Scritto con grande felicità da
LucaCiglione
Tristerra: la grande Baldoria è un gioco da tavolo a firma Dario Massa per 3-7 giocatori di tipo Party Game. Ma è anche un Gioco di Ruolo ideato da Andrea Cicognini. Ma è anche un vero e proprio mondo nato dalla penna di Fabrizio Fortino e portato a vita con le illustrazioni di Mauro Perini e Alice Pisoni. Tutto questo edito nel 2024 da Dracomaca.
“ll Duca Gianfoca il Nientesimo di Skalogna è prossimo al trapasso. Tradizione vuole che gli aspiranti al trono si sfidino in singolar tenzone per decretare chi, tra loro, sia degno di posare le terga sullo scranno ducale. Che voi siate un coraggioso condottiero, una dama senza scrupoli o solo un pusillanime senza discendenza, mettetevi in gioco per arrischiare il groppone e ricoprirvi di gloria. Se lo core è impavido, ma è lo cervello che vi ammanca, allora preparatevi per la tenzone! Vestite gli scomodi panni di una misteriosa Mangianotte o di un tetro Cacciatorvo, di una selvaggia Mordiossa o di un funambolico Freak e partecipate alla… centoventitreesima Grande Baldoria!”

Nella Scatola
La scatola, di dimensioni contenute e di forma quadrata (20×20 cm), contiene diversi elementi in dettaglio troviamo:
- Un mazzo di 50 carte formato 8×12 cm (formato Dixit) meravigliosamente illustrato.
- Un manuale per il gioco di ruolo.
- Un manuale per il gioco da tavolo.
- Un manuale Cronache di Tristerra che descrive il mondo di gioco.
I tre manuali sono di ottima fattura, con rilegatura a filo refe, illustrati e a colori. Le illustrazioni meritano una menzione speciale: a mio parere, sono spettacolari. Sia nei manuali che, soprattutto, nelle carte, Mauro e Alice riescono a farci innamorare dei personaggi e dei luoghi, rendendoli vividi e facilmente identificabili.
Le carte sono abbastanza resistenti, ma considerato l’uso intensivo che ne verrà fatto durante le varie sfide, potrebbe essere una buona idea valutare di imbustarle per proteggerle e prolungarne la durata.

Tristerra il Gioco da Tavolo
COME SI GIOCA (UN RIASSUNTO DELLE REGOLE)
Per sconfiggere uno dei mostri, che pescheremo casualmente e sveleremo solo al momento opportuno, sarà necessario assoldare nella propria cricca quattro personaggi. Al proprio turno, il giocatore sceglie una delle tre carte visibili, e il narratore legge dal manuale di gioco la sfida corrispondente. Il giocatore che vincerà la sfida assolderà il personaggio, e il gioco procederà in questo modo fino a quando qualcuno avrà le quattro carte minime necessarie per affrontare la battaglia finale.
Una volta che il mostro è stato svelato, chiunque può tentare di affrontarlo, anche se non possiede i quattro personaggi. Tuttavia, avere una cricca completa di quattro personaggi potrebbe aumentare le possibilità di successo contro il mostro e sarà quindi possibile per il giocatore continuare ad assoldare personaggi.
Le sfide presenti nel gioco sono quasi 80 e coprono una vasta gamma di piccoli giochi e attività. Queste includono prove di abilità, costruzione, destrezza e abilità linguistica. Alcune sfide richiederanno di mettersi in gioco fisicamente, altre comporteranno risoluzioni logiche, e altre ancora richiederanno una buona memoria.
Le sfide sono pensate per essere varie e coinvolgenti, garantendo che ogni giocatore trovi qualcosa che si adatti ai propri punti di forza e preferenze. Ad esempio, ci saranno prove che metteranno alla prova la tua destrezza manuale, altre che richiederanno capacità di costruzione, altre ancora che testeranno le tue abilità linguistiche, e alcune che richiederanno acume e memoria.
Senza entrare troppo nei dettagli per non rovinare la sorpresa, possiamo dire che ci saranno prove per ogni gusto, rendendo l’esperienza di gioco dinamica e divertente per tutti i partecipanti.

