Scritto da Team Krampus Box.
Intro
Immagina la sensazione di quando ti svegli la mattina di Natale, sei ancora un bimbo e ritrovi sotto l’albero una scatola enorme, il gioco che hai sempre desiderato (la cui mole probabilmente eguaglia quella del tuo corpo).
Ti senti sovrastato da emozioni e allo stesso tempo dalla voglia di scartarlo.
Abbiamo descritto la stessa scena di quando ci è arrivata a casa la scatola del gioco protagonista di questa recensione: Un gigante!
Come dicevamo, siamo cresciuti in stazza (forse siamo ancora bambini dentro) ma una cosa è certa: la scatola di questo gioco non è grande quanto noi ma è sulla buona strada.
10KG di pura gioia per il cuore!
Stiamo ovviamente parlando di uno dei titoli più discussi del 2022, sia in positivo che in negativo: Foundations of Rome!

Il gioco è stato venduto sulle piattaforme crowdfunding e ha avuto la fortuna di avere almeno due campagne a lui dedicate (tale la richiesta del pubblico). Questo perché la casa che lo ha creato (Arcane Wonders) ha deciso di mantenere un’aura attorno al gioco non aprendo la vendita retail.
Insomma: o te lo sei preso nella campagna o lo prendi sul sito Arcane Wonders (o nel mercato dell’usato) a prezzi OSCENI.
Parlavamo dell’emozione di aprire una scatola poiché la box di Foundations of Rome è epica così come il suo contenuto: enorme ed estremamente soddisfacente. Questo perché viene aperta verso l’alto (come se fosse uno scrigno) e questo da quasi un senso di onnipotenza.
Poi quanto inizi a tirare fuori le plance giocatore con tutto collocato su vassoi dedicati e disposti alla perfezione puoi tirare un sospiro di sollievo e dirti “felice anno nuovo Marv…” (citazione per pochi).

Sarà un’esperienza degna degli annali o un progetto incompiuto destinato a impolverarsi sullo scaffale? Scopriamolo insieme.
Foundations of Rome – Prime Impressioni
Prima di tutto facciamo le presentazioni:
- City Building
- Durata della partita: 60 – 90 minuti
- 2-4 giocatori
- Distributore: Arcane Wonders
- Game Designer: Emerson Matsuuchi
- Graphic Designer: Stephen Gibson, Damien Mammoliti
La prima cosa che colpisce di Foundations of Rome è senza dubbio la sua opulenza.

Come già detto, la scatola è enorme e traboccante di componenti.
Le miniature degli edifici in 3D sono il fulcro di questa sfarzosità, ricche di dettagli e piacevoli al tatto. I vassoi per i giocatori sono una manna dal cielo per l’organizzazione e riducono drasticamente i tempi di preparazione. Il tabellone modulare, le carte plastificate e le monete di metallo contribuiscono a creare un’esperienza tattile e visiva di prim’ordine.
Insomma, che volete di più? Forse prima di tutto sapere cos’è Foundations of Rome.
Il gioco è un City building dalle regole molto semplici ma con una notevole profondità strategica (per non parlare dell’interazione con gli altri giocatori).
In Foundations of Rome i giocatori competono per diventare gli architetti più prestigiosi dell’Urbe.
Attraverso l’acquisto strategico di lotti, la costruzione di edifici e la massimizzazione dei bonus, i giocatori si sfidano per creare la città più prospera e ottenere il favore dell’imperatore (vincendo la partita).

Un gioco accessibile, bello da vedere e soprattutto maestoso. Dove sta il trucco?
Questa esuberanza ha un prezzo: quello del cartellino.
Foundations of Rome è un gioco costoso, e la domanda sorge spontanea: l’esperienza di gioco giustifica l’investimento?
Inoltre, le dimensioni della scatola e la necessità di spazio sul tavolo potrebbero scoraggiare chi ha problemi di spazio. Rischia di prendere polvere oltre che ad occuparvi mezza libreria? Insomma…Ne vale la pena?
Scopriamolo approfondendo regole e materiali.

