Buona Pesca, ogni anno porto durante le mie vacanze estive, molti titoli per far divertire i miei figli e i loro amici in spiaggia, ed ogni anno c’è un titolo che, puntualmente, mi sorprende per come riesce a conquistare i giocatori ed essere uno dei più giocati sul nostro lettino sotto l’ombrellone. Quest’anno l’onore è toccato proprio a Buona Pesca, gioco di carte ambientato nel mondo della pesca creato da Jacopo Bartali, mentre le illustrazioni sono di Davide Rossi, il titolo è una autoproduzione ad opera di Design&Layout.
A Buona Pesca si può giocare da 2 a 5 giocatori con tempo a partita tra i 20 e i 40 minuti, a partire dai 7 anni (sulla scatola compare un misterioso 14 anni che invece non trovate sul sito del gioco).
Finalmente è arrivato in fine settimana, quindi armiamoci di Canna da Pesca dopo essere passati a comprare le esche, ma un bambino sulla banchina, con aria innocente, di dice: ”allora buona pesca”. La fatidica frase innominabile, terrore di tutti i pescatori superstiziosi (ce ne è uno non superstizioso?) è stata detta non rimane che tornarsene a casa o sperare di pescare qualcosa superando tutte le avversità.
I materiali
La scatola di Buona Pesca contiene:
- novanta carte pesca;
- settantasei carte pesci, divise in due mazzi differenti (A e B);
- nove carte bonus;
- cinque carte punteggio.
I materiali di gioco sono buoni, anche se qualora ci giocaste molto consiglio di imbustare le carte visto una grammatura che mi ha fatto optare per questa decisione e il fatto che comunque nella scatola c’è spazio per contenere le carte imbustate. Buone le illustrazioni, davvero molto veritiere, mentre forse in qualche piccolo passaggio del regolamento si pecca un po’ di inesperienza; niente di grave e oltretutto risolti i primi dubbi il gioco scorre via che è una meraviglia.

Il gioco … ovvero eccovi le regole
Come sempre prima di sintetizzare le regole ricordo che “questo paragrafo (e le sue appendici) spiegano in maniera generale e non strutturale le regole del gioco e non si sostituiscono al regolamento”.
Prima di iniziare si prepara il tavolo dividendo i diversi mazzi e si fornisce ogni giocatore di cinque carte. Ora si può iniziare a giocare.
All’inizio del proprio turno un giocatore deve pescare due carte dal mazzo di carte pesca e poi giocare qualsiasi numero di carte desideri (anche nessuna, ma sarà difficile che vi capiti) tenendo sempre presente che il numero limite di carte da tenere in mano è di dieci. Se il giocatore di turno ha disposto tutta la sua attrezzatura in ordine (barca, canna da pesca, mulinello ed esca), può pescare dal relativo mazzo Pesce: se l’attrezzatura è di qualità pescherà dal mazzo B, che contiene pesci più pregiati, in caso contrario pescherà dal mazzo A, è obbligatorio mostrare la carta pesce appena pescata a tutti i giocatori prima di riporla coperta nel mazzo delle proprie carte pesce.
Il gioco mette a disposizione 9 carte bonus, che vengono acquisite al raggiungimento di specifici obiettivi, dall’essere il primo pescatore a pescare due coppie di pesci all’essere il primo pescatore ad avere nella propria nassa cinque pesci differenti, passando per l’essere il primo pescatore che pesca più di 30kg di pesci. Quando sette di questi nove obiettivi sono stati assegnati il gioco termina e vince chi ha il maggior numero di punti. Come si fanno i punti? Ogni carta obiettivo da un punteggio da uno a tre, mentre per ogni 7kg di pesce si ottiene 1 punto.

La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “non c’è senso a farsi otto chilometri a piedi per pescare quando si può essere altrettanto sfortunati sotto casa”, dallp scrittore americano Mark Twain.
Ecco, quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a Buona Pesca:
- la bellezza della pesca e dei suoi concetti;
- a conoscere il nome dei pesci di fiume;
- l’importanza della fortuna in un gioco di carte;
- l’interazione, anche cattivella, con i compagni di gioco.
Considerazioni Personali / Impressioni
Buona Pesca è un gioco di carte sulla pesca al lago che coinvolge strategia e fortuna. I giocatori competono per collezionare attrezzature e pescare pesci per accumulare punti e raggiungere gli obiettivi delle carte bonus, così ci viene presentato il gioco. Non sono un pescatore e non sono un amante della pesca, ma devo dire che il gioco mi ha conquistato per le sue meccaniche fluide e per le partite sicuramente divertenti.

