Ultimamente il mercato ha visto arrivare sui nostri tavoli un numero davvero cospicuo di giochi di carte basati sulla meccanica del tick taking (giochi di prese che riprendono in un qualche modo gli arcinoti briscola e tresette).
C’è ancora spazio per qualcosa di realmente nuovo, o questa meccanica ha già dato tutto quello che poteva dare? La recensione di Fishing potrebbe dare una risposta importante a questo quesito. Si tratta di un gioco per 3–5 giocatori dagli 8 anni d’età, con partite della lunghezza variabile tra i 40 e i 60 minuti. Illustrato da Maren Rache, e pubblicato originariamente da 2F-Spiel e portato in Italia da Giochi Uniti che ringrazio per la copia di review utilizzata per la presente recensione.
Qualche riga in più la vorrei dedicare all’autore Friedemann Friese, lo “scienziato pazzo” che negli ultimi anni si è divertito a smantellare per poi ricostruire alcune delle più diffuse meccaniche legate ai giochi da tavolo sfornando titoli spesso molto apprezzati, a volte chiacchierati, di sicuro mai banali, ma in gran parte destinati agli hardcore gamer, più “hipster”.
Raramente però i suoi giochi sono stati in grado di influenzare il mercato di massa (l’unica eccezione è probabilmente Alta Tensione del 2004); questo Fishing però ha un target leggermente diverso e potrebbe scrivere una storia molto diversa.

In Fishing, ogni giocatore deve cercare di catturare il maggior numero possibile di prese nell’arco di otto turni: ogni carta vale 1 punto. Si applicano le regole standard per i giochi di prese, con i giocatori che devono seguire il colore scelto dal primo di turno e la carta più alta che vince la presa. Il twist sta nel fatto che con l’andare dei turni entrano in gioco nuove carte di valore più alto e persino un quinto seme che funge da briscola, oltre alle carte boa che hanno poteri speciali. Ovviamente vince chi ottiene il maggior numero di punti dopo gli otto turni.
I MATERIALI
Nella scatola super compatta di Fishing troviamo 100 carte da gioco suddivise in due categorie principali: 40 carte di partenza con valori da “1” a “10” in quattro colori: blu, viola, rosso e giallo e 60 carte che formano il mazzo oceano di cui 32 con valori da “11” a “18” sempre nei quattro i colori cui si aggiungono le carte briscola verdi con valori da “1” a “16” e le carte Boa nei cinque colori: i quattro di base più la briscola.
Troviamo poi 5 carte Pescatore e 5 carte Peschereccio: la prima serve per raccogliere le carte vinte nelle prese, mentre la barca serve come base per il mazzo di carte da pescare. Ci sono inoltre tre carte Round che indicano il numero di carte che i giocatori devono avere in mano ogni round, a seconda del numero di giocatori e una carta segna-round.
Per finire sono presenti 5 foglietti riassuntivi e il regolamento stampato in un pieghevole stretto e lungo.

La qualità delle carte è buona, ma visto l’uso intenso che ne farete è raccomandabile imbustarle, per il resto si è badato al sodo con i foglietti riassuntivi super sottili. Grafica elementare, ma che trovo adatta al tipo di gioco e al target cui si rivolge. L’iconografia semplice ma esplicativa.
Regolamento che forse poteva essere organizzato diversamente a mio modesto parere, ma chiaro e con diversi esempi. Il lavoro di traduzione eseguito da Giochi Uniti è stato ineccepibile.
COME SI GIOCA
Fishing è dotato di un mazzo di carte numerate e ordinate per stelle, da 0 a 5. Si inizia separando queste carte in sei pile diverse in base al loro numero di stelle. Successivamente, si costruisce il mazzo dell’oceano, che sarà il mazzo di pesca da cui i giocatori attingeranno per il resto della partita. Questo mazzo va preparato mettendo le carte di maggior valore (5 stelle) sotto e quelle di minor valore (1 stella) in alto. Questo garantisce che le carte più performanti entrino in gioco progressivamente nel corso della partita.
Le 40 carte rimanenti (quelle senza stelle) costituiscono le carte iniziali (numerate da 1 a 10 nei quattro colori) e saranno utilizzate per formare le mani iniziali dei giocatori. A seconda del numero di partecipanti, si sceglie la carta Round corrispondente, che indica le carte da rimuovere dal gioco e il numero di carte da distribuire ai partecipanti.
In Fishing, per vincere una presa è necessario giocare la carta più alta del seme prescelto dal primo giocatore di turno, a meno che non entrino in gioco le carte di briscola (di colore verde), che battono sempre le carte degli altri colori. I giocatori successivi al primo devono giocare le carte dello stesso colore in tavola, ma quando non si può seguire il seme, si può scartare una carta qualsiasi o usare una briscola.
Il vincitore della presa posiziona tutte le carte sulla carta Pescatore. Queste carte saranno contate alla fine del round per calcolare i punti e faranno parte del vostro mazzo personale per i round futuri. Infatti, alla fine del turno si spostano tutte le carte catturate dalla carta Pescatore alla carta Peschereccio.

