Dance Of Muses [recensione]

Scritto da Team Krampus Box.

Intro

Un palcoscenico celestiale, un’assemblea divina e nove danzatrici di grazia e potere che si muovono in armonia, senza mai lasciarsi per mano.

Questo è lo scenario che si presenta in Dance of Muses, un gioco astratto strategico edito da Space Otter Publishing, un’etichetta nata ufficialmente nel 2021. In oltre, il titolo edito nel 2025, è riuscito ad aggiudicarsi una candidatura al Premio Efesto 2026 grazie alla sua originalità!

Ideato da Marco Baglioni e David Trambusti, questo titolo catapulta i giocatori nel ruolo di guide delle Muse, con l’obiettivo finale di compiacere il Dio Apollo attraverso una danza perfetta, che altro non è che una magistrale manipolazione di dadi su tessere che scorrono su un’ipotetica griglia.

In un panorama ludico spesso dominato da scatole imponenti e miniature sfarzose, Dance of Muses si presenta con una scatola piccola e compatta, ma che racchiude una profondità strategica inaspettata, unita a una forte e percepibile ambientazione che emerge nonostante la sua natura astratta.

È un gioco che, pur essendo facile da imparare, offre molta rigiocabilità e può essere vissuto in modi diversi a seconda dei giocatori e delle varianti scelte.

Ci immergeremo in questo microcosmo coreografico e tattico per svelarne i segreti, le meccaniche e le molteplici sfaccettature che lo rendono un titolo affascinante e coinvolgente, capace di mettere d’accordo diversi tipi di giocatori.

Dance of Muses – Prime Impressioni

Prima di tutto facciamo le presentazioni:

  • Gioco Astratto / Strategico
  • Durata della partita: circa 25/30 minuti
  • 1-4 giocatori
  • Distributore: Space Otter Publishing
  • Game Designer: Marco Baglioni, David Trambusti
  • Graphic Designer: Sara “Sbilemi” Marino

La prima cosa che colpisce di Dance of Muses è sicuramente la sua presentazione visiva. L’artwork, curato da Sara “Sbilemi” Marino, è davvero piacevole: le nove Muse (o 10 con le varianti) sono illustrate in modo splendido.

Anche se il prototipo aveva una copertina temporanea, quella sbloccata come stretch goal è comunque molto bella, più colorata e vistosa (la prima versione raffigurava una musa “coperta”, capiremo tra poco cosa vuol dire).

I materiali sono pochi (data la compattezza del gioco) ma una menzione d’onore va fatta per le tessere musa che sono spesse al punto giusto oltre che piacevoli al tatto (visto che dovremo spostarle spesso, è sicuramente una nota positiva).

Da alcune interviste online, scopriamo con stupore che il gioco nasce dall’incontro fortuito tra gli autori Marco e David e Francesco Stefanacci (della Space Otter) a un corso di game design nel 2018 a Prato.

L’idea embrionale di Dance of Muses risale infatti al 2018-2019 (se cercate su Board game Geek l’informazione che troverete è questa) ed è nata per un contest su BoardGameGeek che prevedeva l’uso di 9 carte e 18 componenti.

Partendo dal numero 9, i designer hanno trovato ispirazione nelle Muse. Quella che inizialmente era una grafica per carte rettangolari si è evoluta in tessere quadrate, ritenute molto più armoniche e funzionali al movimento.

Nonostante sia un gioco di dimensioni contenute, con soli 9 (o 10 con Mnemosine) tessere e 12 dadi, Dance of Muses è stato in grado di attirare immediatamente l’attenzione e di conquistare il pubblico, come dimostra il grande successo della sua campagna Kickstarter.

Grazie alla campagna crowdfunding, il gioco ha “subito” ulteriori miglioramenti rispetto alla le sue prime versioni, come i dadi con un design personalizzato studiato per facilitare la gestione dei valori (+/- simboli sulle facce dei dadi, UTILISSIMO).

Il gioco viene descritto come un astratto tattico, con un gameplay semplice ma profondo, che richiede di pensare su ogni minima mossa. Insomma, sembra banale ma non lo è.