OPINIONI
Tristerra è sicuramente un party game che punta a soddisfare il maggior numero possibile di tipi di giocatori diversi proponendo sfide variegate. È molto probabile che una sfida non sia nelle vostre corde, ma basterà aspettare qualche minuto per trovarsi di fronte a un’altra completamente diversa.
È possibile giocare a Tristerra semplicemente affrontando le sfide oppure decidendo di leggere sempre le introduzioni di Fabrizio Fortino. Questa seconda opzione rende la partita decisamente più lunga, ma anche più immersiva. Come detto nell’introduzione, per quanto le sfide ideate da Dario Massa siano sicuramente divertenti e coinvolgenti, Tristerra fa dell’ambientazione, della coerenza con la storia e del mondo che ci viene presentato il suo punto forte.
La presenza di 80 diverse sfide, e spesso di ulteriori sottoinsiemi all’interno delle stesse sfide, garantisce a Tristerra una buona longevità. Inoltre, il gioco si presta benissimo a eventuali aggiunte fatte da voi stessi. In questo senso, la presenza di una carta bianca da personalizzare è un chiaro invito a creare le vostre sfide personalizzate, rendendo ogni partita unica e adattabile ai gusti e alle preferenze dei giocatori.
In conclusione, Tristerra offre un’esperienza di gioco dinamica e divertente, adatta a gruppi eterogenei di giocatori. La varietà delle sfide, l’ambientazione curata e la possibilità di personalizzazione garantiscono che ogni partita sia divertente e coinvolgente, mantenendo alta l’attenzione e l’interesse dei partecipanti.

IN QUANTI CI GIOCO
La durata di Tristerra tende a aumentare con l’aumentare del numero di giocatori, poiché è probabile che le carte vengano vinte da diversi partecipanti, evitando così che un solo giocatore accumuli tutte le carte (anche se questa eventualità può comunque verificarsi). Detto ciò, a sorpresa per un party game, trovo che anche con il numero minimo di tre persone il gioco risulti piacevole, soprattutto perché il narratore partecipa spesso alle sfide.
Il numero ideale di giocatori, secondo me, è tra quattro e cinque, poiché permette di avere partite varie senza che la durata diventi eccessiva. Con sei o sette giocatori, c’è il rischio che la partita si prolunghi troppo, ma considerando la struttura del gioco, se le sfide dovessero diventare troppe, il mio suggerimento è semplice: giocate finché vi state divertendo. Se il gruppo è affiatato, non sentirete la fatica del tempo che passa. E se è ora di andare a dormire, potete sempre affrontare il boss in quel momento e concludere comunque l’esperienza con una nota positiva.
In sintesi, Tristerra è flessibile e si adatta bene a diverse dimensioni di gruppo. La chiave è godersi il gioco e adattarlo alle esigenze del momento, assicurandosi che tutti i partecipanti si stiano divertendo.

LE ETA PER GIOCARCI
Sebbene Tristerra riporti un 14+ sulla scatola, credo che questo target sia particolarmente eccessivo. È vero che il mondo di Tristerra è pieno di tracotanza, battute sagaci e doppi sensi, che saranno apprezzati al 100% dagli adulti, ma niente trascende mai nel volgare o nell’estremamente violento. Con tutte le limitazioni che alcuni giochi basati sul linguaggio potrebbero portarsi dietro, ritengo che già a partire dagli 8 anni si possa tranquillamente giocare a Tristerra, rendendolo quindi anche una piacevole esperienza per tutta la famiglia, se lo desiderate.
Il target principale resta comunque il gruppo di amici, dove le battute e i doppi sensi saranno maggiormente apprezzati e contribuiranno a creare un’atmosfera divertente e coinvolgente. Tuttavia, con un po’ di supervisione e adattamento, anche i più giovani possono partecipare e divertirsi, facendo di Tristerra un gioco versatile e adatto a diverse età e situazioni.

Tristerra il gioco di Ruolo
COME SI GIOCA UN RIASSUNTO DELLE REGOLE
Il gioco di ruolo di Tristerra è basato principalmente sulla narrazione, ma presenta alcune meccaniche particolari. Andrea Cicognini ha infatti ideato un sistema che consente a ogni giocatore di impersonare non un singolo personaggio, ma una cricca di due o più personaggi. Questo rende molto semplice l’interazione anche per i giocatori alle prime armi, poiché è possibile creare dinamiche e interazioni interessanti già all’interno della propria cricca.
La meccanica di risoluzione delle prove prevede che il giocatore, per ogni caratteristica dei suoi personaggi coinvolti nella prova, possa mettere in gioco una carta successo. Il master, invece, inserirà carte negative pari alla difficoltà della prova. Il giocatore potrà poi svelarne quante ne desidera, decidendo come risolvere narrativamente le situazioni che emergono.
Nel gioco di ruolo di Tristerra, ci saranno anche le cosiddette “prove marmaglia” nelle quali tutte o gran parte delle cricche parteciperanno alla stessa prova. Queste prove introducono una meccanica simile al blackjack, dove i giocatori pescano carte nel tentativo di avvicinarsi il più possibile a un determinato valore.
Durante una prova marmaglia, un giocatore scelto dal gruppo, pesca carte una alla volta, decidendo strategicamente se continuare a pescare o fermarsi. Questa dinamica aggiunge un elemento di tensione e incertezza. Le prove marmaglia coinvolgono tutti i partecipanti, creando momenti di intensa interazione e tensione tra le cricche.
Inoltre, i personaggi possono subire ferite e, in alcuni casi, la cricca potrebbe addirittura sciogliersi a seguito di eventi nefasti. Questi elementi aggiungono un livello di tensione e realismo al gioco, costringendo i giocatori a prendere decisioni strategiche e a gestire le conseguenze delle loro azioni.
In sintesi, il gioco di ruolo di Tristerra offre un’esperienza narrativa ricca e dinamica, con meccaniche che favoriscono l’interazione e la creatività, rendendolo accessibile e appassionante per giocatori di tutti i livelli di esperienza.

