Scritto insieme agli amici LucaCiglione e Max
simarillon (Davide)
Brain Freeze è la nuova linea di prodotti Clementoni con cui mettere alla prova il proprio cervello. Gioco da 1 a 4 giocatori con quasi cinquanta schemi a difficoltà crescente da risolvere in una gara di velocità tra i partecipanti alla sfida.
I Materiali
Le scatole sono particolari e, sicuramente, ad effetto. Ne descrivo una per descriverle tutte ed una foto rende l’idea miglio delle parole. Hanno un ‘bottone a chiusura’, sono trasparenti sul lato e la parte anteriore della scatola scende quasi fosse un ponte levatoio, rivelando in contenuto della scatola al cui interno troviamo:
- Sedici cubi, divisi in gruppi da quattro, in base al pallino colorato presente su una delle sei facce del cubo;
- Quarantotto carte prova con tre livelli di difficoltà crescenti.
I cubi hanno buone dimensioni e in generale i materiali risultano gradevoli e, sicuramente, promossi. Il manuale di gioco contiene anche le soluzioni ad ognuno dei quesiti, che sono, comodamente consultabili da dispositivi mobili tramite QR-code. E poi la scatola è bella e scenografica. Materiali promossi!

Il gioco … ovvero eccovi le regole
Viene assegnato ad ogni giocatore il set di cubi opportuno; si prepara il mazzo di carte prova secondo le proprie esigenze e si è pronti a giocare.
Brain Frezze è molto lineare, almeno nella sua modalità di gioco standard. Si gira una carta sfide ed ognuno dei partecipanti al gioco prova a risolvere la carta nel minor tempo possibile. Se la soluzione è corretta si prenderà la carta, altrimenti si andrà avanti con gli altri giocatori fino a quando troveranno la soluzione corretta. Ogni carta varrà i punti del livello di difficoltà e chi avrà totalizzato più punti sarà il vincitore. Il regolamento propone, poi alcune piccole varianti di gioco per diversificare un pochetto le partite.
La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “il cervello: se lo coltivi funziona. Se lo lasci andare e lo metti in pensione si indebolisce. La sua plasticità è formidabile. Per questo bisogna continuare a pensare”, dall’indimenticabile Rita Levi Montalcini.
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a Brain Freeze … in tutte le sue forme:
- l’importanza del ragionare;
- a non sottovalutare mai la complessità di un gioco;
- a crescere nella difficoltà del gioco, con tre differenti livelli di accesso al gioco, con tre scatole differenti.

Le nostre Impressioni
Brain Freeze 1 by Max
Il livello più semplice di questa collana di giochi rompicapo è dedicato a bambini, famiglie e a chi cerca un
passatempo non troppo complicato ma comunque sfizioso. Il mio primo approccio con Brain Freeze è stato inficiato da una certa diffidenza e snobismo, mea culpa lo ammetto. Non capivo bene come potesse risultare stimolante per un giocatore ricomporre figure semplici con quattro cubi. Quando ho iniziato a
prendere sonore scoppole da mio figlio di sei anni, più veloce di me nel notare le caratteristiche delle gemme, mi sono ricreduto.
Le regole sono immediate e in un paio di minuti si è pronti a giocare: si distribuiscono a ogni giocatore quattro cubi con una porzione di gemma su ogni lato. Poi si compone il mazzo di carte da cui si pescherà l’immagine che si deve riprodurre con i cubi. Le carte sono di tre livelli di difficoltà crescente. Si girano le carte una per volta e il primo giocatore che riesce a ricomporre correttamente lo schema
deve dire Freeze, se ha fatto tutto nel modo giusto prende la carta come ricompensa. Terminato il mazzo di pesca chi ha più carte gemma è il vincitore.
Il primo step di Brain Freeze non presenta particolari complessità nelle immagini, sono delle gemme di diversi colori con differenze nella loro composizione (spigoli o smussature). Tuttavia è necessaria una certa concentrazione e velocità nel ruotare i cubi a disposizione per ricomporre l’immagine nel modo esatto. Ovviamente i task di questo primo livello non sono nulla di impossibile, ma risultano già sfidanti per giocatori occasionali e sono assolutamente perfetti per i bambini della scuola primaria.

