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Siamo a capo di una multinazionale petrolifera, senza alcun potere nelle regioni di estrazione, per cui saremo costretti a intraprendere azioni al di fuori dell’etica e dai risvolti ignobili, come corruzione, contrabbando e uso di armi per guadagnare e mantenere il controllo dell’oro nero.
Peak Oil Profiteer è un gioco per 1-5 giocatori di Tobia Gohrbandt e Heiko Gunther dalla durata di circa 60 minuti, in Italia grazie a Giochix.
COMPONENTI
Aprendo la scatola spiccano le fiches da poker per i leader delle fazioni e le banconote realistiche e in carta vergata. Il tabellone è abbastanza ampio e spesso, è a doppia faccia e rappresenta due aree geografiche non definite suddivise in varie regioni, con il tracciato di ogni fazione e i corrispettivi indicatori di costo/guadagno per le varie azioni. Completano la dotazione le carte contingenza e le carte azione per ogni giocatore nonché i segnalini in legno serigrafato delle trivelle e svariati cubetti.

Le illustrazioni sono asciutte e ricalcano l’ambientazione, ma sono dotate di un’iconografia chiara che aiuterà durante l’assimilazione del regolamento. I materiali sono di buona fattura anche se non li trovo particolarmente di effetto, ma adatti allo scopo.
COME SI GIOCA
Al centro si posiziona il tabellone che rappresenta l’area geografica suddivisa in diverse regioni, tre delle quali ospitano gli indicatori fazione corrispondenti, il segnalino corruzione che funge da timer per la partita e viene creato il mazzo contingenza. Si dispone il mazzo ricatto e, infine, ogni giocatore riceve 5 carte azione, 2 indicatori di perforazione e un leader di fazione.

All’inizio di ogni round, si rivela una carta del mazzo contingenza, saranno eventi, che molto probabilmente modificheranno le regole per il round corrente o consulenti da assumere da un singolo giocatore per abilità speciali.
Contemporaneamente tutti i giocatori selezionano una carta azione dal proprio mazzo e la posizionano coperta; tutti hanno le stesse carte numerate da 1 a 5, disponibili per ogni round.

Azioni
Vengono quindi risolte le azioni corrispondenti in ordine numerico, in particolare:
- networking consente di pescare una carta ricatto e di ottenere il controllo di un leader di fazione;
- vendere armi a una fazione solo se si controlla almeno uno dei suoi leader. Si guadagna una quantità di denaro e viene posizionata una nuova truppa sul tabellone, dalla quale può scaturire anche uno scontro;
- acquistare i diritti di trivellazione da una fazione, solo se si controlla almeno uno dei suoi leader. Si pagano i diritti e si aggiunge una trivella sulla regione che la può ospitare;
- vendere petrolio, se si hanno i diritti di trivellazione. Si perde la trivella nella regione e si guadagna il denaro corrispondente;
- contingenza, consente di assumere un consulente o eseguire un’azione specifica a seguito di un evento.
La quantità di denaro che si paga/guadagna per ciascuna delle azioni è regolata dal tracciato delle fazioni.

All’inizio del proprio turno, prima di eseguire l’azione scelta, si può scartare un leader religioso per ottenerne il controllo di un altro della stessa fazione oppure se ne può ricattare uno per averne il controllo giocando una carta ricatto, se fosse già controllato da un avversario, si pagherà una quota pure al giocatore.
In base ai leader che si hanno, si avranno delle agevolazioni: il politico fornisce diritti di perforazione gratuiti, il militare permette di intercettare le consegne di petrolio degli avversari, mentre il religioso può prendere il posto di un altro leader della stessa fazione.
Se, alla fine di un round, il tracciato della corruzione ha raggiunto il 100%, la partita termina. I giocatori contano i loro soldi e il giocatore con i guadagni più alti è il vincitore.
CONSIDERAZIONI
Peak Oil Profiteer è un gioco economico di maggioranza/movimento area, costruzione reti e selezione di azioni simultanee in cui i giocatori, nel ruolo di società petrolifere, competono per arricchirsi prima che la corruzione prenda il sopravvento, in un paese ricco di petrolio. Nonostante il tema atipico e non semplice da affrontare, mi hanno da subito incuriosito le differenti meccaniche che ho trovato ben amalgamate e strettamente correlate.

