Scritto da:
cogo71
Vi avevo parlato diversi anni fa (quando ho intervistato Jacob Fryxelius) di Terraforming Mars: The Dice Game e finalmente oggi posso portarvi la recensione di questo titolo per 1-4 giocatori a partire dai 14 anni di età e una durata delle partite che si assesta sui 45 minuti. L’autore come detto è Jacob Fryxelius accompagnato ancora una volta dal fratello Isaac Fryxelius per le illustrazioni e la grafica.
Terraforming Mars: The Dice Game è arrivato in Italiano grazie alla localizzazione di Ghenos Games (che ringrazio per la copia di review) dopo una fortunata campagna Kickstarter durante la quale oltre 10.000 sostenitori hanno raccolto oltre 444.000 dollari.
Immagino che molti di voi si staranno chiedendo se siamo di fronte ad un’operazione del tipo “cash cow” che punta a sfruttare il successo di cui l’originale Terraforming Mars gode ininterrottamente da quando è uscito nel 2016. Non vi resta che leggere l’articolo fino in fondo per capirlo.

I MATERIALI
All’interno della scatola di Terraforming Mars: The Dice Game troviamo:
- 1 tabellone,
- 8 carte Corporazione,
- 98 carte Progetto,
- 2 carte riassuntive,
- 6 segnalini,
- 43 tessere,
- 8 tessere Milestone,
- 4 tessere giocatore,
- 23 segnalini Jolly,
- 60 dadi,
Nella scatola localizzata da Ghenos Games troviamo anche l’espansione Corporation Era che consta di 48 carte (8 Corporazioni e 40 Progetto) e 3 nuove Milestone.

In generale i materiali hanno una qualità media piuttosto buona. I 60 dadi da sei, opachi con le facce personalizzate e incise, sono piacevoli da maneggiare, anche se gli spigoli vivi non garantiscono un rotolamento ottimale. L’esperienza del gioco originale del franchise ha insegnato, per cui lo spessore del cartone è perfetto, ma probabilmente sarà necessario imbustare le carte (la loro dimensione è 55×77 mm), non tanto perché siano di scarsa qualità (sono telate), piuttosto perché si mescolano e maneggiano spesso e volentieri. Il regolamento stampato su carta spessa e molto piacevole al tatto, è ben fatto e pieno d’esempi e ricorda moltissimo quello di Ares Expedition.
Quanto alla grafica, trovo che sia stato fatto un passo indietro rispetto ad Ares Expedition in merito alle illustrazioni delle carte, che ricordano ahimè, quelle del fratello maggiore, mentre l’iconografia è sufficientemente chiara.
COME SI GIOCA
In questo capitolo cercherò di riassumere preparazione e regole del gioco, rimandando alla lettura del regolamento, per un livello di dettaglio maggiore e faccio presente che è anche possibile accedere ad un tutorial ufficiale (in lingua inglese) attraverso l’app per dispositivi mobili Dized.
Si comincia mettendo il tabellone di gioco al centro del tavolo. Per aggiungere una maggiore varietà alle partite è possibile scegliere tra i due lati del tabellone che raffigurano una differente mappa del pianeta rosso.
I due cubi trasparenti presenti nella scatola, servono per tenere traccia del livello di ossigeno e della temperatura per cui vanno posizionati rispettivamente sullo 0% di ossigeno e sui -32 gradi Celsius di temperatura. Le 7 tessere oceano formeranno una pila sulla casella con il simbolo dell’oceano nel tabellone.

