Max
“Nessuna pietà.
Nessuna tregua.
Solo cieca ferocia!”
Sine Requie
Finalmente ho l’opportunità di scrivere di Sine Requie, senza dubbi il mio gioco di ruolo preferito, quello che nel corso degli anni mi ha dato più emozioni e tanti aneddoti da raccontare. Dalla sua nascita fino ai giorni nostri questo titolo ha subito qualche variazione nelle regole ma il suo spirito è rimasto intatto. A riprova della sua validità continuano le pubblicazioni di contenuti di qualità, che arricchiscono l’immaginario a disposizione dei giocatori. Oggi vedremo nel dettaglio il manuale di approfondimento delle Wehrmacht, le forze militari del IV Reich.
Breve introduzione al mondo di Sine Requie
Per i pochi che non conoscono Sine Requie ecco un breve riassunto con le sue caratteristiche principali in merito ad ambientazione e meccaniche.
Le avventure narrate hanno luogo in una versione distopica del 1957, esattamente tredici anni dopo lo sbarco degli alleati in Normandia (D-Day, 6 Giugno 1944). Un evento sconosciuto ha fatto sì che i morti si risvegliassero dal loro sonno eterno e in preda a una fame insaziabile iniziassero a vagare sulla terra in cerca di carne umana per cibarsi. In questo contesto la situazione geo-politca europea ha preso una deriva totalitarista ed oppressiva e sono nati alcuni regimi nelle zone in cui si è riusciti ad organizzare meglio le difese dai non-morti. La Germania ha vinto lo scontro in corso, anche grazie alle competenze naziste in chiave sia occulta che tecnologica, e il Reich continua a dominare. In Italia la Chiesa ha fondato il Sanctum Imperium, una forma di governo teocratica con regole molto rigide in cui vivono nuova gloria le figure dei Templari e degli Inquisitori. L’area Sovietica si è rifugiata in grandi città alveare fortificate in cui un potente calcolatore chiamato Z.A.R. gestisce la popolazione tramite l’utilizzo di biomacchine, in una costante ricerca della società perfetta dal punto di vista di una macchina.

Dal punto di vista meccanico le regole di Sine Requie sono abbastanza semplici e il focus del gioco è assolutamente narrativo. I manuali forniscono degli spunti relativi alle tipologie di personaggi che possono essere interpretati in ogni ambientazione (IV Reich, Sanctum Imperium, ecc.). Ogni giocatore attribuisce una serie di punti alle caratteristiche principali del personaggio che ne definiscono le sue capacità principali e secondariamente assegna punti a una serie di abilità più specifiche. La peculiarità di questo titolo è il fatto che utilizza un mazzo di tarocchi per risolvere ogni situazione di gioco che richiede una prova. L’estrazione di un tarocco minore prevede il confronto con i valori sulla scheda del personaggio. Un valore della carta minore corrisponde ad un successo, mentre un valore maggiore genera un fallimento che deve essere conteggiato dato che al decimo l’abilità corrispondente migliora di un punto. L’estrazione di un tarocco maggiore invece prevede una risoluzione narrativa della situazione di gioco, sul manuale vi sono delle brevi descrizioni da cui trarre ispirazione per raccontare l’esito della prova.
La Wehrmacht
Questo manuale di ambientazione amplia la lore di Sine Requie descrivendo nel dettaglio l’esercito tedesco. La Wermacht si divide in Oberkommando der Heers (forze di terra), Oberkommando der Marine (la marina) e Oberkommando der Lutwaffe (l’aviazione). La parte principale dell’esercito sono le forze di terra che hanno il compito di difendere i confini del Reich, pattugliare l’esterno dei Borghi e garantire la loro sicurezza interna. Nonostante la Germania non sia più in guerra queste forze armate sono fondamentali nella lotta contro i non morti. Anche in questo manuale gli autori alternano delle parti più didascaliche e descrittive a parti più narrative e romanzate, come racconti in prima persona e stralci di lettere o diari.

