Scritto da Marco Mengoli il nonwargamer
Come può un gioco all’apparenza “vecchio” gioco come Legion of Honor (seppure sia uscito meno di dieci anni fa); che dice di scalare fino a sei giocatori ma che in realtà risulta spesso in un solitario con scarsissime o nulle interazioni; con un regolamento scritto malissimo, astruso, senza rimandi né ordine; dare un’esperienza tale da essere ancora oggi considerato un unicum nel campo dei giochi di simulazione? Andiamo a scoprirlo!

Legion of Honor è un gioco da tavolo per 1-6 giocatori della Victory Point Games che intende ricreare la vita di un ufficiale francese dell’esercito prima rivoluzionario e poi napoleonico nel periodo che va dal 1792 al post-Waterloo (se riuscirete a sopravvivere così a lungo) attraverso l’uso di carte che simulano eventi personali o storici del periodo. Gli autori sono Richard Kane, che prima di questo gioco aveva fatto solo wargame dedicati alla Rivoluzione americana, e Mike Ruttler; è strutturato per essere giocato fino a 6 giocatori ma dà il meglio di sé con pochi partecipanti, per ridurre i tempi morti, o addirittura in solitario; la durata per una partita completa può variare tra le 4 e le 8 ore, salvo precoci dipartite degli eroici ufficiali. Il gioco è in inglese e non distribuito in Italia ma si può trovare abbastanza facilmente presso i negozi specializzati o sul mercato dell’usato.
Materiali
Il motore del gioco si basa su 200 carte suddivise tra “Duello con la spada”, “Duello con la pistola”, “Eventi (storici) di guarnigione”, carte “di guarnigione”, “Eventi (storici) di campagna”, carte “di campagna” e “Carte combattimento”. È poi presente una plancia per indicare i valori e il grado dei singoli personaggi dei giocatori attraverso delle pedine stile wargame, che può essere sostituite da una scheda su cui indicare i valori (scelta assolutamente consigliata), e alcune tabelle per il riassunto delle regole, l’armata di assegnazione, la sequenza di gioco e per l’utilizzo della regola opzionale del gentil sesso, che permette di avere amanti e moglie/i.

Regolamento
Il regolamento, in inglese, è di 24 pagine più un Playbook di 13 con regole opzionali, regole per il solitario e un esempio di gioco. Si tratta di uno dei regolamenti più confusionari e dispersivi con cui abbia mai dovuto interagire nella mia lunga carriera di giocatore e si consiglia assolutamente di rivolgersi a uno dei supporti (anche in italiano) presenti su BoardgameGeek: LINK!

Il Gioco
Per il suo svolgimento Legion of Honor è stato spesso paragonato con un gioco di ruolo (a mio parere erroneamente) o comunque con un gioco di narrazione mentre chi scrive lo inserirebbe in una categoria a parte, una cosiddetta “simulazione personale storica”di cui è forse l’unico esemplare esistente (se ne conoscete altri ditecelo in fondo nei commenti, vi prego).
Il proprio personaggio è descritto attraverso alcune caratteristiche divise tra quelle relative al proprio servizio come il grado e il rapporto con il proprio diretto superiore; quelle legate agli avanzamenti di carriera, come la gloria, l’esperienza o l’approvazione di Napoleone e quelle più generiche e simili (ma la somiglianza si ferma qui) a quelle di un gioco di ruolo come la capacità schermidoria, la salute, il denaro e il charm, utile soltanto se si applicano le regole opzionali relative al “gentil sesso”.

