Krampusbox
Scritto da Krampus Box.
Hai organizzato una serata giochi ma ti ritrovi (volutamente o per caso) con più di 6/7 amici seduti al tavolo. Avesti voluto sfoggiare i migliori giochi della tua libreria ma quasi tutti recitano “Da 1 a 4” oppure “da 2 a 5”.
Insomma, devi optare per qualcosa che sia essenzialmente un classico “party games”, la cui scalabilità notoriamente è ampia.
Oggi vi vogliamo regalare un consiglio che potrebbe salvare queste tipologie di serate perché parleremo non solo di un gioco accessibile a grandi gruppi…ma che NON potrete giocare senza un grande gruppo.
Parliamo di Wolf Street, un gioco di speculazione finanziaria ma soprattutto di “caciara non finire”.

Wolf Street ci catapulta in un mondo immaginario, la “Wolf Street” per l’appunto, che altro non è se non la Wall Street del mondo animale.
Ci teniamo a dire che la tematica “animalesca” non incide per nulla nel gioco, probabilmente è più per il gioco di parole con Wolf Street che per altro. In ogni modo, le carte e le immagini che fanno riferimento ad animali sono molto apprezzate (simpatiche e ben disegnate).
Tornando al gioco, avremo due gruppi: gli astuti imprenditori che cercando di fondare il loro impero di compagnie di successo, e investitori armati di capitali e occhio lungo.

Lo sfondo è quello di una spietata competizione commerciale tra Investitori e Manager, in un confronto asimmetrico che è allo stesso tempo cooperazione e guerra totale, un po’ come nella vita reale, solo con più urla.
Il gioco è stato ideato da Britton Rooney ed è edito dalla Broadway Toys Limited (Broadway Games) che ringraziamo per averci fornito la copia per questa recensione.
Una delle caratteristiche più “bizzarre” come vi accennavamo prima è la sua incredibile scalabilità: Wolf Street è giocabile da 3 a ben 11 giocatori.

Tuttavia, non è corretta come indicazione: se giocate in meno di sei persone, vi state perdendo il bello della sua meccanica.
Non vogliamo aggiungere altro e procediamo subito nel cuore del gioco.
Wolf Street – Prime Impressioni
Prima di tutto facciamo le presentazioni:
- Party Game
- Durata della partita: circa 45-50 minuti
- 3-11 Giocatori
- Distributore: Broadway Toys LTD
- Game Designer: Britton Roney
- Graphic Designer: Sonja Müller
Appena si mette mano a Wolf Street, si capisce subito a cosa stiamo andando incontro.

È un gioco di negoziazione a tempo reale, di offerte segrete, di gestione del capitale e, soprattutto, di interazione sociale sfrenata. Lo chiamano “un party game per giocatori esperti”, una simulazione coinvolgente del mondo degli investimenti e delle operazioni aziendali.
La caratteristica che salta subito all’occhio è l’asimmetria totale dei ruoli.
I giocatori vengono divisi in due grandi fazioni: i Manager e gli Investitori. Ogni fazione ha obiettivi e strategie completamente diversi, ma sono indissolubilmente legati l’uno all’altro per far girare il gioco. E la cosa più divertente è che, alla fine, ci saranno due vincitori distinti, uno per categoria!
Quindi, anche se avete stretto alleanze e fatto l’occhiolino al Manager di turno, state certi che alla fine cercherà di fregarvi, e viceversa ovviamente.
L’interazione tra i due ruoli si concretizza soprattutto nella prima fase di ogni round: la negoziazione di due minuti. E qui…succede il finimondo.
Tutta la stanza si trasforma in una bolgia di grida, offerte, controfferte e tentativi di “fregare” il vicino. È un vero esercizio di retorica e “interazione a tutto gas,” dove si cerca di ottenere il prezzo migliore. Sembra davvero di essere in Wall Street mentre cercate di accaparrarvi le azioni della Pan Am.

Insomma, la prima impressione è che questo gioco sia un meccanismo perfettamente oliato per creare tensione, risate e quella piacevole sensazione di aver fatto un affare (o di aver fregato qualcuno) in un lasso di tempo ridicolmente breve.
È la negazione della tranquillità, ed è esattamente per questo che ci ha subito esaltato.
Party game? Si…ma poco party e tanto game! Andiamo ad approfondire le regole.
Wolf Street – Fondamenti
Per affrontare Wolf Street è fondamentale capire come si prepara il campo di battaglia e come si susseguono le cinque fasi che compongono ogni round di gioco.
Prima di tutto, bisogna dividere i giocatori nei due ruoli: Investitori e Manager. È consigliabile farlo a sorte.
Il gioco si può giocare con soli 3 o 4 giocatori, ma in quel caso si assume un “doppio ruolo” (sia Manager che Investitore). Noi, ovviamente, lo consigliamo in formazione completa per massimizzare il chiasso.

