Chiudi gli occhi e sopravvivi
LarryG
Diamo il benvenuto all’interno della rubrica TheAmericanWay ad una nuova penna ovvero LarryG. Qui ci propone un succulento “riparliamone” dedicato ad un titolo un po’ controverso e che ha animato le elucubrazione di noi americanisti di GSNT sin dalle prime puntate del Podcast. Quindi buona lettura e Stay Tuned, Stay American! – SimoneM. –
Venezia è una di quelle città che non ti lasciano andare mai via del tutto. Anche quando è lontano, il Carnevale lascia sempre qualcosa nell’aria. Passano le settimane, i coriandoli spariscono, le maschere tornano nelle scatole, ma quelle calli silenziose continuano a sussurrare storie che sanno di mistero.
Carnival Zombie è tornato a galla sul mio tavolo da gioco puntuale come una marea nera. Non abbiamo resistito e l’abbiamo rispolverato e siamo stati risucchiati di nuovo dalla laguna.
Questa Seconda Edizione, pubblicata ormai qualche anno fa, prova a migliorare l’originale del 2013 con nuove miniature, scenari, componenti più curati e qualche ritocco al regolamento.
Ideato da Matteo Santus e localizzato da Cranio Creations, è un gioco collaborativo per 1-6 giocatori dalla durata dichiarata di circa 120 minuti. È vero, alcune partite possono tranquillamente oltrepassare questa durata… e se è la prima volta che ci giocate, considerate pure un’oretta e mezza in più, giusto per stare larghi.

Il sistema di gioco fonde azione cooperativa e strategia in un originale mix tra tower defense e gestione risorse. Armi, cubi colorati e miniature si uniscono a un sistema che mescola l’immediatezza dei giochi american (con morti viventi e atmosfera horror) a una pianificazione più rigorosa.
Tutto questo è immerso in un’ambientazione tanto cupa quanto grottesca, chiaramente ispirata ai B-movie horror ma realizzata con un certo gusto e una buona dose di personalità.
I. L’ambientazione
Venezia non è solo la città da sogno dei dépliant turistici. Sotto i suoi canali e palazzi si nasconde un segreto millenario: il Leviatano, una creatura colossale che dorme sul fondo della laguna… o meglio, sotto la città stessa che è stata costruita direttamente sul suo dorso.
Il mostro ora si sta risvegliando, i tremori aumentano, i palazzi crollano, e i morti escono dalle tombe per invadere le strade ogni notte. Quando sorge il sole, spariscono nel nulla, ma il terrore non si placa e con ogni scossone un pezzo di Venezia sprofonda.
È in questo scenario che i giocatori impersonano sei eroi ispirati alle classiche maschere italiane ma in versione pronta al combattimento:
- Capitan Spaventa
- Brighella
- Colombina
- Medico della Peste
- Pantalone
- Arlecchino
Dovrete sopravvivere per tre giorni: di giorno esplorerete la città cercando risorse ed equipaggiamento, di notte combatterete contro i non morti per difendervi.
L’obiettivo finale? Fuggire da Venezia prima che sprofondi completamente… o, per i più coraggiosi, affrontare direttamente il Leviatano con un’arma sacra per fermare l’apocalisse.


II. Componenti migliorati
La seconda edizione di Carnival Zombie migliora sensibilmente la produzione rispetto all’originale, sia nella qualità dei materiali che nella ricchezza dei contenuti. Il tabellone, ora più ampio e funzionale, è diviso tra la Mappa di Venezia (teatro degli spostamenti diurni) e la Mappa Tattica, usata durante le fasi notturne per affrontare gli assalti degli Infetti.
Tra i componenti spiccano i mazzi di carte (Boss, Incubi ed Equipaggiamenti), l’Abisso (un sacchetto da cui si estraggono cubi che rappresentano nemici o sopravvissuti) e il Cumulo di Cadaveri, originale elemento di destrezza già presente nella prima edizione ma qui riproposto con materiali migliori.
Una delle novità più evidenti è l’introduzione delle miniature, dedicate sia ai personaggi che ai boss, che aggiungono impatto visivo e rafforzano l’atmosfera del gioco. I cubi in legno vengono invece mantenuti per gli zombie, scelta che favorisce la chiarezza sul tavolo.