OPINIONI
Giocando a Tristerra nelle mie prime partite, ho avuto sensazioni un po’ contrastanti. Da una parte, sono stato immediatamente rapito dal mondo creato dagli autori e ho trovato davvero semplice immedesimarmi nei personaggi, tanto da affezionarmene dopo ogni singola run.
Non possiamo negarlo, il mondo creato da Fabrizio Fortino e illustrato da Mauro Perini e Alice Pisoni è davvero coinvolgente, e personalmente l’ho amato da subito. La cura nei dettagli, l’atmosfera vivida e le illustrazioni accattivanti hanno contribuito a creare un’esperienza di gioco unica e affascinante. Ogni elemento, dalle ambientazioni ai personaggi, è stato pensato con cura, trasportandoci in un mondo ricco di avventure e misteri da esplorare.
Altro aspetto che ho apprezzato moltissimo è stata la possibilità di avere più personaggi nella mia cricca e di farli interagire tra loro, oltre che con gli altri. Questo rende ancora più facile portarli in gioco e creare dinamiche interessanti e coinvolgenti.
Una ulteriore possibile aggiunta al gioco è quella di gestire gli incontri con i personaggi inframezzando le sfide del gioco da tavolo per poterli reclutare. Un mix tra le due esperienze che da giocatore da tavolo navigato mi è piaciuta ma che potrebbe non convincere i puristi del GDR.
Passando agli aspetti che mi hanno meno convinto, ho trovato le meccaniche basate sulle carte poco entusiasmanti. Mi spiego meglio: difficilmente ho la tentazione di fermarmi nel girarle senza rischiare di andare oltre, perché, tutto sommato, qualsiasi effetto negativo, incluso lo scioglimento della cricca, è facilmente raccontabile e comunque divertente da narrare. In poche parole, il fallimento, a causa del tono del gioco che è goliardico e divertente, non viene percepito come qualcosa di minaccioso, soprattutto nella singola run.
Questo potrebbe ovviamente cambiare durante una campagna, dove gli effetti cumulativi dei fallimenti potrebbero avere un impatto maggiore sulla storia e sui personaggi. Tuttavia, nelle partite singole, la mancanza di una percezione di rischio significativo sembra ridurre l’impatto delle meccaniche basate sulle carte. Ed è un aspetto che sicuramente approfondiremo nella nostra review dettagliata del GDR.

CONCLUSIONI
In conclusione, Tristerra: la Grande Baldoria è un’esperienza ludica unica decisamente innovativa, che unisce il divertimento del gioco da tavolo con l’immaginazione e la narrazione coinvolgente del gioco di ruolo.
La cura e l’attenzione dedicate alla creazione del mondo di Tristerra, sia attraverso l’ambientazione che le splendide illustrazioni, sono evidenti fin dal primo sguardo alla scatola. Ogni elemento, dai personaggi ai luoghi, è ricco di dettagli e storia, trasportandoci in un’avventura avvincente e divertente.
Le regole, sia per il gioco da tavolo che per il gioco di ruolo, sono ben strutturate e accessibili, consentendo a giocatori di ogni livello di esperienza di immergersi facilmente nell’universo di Tristerra. La varietà delle sfide, la possibilità di personalizzazione e la flessibilità nel numero di giocatori rendono questo gioco adatto a diverse situazioni e gusti ludici.
Sebbene alcune meccaniche del GDR non mi abbiano pienamente soddisfatto nelle partite singole, l’esperienza complessiva di Tristerra è incredibilmente divertente e coinvolgente. L’umorismo goliardico, l’interazione tra i personaggi e la possibilità di creare storie uniche rendono ogni partita un’esperienza memorabile.
In definitiva, Tristerra è un’ottima scelta per chiunque cerchi un gioco versatile, coinvolgente e pieno di sorprese. Sicuramente consigliato agli amanti dei Party Game, ma in generale a chi è semplicemente in cerca di un’avventura divertente da condividere con gli amici.
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Ringraziamo Dracomaca per la copia review.
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