Tabellone e Capitali Iniziali: La plancia centrale, che rappresenta la borsa, viene posizionata al centro. I gettoni vengono piazzati sul valore iniziale di $30 per ciascuna delle quattro azioni (Rosso, Giallo, Verde, Blu). I quattro dadi colorati (uno per azione) vanno accanto al tabellone.
Denaro: Ogni giocatore, indipendentemente dal ruolo, riceve $120 dalla banca.
3. Setup Investitori: Ogni Investitore sceglie una compagnia d’investimento (con nomi simpatici come ‘Crocodile Haven Trust’ o ‘Bearpaw Investment’) e prende i 12 gettoni del colore corrispondente. Questi gettoni rappresentano la loro capacità di investimento.
4. Setup Manager: Ogni Manager riceve un foglio e un pennarello cancellabile per le offerte. Si mescolano le carte compagnia e si distribuiscono tre carte a ogni Manager. Queste carte non devono avere il simbolo 2X all’inizio.
Dopodiché, i Manager procedono a un Draft: scelgono una delle tre carte che hanno in mano, la mettono scoperta davanti a sé, passano le rimanenti a sinistra, scelgono un’altra carta da quelle ricevute, e così via, finché tutti hanno tre carte in gestione. Questo draft iniziale permette un minimo di strategia nella scelta del portafoglio.

Le cinque fasi di Ogni Round
Il gioco si articola su un totale di cinque round. Ogni round è composto da cinque fasi distinte.
Fase 1: Negoziazione (2 minuti)
Questa è la fase più caotica, l’anima del gioco. Si avvia un timer di due minuti (usate un telefono con un timer). Manager e Investitori negoziano simultaneamente.
- Gli Investitori propongono un prezzo per una specifica azione del Manager (es. “Ti do 30 per questa azione Gialla!”).
- Se il Manager accetta, l’Investitore posiziona il suo gettone sull’azione e il Manager annota il prezzo pattuito.
- L’accordo, se non “bloccato,” non è vincolante! Un altro Investitore può arrivare e rilanciare sul prezzo, e il Manager può accettare la nuova offerta, restituendo il gettone all’Investitore precedente.
- Per rendere l’accordo vincolante, l’Investitore deve proporre un’offerta con “blocco” (che di solito costa di più), e il Manager deve acconsentire a girare il gettone sul lato bloccato. A quel punto, l’azione non può più essere scalzata o modificata.
- Alla fine dei due minuti, ogni azione che non ha un gettone e un prezzo concordato non è stata venduta per quel turno.

Fase 2: Reddito degli Investitori.
Si lanciano i quattro dadi, uno per colore, che determinano l’andamento del mercato.
- Ogni dado ha un range di movimento (positivo o negativo) che riflette la volatilità dell’azione. Il Rosso è il più estremo (±2, ±3, ±7), il Blu il più stabile (±1, 0, 0).
- Il prezzo di ciascuna azione sul tracciato centrale viene aggiornato in base al risultato del dado.
- Gli Investitori guadagnano (o perderanno) denaro dalla banca in base al nuovo valore di mercato (il prezzo attuale sul tracciato) moltiplicato per il numero di azioni che possiedono.
- Se un’azione ha il simbolo 2X l’incasso o la perdita si raddoppiano.
Fase 3: Reddito dei Manager (e possibile Bancarotta).
In questa fase, gli Investitori pagano i Manager in base al prezzo pattuito durante la negoziazione.
- Se un Investitore ha appena avuto un pessimo risultato nella Fase 2 (ad esempio, è andato in profondo rosso), potrebbe non essere in grado di pagare tutti i suoi debiti.
- Gestione del Debito/Bancarotta: Se l’Investitore non può pagare tutto, deve tentare un accordo (concordato) con il Manager per ridurre il debito o promettere pagamenti futuri. Queste promesse, ricordatevelo bene, non sono vincolanti! La parola data a Wolf Street non vale nulla se non è supportata dal contante.
- Se non si raggiunge un accordo (o i Manager sono troppo avidi e rifiutano la riduzione), l’Investitore va in bancarotta. In quel caso, l’Investitore consegna tutto il denaro rimanente alla banca (i Manager non incassano nulla), e deve mettere uno dei suoi gettoni Investitore nella riserva centrale come pegno. Ottiene $100 in valuta dalla banca per continuare. Il rovescio della medaglia è che, a fine partita, dovrà ricomprare ogni gettone in pegno a $100 l’uno, altrimenti sarà eliminato dalla classifica dei vincitori.
- Una volta che i pagamenti sono stati effettuati, i Manager restituiscono i gettoni agli Investitori, liberando l’azione per il round successivo.