Foundations of Rome – Fondamenti
Al di là dell’apparenza, Foundations of Rome è un gestionale economico sorprendentemente accessibile e intuitivo. Le regole sono snelle e si imparano rapidamente.
Ma iniziamo a parlare di quello che troverete sollevando il coperchio della box:
- Miniature degli Edifici: Dettagliate e di grandi dimensioni, che rappresentano vari edifici romani.
- Tabellone Modulare: Permette di adattare l’area di gioco al numero di giocatori.
- Carte Atto: Utilizzate per acquistare lotti di terreno.
- Segnalini Giocatore: Per tenere traccia dei progressi e della proprietà dei lotti.
- Monete: Utilizzate per acquistare atti e costruire edifici.

L’organizzazione della scatola, i componenti, gli edifici e le miniature ben riposte nei pratici vassoi sono probabilmente uno dei migliori organizer mai visti per un gioco. Non avverti mai una sensazione di caos e il setup iniziale è estremamente rapido.
Passiamo dunque a dare una panoramica molto rapida delle regole (che, come abbiamo già sottolineato, sono estremamente semplici ed intuitive).
Il gioco si svolge in tre epoche (anni), ognuna divisa in diversi turni.

In ogni turno, un giocatore può eseguire una delle seguenti azioni:
- Prendere Incasso: Ricevere 5 monete più 1 moneta per ogni edificio commerciale costruito.
- Acquistare un Atto: Pagare il costo indicato su una carta Atto per rivendicare un lotto sul tabellone. Il costo degli atti diminuisce man mano che vengono acquistati (il mercato delle carte non è fisso). Le carte ogni volta che vengono acquistate scalano di posizione verso il basso (dunque alcuni lotti potrebbero costare di meno ai turni successivi).
- Costruire un Edificio: Piazzare una tessera edificio su un lotto di proprietà. Gli edifici forniscono punti prestigio e possono sbloccare bonus aggiuntivi. È possibile sostituire edifici esistenti con edifici più grandi (ma la regola di base è che non si potrà mai sostituire un edificio pari o più piccolo).

Alla fine di ogni epoca, i giocatori ricevono punti in base a:
- Punti per popolazione: Punti ottenuti in base al numero di edifici residenziali posseduti.
- Punti per edifici Commerciali: Alcuni edifici commerciali forniscono punti aggiuntivi.
- Punti per edifici civici: Forniscono punti in base agli edifici adiacenti, propri o altrui (come ottenere punti è specificato da ogni singolo edificio civico).
Il giocatore con più punti prestigio alla fine della terza epoca è il vincitore nonché primo architetto di Roma.

A prima occhiata sembrerebbe un gioco piatto e scontato, ma ha una sua profondità ben delineata che viene accentuata dalla sorte (influisce notevolmente) e dall’interazione dei giocatori (sia mirata, sia inconsapevole).
Immaginiamo che state per completare una fila di lotti perché state pianificando di mettere quel bell’edificio da tre spazi che avete sul vostro vassoio. Ma poi, proprio nel turno precedente al vostro, un giocatore compra proprio quel lotto che vi serve tanto (anche se a lui non serve a niente).
Cazzimma, non c’è altro termine per spiegare questa scena.

Il tutto può avvenire anche inconsapevolmente o addirittura perché gli altri al tavolo stanno facendo strategie differenti (con gli edifici civici che fanno fare punti “speciali”, ad esempio).
Tutti questi piccoli esempi ci servono per sfatare un preconcetto su Foundations of Rome: non è un semplice piazzamento tessere/edifici ma è soprattutto un gioco di strategia e di interazione.

Per capire meglio, descriviamo brevemente le tre tipologie di edifici (della versione base del regolamento)
Ogni tipo di edificio offre benefici specifici:
- Residenziali: Aumentano la popolazione, fondamentale per il punteggio di fine round.
- Commerciali: Generano entrate extra quando decidete di effettuare un’azione di rendita.
- Civici: Permettono di ottenere punti prestigio in base alla loro posizione e agli edifici circostanti. (Es. 1 punto per ogni edificio commerciale che tocca).
Dunque, una buona combinazione di edifici ci permetterà di effettuare strategie per le Ere successive ma dovremo sempre avere spirito di adattamento per non trovarci in situazione scomode e vanificare il lavoro fatto.