Gli autori hanno rivisto il regolamento con una veste grafica più leggibile, ma rappresenta ancora uno dei punti meno convincenti del gioco. Rimane piuttosto ostico da assimilare e richiede attenzione, pertanto suggerisco riletture e partite di prova per comprenderlo appieno.
Personalmente credo che una migliore suddivisione tra le sezioni di spiegazione delle regole e gli esempi del gameplay avrebbe reso l’apprendimento più accessibile e funzionale. L’aspetto del design del regolamento potrebbe certamente beneficiare di ulteriori ottimizzazioni.
Ho trovato utile anche il materiale aggiuntivo di errata corrige e F.A.Q. facilmente reperibile nella sezione rules e files della pagina BGG del gioco: link
Concludo questa panoramica sottolineando l’inserimento degli scenari in questa edizione, che introducono modalità alternative come il traditore o finali stand-alone.
III. Come si gioca
Di seguito provo a darvi una panoramica il più chiara possibile, restando sul concreto ma senza lasciare indietro gli elementi che rendono Carnival Zombie così speciale.
La partita si sviluppa su un arco di tre giorni, con il destino del gruppo che si decide solo al termine di questo periodo. I giocatori dovranno affrontare eventi e sfide che metteranno alla prova la loro resistenza, coordinazione e capacità di prendere decisioni cruciali. La partita finisce quando il gruppo soddisfa le condizioni di vittoria stabilite nelle schede campagna, oppure fallisce, rimanendo intrappolato per sempre nelle strade infestate di Venezia.
Ogni partita inizia con una fase di preparazione: dopo aver assegnato i personaggi e preparato il mazzo di carte di ciascuna maschera, il gruppo decide insieme l’ordine di turno che non cambierà durante il gioco, e la difficoltà della partita che può essere scelta tra tre livelli crescenti. Questo influisce sulla preparazione e sull’andamento del gioco cambiando la difficoltà degli eventi e le risorse disponibili.

Carnival Zombie prende il via con la “pescata iniziale”, dove il primo giocatore estrae un segnalino dal sacchetto, determinando l’effetto da risolvere. Questi segnalini possono fornire risorse utili, come barricate per la notte, ma anche accumulare stress sui personaggi. Ogni successiva pescata è facoltativa, ma ogni cubetto estratto può influire sulla salute mentale dei personaggi. Se un personaggio raggiunge il limite, diventa incapacitato, compromettendo le sue capacità di agire fino a essere recuperato da un compagno.
Una volta completata la fase di preparazione, si avvia il primo giorno.
Ogni giorno inizia con il “Rituale dell’Aurora”, dove si pesca una carta dal mazzo degli Incubi e viene risolta, determinando eventi che alterano la situazione della città e dei personaggi. Nelle quattro ore disponibili, i giocatori possono esplorare la città, spostandosi tra le varie zone, e compiere azioni diurne cruciali per prepararsi alla notte: riposarsi per ridurre lo stress, raccogliere materiali per costruire barricate o fare ricerche per trovare oggetti, e rianimare compagni incapacitati.
Al termine delle azioni diurne, si svolge il “Rituale del Tramonto”, dove vengono rivelati gli ostacoli e le fortificazioni presenti sulla mappa, si piazzano le barricate e ci si prepara all’assalto imminente. I personaggi vengono poi collocati nel rifugio, al centro della plancia, mentre i boss vengono estratti a caso dal mazzo e posizionati, pronti a scatenare l’inferno durante la notte.

Quando cala la notte, la fase di tower defense entra in gioco. I non morti e i boss iniziano a muoversi verso il rifugio, mentre i giocatori devono difendersi utilizzando gli oggetti e le abilità dei loro personaggi. Ogni ora notturna è scandita da precise fasi: gli zombie vengono estratti dal sacchetto e posizionati sulla mappa, mentre i personaggi possono agire, spostarsi o ingaggiare i nemici in mischia. L’aspetto interessante di questa fase è la gestione dei cubetti eliminati degli zombie: ogni volta che un personaggio sconfigge uno o più nemici, si prelevano i cubetti e li si lasciano cadere sulla tessera “Cumulo di Morti”. Se questi cadono fuori dalla tessera, torneranno in gioco causando nuove difficoltà.

