Simone M.
E’ con estrema gioia che mi accingo a scrivere l’introduzione per questo approfondimento. L’autore infatti è il mio “brother in arms” Alberto Gulminelli, fondatore ed amministratore della pagina FB Giochi da Tavolo American. Insieme ad Alberto ed al SigFapos abbiamo dato vita a The American Way, la super rubrica dedicata ai giochi American e tematici, che potete leggere ed ascoltare grazie a Giochi sul Nostro tavolo. La disamina, puntuale, che fa Alberto sul tema dei Crowdfunding è molto interessante e vuole essere una sorta di Vademecum per chi si accinge ad approcciarsi proprio al finanziamento di progetti ludici online. Io qui adesso mi taccio e vi lascio alla lettura.

I. “Pledgiate Responsabilmente” di Alberto Gulminelli
Ciao a tutti/e! Questo articolo nasce dalle riflessioni e dallo scambio avuto con alcuni membri della redazione e utenti del gruppo “Giochi da Tavolo American” e credo possa essere di qualche interesse.
Il tema della crisi delle società di giochi da tavolo, anche a seguito della recente questione dei dazi e del fallimento o crisi di alcune importanti società del settore, è sempre più attuale, in particolar modo se guardiamo al mercato del crowdfunding che fino a pochi anni fa invece era stato linfa per i produttori. Nella puntata del nostro podcast “The American Way” dedicata al tema, che vi consiglio di recuperare se non avete ascoltato, abbiamo affrontato il tema e messo in luce potenzialità e rischi. Come dicevamo lì, il crowdfunding vive dalla sua nascita una dicotomia, che è la poesia, la magia di investire in un progetto che è ancora un sogno ma può divenire realtà, una realtà che avrà come beneficiari sia l’ideatore che quelli che hanno creduto in lui e lo hanno sostenuto: un sogno fatto da altri e che non possiamo monitorare è però tra gli investimenti più rischiosi che si possano fare. In breve anche le grosse case hanno iniziato a fare progetti crowdfunding, perché il sistema lo permetteva ed era per loro molto conveniente: gli utenti li hanno da subito sostenuti in massa e inizialmente ne sono stati contenti (tranne i più idealisti) perché questi progetti davano loro più fiducia, una maggiore garanzia di affidabilità. Col tempo però si è scoperto che persino le grandi case possono capitolare a causa di scelte ed investimenti sbagliati e della difficoltà di predire gli eventi futuri, in particolar modo quelli nefasti. Cosa ci resta allora?
II. Il prontuario…
Ho umilmente cercato di stilare un “prontuario del backer” con alcune linee guida, che vi offro in seguito.
Attualmente il mio consiglio è “pledgiate responsabilmente“:

1- selezionando con cura i progetti che vi stanno davvero a cuore e che vi sembrano validi e adatti a voi, cercando di mettere a bada la FOMO (Fear Of Missing Out, cioè la paura di perdere l’offerta) ;
2- valutando lo stato di affidabilità delle compagnie che li producono, che si deduce dallo storico dei progetti consegnati, da alcune ricerche effettuabili sul web (notizie sullo stato delle società, commenti degli acquirenti, articoli di siti a tema, etc.) e, in misura minore ma comunque indicativa per le società da lungo attive, dai tempi di consegna dei giochi passati e dalla quantità di progetti ancora non consegnati;
3- tenendo conto, attraverso un esame di coscienza, della propria propensione al rischio, della disponibilità economica che si ha anche nell’ottica della possibilità quantomai concreta (ora più che mai) di “perdere l’investimento”, perché dopotutto non stiamo parlando di un bene primario;
4 – se il punto precedente è soddisfatto, valutare concretamente il supporto alle piccole società, quelle maggiormente esposte ad insuccesso, ma che in nessun altro modo riuscirebbero a realizzare la loro visione. Per mitigare un po’ il rischio (a noi american piace tanto) possiamo comunque avere degli indicatori di affidabilità di un progetto, attraverso i dati a nostri disposizione: ci sono bozze del regolamento visionabili e/o scaricabili?
Ci sono tutorial e video-gameplay? È possibile provarlo in fiera o (ancora meglio) online, ad esempio su TTS?
Dal punto di vista delle società, non ho le competenze e l’esperienza per esprimermi compiutamente ed il discorso è molto complesso, ma a mio avviso sarebbe necessario valutare vari fattori, tra i quali:

1- non esporsi a rilanci continui di nuovi titoli per finanziare lo sviluppo dei vecchi, per “guadagnare sul vuoto” con gli schemi piramidali ;
2- curare molto attentamente il bilancio e i nuovi investimenti, lasciandolo un margine di spesa dedicato all’aumento dei costi di mercato, delle materie prime e ai possibili imprevisti geopolitici e finanziari;
3- in particolare per i grossi gruppi investire sempre sul mercato retail che ha meno fluttuazioni e incertezze;
4- per i gruppi in crescita, tenere d’occhio la dimensione societaria (capitale/numero di dipendenti) evitando assunzioni in massa (che in caso di di crisi si trasformano in licenziamenti a catena) e investire in risorse interne (sviluppo/personale/fondi per la società) invece che destinare i soldi in lauti dividendi per i team manager;
5 – diversificare l’offerta ludica con prodotti meno imponenti, ma che prevedano rendimenti più sicuri (filler, family e in generale giochi dedicati al grande pubblico con materiali più economici);
6 – offrire ai backers contenuti realmente esclusivi (e non che escono semplicemente dopo 😅) magari riducendone il numero, ma tentando di incorporare in tal modo parte delle onerosissime spese (VAT+Logistica+spedizioni dalla Cina) che gli acquirenti del mercato retail non affrontano, aprendosi a nuovi possibili interessati.
In tal modo di potrebbe ridurre la sfiducia crescente in questo settore che, oltre alla crisi economica e alla saturazione del mercato, sta portando via fette sempre più importanti di potenziali investitori.

Sarà cura dei futuri backer monitorare questi elementi ed agire in modo accorto, per quanto sempre consapevoli che il sogno possa naufragare contro il duro scoglio della realtà… Forse allora si impedirà al mercato crowdfunding di collassare su se stesso, dopo anni di grosse abbuffate che a volte ci hanno regalato meraviglie (è giusto dirlo) ma ora iniziano a procurarci una indigestione.
Stay Tuned, Stay American!
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it