Se inoltre volete avere un’esperienza ancora più immersiva, il gioco si presenta con alcune varianti o espansioni che non vanno a snaturare la meccanica di base ma la intensificano (soprattutto l’interazione tra giocatori).
- Monumenti: Introduce monumenti speciali con regole di costruzione e punteggio uniche. Oltre ai punti in pià che ci permetteranno di fare…sono FANTASTICI.
- Obiettivi di fine partita: Aggiunge obiettivi segreti e pubblici che forniscono punti extra a fine partita.
- Ruoli: Conferisce ai giocatori abilità speciali asimmetriche con un ruolo definito per ognuno.
- Trading & Stealing: Permette ai giocatori di commerciare o rubare lotti agli avversari.
- Roads of Fortune: Espansione che aggiunge strade modulari al tabellone, influenzando il movimento e il posizionamento degli edifici.

Concludiamo facendo alcune considerazioni strategiche che vi possono essere utili per approcciare ad una prima partita a Foundations of Rome.
- Pianificazione a Lungo Termine: È fondamentale pianificare la disposizione della propria città, tenendo conto dei bonus di adiacenza e dei potenziali sviluppi futuri.
- Gestione delle Risorse: Ottimizzare le entrate per poter acquistare gli atti e costruire gli edifici più redditizi. I soldi saranno sempre molto pochi.
- Interazione con gli Avversari: Monitorare le strategie degli altri giocatori e cercare di ostacolarle, ad esempio acquistando gli atti da loro desiderati.
- Adattamento: Essere pronti a modificare i propri piani in base alle carte Atto disponibili e alle azioni degli avversari.

Come Gira Foundations of Rome
Foundations of Rome è decisamente un gioco dinamico e coinvolgente, dove ogni decisione ha un impatto sulle tue costruzioni e su quelle degli altri giocatori.
La competizione per i lotti più ambiti è sempre accesa, e spesso bisogna fare i conti con budget limitati e scelte difficili.
Inoltre, il meccanismo di “corsa agli atti” (il cui il costo diminuisce con il passare del tempo) aggiunge un ulteriore livello di strategia: conviene accaparrarsi subito un lotto promettente, pagando un prezzo più alto, o aspettare, rischiando che qualcun altro ce lo soffi sotto il naso?

C’è da dire che una buona dose di sorte è sicuramente apprezzata, soprattutto quando nel primo turno (durante il setup) i giocatori pescheranno casualmente dei lotti di partenza (dove ti potrà dire male o decisamente bene).
La possibilità di rimpiazzare gli edifici esistenti con strutture più grandi è un elemento distintivo del gioco, che permette di ottimizzare il proprio impero nel corso della partita.
Questo meccanismo, però, richiede un’attenta pianificazione, poiché ogni sostituzione ha un costo opportunità: gli edifici rimossi tornano nel tuo vassoio giocatore, pronti per essere riutilizzati, ma nel frattempo non generano punti o bonus (ex. se ci priviamo di edifici commerciali).

L’interazione tra i giocatori è un aspetto fondamentale del gioco.
La competizione per i lotti, il posizionamento strategico degli edifici civici e la corsa alla popolazione creano una dinamica tesa e gratificante, dove ogni mossa può influenzare l’andamento della partita.
Insomma, saremo sulle spine fino alla fine della terza ERA e nessuno sarà mai davvero fuori dai giochi rendendolo un titolo accessibile ma soprattutto coinvolgente per qualsiasi tipologia di player.
Parentesi d’obbligo sul prezzo perché, se proprio va trovato un neo, sicuramente questo è quello più evidente.