Nel momento in cui inizierete a far danzare le vostre muse dovrete capire infatti come massimizzare ogni movimento anche perché la fine del round arriva in un attimo.

Vi abbiamo incuriosito? Vediamoci le regole in breve per approfondire.

Dance of Muses – Fondamenti

L’obiettivo primario in Dance of Muses è ottenere il favore di Apollo e accumulare più punti rispetto agli avversari, o raggiungere 7 punti dopo la seconda mano/round per vincere immediatamente.

Questo si fa guidando le Muse in una danza, manipolando i valori sui dadi che si trovano su di esse.

La preparazione del gioco inizia mescolando le 9 tessere Musa (Mnemosine è una variante). Il numero di Muse distribuite a ogni giocatore dipende dal numero di partecipanti: 4 in 2 giocatori, 3 in 3 giocatori, 2 in 4 giocatori.

In partite da 2 o 4 giocatori, una Musa rimane esclusa dalla distribuzione e viene posizionata al centro del tavolo: coperta in 2 giocatori, scoperta in 4.

Ogni giocatore (o squadra in 4) sceglie un colore di dadi e ne prende un numero pari alle Muse che ha in mano.

In 2 o 4 giocatori, la Musa neutrale riceve uno dei dadi non scelti, posto sul valore 1.

Infine, si sceglie casualmente chi inizierà a piazzare le danzatrici.

Il primo giocatore posiziona una delle sue Muse sul tavolo, e vi piazza sopra un dado del proprio colore sul valore 1. Gli altri giocatori, in senso orario, fanno lo stesso, posizionando le loro Muse sempre adiacenti (ortogonalmente o diagonalmente) a una Musa già in gioco, formando un unico gruppo connesso.

Le muse (così come durante la partita) non potranno mai non essere adiacenti. Il concetto è che la loro danza è all’unisono: si terranno sempre per mano fino alla fine della partita.

Un requisito fondamentale è che almeno una Musa di ogni giocatore DEVE essere piazzata coperta, diventando una Musa Misteriosa che non può essere scoperta fino alla fine del gioco. È utile cercare di ricordare il “Volere di Apollo” (il numero di Soli) di questa Musa nascosta. Una volta che tutte le 9 Muse sono state piazzate, inizia la Danza.

Il turno di ogni giocatore si articola in due azioni: un passo di danza (obbligatorio) e l’attivazione del Potere della Musa (opzionale).

Il Passo di Danza

Il giocatore attivo sceglie UNA QUALSIASI MUSA in gioco, a prescindere da chi la controlli, e la sposta di un “passo” (ipotetica casella) in orizzontale o verticale. La regola cruciale è che, dopo il movimento, tutte le Muse devono rimanere adiacenti e in un singolo gruppo, non isolate.

Se la Musa spostata ha altre Muse davanti nella direzione del movimento, può spingerle, generando un Movimento di Gruppo. Anche in questo caso, tutte le Muse devono rimanere connesse.

Dopo il passo di danza (sia singolo che di gruppo), il giocatore deve incrementare di 1 il valore dei dadi su tutte le Muse coinvolte nel movimento (la Musa spostata e quelle spinte).

Il Potere della Musa

PRIMA o DOPO il passo di danza, il giocatore può attivare l’abilità della Musa che ha mosso (o che sta per muovere), a patto che non sia una Musa Misteriosa.

Il Potere si applica alle Muse che si trovano nella sua Area di Influenza, indicata da caselle colorate in arancione sull’illustrazione della tessera stessa.

La Musa che attiva il Potere è considerata al centro di questa area. Le abilità sono di tre tipi: -1 (abbassa il valore di un dado di 1), +1 (alza il valore di un dado di 1), e Scambio (scambia il valore del dado della Musa che usa il potere con quello di un’altra Musa nell’area di influenza).

In un movimento di gruppo, solo la Musa che ha iniziato il passo può usare il potere.

La partita termina immediatamente non appena almeno un dado su una qualsiasi Musa (inclusa una Musa Misteriosa o quella Neutrale) raggiunge il valore 6. Le azioni eventualmente rimanenti non vengono completate.