Come ben sanno gli appassionati di Terrafoming Mars, ci sono tre parametri globali di terraformazione: ossigeno, temperatura, e numero di oceani, ma a differenza del gioco originale qui sarà sufficiente completare 2 di questi parametri (raggiungendo la fine del tracciato, o quando si esauriscono le tessere oceano) per considerare completa la terraformazione di Marte e far scattare la fine del gioco.
Ogni volta che farete aumentare l’ossigeno, o la temperatura, o che posizionerete una tessera oceano, guadagnerete due punti vittoria (VP); il giocatore con il maggior numero di VP alla fine del gioco sarà il vincitore.
Si posizionano tutti i dadi a portata di mano accanto al tabellone a formare il pool di dadi comune. I dadi rappresentano le risorse che si spenderanno per giocare le carte ed eseguire le azioni. Sono presenti cinque diversi colori di dadi e ogni dado ha tre diversi simboli che rappresentano le risorse. Ogni dado ha una risorsa comune su tre facce, una risorsa non comune su due facce e una risorsa rara sulla sesta faccia.
Si Mescolano le carte progetto e si posiziona il mazzo a faccia in giù accanto al tabellone di gioco con accanto lo spazio per una pila di scarti. Si mescolano le carte bonus e se ne scelgono casualmente due per ogni giocatore, che vengono piazzate in una pila a faccia in giù accanto al tabellone di gioco. Quando si raggiungono le caselle bonus sul tracciato VP (in corrispondenza dei 5 VP e dei 12 VP, si guadagna una carta bonus. Si selezionano casualmente tre tessere “milestone” e si lanciano tre dadi che vengono posizionati sulle tre caselle ricompense del tabellone. Le “milestone” valgono 4 VP che verranno assegnati al primo giocatore che le raggiunge; sul retro del regolamento si trovano spiegati gli obiettivi di ciascuna “milestone”.

Ogni giocatore pesca cinque carte Progetto che costituiscono la propria mano. Nel corso della partita si giocheranno le carte Progetto per sviluppare le Corporazioni e far avanzare il processo di terraformazione. A proposito di Corporazioni, ciascun giocatore ne sceglierà una tra due pescate casualmente, ma analizziamo più da vicino queste carte.
Ogni Corporazione ha un bonus iniziale mostrato nel riquadro rosso a sinistra. Questo bonus viene guadagnato una volta all’inizio del gioco e include: i gettoni jolly (che possono essere spesi come una qualsiasi risorsa a scelta) risorse specifiche, il simbolo VP con un nastro verde, che indica un aumento immediato di VP. Il bonus di partenza può consentire a un giocatore di piazzare una tessera città sulla mappa Il giocatore che piazza la tessera città guadagna il picco e qualsiasi bonus di piazzamento stampato sull’area.
La produzione delle corporazioni invece è indicata nel riquadro marrone a destra e vale per tutta la durata del gioco: si guadagnano risorse eseguendo un turno di produzione ovvero lanciando il dado del colore specificato. Alcune corporazioni poi forniscono degli sconti ovvero vi consentiranno di pagare una risorsa in meno per giocare una carta.
Prima di illustrare il flusso di gioco è il caso di analizzare le carte Progetto. Queste possono essere di tre tipi diversi evidenziati dai colori verde, rosso e blu. Tutte le carte verdi hanno un riquadro di produzione marrone nell’angolo in alto a destra: ogni volta che sceglierete di produrre guadagnate i dadi indicati. Quando si gioca una carta rossa, gli effetti sulla carta si risolvono immediatamente. Le carte blu invece hanno azioni, sconti o altri effetti disponibili una volta per turno.

I turni si susseguiranno in senso orario e il primo giocatore di turno dovrà cedere una delle sue risorse all’ultimo di turno come compensazione. Al proprio turno ogni giocatore sceglie se produrre o se eseguire le azioni. In qualsiasi momento durante il proprio turno è possibile eseguire un’azione gratuita segnalata da una freccia verde presente su qualsiasi carta blu giocata e non ancora utilizzata, pagando l’eventuale costo.
Produzione
Si prendono fino a 3 dadi dalla propria risorsa attuale e si restituiscono gli altri. Quindi si può scartare un numero qualsiasi di carte dalla propria mano e si ripristina quest’ultima fino ad averne 5. Si prendono i dadi indicati nel riquadro marrone della propria Corporazione, più tutto quanto indicato sulle carte progetto verdi che sono state già giocate. Infine si lanciano tutti i dadi una sola volta (in questo titolo non si rilanciano mai i dadi una seconda volta).
Azioni (1 azione Ausiliaria e 1 azione Principale)
Si esegue per prima cosa una azione Ausiliaria scegliendo tra:
- ottenere e lanciare un dado dalla riserva;
- scartare 1 dado per cambiare la faccia di un altro dado;
- scartare 1 dado e pescare 2 carte.
Inoltre è possibile eseguire un’azione di supporto su una carta blu non ancora utilizzata.
Quindi si esegue un’azione Principale scegliendo tra:
- Giocare una carta dalla mano (dopo averne pagato il costo);
- pagare 3 dadi risorsa calore per un aumento di temperatura;
- pagare 3 dadi risorsa acqua per posizionare una tessera oceano;
- pagare 4 dadi risorsa piante per posizionare una tessera foresta;
- pagare 3 dadi risorsa città per piazzare una tessera città;
- pagare 3 dadi risorsa credito per guadagnare 2 PV;
- eseguire una seconda azione Ausiliaria.
Inoltre è possibile effettuare un’azione Principale su una delle carte blu giocate ma non utilizzate, dopo aver pagato i costi elencati.