A partire dal secondo turno fino a fine partita, all’inizio di ogni round i giocatori dovranno pescare il numero di carte indicato sulla carta Round dal proprio mazzo di carte (quelle depositate precedentemente sulla carta Peschereccio).
Nel caso in cui sulla bara ci fossero più carte di quelle da pescare per quel round, queste rimangono sulla carta Peschereccio per i turni successivi. Se invece un giocatore non ha abbastanza carte nel suo mazzo di carte “catturate”, pescherà le rimanenti dal mazzo Oceano.
Il giocatore che necessita di pescare più carte, le prenderà per primo seguito dagli altri giocatori in base a quante ne devono pescare. Se più giocatori hanno bisogno dello stesso numero di carte dal mazzo dell’oceano, avrà la precedenza il giocatore che ha giocato una carta prima degli altri nell’ultimo turno del round precedente.
Il giocatore con il minor numero di punti inizia la prima presa del nuovo turno. In caso di parimerito, il giocatore che ha giocato per primo una carta nella mano precedente inizia per primo.
La grande novità di Fishing sta nelle carte del mazzo Oceano che contiene:
- Carte colorate con i valori più alti: quelle che vanno dal “11” al “18”.
- Carte briscola verdi (numerate da 1 a 16.
- Carte con effetti a fine turno identificate dal valore “0”: consentono a chi le ha giocate di prendere una delle carte della presa in corso, prima che il vincitore della mano posizioni le carte “catturate” sul suo Pescatore.
- Carte Boa con effetto “a fine turno”: queste carte possono essere giocate in qualsiasi momento anche se si hanno in mano carte del colore giocato dal primo giocatore di turno e sono di 3 differenti tipi:
- Il primo costringe ogni giocatore a passare una delle proprie carte all’avversario alla sua sinistra
- Il secondo, fa segnare tre punti negativi al giocatore che vince la mano
- Il terzo fa si che chi la gioca prenda tutte le carte giocate nella mano lasciando al vincitore della presa solo la carta Boa appena giocata
- Carte Boa con effetto “per il prossimo turno”: quando giocate, i loro effetti si ripercuotono sul turno successivo, quindi i loro effetti non si applicano se vengono giocate nell’ultimo turno di un round. Anche queste possono essere di 3 tipi:
- Carta primo giocatore: chi la gioca sarà il primo giocatore nel turno successivo
- Chiama il colore: chi la gioca stabilisce il colore della mano successiva
- Vince il valore più basso: vince la mano chi gioca la carta con il valore più basso

Al termine di ogni round ogni giocatore segna un punto per ogni carta presente sulla propria carta Pescatore; quindi si mischiano le carte che vanno piazzate sulla carta Peschereccio. Se su tale carta sono già presenti carte dal round precedente, piazzate le nuove sotto di esse.
Il gioco continua con queste modalità per otto turni, oppure, eventualità molto rara, quando si esaurisce il mazzo Oceano. Ovviamente il vincitore sarà il giocatore con il maggior numero di punti alla fine della partita.
IMPRESSIONI
Se non avesse avuto tutta la risonanza che ha seguito la sua uscita e soprattutto se non fosse a firma di Friedemann Friese, Fishing a prima vista, potrebbe sembrare un gioco di carte per bambini, con una grafica asciutta ed elementare.
Dopo il primo round, Fishing potrebbe apparire come un gioco che segue le classiche meccaniche dei giochi di prese: come dicono quelli bravi un “more of the same”.
In realtà, a partire dal secondo round, chi mastica abbastanza bene la materia dei giochi da tavolo comincia a intravedere che questo titolo introduce anche delle dinamiche tipiche dei giochi di costruzione del mazzo e una volta concluso l’ultimo round, sarà chiaro a tutti che questo gioco, quasi tascabile, ha un potenziale enorme.

Nella maggior parte dei giochi di prese, infatti, tutto il focus è rivolto esclusivamente al numero di prese che si possono vincere. Fishing invece ci costringe anche a valutare la qualità delle carte che vinciamo in una determinata presa.
Facciamo un esempio: potete garantirvi una mano giocando una carta di valore alto di un certo colore, a quel punto i vostri avversari, non potendo superare il vostro valore risponderanno con i valori più bassi che hanno nella loro mano: Vi siete garantiti un buon numero di punti nell’immediato, ma il vostro mazzo al prossimo round sarà farcito di queste carte che difficilmente vi consentiranno di vincere una presa.
Per dirlo con il linguaggio tecnico dei giochi di “deck building” il vostro Peschereccio è la propria pila di pesca, mentre la carta Pescatore rappresenta la pila degli scarti. Banale, no?
Starete pensando: quindi chi ha avuto una mano di carte sfortunata si ritroverà con un pungo di mosche in mano… Ed ecco che quel geniaccio di Friese piazza il twist, il colpo di scena, che eleva Fishing ad un livello superiore. Chi non ha abbastanza carte (o per nulla) nel proprio Peschereccio, giocherà il prossimo turno pescando carte dal mazzo Oceano, comune a tutti i giocatori, dove sono presenti le carte più forti di tutto il mazzo.
Con questa idea, semplice, ma tutt’altro che banale, l’annoso problema dei giochi di carte, legato alla fortuna nella pesca, viene spazzato via e chi perde non potrà più rifugiarsi nella più classica delle scuse: “eh, ma se non pesco le carte buone…”
Ad ogni mano Fishing vi costringe a fare una scelta: “tento la fuga” accumulando punti subito e poi provo a non farmi raggiungere, o scelgo una strategia più conservativa? Sappiate che la migliore mano d’apertura possibile, nei turni successivi, inevitabilmente si annacquerà fino a perdere totalmente la sua valenza.