Si procede quindi al conteggio del punteggio

  • Le Muse Misteriose vengono rivelate
  • Si verifica la “Volontà di Apollo“: se il valore del dado su una Musa corrisponde al numero di Soli disegnati accanto al suo nome, il valore di quel dado viene portato a 6.
  • Il dado Neutrale (se presente) viene rimosso dal gioco.
  • Ogni giocatore sistema i propri dadi (di un dato colore) in ordine decrescente.
  • Si confrontano i dadi colonna per colonna: il giocatore con il valore più alto in maggioranza assoluta in una colonna ottiene un punto (un sole di bronzo). In caso di parità o assenza di maggioranza assoluta, nessun punto viene assegnato per quella colonna.
  • Se c’è una situazione di pareggio, il vincitore del round è colui che ha fatto il punto più alto (es. se un giocatore vince con un dado 4 e l’altro ha vinto con un dado 3, il primo ottiene un sole d’argento e vince lo spareggio).

Il giocatore o la squadra con il punteggio più alto alla fine del round vince la partita.

Potrete ovviamente continuare a sfidarvi (o darvi obiettivi di punteggio).

Il vecchio regolamento prevedeva una vittoria “al meglio delle 3” o chi avesse raggiunto 7 punti. Nell’ultima rivisitazione si è voluti dare più liberta ai giocatori stessi, con partite secche.

Come Gira Dance of Muses

Ciò che distingue Dance of Muses e contribuisce alla sua elevata rigiocabilità non è solo il suo gameplay base, semplice ma strategico, ma soprattutto la quantità enorme di varianti e modalità che ne modificano l’esperienza di gioco. Gli autori stessi affermano che il gioco “diventa infinito” con le varie aggiunte.

Innanzitutto, l’esperienza cambia a seconda del numero di giocatori.

  • In due giocatori, la sfida è scacchistica, un duello tattico che include una piccola componente di Memory data dalla Musa Neutrale coperta.
  • In tre giocatori, il livello di attenzione sale perché si deve stare attenti a due avversari che possono manipolare i dadi e chiudere la partita. Ogni giocatore piazza una Musa coperta.
  • In quattro giocatori, il gioco diventa una sfida a squadre (due contro due). È specificato che i giocatori della stessa squadra non possono parlarsi, il che aggiunge un elemento di sfida e richiede una coordinazione non verbale o strategica preliminare. Ci sono quattro Muse nascoste, e la Musa Neutrale è scoperta. Alcuni giocatori l’hanno persino percepito come un party game in questa configurazione.

Oltre al numero di giocatori, la variabilità intrinseca deriva dalla distribuzione casuale delle Muse all’inizio e dal fatto che non tutte le Muse potrebbero essere presenti in una partita. La mancanza di una Musa con una specifica abilità (+1, -1, Scambio) può cambiare drasticamente la strategia.

Le vere “chicche” di rigiocabilità sono però le varianti, parleremo di quelle presenti nel base game che troverete disponibile sul nostro store di fiducia!

Mnemosine, ad esempio, la decima tessera, la madre delle Muse e patrona della Memoria.

È doppia faccia e offre due varianti diverse. Viene posizionata per prima al centro del tavolo.

Ha due facce:

  • Mnemosine Addormentata: Funge da semplice ostacolo, non potendo essere spostata.
  • Mnemosine Sveglia: Durante il setup, tutti i dadi non utilizzati (neutri in 2/4 giocatori, uno per colore in 3 giocatori) vengono posizionati su di lei. Quando Mnemosine compie un passo di danza, tutti i dadi su di lei aumentano di 1. I Poteri delle altre Muse usati su di lei influenzano solo uno dei suoi dadi. Questa variante non è compatibile con la variante Musa Neutrale.

Inoltre, ci saranno una serie di prove di Atena che vi impegneranno nel comporre situazioni e specifiche combinazioni per riuscire nell’impresa.