La carriera
Una volta preparato, il proprio personaggio inizia la sua carriera dal 1792: in ogni anno di attività bisogna vedere in quale armata, tra quelle esistenti storicamente, si prende servizio e in seguito si dovrà controllare, anche in base al giudizio del proprio superiore, se si cambierà assegnazione (magari su nostra richiesta per sfuggire a un comandante draconiano) o si resterà nella stessa. Ogni giocatore deve poi reagire e compiere scelte legate all’estrazione di tre carte guarnigione che descrivono la sua vita nell’esercito al di fuori del campo di battaglia e gli eventi storici cui potrebbe prendere parte (come l’arresto di re Luigi XVI del 13 agosto) e a tre carte di campagna che descrivono le attività belliche cui potrebbe prender parte.
Nel primo anno di gioco soltanto gli appartenenti alle armate del Nord e del Centro potranno prendere parte alla gloriosa battaglia di Valmy del 20 settembre, il primo successo importante dell’esercito rivoluzionario contro gli invasori di Prussia e Sacro Romano Impero (ebbene sì, esisteva ancora!), mentre trovarsi assegnati nell’armata d’Italia, che diverrà protagonista negli anni successivi, avrebbe significato al massimo farsi qualche ronda noiosa.
Gloria e vincitori
Questo sistema prosegue per ogni anno fino alla morte del personaggio giocante (ma esiste comunque una regola opzionale per far entrare un nuovo personaggio durante la partita, in modo da annullare il rischio di “player elimination”, cioè di giocatore che si ritrova senza nulla da fare a metà partita) o fino alla conclusione dell’epopea napoleonica. A quel punto il personaggio che avrà il rango più alto, più gloria, più decorazioni e più soldi sarà il vincitore.

Conclusioni
Molti di voi staranno chiedendosi “Perché prendersi un gioco così?”; se siete alla ricerca di un gioco competitivo, equilibrato, sfidante, vi consiglio di andare a cercare altrove perché rischiate di viverlo come un “pesca la carta buona, fai il tiro di dado giusto” lungo, frustrante e noioso. Ma se vi appassiona il periodo napoleonico e avete amato alla follia “I Duellanti” di Ridley Scott, se volete vivere nei panni di un ufficiale in uno dei rari periodi dove anche un figlio di nessuno poteva far carriera basandosi solo sulle proprie capacità e sulla propria fortuna, se desiderate comprendere come la guerra sia formata da lunghi periodi di scarsa attività e da battaglie subitanee e devastanti il cui risultato del singolo ingranaggio dipende spesso da fattori esterni e casuali, questo è il gioco che fa per voi.
Qui arresterete il sovrano facendo parte dell’esercito della Riserva di stanza a Parigi, verrete denunciati come monarchici da un compagno invidioso, combatterete eroicamente in prima linea o scalpiterete nella riserva alle grandi battaglie e intanto comprenderete come un piccolo ufficiale corso è riuscito, nel corso della sua vita, a lasciare una “simil orma di pié mortale”.
Didattica
Il gioco, se affrontato con curiosità e desiderio di scoperta, ha una valenza didattica straordinaria, sia che si desiderino approfondire gli eventi storici che compaiono che semplicemente “vivendoli” come avrebbe fatto un uomo dell’epoca, e può essere utilizzato anche in ambito di scuola superiore. Chi scrive, per esempio, lo ha usato dividendo la classe in sei gruppi differenti e facendo loro scrivere il diario personale del loro ufficiale, oppure, durante il lockdown, per presentare l’epopea napoleonica in maniera più immersiva. Il risultato di quest’ultimo esperimento può essere ascoltato nella playlist Aspettando il Giannizzero Nero su youtube: LINK!
Quindi cosa aspettate? Lucidate il moschetto, sistemate la divisa e partite per una delle più grandi epopee militari della storia. Napoleone diceva che tutti i soldati francesi portavano nella propria giberna il bastone da maresciallo: con coraggio, fortuna ed esperienza chiunque avrebbe potuto raggiungere la gloria e gli altri ranghi dello straordinario esercito francese; voi potreste essere uno di quelli.
Per chi volesse assistere all’inizio di una partita di Legion of Honor e a una sommaria spiegazione delle regole consiglio questa puntata di Incanta Dado:
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