Premessa: Foundations of Rome non si posiziona sul mercato come un gioco commerciale né un gioco per “tutti”. È un gioco per collezionisti avidi che non badano a spese (oltre che allo spazio in casa).
Per chi ha moglie/marito non giocatore: preparatevi ad occhiate non proprio lusinghiere.
Cosa ha fatto la Arcane Wonders? Nel 2024 (circa due anni dopo l’uscita di Foundations of Rome) decide di presentare ad Essen il suo cugino “economico”.
Non puoi permetterti (per ragioni di soldi o spazio) l’antica città di Roma? E allora fai un tuffo nel futuro e compra ad un prezzo ragionevole (comprese le dimensioni) Foundations of Metropolis.

Il gioco è un clone a tutti gli effetti per il regolamento base (non ha espansioni) tuttavia regala la stessa identica esperienza di gioco in termini di meccanica con una tematica temporale diversa (grande metropoli dei giorni nostri).
Certo…posizionare tessere è sicuramente meno soddisfacente ma se non badate a questo “piccolo” particolare, adorerete anche la versione per nerd “povery”.

I nostri pro e contro
Eccoci, dunque, ai nostri personali pro e contro su Foundations of Rome:
Pro:
- Componenti di Lusso: Le miniature degli edifici sono splendide e contribuiscono a creare un’esperienza immersiva. Inoltre, le espansioni (come Monumenti) completano l’opera d’arte con miniature SUPERBE. Quasi è un peccato tenerlo in scatola.
- Regole Semplici, Strategia Profonda: Un gioco accessibile ma con una buona dose di sfida strategica. L’interazione è coinvolgente e la competizione per i lotti (così come la costruzione degli edifici) crea una dinamica tesa ma allo stesso tempo interessante.
- Alta Rigiocabilità: La varietà di carte Atto, la disposizione modulare del tabellone e le numerose espansioni garantiscono partite sempre diverse.
- Setup e Smontaggio Rapidi: Grazie ai vassoi giocatore e alll’organizer interno il setup è estremamente semplice e veloce.

Contro:
- Prezzo Proibitivo: Il costo elevato potrebbe scoraggiare molti potenziali acquirenti. Ovviamente parliamo di un prodotto per veri collezionisti (a prezzi proibitivi).
- Ingombro: La scatola è grande e pesante, richiede spazio sul tavolo oltre che sul vostro scaffale. Lo spazio occupato in libreria, per rendere l’idea, è quello di 4/5 giochi messi assieme.
- Dipendenza dalla Fortuna (in parte): La pesca delle carte Atto può influenzare l’andamento della partita, soprattutto se si cercano lotti specifici. Difficoltà che viene accentuata ovviamente dall’interazione. Anche se apprezzata, la fortuna in alcune partite potrebbe non girare per niente creando frustrazione.
Conclusioni
Foundations of Rome è un gioco che polarizza le opinioni: c’è chi lo considera un capolavoro e chi lo bolla come un’operazione di marketing gonfiata.
La verità, come spesso accade, sta nel mezzo.
Se sei un appassionato di giochi gestionali, apprezzi i materiali di alta qualità e non ti spaventa un investimento importante, Foundations of Rome potrebbe essere il gioiello che mancava alla tua collezione.

La sua eleganza, la sua profondità strategica e la sua rigiocabilità ti terranno incollato al tavolo per ore.
Se, invece, sei alla ricerca di un’esperienza più snella ed economica, o non sei particolarmente attratto dall’estetica eccessiva, potresti trovare alternative altrettanto valide come suo cugino low cost Foundations of Metropolis (o tanto altro che il mercato dei city building offre).
In definitiva, la scelta dipende dai tuoi gusti personali e dalla tua disponibilità a investire in un gioco che fa dell’ostentazione uno dei suoi punti di forza.
Noi, dal nostro piccolo, non sapevamo quale scegliere tra i due e alla fine ha vinto come al solito il buon senso: li abbiamo presi entrambi!
“Ciao, siamo i ragazzi del Krampus Box e non compriamo giochi da circa 2 ore”

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