Scritto da
LucaCiglione
Don Quixote: The Ingenious Hidalgo è un gioco di Hand Management e votazioni con obiettivi segreti edito nel 2024 da LLamascape Games. Questo gioco creato ed illustrato da Andrea La Rosa è pensato per 2-6 giocatori dagli 8 anni e ha una durata di circa 15-20 minuti.
“Scopri come Alonso Quijano divenne Don Chisciotte, come chiese a un locandiere di farlo cavaliere, il famoso incontro con i mulini a vento trasformati in giganti, la sua ricerca dell’amore di Dulcinea…“

COMPONENTI E MATERIALI
La spettacolare scatola di Don Quixote: The Ingenious Hidalgo che sembra davvero un libro ed ha anche la chiusura magnetica contiene:
- 120 Carte Personaggio
- 10 Gettoni Oggetti (5 Gettoni Azione, 5 Gettoni Diamanti)
- 4 Segnalini Valore (Delusione, Amore, Ossessione, Gloria)
- 22 Carte Avventura
- 11 Carte Obiettivo Segreto
- 1 Tracciato Valori
- 1 Segnalino Primo Giocatore
- 6 Carte Setup + 1 Carta Vittoria
Non si può che iniziare parlando della splendida scatola: realizzata per sembrare un vero libro, dimostra tutta la cura e l’impegno che Andrea La Rosa ha voluto mettere nel creare qualcosa di unico.
All’interno troviamo carte illustrate con uno stile cartoonesco molto piacevole e una produzione di alta qualità, con segnalini in cartone spesso e resistente.
Pur trattandosi di un gioco di dimensioni contenute, Don Quixote: The Ingenious Hidalgo ha una resa sul tavolo davvero piacevole. La scatola, in particolare, brilla su tutto: è robusta, bellissima da vedere e arricchita da una comoda chiusura magnetica.

COME SI GIOCA
Don Quixote: The Ingenious Hidalgo si svolge nell’arco di otto turni, divisi in due fasi da quattro turni ciascuna. Nella prima metà la partita segue un ritmo più lineare, mentre nella seconda metà entrano in gioco i fiumi sulla plancia, che permettono movimenti più rapidi e imprevedibili dei segnalini, rendendo il finale molto più dinamico.
All’inizio ogni giocatore riceve delle carte personaggio, illustrate con uno stile cartoonesco. Su ogni carta troviamo il nome, l’immagine, uno o più simboli “X” o “V” in alto a sinistra, e un’indicazione in basso a sinistra che spiega come quella carta farà punti a fine partita. Ogni giocatore riceve anche un obiettivo segreto, che chiede ad esempio di spingere certi segnalini in posizioni specifiche o di mantenere determinate condizioni sulla plancia.
Durante ogni turno, viene scelta una carta avventura tra quelle disponibili. Anche queste carte presentano delle “X” e delle “V” in alto a sinistra. I giocatori giocano coperta una carta dalla propria mano; una volta rivelate, si sommano tutti i simboli presenti sulle carte giocate e quelli della carta avventura. Se prevalgono le “V”, l’avventura ha successo; se prevalgono le “X”, l’avventura fallisce.
Il risultato di ogni avventura muove i quattro segnalini principali della plancia: delusione, gloria, amore e ossessione. La posizione finale di questi segnalini influenzerà direttamente il punteggio delle carte giocate dai giocatori.
Ulteriori Meccaniche
A complicare e arricchire le partite ci sono anche alcuni simboli speciali presenti su certe carte. Il fulmine permette di annullare il voto di un altro giocatore, mentre il diamante consente di raccogliere o rubare un diamante, che fornirà punti extra a fine partita. La sacca consente invece di ottenere oggetti speciali come il ciuchino, che permette di aggiungere tre “V” o tre “X” durante una votazione, o il veleno, che costringe un giocatore a compiere una scelta casuale. Troviamo poi lo scudo, che protegge dagli effetti dei fulmini, e la tenda, che consente di copiare un’abilità speciale di un altro personaggio.

