Scritto mentre superava il Rubicone da:
SigFapos
Para Bellum è un titolo storico che presto vedrà la luce su kickstarter. È stato il titolo più provato al BG Storico durante la Play 2023 a Modena e ci ha incuriosito fin da subito tanto che abbiamo voluto provarlo con calma e approfonditamente
Para Bellum è un titolo nato dal trio Viktor Schaider, Aldo Giannotti e Michele Bertilorenzi. Edito dalla Blind Cyclops Games e attualmente in fase prototipale. È un gioco per 2-4 persone, a partire dai 12 anni e con una durata di 30-45 minuti a partita. Presenta due modalità di gioco principali: 1Vs1 e 2Vs2

Contesto Sorico
“Si vis pacem, para bellum” è con questa locuzione che si apriranno le nostre partite, in quanto il titolo è ambientato tra il 49 e il 15 a.c. durante la guerra civile romana tra Cesare e Pompeo. Le due fazioni si diedero la caccia lungo tutto l’impero fino a quando, in Spagna, i pompeiani furono definitivamente sconfitti. Purtroppo poco più tardi Cesare fu assassinato e dal suo omicidio ebbe origine l’ultima guerra civile romana, quella tra Marco Antonio e Ottaviano, e con essa si decretò la fine della Roma Repubblicana.
Condizioni di Vittoria
Vince chi totalizza più punti vittoria, i quali si ottengono sommando: il valore di tutti i dadi grigi, i dadi rossi associati ai comandati a cavallo e gli obiettivi personali raggiunti.
MATERIALI
Ho giocato usando un prototipo per cui non fate affidamento nè ai colori nè ai materiali che vedete nelle foto. Ci sono diverse cose che gli autori stanno cercando di migliorare come i contrasti grafici e l’iconografia.

COME SI GIOCA
Il gioco si sviluppa in tre fasi: Costruzione dell’armata, Sviluppo Azioni e Pesca.
Costruzione dell’armata: Piazzeremo una carta-esercito per ingrandire le nostre armate andando a costruire quelle che nel gioco vengono definite Legion, Centurion o Big Legion. A seconda delle armate costituite potremo piazzare su esse dei dadi, grigi o rossi, che serviranno da contatori per i punti o come risorse per svolgere le azioni.
Azioni: Le azioni disponibili sono molte ma possiamo farne solo 3 a turno e dipendono anche dalla tipologia di carte a nostra disposizione. Per esempio possiamo aumentare il valore dei dadi oppure possiamo giocare carte Permanenti o Unità Speciali le quali, a loro volta, possono svolgere azioni e interazioni di altro tipo. Se siamo bravi potremo anche creare delle mini-combo per massimizzare le nostre azioni.
Pesca: Peschiamo una carta-esercito da tenere in mano

IL GIOCO
Siamo di fronte ad un tableau building in cui il piazzamento tessere è il mezzo con il quale costruiremo il nostro motore di gioco. Troviamo sapientemente implementata anche la gestione dadi con un pizzico di l’interazione diretta.
Il titolo fa ampio uso di soluzioni per limitare l’alea e presenta un game play che premia chi si adatta meglio alle situazioni che le carte ci porranno davanti. Le carte sono ovviamente il motore del gioco e il loro piazzamento è cruciale per determinare la velocità della partita e la strategia di vittoria. I dadi invece danno una certa profondità strategica soprattutto quando manipolati per svolgere le azioni e interagire con il nemico. Saper bilanciare il piazzamento carte e la manipolazione dadi è fondamentale per raggiungere la vittoria.
Parlare di ergonomia in questo stadio del gioco è ancora prematuro e per stessa ammissione degli autori ci sono difetti grafici che vanno migliorati. Personalmente ho avuto difficoltà solo con i token dei banner avversari che non sempre individuavo sul campo nemico.
Il gioco può alternare momenti di riflessione nel decidere che azioni fare (soprattutto a metà partita) a momenti di vera e propria race game (spesso a fine partita) ma non ho mai trovato un eccessivo downtime in nessuna configurazione di gioco.

L’interazione
È sia diretta che indiretta, ci sono carte che permettono di interagire con il nemico per esempio alterando il valore dei dadi oppure distruggendo carte Permanenti o Unità Speciali. Non c’è un vero e proprio combattimento tra eserciti ma una sorta di atti sabotatori che mirano a rallentare l’avversario. Difendersi dalle azioni del nemico è possibile a patto di trovare apposite carte che permetteranno di fare la contromossa.
CONCLUSIONI
Parliamo di un peso medio, medio-leggero che può essere giocato in due modi: coltivando il proprio orto oppure ostacolando l’avversario. Per quello che ho visto il secondo è senza ombra di dubbio il più appagante e divertente perchè farsi i fatti propri non regala un esperienza vera e completa, è come vedere soltanto metà del gioco.
Un altro aspetto importante del gioco è il fatto di potersi trasformare in un race game. Se le mie prime partite erano concentrate sul prevenire le azioni avversarie e gestire in modo efficiente i dadi, con il tempo ho notato che paga molto piazzare le tessere nel più breve tempo possibile. Nonostante si possa piazzare solo una carta-esercito per turno non è detto che tutti i turni avremo la possibilità di far crescere le truppe. Riuscire a farlo è un buon punto di partenza ma non è una condizione di vittoria certa e proprio per questo aspetto ci sono carte che ho iniziato ad apprezzare con il tempo, come quelle che ti fanno scavare nel mazzo o come quelle che modificano i dadi avversari.
Ci sono varie strategie che uno può adottare durante la partita ma attualmente non ne ho trovata una dominate e questo mi fa pensare che gli autori abbiano fatto un gran lavoro di bilanciamento.

La configurazione ideale
Il titolo da il meglio di in 1Vs1, è una configurazione in cui la durata e l’esperienza di gioco trovano il giusto mix. La modalità 2Vs2 è ben congeniata ed è fatta in modo da dare un’ottima esperienza di gioco ma rischia di esserci un pò troppo downtime a seconda di chi siede con noi al tavolo. È possibile giocare anche in 3 con un giusto compromesso di durata/esperienza.
Per chi è questo gioco
Il gioco è facile da imparare e da spiegare, si adatta a moltissime situazioni e a moltissimi giocatori ma il meglio di se lo da con gli appassionati dell’ambientazione che cercano un qualcosa di leggero e veloce.
Si ringrazia l’editore per aver messo a disposizione il prototipo
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