Tra le parti più didascaliche ovviamente vi è la spiegazione della struttura gerarchica della Wehrmacht, gradi, ufficiali e sottoufficiali. Vengono spiegati i compiti dei soldati e la composizione di divisioni, plotoni, ecc. Veniamo a conoscenza del fatto che non ci sono regole che vietano alle donne di entrare a far parte di queste forze, ma la loro presenza è decisamente rara e le poche presenti sono fortemente motivate o disperate! La Chiesa Teutonica ha ormai preso piede nel IV Reich e soppiantato quasi totalmente la Chiesa Protestante. I Cappellani militari fanno parte dell’esercito e hanno gradi militari derivanti dalla loro formazione. Il Pastore Wilhelm è un sergente della Wehrmacht che ho giocato per diversi anni e quindi ho letto con nostalgia e trasporto questa parte del manuale. Interessante anche la descrizione del Servizio Sanitario delle forze armate, con i loro ospedali mobili e fissi, i treni ospedale, infermieri e medici di diverso rango (Sergente maggiore, Capitano, ecc.).

Battaglioni di disciplina
Uno spazio considerevole del manuale è dedicato ai Battaglioni di disciplina, cioè unità della Wehrmacht formate da civili o militari condannati da tribunali a scontare la loro pena sotto le armi. In queste divisioni l’addestramento è estenuante e durissimo dal punto di vista fisico e psicologico, le vessazioni sono all’ordine del giorno. Lo scopo principale di questi battaglioni è azzerare qualsiasi forma di pensiero o idea differente da quelle approvate e diffuse dal Reich. Le categorie che principalmente compongono questi battaglioni sono le seguenti:
- Delinquenti comuni: qualsiasi tipo di criminale può rientrare in queste divisioni, ma solitamente quelli più svegli e intraprendenti vengono divisi per evitare la formazione di gang.
- Militari condannati: coloro che nella propria carriera hanno infastidito le persone sbagliate, preso decisioni sconvenienti o hanno tenuto una condotta riprovevole. La loro prospettiva però è differente perché una volta superato il loro periodo di permanenza potranno tornare alla loro divisione originaria.
- Oppositori politici: nonostante tutto sono ben visti dai superiori perché più colti e intelligenti degli “utenti” medi. Una loro eventuale riluttanza ad allinearsi al pensiero comune viene spesso superata grazie a violente torture e minacce di morte.
- Oppositori religiosi: per coloro che non si sono convertiti alla Chiesa Teutonica la vita nel Reich è sempre sul filo del rasoio, bastano un paio di frasi azzardate pronunciate nel momento sbagliato.
- Persone con disturbi sociali non gravemente invalidanti: se la disabilità di una persona non è così grave e la società tedesca può in qualche modo sfruttare ancora questa risorsa, allora il Battaglione di disciplina è la soluzione adatta.
- Antisociali: tutti coloro che non si conformano alla società non possono stare in mezzo alla gente “per bene”
- Omosessuali: senza dubbio coloro che subiscono i trattamenti più violenti e degradanti all’interno di queste divisioni. Non passa giorno in cui queste persone non vengano umiliate per il loro orientamento sessuale o senza che vedano la morte in faccia perché ritenuti pericolosamente contro natura.

I Battaglioni di disciplina sono utilizzati per sminare intere aree, soprattutto nei territori ad est. Un altro compito abituale è quello di attirare le mosche, cioè i non morti, in attesa che plotoni appositi della Wermacht li accerchino e annientino. Infine queste divisioni vengono anche impiegate in operazioni anti-partigiani.
Storie terrificanti al confine orientale
Una parte più narrativa e romanzata è quella dedicata a storie e leggende del confine orientale del Reich, in cui folklore e passaparola si mescolano con la realtà e i fatti di cronaca.
Leggiamo quindi il racconto delle Streghe del Bordello dei sogni: tre figure femminili che seducono i militari per condurli in un magnifico bordello e farli divertire come non hanno mai fatto in vita loro. La leggenda narra di una bionda algida, distaccata e bellissima, mai volgare ma in grado di far perdere la testa a chiunque. Assieme a lei c’è sempre una donna mora e formosa, con una divisa della Wehrmacht aperta sul seno, lei avvicina sempre i malcapitati e cerca con piacere il contatto fisico. Chiude il cerchio la terza figura femminile, una ragazzina adolescente dai tratti androgini tanto sfrontata quanto inquietante. Nessuno è mai tornato da questo luogo leggendario per raccontare la realtà dei fatti.

