Il gioco di oggi si presenta in una scatolina minimal, adatta ad essere portata a giro e tirata fuori nelle occasioni dove si vuole farsi due risate: sto parlando di Secret Identity, gioco ideato dal quartetto Benvenuto, Droit, Jost, Roux, edito dalla Funnyfox e portato in Italia dalla Little Rocket Games, ideale per gruppi di giocatori fino a 8, che si intratterranno per una mezz’oretta scarsa.
Il gioco in due parole prevede che ad ognuno venga assegnato casualmente un personaggio e che provi a svelare la propria identità attraverso l’uso di simboli preconfezionati: chi riuscirà a farsi riconoscere e nel contempo sarà più abile a riconoscere gli avversari, sarà il vincitore.

La scatola
Come dicevo, la scatola di Secret Identity è comodamente inseribile in zaini e borsette, e contiene una piccola plancia, con all’interno il percorso segnapunti, e sui lati l’alloggio per le 8 carte personaggio. Abbiamo poi 150 carte personaggio, di piccole dimensioni, double face, contenenti nomi di personaggi famosi, presi dal mondo reale (cinema, musica, politica, economia, etc…) o dal mondo della finzione (film, libri, cartoni etc,). Ci sono 8 carte numerate che serviranno ad assegnare l’identità segreta.

Abbiamo poi le carte rettangolari, di dimensioni ancora più ridotte, contenenti simboli grafici sulle due estremità, anch’esse double face: i simboli spaziano anch’essi su un orizzonte molto ampio, come è possibile notare nelle immagini allegate. Ogni giocatore sarà dotato di 8 carte voto, del segnapunti e di una plancetta suddivisa in due settori, in grado di ospitare fino a 6 carte simbolo: nel settore in alto si potranno mettere le carte “positive”, mentre in quello in basso le carte “negative”.
Giochiamo!
Si, perché il Secret Identity si spiega in due minuti: ognuno viene dotato di 10 carte simbolo, che dovrà farsi bastare per i 4 turni in cui si svolge il gioco: ad ogni turno si pescano casualmente 8 carte personaggio, e si distribuiscono casualmente le carte numerate dell’identità segreta. A questo punto ognuno, contemporaneamente, dovrà scegliere fino a 3 carte simbolo da inserire nella propria plancia, come indicazioni positive, oppure come indicazioni negative: ad esempio, se la mi identità fosse Topolino, potrei mettere ome indicazione negativa un elefante, e come indicazione positiva qualcosa che assomigli ad una fetta di formaggio: ovviamente se mi capitano tali simboli!

Quando tutti hanno completato la fase, si passa al voto: ognuno dovrà posizionare, segretamente, una delle proprie carte numerate davanti ai vari giocatori. Si svelano poi le identità, e si assegnano i punti: ognuno prende punti sulla base di quanti lo hanno correttamente identificato, e sulla base di quanti ognuno ha identificato correttamente.
Prima di iniziare il turno successivo si eliminano le carte simbolo giocate e si pescano 8 nuove carte personaggi; il gioco termina dopo il quarto turno.
Le considerazioni
Secret Identity è veramente divertente: strizza decisamente l’occhio a Twins, da cui prende proprio la parte più divertente, ossia quando ognuno tenta di giustificare la scelta dei propri simboli: e giù risate!

Come potete immaginare il gioco è governato dalla fortuna, perché se ti capita Bugs Bunny ed hai fra i simboli una carota, allora vai sul sicuro e ti prenderai tutti i punti possibili. Ma le situazioni più divertenti accadono proprio quando i simboli non centrano quasi nulla con i personaggio, per cui è necessario effettuare voli pindarici, e affidarsi al pensiero molto molto laterale… Si può anche impostare la propria tattica, se si è in tanti, andando per esclusioni: ad esempio, se mi è capitato l’unico personaggio femminile, poteri cavarmela indicando semplicemente che non sono un uomo (ancora, se ho una carta che identifica in qualche modo il sesso).
Oltretutto, avendo a disposizione solo 10 carte simbolo, è necessario essere oculati nel loro utilizzo, perché se all’inizio si hanno di fatto 40 possibili simboli, se già nel primo turno utilizzo 3 carte, nel secondo turno ne avrò a disposizione solo 28, e così via: e poiché non si conosce quali personaggi saranno estratti nel turno successivo, è meglio non arrivare con poche carte simbolo alla fine del gioco.
Come quasi tutti i party game, il gioco esprime il meglio di sé quando si è in tanti: in primo luogo perché più teste diverse ci sono, e più possono capitare le associazioni più assurde, ma in secondo luogo perché in tanti è più facile da giocare, in quanto i personaggi che non sono associati ad alcun giocatore saranno pochi (nessuno in 8), ed è quindi possibile giocare per esclusione…

Può capitare che, pescando le carte personaggio casualmente, vengano estratti personaggi “simili” (ad esempio, Superman e Iron Man) : sta a chi gioca decidere se consentire questa situazione, rendendo il gioco più complicato, oppure scartare queste combinazioni.
I personaggi riportati hanno uno spettro generazionale abbastanza ampio, per cui capita, talvolta, che qualche personaggio non sia conosciuto ai più giovani (Andreotti?) o viceversa (ma chi è Daryl Dixon ?!?!?): anche in questo caso il mio consiglio è sostituire il personaggio non noto a tutti i giocatori.
La numerosità delle carte consente una buona longevità: anche le carte simbolo sono molto numerose, per cui ogni partita è davvero diversa dall’altra. Non sarà un gioco da passarci il pomeriggio, ma è sicuramente un ottimo gioco di intrattenimento a fine serata, e giocabile decisamente con tutti, anche con persone completamente a digiuno di giochi da tavolo, e perfino con i ragazzi. Consigliatissimo!

Si ringrazia la Little Rocket Games per la copia di review.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it