OPINIONI e DINAMICHE
Don Quixote: The Ingenious Hidalgo è, prima di tutto, un filler. Bisogna approcciarsi a questo gioco sapendo che si tratta di un titolo veloce, pensato per divertire in una quindicina di minuti senza grandi pretese di profondità. L’obiettivo è regalare una partita leggera, movimentata e imprevedibile, perfettamente in linea con lo spirito folle e sognante del personaggio di Cervantes. La connessione con il romanzo si sente più nello spirito che nella narrazione: sebbene le carte riportino dei flavor text che richiamano eventi o personaggi, questo rimane un elemento secondario, mentre il cuore dell’esperienza sta tutto nella gestione dei simboli e nell’imprevedibilità delle scelte.
Utilizzo delle Carte
Le carte avventura e personaggio sono perfettamente allineate: Gloria e Amore richiedono successi e offrono voti positivi, mentre Delusione e Ossessione richiedono fallimenti e offrono voti negativi. Il gioco, tuttavia, mette costantemente i giocatori davanti a scelte dicotomiche. Ogni carta può essere usata, infatti, sia per l’abilità speciale, sia per il voto nell’avventura, senza dimenticare che otterrà punti in base alla situazione dei segnalini a fine partita.
A complicare ulteriormente le decisioni ci sono le carte obiettivo, che nella maggior parte dei casi indicano due segnalini specifici tenere d’occhio. Questo mette i giocatori davanti a scelte più tese di quanto sembri a prima vista: giocare una carta che sembra immediatamente vantaggiosa ad esempio una carta Cuore mentre il Cuore è in testa (quindi punti teorici a fine partita) può in realtà spostare l’equilibrio dei segnalini (facendo avanzare, ad esempio, Gloria), aumentando il valore delle carte precedentemente giocate dagli avversari e rischiando di compromettere anche il raggiungimento dell’obiettivo personale.
Nonostante questa sfumatura strategica, il gioco rimane estremamente leggero. Siamo lontani dai dilemmi strutturati di giochi come The King’s Dilemma, dove si potevano intavolare trattative o persino corrompere altri giocatori. Qui invece si sceglie una carta, si gioca, e poi si lascia spazio al caos: gli effetti speciali possono cancellare voti, far ribaltare le sorti di una missione o far avanzare improvvisamente i segnalini, soprattutto nella seconda fase della partita, quando entrano in gioco i fiumi che rendono i movimenti ancora più imprevedibili.
I ribaltamenti sono all’ordine del giorno ed è proprio questa la chiave del gioco: va preso per quello che è, un’esperienza leggera e spensierata, che diverte proprio perché non si prende mai troppo sul serio, in pieno stile Don Chisciotte.

IN QUANTI CI GIOCO
Uno degli aspetti più interessanti di Don Quixote: The Ingenious Hidalgo è come il numero di giocatori influenzi profondamente il tipo di partita. In due giocatori si riesce ancora a mantenere un certo controllo: si può bleffare, cercare di intuire l’obiettivo segreto dell’avversario e impostare una strategia di conseguenza. Con l’aumentare del numero di partecipanti, però, questo diventa praticamente impossibile. Le collisioni tra le carte, le cancellazioni dei voti e i ribaltamenti improvvisi diventano la norma, e la partita si trasforma in un vero e proprio vortice di caos.
Questo può essere visto sia come un difetto che come un pregio, a seconda di quello che si sta cercando. A mio parere, essendo un gioco che non nasce per essere deterministico in modo preciso, ma per offrire un’esperienza caotica, leggera e piena di sorprese, le partite con più giocatori restituiscono meglio il vero spirito del titolo. In due o tre il controllo si fa sentire di più, ma comunque non mancano i colpi di scena e gli imprevisti che spezzano ogni previsione.
Se cercate un gioco in cui pianificare tutto in modo minuzioso o dove la strategia pura sia premiata, probabilmente Don Quixote: The Ingenious Hidalgo non fa per voi. Se invece volete vivere una partita veloce, fatta di colpi bassi, risate e ribaltamenti inaspettati, allora questo piccolo filler può regalarvi momenti davvero piacevoli.

LE ETA’ PER GIOCARCI
Il gioco è indicato come 8+, e personalmente mi trovo d’accordo con questa scelta. I bambini di otto anni o poco più grandi possono sicuramente approcciarsi alle regole senza grandi difficoltà, ma va considerato che Don Quixote: The Ingenious Hidalgo può facilmente generare frustrazione nei più piccoli. Il fatto che la propria strategia, anche se semplice, possa essere completamente stravolta all’improvviso può risultare difficile da accettare, portando a momenti di rabbia o di sconforto. D’altra parte, se l’obiettivo è proprio quello di allenare nei bambini la capacità di gestire l’imprevisto e migliorare la loro autoregolazione emotiva, allora questo gioco può rivelarsi una palestra perfetta. Insegnare a ridere degli imprevisti e a non arrabbiarsi per ciò che non si può controllare è, dopotutto, un ottimo messaggio, perfettamente in linea con lo spirito stesso del gioco.

CONCLUSIONI
In definitiva, Don Quixote: The Ingenious Hidalgo è un gioco che cattura l’essenza di un’avventura caotica e imprevedibile, proprio come il romanzo di Cervantes. Perfetto per chi cerca un filler veloce, divertente e imprevedibile, il gioco è sicuramente adatto a chi apprezza il caos e i colpi di scena. Non lo consiglio, però, a chi cerca il controllo a tutti i costi, visto che l’imprevisto è all’ordine del giorno.
Inoltre, il packaging del gioco è davvero caratteristico e ben curato, con una scatola che sembra un libro e componenti di qualità che arricchiscono l’esperienza sul tavolo. Un titolo divertente, ideale per chi cerca una partita leggera e piena di sorprese.
Ringraziamo LLamascape per la copia Review.

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