Fase 4: Pagamento dei Costi Operativi dei Manager
I Manager pagano le tasse o, meglio, le spese di mantenimento: $10 alla banca per ogni carta compagnia che possiedono.
Se un Manager non ha abbastanza denaro per pagare il mantenimento, è costretto a vendere carte alla banca, ricevendo in cambio $5 per carta. Devono vendere solo lo stretto necessario per coprire il debito e non possono vendere carte se hanno denaro sufficiente per pagare il mantenimento.
Fase 5: Asta per i Diritti di Gestione
Questa fase serve ai Manager per espandere il proprio portafoglio.
- Viene messo all’asta un certo numero di carte compagnia.
- L’asta avviene tramite offerta segreta: ogni Manager scrive privatamente il valore che è disposto a pagare per la carta.
- Tutti rivelano l’offerta: il Manager con l’offerta più alta vince la carta e paga il suo pegno alla banca.
- In caso di parità, solo i pareggiati rilanciano, e il nuovo pegno deve essere superiore al precedente. Se tutti offrono $0, la carta viene scartata dal gioco.

Il gioco termina dopo la Fase 4 del quinto round.
- I Manager calcolano il loro denaro totale, ricevendo anche un bonus di $40 per ogni set completo di quattro carte compagnia di colori diversi che possiedono.
- Gli Investitori, prima di contare il denaro, devono ripagare $100 alla banca per ogni gettone che avevano messo in pegno durante le bancarotte. Se non possono ripagare il debito, vengono eliminati dalla corsa alla vittoria.
Vince l’Investitore con più denaro e il Manager con più denaro.

Come gira Wolf Street
E ora, la parte succosa: cosa si prova a sedersi a un tavolo di Wolf Street e cosa abbiamo notato di cruciale nel suo funzionamento, attingendo dalle grida e dalle considerazioni degli altri analisti del settore (alias nostri compagni di serate ludiche seduti al tavolo).
L’esperienza complessiva è indubbiamente unica.
Il flusso di denaro è di una semplicità disarmante, quasi elegante, eppure è la base di un caos incredibile: la banca finanzia gli Investitori, gli Investitori pagano i Manager, e i Manager pagano le tasse alla banca. Questo ciclo pulito alimenta la sporca negoziazione che sta nel mezzo.

Quando il timer dei due minuti parte per la Fase 1, la stanza si trasforma in un mercato azionario d’altri tempi.
Ci si butta subito nella mischia, urlando e gesticolando. È fondamentale guardare gli Investitori che hanno appena fatto incassi succosi per alzare il prezzo, e viceversa cercare di approfittare di chi sta annaspando.
Da Manager, l’obiettivo è spingere il prezzo al massimo, magari promettendo futuri guadagni (o altro off game, tutto è permesso) per non far scappare l’affare.
Da Investitori, dobbiamo essere rapidi a valutare il rischio/ricompensa.
È bellissimo vedere come il gioco si trasformi in una vera e propria lezione di economia spicciola: quando si mettono in palio le azioni Rosse (quelle volatili), la domanda schizza e i prezzi salgono perché tutti vogliono rischiare grosso per il guadagno potenziale. Ma se un Investitore si accorge che tutti i Manager stanno vendendo a prezzi stracciati le azioni Gialle, capisce che nessuno le vuole e allora il prezzo va giù, costringendo i Manager a svendere pur di racimolare qualcosa per coprire i costi di mantenimento.
La bancarotta, sebbene sia un momento drammatico, è stata gestita magistralmente: Se non riusciamo a negoziare il debito con un Manager, andiamo in default e tutto il nostro denaro va alla banca, ma almeno restiamo in gioco.

Questo piccolo aspetto rende l’esperienza meno frustrante e assicura che il caos non finisca mai, perché nessuno viene buttato fuori dal tavolo (al massimo nel conteggio di fine partita).
Da Manager, la Fase 5 (l’asta segreta) è vitale.
Dobbiamo assicurarci di diversificare il portafoglio per ottenere il bonus Set Collection. L’asta a busta chiusa è immediata e rapida, non ci si annoia e aggiunge anche un po’ di pepe e aleatorietà alla partita.
Il gioco risulta snello e il ritmo è frenetico dall’inizio alla fine.
È ovvio, il gioco favorisce chi ha il sangue da commerciante/negoziatore, per quelli che non hanno paura di urlare e di essere sfacciati. È una battaglia di personalità, e spesso chi ha la parlantina migliore (o chi è disposto a sottovalutare l’azione per un incasso immediato) ha un vantaggio.
Ma, come in ogni borsa che si rispetti, il lancio dei dadi può ribaltare qualsiasi strategia; quindi, anche la persona più timida può vincere se è fortunata o se sa prevedere bene il rischio.

