Scritto da Mauro Faina
Si conclude con questo quarto articolo la rassegna dei wargame consigliati per meglio approcciare un hobby che negli ultimi dieci anni ha visto salire l’interesse anche da parte dei giocatori da tavolo generici che hanno trovato soprattutto in serie “ponte” quali la COunterINsurgency (COIN) di Volko Ruhnke e la successiva dello stesso autore dal titolo Levy and Campaign una certa familiarità grazie a componenti, astrazioni e dinamiche molto più vicine al mondo dei giochi da tavolo. Il preciso background storico di titoli come Fire in the Lake, A Distant Plain, Cuba, Nevsky, Almoravid e Inferno fanno di queste due serie un ibrido ben accetto da wargamer e non.


Copertina e partita in corso di Caporetto di Andrea Brusati
Il Mercato Italiano
Molte delle peculiarità del board wargaming elencate in precedenza si ritrovano nelle piccole case produttrici italiane che calcano le scene da tanti anni e che hanno creato piccoli gioielli di simulazione. Europa Simulazioni di Nicola Contardi è probabilmente la migliore realtà che potete trovare in Italia e l’ultimo wargame creato dal progettista Andrea Brusati dal titolo Caporetto è una summa dei principali aspetti dell’hobby quali ordini di battaglia, fedeli mappe del teatro di guerra e ricerca delle migliori dinamiche per ricreare la famosa sconfitta dell’esercito italiano durante la prima guerra mondiale.
Un altro wargame del passato di Europa Simulazioni da non perdere per comprendere il periodo medievale italiano è Guelfi e Ghibellini, opera insuperabile riguardo la fedeltà storica sulle grandi battaglie del centro Italia fra le due fazioni.


Componenti e partita in corso di Guelfi e Ghibellini di Piergennaro Federico
Un’altra piccola casa di produzione da ricordare è sicuramente la ACIES di Marco Gnagnetti, che in passato ha creato tanti titoli sui principali fatti d’arme in Italia. Ricordiamo fra gli altri in quanto provati Adowa, Wise Bayonets e Lepanto.
Grazie alle fatiche della Aleph Studio di Luca Veluttini (e in passato della stessa Europa Simulazioni e Camelot di Giacomo Fedele) cito la rivista Parabellum, diretta da Piergennaro Federico. Un magazine classico che segue l’impostazione del più famoso Strategy & Tactics, pubblicato con un wargame legato alla storia militare dello Stivale. Il periodico completamente in lingua italiana rappresenta al momento un punto fermo di informazione e interesse per l’appassionato.
Nel panorama italiano di recente produzione evidenzio anche un wargame dal titolo Warfare: Modern Tactical Combat creato dai progettisti Paolo Ciarlo e Carlo Amaddeo e pubblicato dalla WBS di Roma.


Copertina e patita in corso di Warfare Modern Tactical Combat di P.Ciarlo e C.Amaddeo
Fra i designer italiani che riscuotono tanto successo segnalo Paolo Carraro con il suo ultimo multiplayer politico-diplomatico La Belle Epoque ( editore Aleph Studio).
L’Italia non possiede grandi produttori, ma spesso per accuratezza e ricerca storica alcuni titoli possono tranquillamente competere con i wargame più gettonati americani e la rapida salita dei prezzi oltre oceano dovrebbe consigliare di prestare più attenzione alla produzione italiana e europea, fra cui spiccano le francesi Nuts Publishing, Hexasim e la tedesca Vuca Games.


Copertina e partita in corso di Task Force di Ginichiro Suzuki
Conclusioni e consigli
In un mercato molto frastagliato come quello del wargame non è facile consigliare e guidare, soprattutto perché spesso si consiglia quello che si è provato maggiormente e magari il wargame migliore è dimenticato in un polveroso scaffale. Spesso aiuta l’esperienza nei consigli e chi pratica da tanti anni riesce a focalizzare meglio anche puntando su autori già famosi e di prestigio che caratterizzano il wargame da tanti anni. Secondo lo scrivente non è possibile equiparare l’hobby del board wargame o del gioco di simulazione (mettendo in secondo piano il termine gioco) al gioco da tavolo. Il wargame ha una sua letteratura precisa che risale agli anni ‘50 con dei testi base (leggasi sistemi di simulazione base) su cui sono stati costruiti tante produzioni e anche nel 2025 assistiamo a ristampe dei wargame che hanno fatto la storia e che meritano di essere riproposti con una veste grafica più efficace.
Le serie e i wargame consigliati nei quattro articoli sono proprio il frutto di una navigazione accorta in cui si mescola passato, presente e futuro, in quanto alcune pietre miliari del secolo scorso trovano ancora spazio, magari con modifiche che possono dare una nuova luce all’evento rappresentato. In qualità di autore di questi quattro articoli posso definirmi un semplice e umile giocatore e appassionato di storia militare che iniziò nel nel lontano 1979 con un wargame dal titolo East and West dell’International Team che poi ha maturato tanta esperienza con partite, tornei, test e convention in tutta Italia e nel mondo fin dal secolo scorso.
Posso dire che qualsiasi scelta facciate nella rosa dei titoli suggeriti o acquistati secondo i vostri interessi di non limitarvi ad aprire il wargame appena comprato e richiuderlo in poco tempo. Un wargame ben progettato ha bisogno di essere studiato, capito e poi magari divulgato al gruppo di appassionati che desidera trascorrere serate con la Storia. Essere un wargamer significa “rileggere” gli eventi storico militari e tutto quanto gli gira intorno sotto una luce diversa in cui l’azione del giocare non è l’aspetto principale.
Per qualsiasi tipo d’informazione non esitate a contattarmi e vi esorto a unirvi al gruppo Facebook Casus Belli. Metto a disposizione per gli appassionati anche un podcast dal titolo Il Giannizzero Nero disponibile sulle piattaforme principali. Nel canale youtube @maurofaina trovate diversi video che potrebbero aiutarvi a fare scelte più ponderate. Spero di incontrarvi alla convention di Latina dal 10 al 12 ottobre (Piana delle Orme) e al raduno di Meta di Sorrento in Novembre. Stay Tuned!
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