Come detto la partita termina quando sono stati completati 2 dei 3 parametri globali; quando questo accade tutti i giocatori svolgono un altro turno prima di procedere con il conteggio dei punti.
La modalità in solitario prevede di terraformare Marte completando tutti e tre i parametri in “soli” 50 turni. Il numero di round potrebbe sembrare esagerato, ma in realtà nei primi tentativi che ho fatto, non sono stati sufficienti. Una volta raggiunta la prima vittoria, il solo rimane sfidante grazie a una tabella punteggi presente nel regolamento, che vi aiuta a valutare le vostre prestazioni.
IMPRESSIONI
Il tabellone di Terraforming Mars: The Dice Game è abbastanza contenuto, ma le carte e i numerosi dadi, necessitano comunque di diverso spazio sul tavolo. Per chi non conosce il franchise, l’impatto visivo del gioco è molto buono, senza far gridare al miracolo, per gli altri la sensazione di déjà-vu è inevitabile.
Per tentare di rispondere alla domanda posta nell’introduzione devo dire che, tolti tema e ambientazione, questo Terraforming Mars: The Dice Game non ha molto in comune con l’originale, almeno a livello puramente meccanico. Ad esempio le carte non hanno requisiti per essere giocate, quindi basta avere le risorse necessarie per pagarle e possono essere calate immediatamente. Inoltre basta raggiungere la fine del tracciato di 2 dei tre parametri legati alla terraformazione per la fine del gioco. Tutto questo rende le partite molto più veloci e abbassa anche la difficoltà complessiva. La costruzione di un motore produttivo è meno spinta a favore di una corsa alle carte bonus e quindi questo modifica drasticamente il feeling che restituiscono i due titoli.

Da grande appassionato ed estimatore del Terrafoming Mars originale, però devo dirvi che giocare a Terraforming Mars: The Dice Game mi diverte tantissimo. Sarà per il brivido che mette lanciare tutti quei dadi, sarà che le partite sono molto diverse tra di loro, sarà che in una serata si riesce a fare anche due partite consecutive, ma lo gioco sempre molto volentieri.
Continuando il raffronto con il capostipite della serie, in Terraforming Mars: The Dice Game le ricompense sono molto più casuali visto che sono rappresentate dai tre dadi lanciati ad inizio partita inoltre il piazzamento sulla mappa è estremamente semplificato: ci sono spazi riservati agli oceani e le città non possono toccarsi. Tutto qui. Questo snellisce davvero il gioco e amplifica lo spettro delle scelte.
Inizialmente la presenza dei dadi e il fatto di non poterli rilanciare, mi ha fatto temere che la fortuna avesse un peso eccessivo nell’economia complessiva del gioco; in realtà qui dovremo essere bravi ad utilizzare le risorse che avremo accumulato dopo il lancio, adattando di volta in volta la strategia: c’è sempre la possibilità di una strada alternativa. Rispetto all’originale, viene meno quella sensazione di crescita e di progressione nel vedere il proprio motore produttivo partire piano, fino a raggiungere la massima potenza sul finire della partita.
Terraforming Mars: The Dice Game gira veloce, prime partite a parte. Qualche difficoltà in più per chi non conosce gli altri titoli della serie: serviranno un paio di partite per familiarizzare con alcuni concetti del gioco, ma anche la spiegazione delle regole è abbastanza agevole nonostante ci siano diverse cose da tenere a mente. Il gioco non è pensato per dei novizi, ma non è nemmeno un cinghiale. La durata, seppur decisamente più contenuta rispetto all’originale, è più vicina ai 60 minuti rispetto ai 45 dichiarati sulla scatola, ma perfettamente adeguata al divertimento e alla piacevolezza che restituiscono le partite.