In questa parte del manuale troviamo anche la storia di Boleslawa Kowalski e Tecla Dominik, due vere prostitute di un bordello di Varsavia. Sono state costrette a fuggire e a vivere di stenti dopo che un commando di membri ubriachi della Wermacht hanno causato una rissa con i clienti abituali e convinto la Gestapo ad arrestare la proprietaria. Boleslawa non è riuscita a sopravvivere alla vita di strada ed è morta di polmonite, si è però risvegliata con grandi poteri e Tecla è rimasta al suo fianco adattandosi ad una nuova vita. Lo spezzatino di carne umana pare non essere un pasto così disdicevole e di cattivo gusto!
Considerazioni personali
Per me è sempre un piacere leggere nuovi contenuti riguardanti Sine Requie, un gioco di ruolo totalmente italiano che ha saputo ritagliarsi il suo posto sui tavoli dei giocatori grazie alla qualità dei contenuti e a pochi compromessi. Questo gioco di ruolo è rivolto senza ombra di dubbio ad un pubblico adulto, consapevole del fatto che i temi trattati saranno forti e impegnativi. L’ambientazione ovviamente esula dalla realtà, l’apocalisse zombie credo che basti come elemento per rendersene conto, ma i riferimenti a certi periodi storici e alle loro atrocità ci sono tutti e sono autentici. Io sono sempre stato convinto che questo titolo dovrebbe essere portato nelle scuole superiori per dei laboratori storici ad-hoc, per far passare alcuni concetti in maniera ancora più profonda. Le azioni rocambolesche, gli spunti horror, le investigazioni fanno sì che Sine Requie rimanga un titolo molto divertente e a tratti spensierato, ma le parti di interazione tra personaggi giocanti e non possono essere molto profonde se accolte nel modo giusto.

Wehrmacht si allinea in pieno a quanto appena descritto, fornisce molti spunti sull’esercito tedesco in modo da poterli usare in campagne di ampio e medio respiro. Le parti romanzate, come sempre, sono fatte molto bene e trasportano il lettore nel contesto desiderato, ricco di violenza, crudo e spietato. Il comparto grafico è di tutto rispetto e le tavole illustrate che intervallano i contenuti “alleggeriscono” la lettura nei loro toni di grigio.
Come dicevo prima non mancano gli spunti di riflessione per chi vuole coglierli, una riflessione che mi è sorta spontanea dopo la prima lettura è stata quella sui disabili coinvolti nei Battaglioni di disciplina. Il disabile nel IV Reich è un peso inutile per la società, così come i malati gravi. Se proprio le loro condizioni non sono pessime possono essere ritenuti delle “risorse da sfruttare”, alla stregua di bestie da soma. Se provate ad immedesimarvi in questa situazione e vi sforzate di impersonificare il genitore/parente di una di queste persone potete capire l’enorme questione etico-affettiva che ne deriva. Questa situazione viene espressa molto bene anche nella serie The Man in the High Castle in cui un gerarca nazista scopre che suo figlio soffre di una malattia invalidante. L’evoluzione della trama in questa serie approfondisce questo tema, mette in luce le sue contraddizioni e lascia molto a cui pensare. Ovviamente nulla di allegro, nessuna pietà e nessuna tregua, solo cieca ferocia!
Grazie a Serpentarium Games per la copia Review.
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