Simone Marzola
Death’s Gambit è un gioco di ruolo creato da Triex ed edito da Grumpy Bear nella collana Ursa Minor, composta da giochi in formato fanzine e dedicata ad autori italiani.

Il manuale
Dato che è in formato ‘zine il manuale è di sole 46 pagine, ma sono sufficienti sia per dettagliare le regole sia per offrire una serie di esempi di gioco per far comprendere meglio il funzionamento delle meccaniche. A questo si aggiungono le ottime illustrazioni in copertina e all’interno di Valeria Cammarosano ed Eleonora Abate.
Menzione particolare per l’actual play che, schematicamente, permette di capire come utilizzare i pezzi sulla scacchiera raccontando la storia di Morte. Infine viene anche proposto uno scenario da giocare per familiarizzare con le meccaniche del gioco.

Preparazione del gioco
Le meccaniche di Death’s Gambit sono molto particolari e utilizzano una scacchiera classica e i suoi pezzi, anche se in modo del tutto originale. Un giocatore interpreterà la Morte personificata e il suo pezzo di riferimento sarà la regina nera. Gli altri giocatori rappresentano invece la Vita e sono figure che possono entrare o uscire dalla vita di Morte: esse possono essere rappresentate da re, alfiere, torre e cavallo. La regina bianca può essere usata come linea o velo per affrontare tematiche particolari o sensibili.
Morte ha due poteri speciali che può usare: la Falce, che consente di rimuovere un pezzo dalla scacchiera, e gli Occhi per far diventare nero un pezzo bianco. In questo secondo caso il pezzo rimarrà sulla scacchiera, ma il suo destino sarà segnato e non interagirà più con Morte.
Un gioco narrativo
Death’s Gambit è un gioco masterless e pertanto non c’è un conduttore del gioco, anche se uno dei personaggi è quello principale e gli altri orbitano nella sua sfera. Come nella vita, i personaggi possono entrare e uscire dalla vita di una persona, ne possono essere influenzati o trascinati oppure possono essere allontanati o muoversi mentre la vita di Morte scorre, sempre in avanti: queste sono tutte mosse che avremo a nostra disposizione per raccontare la nostra storia.
Morte, oltre a i poteri di Falce e Occhi, potrà infatti muoversi e potrà allontanare da sé gli altri pezzi. I giocatori che interpretano Vita potranno invece trascinare Morte rendendola influenzabile da un pezzo bianco sulla scacchiera, oppure potranno introdurre o congedare i vari pezzi, muovendoli sulla scacchiera.
I pezzi bianchi hanno a loro volta delle capacità particolari per influenzare la vita di Morte:
- L’alfiere può trascinare Morte di due caselle, anziché una. Sulla scacchiera potremo avere al massimo due alfieri.
- Il cavallo potrà muoversi fino a un massimo di due caselle. Anche nel loro caso potremo al massimo avere due cavalli contemporaneamente sulla scacchiera.
- La torre bianca non potrà mai essere Allontanata dalla vita di Morte. Come per alfiere e cavallo, possiamo schierare al massimo due torri in un determinato momento.
- Il re bianco riesce a influenzare Morte da due caselle di distanza, quando decide di trascinarla. A differenza degli altri pezzi, può esserci solo un re.
Una volta che avremo definito il contesto e chi interpreta Morte, potremo disporre i pezzi bianchi e iniziare il racconto.

Svolgimento del gioco
Lo scopo del gioco è condurre Morte da un lato all’altro della scacchiera, facendole vivere la sua vita e narrando a turno gli avvenimenti, gli incontri e le relazioni che si sviluppano in questo lasso di tempo.
Muovendo i pezzi sulla scacchiera, le relazioni tra i pezzi bianchi e la Regina Nera si modificheranno e noi dovremo raccontare quanto succede sulla base del contesto che avremo definito.
Come sarà la vita di Morte? Quali saranno gli avvenimenti principali e le persone importanti che incontrerà sul suo cammino?
A differenza degli scacchi, qui i pezzi si muoveranno nei dintorni della regina nera, senza “mangiare” gli altri o scavalcarli. L’unica regola di movimento che avremo è relativa proprio a Morte: la regina nera infatti non potrà mai tornare sui suoi passi, muovendosi lateralmente, in modo obliquo o in avanti, ma mai indietro. I pezzi bianchi rappresentano alcuni archetipi di personaggio, persone con ideali, influenza o che siano presenze solide nella vita di Morte: a turno i giocatori di Vita decideranno come questi influenzano la vita della protagonista, avvicinandosi o allontanandosi a lei.
Quando arriveremo alla fine della scacchiera, si innescherà la Conclusione e Morte riprenderà il suo posto e il suo compito eterno: in questa fase i giocatori effettueranno un debrief, chiedendo al/alla giocatore/giocatrice che ha interpretato Morte come è stato fare parte di questo racconto affrontando alcune domande proposte dal manuale oppure chiedendo quello che si sentono rispetto alla giocata appena trascorsa.

Considerazioni personali
L’originalità delle meccaniche di Death’s Gambit è inequivocabile e offre delle possibilità di racconto mai uguali perché ogni volta saranno i membri del tavolo a generare una vita diversa per Morte. Nelle nostre partite abbiamo condotto Morte attraverso eventi storici, che hanno contribuito a creare anche più atmosfera alle vicende, rendendo ancora più introspettiva la narrazione.
Le dinamiche che si sono formate sono state naturali e la storia è fluita di turno in turno fino alla naturale conclusione: avere un inizio e una fine scandite dai lati della scacchiera aiuta molto a tenere traccia del gioco e a definire i tempi.
Il gioco probabilmente non è adatto a tutti, sia per le tematiche sia per le meccaniche, ma può essere facilmente interiorizzato sia da esperti che neofiti.
La possibile difficoltà potrebbe essere doversi dotare di una scacchiera, ma anche online si trovano i mezzi per sopperire a questa mancanza.
Giudizio finale
Un gioco davvero innovativo, profondo e che può dare momenti molto toccanti se giocato con chi ha voglia di affrontare tematiche sensibili e dedicarsi a una narrazione realistica anche se con elementi fantastici.
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