Dopo tre ore di notte, spunta l’aurora. I personaggi fuggono dal rifugio scegliendo una direzione, sferrano un ultimo attacco e subiscono l’assalto finale nel caos dell’uscita. Se sopravvivono, gli zombie si disperdono e finalmente sorge l’alba.
L’intensità della partita aumenta man mano che avanzano i giorni e le notti, con nuovi ostacoli e sfide che si presentano. La difficoltà cresce anche in base alla scelta del livello di difficoltà iniziale, mettendo sempre più sotto pressione i giocatori, che devono prendere decisioni rapide e ragionate per evitare di soccombere.
Ogni partita è un’opportunità per affinare le proprie strategie e per imparare dai propri errori.
III/a. Finali multipli e scenari
Una delle caratteristiche distintive di Carnival Zombie è la presenza di finali alternativi, ciascuno con condizioni di attivazione e vittoria diverse:
- La Barca: trovare un’imbarcazione in uno dei porti e fuggire.
- Il Dirigibile: contattare il pilota e raggiungere il cimitero per l’evacuazione.
- Il Ponte della Libertà: attraversare il ponte per raggiungere i militari e la salvezza.
- La Bomba Sacra: tentare di uccidere il Leviatano con l’arma costruita da Pantalone.
- Una Notte Senza Alba: il finale negativo, in cui si può solo resistere il più possibile.
La seconda edizione arricchisce ulteriormente l’esperienza con l’aggiunta di scenari giocabili indipendentemente:
- La Peste di Venezia: uno scenario tutorial dove dovremo isolare gli zombie nelle loro case.
- Nessun Riposo, Nessuna Pace: un’avventura solo notturna, più rapida e frenetica.
- Gli Esperimenti del Dr. Gorini: nei panni di studenti, dovremo completare esperimenti prima di fuggire.
- È Solo Questione di Tempo: introduce un traditore nel gruppo.
- Il Cammino dei Santi: una modalità alternativa con un solo Personaggio per giocatore, nuove regole per i Sopravvissuti e un sistema di Benedizioni e Poteri.
IV. Impressioni Finali
Carnival Zombie 2nd Edition è un’esperienza tosta, una di quelle che ti mette alla prova e ti costringe a ragionare, come piace a chi cerca una sfida vera. È un cooperativo puro, che ti mette di fronte a una Venezia infestata dai morti viventi, con pochi turni a disposizione e una quantità di decisioni da prendere che ti faranno sudare freddo. Meccaniche euro con spunti american per non farti mai rilassare, il tutto condito da un’ambientazione horror sopra le righe, perfetta per chi cerca qualcosa di originale e laborioso.

Non è il titolo per chi cerca qualcosa di facile o veloce. La difficoltà è alta, ma la scalabilità è impressionante grazie a decine di combinazioni tra personaggi, squadre e finali multipli che assicurano che ogni partita sia diversa. Gli scenari aggiuntivi, i boss finali e le modalità alternative come la Campagna e il Percorso dei Santi ti daranno ore e ore di gameplay. Ma attenzione a ogni mossa perché basta poco per sbagliare e ritrovarsi sommersi dagli zombie senza nemmeno il tempo di rimediare.
La percentuale di successo delle nostre partite? Bassissima! Ma nonostante le batoste, torniamo sempre volentieri a provarci. La sfida è ardua, ma proprio per questo ogni sconfitta ci fa venir voglia di ripartire con un piano un po’ più ragionato… ben sapendo però che, per quanto possiamo pianificare tutto, un colpo di sfortuna può sempre mandare tutto all’aria.
In Carnival Zombie c’è il rischio che qualcuno prenda il comando durante le decisioni e il gioco soffre della presenza del temibile “giocatore dominante”. Questo problema si nota soprattutto nelle fasi critiche, dove ogni scelta conta. E se da un lato la parte notturna con il suo tower defense è ben riuscita, quella diurna a volte può sembrare un po’ troppo rigida, con il tempo che corre e pochi spazi per i ripensamenti. La sensazione di impotenza può essere forte quando tutto sembra andare storto.

Quando vogliamo una partita più “leggera” finiamo quasi sempre per scegliere lo scenario di fuga con la barca. Non è quello che ci entusiasma di più, anche perché spesso tutto si gioca sull’azzeccare le carte direzione giuste fin dall’inizio. Invece, se vogliamo passare una serata di ansia e siamo pronti a finire massacrati, lo scenario della fuga tramite dirigibile è quello che scegliamo più spesso. In questo scenario bisogna prima contattare il pilota in Piazza San Marco e poi raggiungere il cimitero di San Michele per l’estrazione, rendendolo più teso e complesso.
In definitiva, Carnival Zombie è per chi cerca un’esperienza davvero impegnativa con regole oliate grazie al tempo e riscontri dei giocatori.
Il vero segreto è lasciarsi trascinare dentro l’incubo. Non giocatelo solo con la testa, ma anche col cuore e magari con un po’ di teatro. Fatevi prendere dall’atmosfera, parlate come i vostri personaggi, tremate quando cala la notte e il Leviatano si muove nei canali.
Indossate la maschera, caricate le barricate e preparatevi a sopravvivere… o a morire nel tentativo.
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