Brain Freeze 3 by Simarillon
Il terzo livello di Brain Freeze è davvero molto interessante; propone delle sfide non di semplice soluzione, anzi alcune le ultime sfide di questo puzzle game sono davvero difficili. Un aspetto di sicuro interesse è che il gioco è ‘esperienziale’, ovvero, durante la sfida muoveremo ruoteremo velocemente i nostri cubi alla ricerca della combinazione corretta, così che tutti i giocatori si sentono immediatamente coinvolti ed entrano in sintonia con il gioco. Proprio questa sua caratteristica mi porta ad un’altra riflessione: se si fanno molte partite di seguito (o in un arco di tempo ristretto) sarà possibile che il fattore memoria/conoscenza delle facce possa essere un vantaggio per arrivare in minor tempo alla soluzione, facendo delle riflessioni pregresse su quale sia la strada migliore per arrivare al numero di frutti desiderato. Durante la partita non ci sarà una interazione con gli altri giocatori, se non nel cercare di essere i più veloci a risolvere la carta. I cubi tutti uguali portano ad avere sempre le stesse possibilità di risolvere una sfida, e qualcuno potrebbe essere tentato di sbirciare … ma la concitazione del gioco e il fatto che non ci sia la certezza che i nostri avversari stiano perseguendo la strada corretta fa sì che questa tentazione si cancelli immediatamente.
In Conclusione
Ho avuto il piacere e la fortuna di provare tutti e tre i titoli. Ognuno ha un suo perché nel target di riferimento. Se ne dovessi scegliere uno da suggerire direi Brain Freeze 2, il giusto compromesso tra difficoltà e divertimento, con una sfida che si può adeguare ad un maggior numero di possibili fruitori. Brain Freeze 1 è perfetto per la nostra rubrica _nonsolograndi, ma mi sempre un po’ fuoritema rispetto alle premesse con cui si presenta il gioco, dal momento che ci sono livelli tanto (troppo?) semplici. Similmente le sfide più avanzate del gioco posso essere un po’ frustranti per giocatori non determinati; che potrebbero abbandonarle (ci è successo) o comunque risolverle in un tempo troppo lungo rispetto a divertimento ed esperienza di gioco.
Brain Freeze 2 (LucaCiglione)

Il secondo livello di Brain Freeze si concentra sulla visualizzazione spaziale. Le carte obiettivo mostrano una serie di fiori e il nostro compito è quello di creare un unico percorso che includa tutti i fiori, stando attenti a mantenere allineati i connettori verdi che collegano i fiori e creando un percorso chiuso.
All’inizio, il gioco può sembrare piuttosto impegnativo, ma una volta compreso che è necessario individuare i fiori posizionati ai due vertici, diventa più rapido cercare le facce corrette dei cubi.
I tre livelli di sfida sono adeguati per acquisire familiarità con il gioco e mettersi alla prova con complessità crescente, creando un percorso di difficoltà progressiva che risulta ben bilanciato e coinvolgente.
Brain Freeze è stata sicuramente una piacevole sorpresa e si rivela un gioco divertente e stimolante sia per i bambini che per gli adulti. Anche i bambini delle scuole elementari saranno in grado di padroneggiare il gioco in breve tempo.
Una delle caratteristiche interessanti di Brain Freeze è che non ha una durata predefinita. È possibile scegliere il numero di carte da giocare e la durata della partita, il che consente di lavorare gradualmente sull’attenzione focalizzata, soprattutto con i bambini. Inoltre, il gioco stimola diverse funzioni esecutive, come l’inibizione della risposta (poiché non è detto che il primo fiore che si trova sia quello corretto), la flessibilità nel cambiare i cubi selezionati e infine l’autoregolazione emotiva, che potrebbe impedirci di raggiungere il risultato desiderato.
Per tutti questi motivi, Brain Freeze offre non solo un’esperienza di gioco divertente, ma è anche uno strumento prezioso per sviluppare e potenziare queste abilità. In conclusione, devo ammettere che Brain Freeze è stata davvero una piacevole sorpresa e apprezzo la sua utilità educativa.
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