Coerenza
Il gioco è molto coerente con il tema trattato, tutti gli effetti sono stati studiati per riprodurre un qualcosa che può capitare in una normale giornata di pesca, dalla nassa bucata, ad uno sfortunato temporale, passando per un fish finder alla ricerca dei pesci migliori e per il rumore della radio del vicino che impedisce di pescare. Questo è sicuramente un punto di vantaggio del gioco, soprattutto per chi è affascinato da questo mondo, cosa che personalmente non sono.
La Fortuna del Pescatore
Buona Pesca è un gioco di carte, dove, come si sa, la fortuna può giocare un ruolo importante, e qui ancora di più, giustificato anche dal tema del gioco che si va ad affrontare, perché è indubitabile che ci vada anche un po’ di fortuna perché al tuo amo abbocchi un luccio da 9kg piuttosto che un persico da 2kg. Buona Pesca non fa nulla, giustamente, per mitigare la fortuna che diventa parte integrante del gioco e condizione indispensabile per arrivare alla vittoria.

Interazione
L’interazione tra i giocatori si sente tantissimo, molte delle carte ci fanno ‘fare dispetti’ ai compagni di gioco, e, quasi tutte hanno una carta che possiamo definire scudo che ci evita l’effetto negativo. Sicuramente non adatto ai super permalosi, questo sistema permette di annullare il downtime e rimanere coinvolti in tutti i turni di gioco. Il momento della scelta della carta dal mazzo pesca, inoltre, lascia tutti i giocatori con il fiato sospeso per scoprire cosa siamo riusciti a tirar su con la canna da pesca … e magari anche tentare di rubare proprio quel pesce in uno dei turni successivi.
Scalabilità e Rigiocabilità
La rigiocabilità è buona, c’è un discreto numero di carte pesca, ci sono nove carte bonus con sette bonus prima di far terminare la partita (forse qui si poteva aggiungere qualche carta e lasciarne fuori alcune ad ogni partita), i mazzi A e B dei pesci sono un’ottima idea e ci permettono, più o meno, di avere (quasi) sempre la possibilità di pescare e di ottenere un premio verso una delle carte bonus. Insomma, per essere un gioco di carte la rigiocabilità c’è, poi nulla vieta di avere future espansioni in futuro … magari pescando pesci di acqua salata e non di acqua dolce o con attrezzature differenti o … .
La scalabilità è buona, anche se il gioco si lascia preferire in quattro o cinque giocatori proprio per il discorso interazione appena fatto. In due risulta essere un po’ troppo un botta e risposta, mentre in cinque il bersaglio dei dispetti si può scegliere tra uno spettro più ampio. Inoltre essendo il downtime quasi nullo non si sente il crescere del numero dei giocatori.
Le Carte Bonus
Le carte bonus sono il timer del gioco e su queste si possono fare un paio di osservazioni. La più banale è che se volete velocizzare (o allungare) il gioco basta decidere di raggiungere un numero differente di obiettivi (a noi è capitato anche di volerlo giocare più a lungo). Forse un’idea poteva essere quella si avere un numero di obiettivi proporzionato al numero di giocatori, ma stiamo davvero parlando di raffinatezze. I bonus sono molto interessanti ce ne sono di diversi tipi e il punteggio che regalano a fine partita e proporzionato alla difficoltà nell’ottenerli, particolarmente ‘cattivo’ il distruggere tutta l’attrezzatura di un altro giocatore; mentre assolutamente geniale l’idea del Pescatore Ecologico che ottiene i punti pescando spazzatura … e che in momenti particolari del gioco ci fa quasi pensare di preferire la pesca di una lattina piuttosto che di una bella tinca.

In Conclusione
Buona Pesca è un progetto che sprigiona amore da tutti i pori, curato con professionalità da persone che non si sono ‘improvvisate un mestiere’, ma hanno messo la loro passione per il gioco al servizio dei giocatori, per creare un gioco, rapido, dinamico e divertente che saprà stupirvi quando lo giocherete e coinvolgervi ancora di più se siete amanti della Pesca.
Ho iniziato a scrivere su questo BLOG oramai più di dieci anni fa (che nostalgia la prima recensione e l’interazione con i lettori!), per diffondere la cultura del GdT ed è giocando e recensendo progetti come questo che riscopro l’amore incondizionato per questo mondo.
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