Ho trovato divertente anche la “corsa” alle carte bonus. Richiede un po’ di pianificazione: puntare subito su un bonus potenzialmente potente, o rimanere fedeli alla costruzione / ottimizzazione del proprio motore?
Al di là della motivazione legata al collezionismo, questa scatola merita un posto nel mio scaffale, o la darò via per fare spazio? Terraforming Mars: The Dice Game rimarrà al suo posto perché ha il pregio di coniugare il lancio dei dadi con il deck building e la costruzione di un motore produttivo in una maniera che non avevo mai visto prima e anche in assenza di spunti veramente originali, ha il grosso pregio di proporre una sfida interessante in un tempo contenuto.
CONSIDERAZIONI FINALI
Terraforming Mars: The Dice Game ha dei buoni materiali anche se alcuni dettagli potevano essere realizzati meglio (ad esempio una scatola con inserti sagomati per i vari componenti). Forse il giudizio può essere influenzato dal fatto che il titolo originale aveva grosse pecche da questo punto di vista e questo fa sì che si valutano i suoi “figli” con una maggiore severità. Nel complesso si tratta di una produzione assolutamente adeguata.
Sicuramente sulle illustrazioni delle carte si poteva fare meglio: certo non siamo al livello del titolo originale (grafica da sussidiario degli anni 70) ma si poteva auspicare di mantenere il livello toccato con Ares Expedition. Per fortuna l’iconografia è chiara e pulita e non compromette l’interpretazione di quanto indicato. Ogni carta poi ha un paio di righe di testo che non rendono il gioco completamente indipendente dalla lingua, ma il alvoro di localizzazione fatto da Ghenos Games è stato impeccabile.
Il regolamento chiaro ed esaustivo è stampato su carta molto buona. La presenza delle schede riassunte poi agevola molto il flusso di gioco soprattutto nelle prime esperienze e una comoda appendice nell’ultima pagina fornisce tutti i dettagli delle Milestone e delle tessere obiettivo.

Terraforming Mars: The Dice Game mi pare che scali molto bene con qualsiasi numero di giocatori al tavolo e anche la durata delle partite non dipende da tale cifra, visto che il fine partita dipende dai parametri di terraformazione, questo al netto di eventuali pensatori seriali che comunque non incidono più di tanto e il downtime è quasi assente.
La rigiocabilità e la variabilità sono molto alte: dadi, carte, ricompense, mailstone, corporazioni, sono tutti parametri randomici quindi è quasi impossibile che una partita ricalchi la precedente e ogni volta si affronteranno sfide differenti. Se non avete mai giocato Terraforming Mars, poi potrete apprezzare anche l’originalità dell’ambientazione, mentre se la terraformazione del pianeta rosso non ha più segreti per voi, di sicuro vi troverete come a casa vostra.
L’interazione è molto limitata e indiretta, ma le sfide saranno abbastanza profonde da appassionare anche i giocatori più esperti anche se si tratta più che altro di un esercizio di ottimizzazione, più che di un’attenta programmazione di una precisa strategia.
Una volta familiarizzato con le meccaniche principali, il gioco risulta fluido e, a tratti, anche elegante, tanto che la velocità delle singole sfide vi invoglierà a fare più partite nella stessa serata. Garantito!

Terraforming Mars: The Dice Game è un titolo che sfrutta un franchise ultra famoso tra i giocatori da tavolo, ma è un gioco con una sua personalità che vi saprà far divertire con sfide avvincenti impreziosite dal brivido dato dal lancio dei dadi, ma senza che la fortuna prenda il sopravvento sulla bravura dei giocatori al tavolo. Un’ esperienza che mi sento di consigliare sia ai fan del titolo originale, sia a chi è alla ricerca di un buon titolo, veloce e coinvolgente.
Come al solito vi ricordo che potete trovare Terraforming Mars: The Dice Game (insieme a molti altri titoli) sullo Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.

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