva, soprattutto a causa della poca variabilità nelle scelte da prendere, ma avere a disposizione ben 12 personaggi diversi, ognuno con le proprie peculiarità, consente di affrontare le stagioni ogni volta con una diversa strategia, per cui soprattutto se siete fan della serie, proverete ad affrontare la sfida con i diversi protagonisti anche solo per scoprire come interagiscono i loro poteri.
Stranger Things – Friends Don’t Lie non ha particolari strategie o combinazioni che lo rendano particolarmente profondo, ma risulta abbastanza sfidante per il pubblico a cui si rivolge. Se però siete giocatori scafati, sappiate che con un’opportuna scelta dei personaggi (e quindi delle relative abilità) la difficoltà si abbassa di molto.
Mi rendo conto che non era facile riuscire a bilanciare le abilità dei protagonisti rimanendo fedeli alla serie, ma è innegabile che alcune composizioni del “party” rendono le partite poco sfidanti, almeno quando ci sono quattro personaggi in gioco.
In conclusione Stranger Things – Friends Don’t Lie, è un gioco collaborativo adatto a famiglie o gruppi di giocatori ancora alle prime armi, perfetto per i fan della serie che si sentiranno letteralmente trasportati nell’universo creato dai fratelli Duffer.

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