Questo mitiga parecchio l’aspetto personale ed emotivo (che era una delle nostre più grandi perplessità leggendo il regolamento la prima volta). Possiamo confermare che è esattamente così.
Inoltre, è sicuramente un modo per far “scongelare” i vostri amici più timidi per farli entrare nel bordello del vostro gruppo giochi.
Terapia d’urto!
Pro e Contro
Pro e contro di Wolf Street
Ed eccoci come di consueto ai nostri Pro e Contro su Wolf Street.
PRO:
1: L’Esplosione Caotica della Negoziazione in Tempo Reale: Non c’è nulla di paragonabile alla Fase 1 di Wolf Street. Il gioco si basa interamente su quei due minuti di contrattazione aperta, simultanea e ad alto volume, dove il silenzio è bandito e le urla moleste sono la moneta corrente. Questa meccanica è l’essenza del gioco e la fonte principale di divertimento.
2: L’Asimmetria Totale e la Grande Scalabilità: Wolf Street eccelle nella gestione dei grandi gruppi, supportando fino a 11 giocatori. È specificamente consigliato per almeno sei giocatori, momento in cui il caos della negoziazione raggiunge il suo picco massimo. L’architettura del gioco, divisa tra Investitori e Manager, garantisce che tutti siano costantemente attivi, ma con obiettivi diametralmente opposti. È come giocare due giochi distinti, uno basato sull’acquisizione di affari e l’altro sulla vendita aggressiva, e si finisce per voler provare entrambi i ruoli per capire le diverse sfumature strategiche.
3: Tematica economica: Sarà banale dirlo, ma il gioco segue esattamente quello è che un normale contesto di mercato economico, dove aziende (manager) e investitori sopravvivono contrattando. Per quanto sia un party game, la simulazione è perfetta e si immedesima in modo straordinario nella tematica.

CONTRO:
1: La Dipendenza dal Numero Elevato di Giocatori: Nonostante la scatola indichi che il gioco sia da 3 a 11 giocatori, è palese che Wolf Street è stato progettato per almeno 6 giocatori. Giocare con 3 o 4 persone richiede l’uso di una variante in cui si ricoprono contemporaneamente i ruoli di Investitore e Manager. Questa ovviamente non riesce a replicare il caos, l’energia e la tensione rispetto ai grandi gruppi. Bisogna essere almeno in sei per giocare e questo, purtroppo, è un limite (non sempre si organizzano serate numerose).
2: L’Intensità Estrema e la Necessità di Essere un Negoziatore: Il tono di voce alto e la negoziazione aggressiva in tempo reale sono la forza del gioco, ma sono anche il suo tallone d’Achille per certi tipi di giocatori. Il gioco è intrinsecamente stressante e, inoltre, le meccaniche di negoziazione tendono a dare un vantaggio significativo ai giocatori che sono per natura estroversi. I giocatori più timidi o meno esperti in interazioni così sfacciate potrebbero trovarsi in svantaggio o semplicemente non godersi l’esperienza. Consigliamo infatti di bilanciare il gioco (se siete voi a proporlo) cercando di guidare ed esortare chi non partecipa attivamente.

Conclusioni
Siamo giunti alla fine del nostro viaggio nella borsa più rumorosa del mondo.
Wolf Street non è solo un gioco di compravendita di azioni; è un’esperienza sociale intensa, un acceleratore di adrenalina che riesce a simulare la frenesia di Wall Street senza perdere un grammo di divertimento.
L’asimmetria tra Investitori e Manager, con la conseguente battaglia per la ricchezza che porta a due vincitori indipendenti garantisce rigiocabilità e tensione costante.

Nonostante i piccoli difetti e la sua assoluta dipendenza da un alto numero di partecipanti per esprimersi al meglio, è un titolo che consigliamo senza riserve a tutti i gruppi numerosi che cercano qualcosa di più strutturato del solito party game, ma che non rinunciano al divertimento e al caos controllato.
Se siete pronti a urlare, a negoziare e a rischiare la bancarotta per un guadagno raddoppiato (grazie al fantastico 2X), allora preparatevi a investire in Wolf Street.
E ricordate: in Wolf Street, che siate lupi Investitori affamati di azioni o astuti Manager pronti a manipolare il mercato, l’unica cosa che conta davvero è che, mentre il caos finanziario si placa e i due vincitori si dividono la gloria, Krampus Box ha già raggiunto il doppio dei profitti.

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