In definitiva, il gioco è reso molto piacevole dalla combinazione di diverse varianti che aumentano di molto la rigiocabilità, rendendolo quasi un titolo diverso soprattutto se cambiate il numero di persone attorno al tavolo.

La sensazione che dà è di pura leggerezza, quasi come se stessimo guardando una danza armonica e soave: vi troverete a dover prendere scelte strategiche nella calma nonostante la pura competizione che c’è attorno al tavolo (aiutata dai diversi round che giocherete).

Ad ogni turno di gioco si faranno massimo 2/3 punti se non 1 dunque la partita non è mai chiusa tenendo sempre all’erta tutto il tavolo per un nuovo round ancora più avvincente.

Se siete alla ricerca di un titolo facile da apprendere ma allo stesso tempo sfidante allora Dance of Muses fa esattamente al caso vostro.

Pro e Contro

I nostri pro e contro

Eccoci, dunque, ai nostri personali pro e contro su Dance of Muses:

Pro:

  • Integrazione Riuscita di Tema e Meccaniche Astratte: Nonostante sia un astratto, l’ambientazione delle Muse e della danza è fortemente percepita. Le meccaniche di movimento che mantengono le tessere unite evocano l’idea delle Muse che danzano “tenendosi per mano”. Le grafiche ed i materiali contribuiscono molto a questa immersione.
  • Regole Semplici, Profondità Strategica Elevata: Il gameplay base è facile da apprendere, ma le interazioni tra movimento, poteri delle Muse e l’obiettivo di raggiungere valori specifici offrono un notevole spessore tattico e strategico. Richiede di “scervellarsi su ogni piccola minima mossa”.
  • Altissima Rigiocabilità: La combinazione di variazioni in base al numero di giocatori, la distribuzione casuale delle Muse, le numerose varianti garantiscono un’alta rigiocabilità.

Contro:

  • Dipendenza dalla Distribuzione delle Muse (e abilità): In una partita, la presenza o assenza di determinate Muse con abilità chiave (+1, Scambio) potrebbe influenzare le strategie attuabili. Questo creerebbe un leggero limite soprattutto in partite dove (in base al numero di giocatori) tolte le muse coperte, compresa quella neutrale, verrebbero meno alcune skill e combinazioni interessanti.
  • Gioco base “povero” di varianti: Chi ha acquistato la versione base (dunque non un fortunato possessore dell’edizione kickstarter) avrà la possibilità di intavolare Dance of Muses base e la variante con Mnemosine. Probabilmente sarebbe stato più utile fare un’unica vendita con gioco base più tutte le varianti (a costi superiori) per avere da subito, ad esempio, l’espansione degli Dei con i gettoni. Ma si sa, le scelte commerciali sono indiscutibili.

Conclusioni

Dance of Muses si rivela un titolo che va ben oltre la sua apparenza compatta e minimalista.

È un gioco che riesce nell’impresa di fondere un’anima astratta con un tema forte e suggestivo, quello della danza delle Muse per Apollo, anche grazie alle sue magnifiche illustrazioni.

Il gameplay, incentrato sul movimento armonioso delle tessere e sulla manipolazione dei dadi, è semplice nelle sue basi ma sorprendentemente profondo, offrendo scelte strategiche che richiedono una “spremuta di meningi”.

La vera forza del gioco risiede nella sua modularità e nell’enorme quantità di varianti, che trasformano ogni partita, adattandola sia al numero di giocatori che al livello di complessità desiderato.

Space Otter Publishing (che ringraziamo infinitamente per averci dato la copia per questa recensione), pur essendo una piccola realtà, ha dimostrato grande cura nel progetto, coinvolgendo attivamente la community tramite la campagna Kickstarter e lavorando su componenti di qualità e una grafica accattivante.

Se siete alla ricerca di un gioco strategico, molto rigiocabile, con regole accessibili ma notevole profondità, che si distingue per un’ambientazione percepita nonostante la natura astratta e per la sua portabilità, allora Dance of Muses merita assolutamente la vostra attenzione.

Preparatevi a guidare le Muse, a manipolare i dadi con astuzia e a cercare di conquistare il favore di Apollo.

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