Fabio (Pinco11)
FARLAND PRIME IMPRESSIONI
Con Farland (ideato dal duo Peerawat Sanongyat e T-raz Bank Piamdumrongsak) e prodotto dalla Siam Boardgames (per 2-4 giocatori, 45′-90′, 10+) siamo trasportati in una ambientazione scifi (in verità molto leggera) e posti di fronte alla sfida di saper costruire la miglior fattoria, sapendo bilanciare adeguatamente lo sviluppo di essa, i vari tipi di coltivazioni e di animali da allevare.
Family plus, dotato anche di una versione ‘avanzata’ che aggiunge qualche potere extra, il gioco è in radice un piazzamento tessere da selezionare da una offerta comune, con piccole spruzzate di gestione delle tre ‘risorse’ bastoncino disponibili.

FARLAND IN POCO
Il gioco si articola su di un totale di 12 turni, in ciascuno dei quali i giocatori, a turno, prelevano una carta-tessera (quadrate, divise in quattro quadratini) dall’offerta (alcune sono gratis, altre richiedono il pagamento di un bastoncino – risorsa) e possono ottenere (se scelgono una tessera senza edifici) un paio di risorse. Le carte possono essere piazzate in aderenza a quelle già presenti o sovrapponendole, ottenendo in tal caso un gettone risorsa per ogni casella coperta, da piazzare in altra casella con la stessa risorsa o in una casella libera (massimo un gettone per casella).
Alla fine del sesto e del dodicesimo turno hanno luogo due attribuzioni di punteggio, precedute dal piazzamento dei bastoncini risorsa accumulati, alcuni dei quali fungeranno da recinti per gli animali, altri da condotte di irrigazione ed altri ancora da cibo (moltiplicatore di punteggio) per gli animali. Per i punti, classicamente, si vanno a considerare i risultati raggiunti per una serie di parametri.
Nella versione avanzata, quando si piazzano tessere edificio si ha la possibilità di attivare una delle dodici tecnologie disponibili (9 di livello base e 3 di II livello), le quali conferiscono poteri speciali.

COME SI PRESENTA
Farland gode di una buona dotazione e, messo sul tavolo, riesce a fare la sua figura. Ben illustrato e vivace nei colori, gli elementi utili ai fini del gioco risultano ben visibili e la componentistica nel complesso risulta più che idonea allo scopo. Il tabellone è curiosamente essenziale e non strettamente indispensabile (poteva essere sostituito da carte tecnologia e da strisce in cartoncino), ma la sua presenza contribuisce a dare la sensazione di un prodotto più completo.
L’ambientazione è teoricamente scifi, visto che si parla della colonizzazione di un pianeta lontano, ma in verità se ci vi rapportate ai tre tipi di animali come ‘sottospecie’ di polli, mucche e maiali, potrete tranquillamente coinvolgere nella partita anche gli amici che meno amano gli scenari fantascientifici (.. purtroppo qualcuno pare non gradirli .. mah!).

COME GIRA FARLAND
Il gioco gode di un set di regole abbastanza essenziale, che rende la sua spiegazione piuttosto rapida ed immediata. In sostanza al tuo turno prendi una tessera e la piazzi, ampliando di turno in turno la tua fattoria, per cui di grossi momenti di riflessione non ne sono richiesti. Intorno a questa struttura semplice, però, sono state aggiunte un paio di idee che fanno si che lo sviluppo della partita proponga abbastanza scelte da soddisfare gli amanti dei puzzle game, il tutto senza mai diventare un brucia cervelli.
Da una parte, abbiamo così la gestione dei ‘bastoncini – risorsa’, che devono essere gestiti per indirizzare la produzione di punti verso l’allevamento (qui servono i recinti e gli animali devono essere nutriti) o la coltivazione (le piante vanno irrigate), per cui si deve programmare come piazzarli nella propria fattoria alla fine del sesto e del dodicesimo turno. Dall’altra c’è invece l’attenzione che si deve riservare alla parte di sovrapposizione delle tessere, perchè qui non paga aver costruito la fattoria più grande, bensì l’averla costruita ‘bene’, sfruttando le opportunità che la regola della sovrapposizione concede (per ogni casella sovrapposta si ottiene un gettone pianta o animale che si può piazzare in caselle già irrigate o in recinti già chiusi e non solo).

SENSAZIONI
Farland può essere così giocato in modo sbarazzino, cercando di puntare su due o tre elementi e su di una efficace politica di sovrapposizione delle tessere, oppure con maggiore tranquillità, espandendosi il più possibile. La natura di puzzle game è presente e percepibile, ma la difficoltà resta paragonabile a quella, per esempio, di un Cascadia (1.86/5), che è uno dei benchmark della categoria.
Se si desidera avere più elementi da considerare c’è poi la possibilità di accedere alla versione avanzata, che introduce diversi poteri che si ottengono col piazzamento degli edifici. Questi ultimi nella versione base sembravano in effetti sin troppo depotenziati, concedono di accedere infatti alle tecnologie, che aiutano a sviluppare diverse tattiche di gioco. A mio personalissimo parere la versione base gode del pregio di una maggiore immediatezza e non tutte le tecnologie sembrano avere lo stesso potere, ma è apprezzabile che ci sia la possibilità di esplorare delle scelte addizionali.

CONCLUSIONI
Farland ha rappresentato una bella sorpresa del mio raccolto di Essen 2024. E’ un validissimo (ed esotico, provenendo dalla Thailandia) piazzamento tessere che sa coniugare la linearità delle regole di base con la presenza di un paio di regole utili a dare sapore alla logica da puzzle game che propone.
Ringrazio l’editore per la copia di review concessa.
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