Fabio (Pinco11)
VIRTU’ – PRIME IMPRESSIONI
Virtù (di Pascal Ribault, edito da Super Meeple e localizzato da Cranio Creations per l’Italia) è uno dei classici esempi di come la lotta per i classici ‘5 minuti’ di celebrità stia diventando, nel mondo dei giochi da tavolo, sempre più feroce, tramontando il periodo di potenziale ‘vendibilità’ di un gioco nell’arco, veramente, di un ‘amen’.
Ne avevo sentito parlare poco verso la fine del 2022, è stato localizzato giusto in primavera e già alle soglie dell’estate è finito nella fascia degli ‘scontati’, contribuendo ciò, paradossalmente, ad aumentare il tamtam di internet che lo riguarda.
L’ambientazione è quella della classica Italia rinascimentale e le logiche di fondo sono quelle della seleazione azioni, mescolata alla guerra su mappa per il controllo di territorio, rendendono quindi un ibrido tra giochi gestionali e di guerra. La difficoltà percepita (BGG) è di 3.95/5, forse lievemente sovrastimata, ma il target è chiaramente solo quello dei gamers.

VIRTU’ IN POCO
Si parte occupando ognuno un territorio di partenza sulla mappa dell’Italia, divisa in diversi staterelli, e ricevendo una scheda giocatore, la quale contiene 5 spazi centrali e 6 sul bordo (dei quali solo 3 attivi all’inizio) per carte azione.
Il gameplay, in estrema sintesi, prevede che al proprio turno il giocatore muova il proprio segnalino dalla carta azione sulla quale si trova per 1-2 spazi (gratuitamente, pagando soldi per i passi extra), eseguendo quindi l’azione concessa dalla carta presente nello spazio che si va ad occupare (o dallo spazio stesso, se vuoto). In aggiunta è possibile ottenere risorse (utili in alcuni casi a svolgere le azioni prescelte) girando sul lato ‘esaurito’ una o più carte presenti sul bordo della propria scheda.
Tra le cose che si possono fare ricordo l’avanzare nel percorso patronage, ottenere denaro, occupare città, iniziare guerre, tramare con le proprie spie, riattivare carte e tessere esaurite, così come tra i vari effetti che si producono nel corso del turno abbiamo anche reclutare truppe, ottenere tessere (grazie alle città) che attribuiscono rendite spendibili e carte personaggio e così via.
Il gioco termina al raggiungimento di una delle condizioni di fine partita, che fa scattare il punteggione finale.

COME SI PRESENTA VIRTU’
I componenti sono mediamente di buon livello, con illustrazioni azzeccate ed evocative sulle carte e componenti in legno sagomati o stampati. Qualche piccola pecca si nota, come la grafica della mappa, che non rende adeguatamente visibili a colpo d’occhio le caratteristiche delle varie regioni, ma si tratta di informazioni che possono essere consultate altrimenti o memorizzate.
L’ambientazione, rinascimentale, è resa dalle scelte grafiche e da qualche elemento cosmetico nel manuale, ma anche dalla presenza di una certa dose di intrigo, tipica dell’epoca.

COME GIRA
Virtù è un titolo che è emerso come abbastanza divisivo, attraendo tanto commenti entusiastici quanto critiche severe e questo è normalmente sinonimo di una buona qualità del prodotto, a patto di rientrare nel suo target, per cui il trucco sta nel comprendere a chi è indirizzato il gioco prima di acquistarlo.
Da riconoscere tra le potenzialità abbiamo una certa creatività nella parte gestionale del gioco (al netto di qualche fronzolo di troppo, come la traccia delle ‘alleanze’), che propone una ruota delle azioni (da soli 5 spicchi), che può essere rielaborata e modificata più volte nel corso della partita, grazie alle carte azioni che si collocano in tali settori. Bella idea e bella implementazione di deck building, considerando anche la possibilità di usare le carte (ponendole sui bordi) come semplici fonti di risorse one shot (riattivabili ad ogni giro della rotella).
Parimenti abbiamo una sezione ‘militare’ abbastanza deterministica, con poche unità e scontri risolti matematicamente, ed una di ‘spionaggio’, che aumenta il coefficiente di interazione ed una potenziale vivacità nello sviluppo delle partite.

PERCHE’ UNA METEORA, ALLORA?
Se ci aggiungiamo che Virtù gode al momento su BGG di un solido 7.6 di voto medio (e mi pare di ricordare che fosse arrivato anche più in alto …), vi chiederete da cosa siano generati i pareri negativi.
La mia risposta è che il gioco è indirizzato, in sostanza, ad una sotto nicchia di gamers, risultando di fatto un ibrido, in quanto dotato di una importante parte gestionale, che è abbinata ad una altrettanto rilevante parte di combattimento. Il problema sta nel fatto che i fan del gestionale ‘spinto’ in genere non gradiscono eccessi di interazione e che chi apprezza il genere dei ‘dudes on the map‘ a sua volta cerca normalmente più vivacità e quantità di cose che si muovono, piuttosto che 5-6 omini per colore su tutta la mappa e pochi segnalini che determinano le sorti delle battaglie.
Per molti, quindi, il Virtù cade fatalmente al metà strada, incontrando il gradimento degli appassionati solo per una parte delle meccaniche che propone. A titolo di esempio il mio gruppo lo ha rapidamente cassato, in quanto troppo interattivo, così come è risultato di struttura troppo ‘pesante’ per chi gradisce di più le guerre.
Alla fine la possibile somma tra un Trono di Spade ed un Mac Gerdts può essere una sorta di piatto dolce salato, che solo alcuni palati apprezzano.

CONCLUSIONI
Virtù è un cinghiale curato e solido, che prova ad abbinare una interessante parte gestionale, incentrata su una bella lettura di un concetto di rondel building, con una sezione dedicata alla guerra ed all’intrigo. Probabilmente imperdibile per chi apprezzi entrambi i generi e cerchi un anello di congiunzione tra di essi, meno appetibile per chi prediliga invece gusti più netti e meno speziati.
Ricordo che il gioco è disponibile anche nel negozio online Egyp.it

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