Riuscite a sopportare di vedere i vostri avversari accumulare punti mentre voi dovete riporre tutte le vostre speranze nella pesca dal mazzo Oceano? Quante mani posso perdere in una partita da otto turni, prima di non riuscire più a raggiungerli? Questi e altri dubbi vi assaliranno mentre giocherete questo titolo in una costante altalena di emozioni.
Le partite a Fishing non sono mai scontate, mai noiose e anche quando vi dovessero capitare due round consecutivi non proprio fortunati state certi che al terzo vi rifarete con gli interessi.
Un altro aspetto che ho molto apprezzato di Fishing è che può essere affrontato a vari livelli: si può giocare in famiglia senza spingere troppo sul pedale della competizione, ma può essere anche affrontato al massimo livello strategico possibile tra giocatori scafati, in sfide all’ultimo punto.
Se proprio devo trovarci un difetto, forse la durata è un filo eccessiva per il tipo di gioco, ma probabilmente il numero di turni è stato studiato in fase di testing proprio per consentire a tutti di poter vincere le partite anche in caso fi “false partenze”.
Legato a questo discorso, c’è il numero di giocatori ideali per affrontare una partita di Fishing: io lo preferisco in quattro giocatori al tavolo, mi sembra la sua dimensione ideale sia in relazione alla durata delle partite che all’equilibrio del risultato, ma è assolutamente godibile anche in tre o in cinque.
In ogni caso il gioco gira piuttosto fluidamente e le carte Boa danno quell’ulteriore pizzico di imprevedibilità che rendono Fishing davvero molto divertente, sia come filler che per una serata dedicata esclusivamente a sfide a colpi di esche.
CONSIDERAZIONI FINALI
Fishing è un gioco di carte compatto con carte di qualità nella media che quindi sarà meglio imbustare se, come credo, lo giocherete a ripetizione. La grafica e i disegni sono semplici, quasi infantili, ma questo favorisce una lettura delle carte al primo colpo aspetto fondamentale in un gioco di prese. Le poche icone presenti risultano chiarissime sin da subito.
Il regolamento è nel complesso ben fatto e sta in un foglietto pieghevole nonostante diversi esempi esplicativi, ma d’altro canto rimane pur sempre un gioco di prese per cui non mi aspettavo regole complesse e articolate.

Fishing ha un flusso molto veloce, ma la partita completa tende a durare qualche minuto di troppo in relazione alla tipologia di esperienza, soprattutto in cinque giocatori, ma scala molto bene anche nelle altre configurazioni e secondo me in quattro è la configurazione del tavolo perfetta.
La rigiocabilità, come per ogni gioco di carte che si rispetti, è infinita perché quello che rende ogni partita unica, sono le dinamiche che si creano al tavolo frutto delle strategie messe in atto dai giocatori che saranno di volta on volta sempre più sottili e sfidanti.
Fishing è l’esempio di come l’originalità ha ancora ampi margini, anche in una tipologia di giochi super affollata, che vanta numerose uscite ogni anno; qui, Friedemann Friese è riuscito a dare un’impronta innovativa a meccaniche classiche, come il trick taking, trasformandole in qualcosa di fresco e strategico e ha dimostrato una volta di più che non ha paura di esplorare nuovi modi di far interagire tra loro i giocatori.
L’introduzione di due twist originali come il mazzo Oceano e la meccanica per cui le carte vinte diventano la mano del giocatore per il turno successivo, aggiungono uno strato di profondità e un elemento di costruzione del mazzo che rendono Fishing unico ne suo genere.
L’equilibrio tra la gratificazione immediata di una presa e la pianificazione a lungo termine è una delle chiavi del fascino di Fishing che lo rende interessante anche a giocatori esperti abituati a gestionali di grande peso, mentre le carte speciali del mazzo Oceano, come la briscola e le boe, aggiungono ancora più varietà e frizzantezza alle partite, producendo un gioco fruibile anche da giocatori occasionali, o da famiglie.
Se vi piacciono i giochi di prese di carte con un tocco di strategia Fishing è un acquisto obbligato; se il genere non vi appassiona, credo valga comunque la pena provarlo, sono decisamente convinto che non deluderà nessuno e potrebbe addirittura farvi ricredere su questo tipo di giochi, perché la combinazione di meccaniche innovative, e dinamiche che si generano al tavolo rendono l’esperienza di gioco unica.

Un plauso va senz’altro a Giochi Uniti che ha creduto nel progetto e ha portato questo piccolo gioiello in Italia: il sold out all’ultima Play la dice lunga sulla bontà di Fishing.
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