Un ruolo rilevante lo svolge la valutazione del tracciato, un aspetto che mi ha davvero colpita, dato che offre differenti opportunità in base al momento; i costi variano a seconda delle posizioni delle fazioni e possono essere manipolati da tutti i giocatori e influire su ognuno, creando un’interazione molto interessante e piena di colpi bassi. Ad esempio, il prezzo delle armi diminuisce man mano che le fazioni ottengono più truppe sul tabellone, il che significa che i giocatori non guadagneranno tanto vendendo a una fazione con molte truppe in gioco.
La sfida parte un po’ in sordina, con il rischio che tutti scelgano la stessa azione durante i primi round, ma questo aspetto svanisce rapidamente, lasciando spazio a un titolo dinamico e fluido, anche grazie agli eventi e ai consulenti disponibili.

La selezione simultanea delle azioni e la loro risoluzione in ordine numerico, provoca incertezza e costringe i giocatori a doversi adattare rapidamente, perché non sempre si riuscirà ad eseguire quello che avevamo pianificato, potrà capitare, che le azioni di un avversario abbiano un effetto a catena che si ripercuote anche sulla nostra. Per esempio l’inserimento di una nuova truppa sul tabellone, potrebbe farci guadagnare meno monete o la corruzione del capo militare dal porto dove stiamo per vendere il petrolio, potrebbe provocare un furto.
Questi cambiamenti repentini di potere che possono avvenire pure nello stesso round, rendono la sfida davvero interessante e elettrizzante, sopratutto per chi predilige i giochi tattici, meno piacevoli, invece, per chi ama la pianificazione a lungo termine.

Una buona sequenza di azioni permette di guadagnare denaro abbastanza frequentemente, è importante vendere il più spesso possibile avendo cura che le fazioni giuste controllino il porto.
Cercheremo, infatti, costantemente di controllare i leader idonei per ottimizzare le azioni, non solo per usufruire delle loro agevolazioni, ma anche per eseguire principalmente la vendita di armi e l’acquisizione dei diritti di trivellazione. Il meccanismo per controllarli è semplice, può avvenire attraverso le carte ricatto o corrompendoli direttamente, anche se c’è il rischio di pagare il doppio se controllato da un avversario o di un’ulteriore carta ricatto che ne bloccherebbe il conseguimento.

In quanto a scalabilità questo titolo dà il meglio in più giocatori, la configurazione che ho preferito è dai 4 in su. In 3 l’interazione risulta accettabile, mentre in 2 si perde.
Il regolamento è chiaro e dotato di diversi esempi, la curva di apprendimento non è ripida, ma l’assorbimento di tutte le regole richiederà almeno una partita di rodaggio, anche se rimane comunque un gestionale di peso medio, non proprio da intavolare con i neofiti ma approcciabile da chi ha già esperienza e cerca un pò di profondità.
La rigiocabilità è buona grazie alla plancia doppia, alla particolarità delle carte contingenza e alle diverse varianti offerte.

CONCLUSIONE
Peak oil profiteer è un gioco economico di peso medio, con un tema atipico e non semplice da affrontare visto che intraprenderemo azioni al di fuori dell’etica per guadagnare e mantenere il controllo del petrolio. Vanta differenti meccaniche ben amalgamate e strettamente correlate, riuscendo a rendere le sfide interessanti e interattive soprattutto per chi predilige i giochi tattici. La scalabilità è il suo punto dolente, la configurazione migliore è per 4-5 giocatori, altrimenti l’interazione è quasi assente.
OBIETTIVI LUDICI
Con questo paragrafetto in coda alle mie recensioni unisco le mie 2 grandi passioni: fotografia e giochi da tavolo.

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