Scritto mentre lavorava da
Battlemad
A Lucca ha fatto capolino il nuovo volume della collana Dedalo ed è stato amore a prima vista! Questo undicesimo volume, scritto da Andrea Tullio Canobbio, illustrato da Francesco Mattioli, edito da Vincent Books, ci porta dritti nel cuore pulsante del precariato… o forse del terrore.
Willy Wozniak e il lavoro da incubo è un librogame ironico e surreale che racconta le (dis)avventure di uno stagista eterno, intrappolato in una realtà aziendale popolata da vampiri e altre strane creature: un’idea che già dal titolo promette umorismo nero e satira sociale.

Ambientazione
Il protagonista, Willy Wozniak, è un giovane ingegnere elettronico che ha collezionato una lunga serie di disastri professionali. Dopo aver inavvertitamente fatto esplodere un laboratorio biotech, Willy finisce catapultato in uno stage presso la misteriosa Vampire Ltd., agenzia di comunicazione con una reputazione… un po’ oscura. Da lì parte un viaggio folle attraverso gli Stati Uniti, in fuga dai vampiri e da se stesso, tra incontri assurdi, dialoghi paradossali e situazioni che sembrano uscite da uno dei nostri sogni più strani. L’obiettivo, almeno in teoria, sarebbe fuggire e salvarsi. Nella pratica, però, Willy non ha mai davvero voce in capitolo: ogni tentativo di scegliere si trasforma in una nuova catastrofe.
Il nome stesso è una citazione ironica: richiama Steve Wozniak, co-fondatore della Apple, ma calato in un contesto opposto! Non il genio della Silicon Valley, bensì un eterno Fantozzi che combina un guaio dietro l’altro.

Giocabilità e meccaniche
Sul piano del gioco, Willy Wozniak e il lavoro da incubo è un librogame a bivi con un piccolo registro. All’inizio si compila un Foglio d’Identità, dove vengono segnati tre elementi principali:
- Inventario, per gli oggetti raccolti;
- Portafoglio, che tiene traccia del denaro guadagnato o perso;
- Barometro, una fila di icone a forma di vampiro che cancelli man mano che li elimini.
Le meccaniche sono semplici ma funzionali, pensate per accompagnare la narrazione e non per appesantirla. L’azione scorre fluida, alternando scelte narrative a momenti di gestione minima dell’inventario. È un sistema che richiama e rispetta la filosofia delle avventure punta-e-clicca, da cui il libro trae ispirazione: raccogli, osserva, usa… e sbaglia in modo spettacolare.
La rigiocabilità è discreta: servono almeno due o tre letture per esplorare tutti i percorsi, ma ogni run resta piacevole grazie al ritmo brillante e alle continue sorprese.
Considerazioni
Il tono del libro è ciò che lo rende unico. La comicità è graffiante e irresistibilmente colta, capace di mescolare riferimenti nerd con battute e citazioni di band reali. È un umorismo che diverte ma non indulge nel becero nonsense: anche le scene di morte sono piccole perle di ironia nera. Ogni volta che falliamo (e accade spesso) Willy accoglie la propria fine con un misto di rassegnazione e autoironia, come se avesse pienamente accettato la sua inutile utilità. Non c’è dolore, non c’è rabbia: solo il sollievo amaro di chi sa di non poter fare altro che sbagliare ancora.
Questo è il primo titolo della collana Dedalo a immergersi nel mondo del lavoro e del precariato, ed è interessante notare come il libro sembri dialogare con altre recenti pubblicazioni del panorama italiano: è il secondo librogame dell’anno (dopo Culto di Campagna, di Tora Edizioni) a raccontare un trentenne/quarantenne che crea più problemi che soluzioni. Un piccolo segno dei tempi, forse, o semplicemente un modo per esorcizzare l’assurdità quotidiana con una risata amara.

Minigioco
Come minigioco finale troviamo Il Naufragio Maledetto, di Matteo Zaggia: credo sia il minigioco preferito tra i Dedalo letti finora! Siamo il capitano di una nave e abbiamo appena trovato un prezioso forziere… ma la ciurma si è ammutinata e ci ha rinchiuso nella prigione della stiva! E per fortuna, visto che il forziere conteneva un antico orrore: una volta liberato ha sterminato l’intero equipaggio. Noi, “fortunatamente”, siamo salvi, ma siamo ancora rinchiusi in prigione e la nave sta imbarcando acqua: quanto tempo ci rimane prima di affondare?
Da qui inizia questa breve avventura che riprende in toto i canoni dei punta-e-clicca tanto amati! Dovremo interagire con ogni oggetto nella cella per riuscire a trovare una via di fuga: ma attenzione al tempo che passa! Non tutte le opzioni a noi disponibili sono effettivamente efficaci… alcune potrebbero semplicemente farci perdere tempo!

Conclusione
Willy Wozniak e il lavoro da incubo è un librogame divertente, ben scritto e sorprendentemente curato nei dettagli. Riesce a fondere comicità, nostalgia e critica sociale senza perdere ritmo, offrendo un’esperienza di lettura che intrattiene e fa sorridere. Le morti sono molte (e spassose), la fuga dai vampiri è solo un pretesto per raccontare l’assurdità del mondo del lavoro e degli infiniti tirocini, con il povero Willy che diventa un eroe tragicomico perfetto per i tempi che viviamo.
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