Falsi Attori, party game della Ludic in cui i giocatori dovranno frequentare la scuola di teatro più folle del mondo. Non si dovrà indovinare cosa gli altri giocatori stiano mimando, ma capire se abbiano idea di cosa stanno facendo! Il gioco è opera di Dario Massa e si può giocare da tre a sei giocatori, a partire dagli 8 anni, in partite di trenta minuti circa.
I Materiali
La scatola di Falsi Attori contiene:
- trenta schede-copione divise in sei colori differenti;
- sei carte Guess in cartonato cancellabile molto spesso;
- una plancia spinner;
- una plancia voto in cartonato cancellabile molto spesso;
- una scheda segnapunti in cartonato cancellabile molto spesso;
- un pennarello cancellabile.
Ottimo! I materiali sono sicuramente promossi con la super curiosità di avere il regolamento stampato anche questo sul cartonato spesso, come per (quasi) tutti gli altri componenti del gioco e anche il pennarello è di una buona qualità.
Qui trovate regole e un breve video esplicativo.

Il gioco … ovvero eccovi le regole
Distribuite le carte copione ad ogni giocatore, ognuno a turno sarà il giudice. Si gira lo spinner e si trova la parola da mimare ma qui c’è la particolarità del gioco, ovvero su ogni scheda alcune posizioni sono vuote, quindi alcuni giocatori non avranno idea di cosa dovranno mimare! Un giocatore che ha letto cosa deve mimare sarà un Mimo, uno che invece non ha letto nulla sarà un Impostore. I giocatori, tutti insieme, mimano per 15 secondi e il giudice dovrà riconoscere chi ha mimato e chi ha provato ad imbrogliare.
Il Punteggio
Scaduto il tempo, il Giudice potrà votare utilizzando le carte Guess, mettendole nello spazio corrispondente a ciascun giocatore sulla plancia voto: l’omino bianco di ogni carta Guess identifica un Mimo, quello nero identifica un Impostore. Per ogni ruolo indovinato, il Giudice otterrà 1 punto. Ogni Mimo ottiene 2 punti se viene indicato come Mimo. Ogni Impostore ottiene 2 punti se viene indicato come Mimo (è riuscito a mistificare la sua ciarlataneria!). A questo punto il ruolo di Giudice passa ad un altro giocatore. La partita finisce dopo che tutti i giocatori sono stati Giudice per due volte ed il giocatore che ha più punti è il vincitore.

La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “un attore perfettamente sano è un paradosso”, dal grandissimo Vittorio Gassman.
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare a Falsi Attori:
- a provare ad imbrogliare;
- che il mimo è davvero super coinvolgente e divertente;
- l’intelligenza corporeo-cinestetica (questa l’ho copiata dal sito della Ludic, lo ammetto!);
- che nei party games l’aspetto più importante è sempre il divertimento e non il punteggio.
Considerazioni Personali / Impressioni
Divertentissimo! Anzi no divertentissimissimo! Un Party Game deve far divertire i giocatori e deve far dimenticare che c’è una lavagnetta con il punteggio e Falsi Attori lo fa davvero alla perfezione. Secondo compito ancora più importante di un party game è quello di far divertire chi lo sta giocando e, ve lo assicuro, anche questo lo fa alla perfezione; coinvolgendo i mimi in risate ripetute tra ogni manche, con la sensazione che stiamo davvero giocando ad un qualcosa di diverso e coinvolgente. I no di chi non vuole giocare più di una volta si sono trasformati in: ”dai facciamo ancora una manche”.
Mimo o Falso Attore
La parte sicuramente più divertente è quella dei primi secondi di gioco di ogni manche, quando i mimi dovranno essere rapidi a far capire di essere dei veri attori e, invece, i falsi attori dovranno essere bravi (e fortunati) nel capire cosa si sta mimando e chi sta mimando realmente quello che ha letto e il giudice, dalla primissima impressione, dovrà farsi un’idea del tutto. Pochi secondi coinvolgenti, partono poi i mimi più assurdi (ho visto cose inimmaginabili) e poi dopo il giudizio le pazze risate a cercare di capire perché i vari mimi (compresi di falsi attori) hanno mimato in un certo modo qualcosa … il pappagallo dell’infermiere e la flebo che viene scambiata per lampadina ci fanno ancora ridere al solo pensarci. Non ritengo il punteggio significativo quando gioco ad un party game, ma, facendo parte del gioco, devo dire che si potevano sicuramente assegnare due punti ad un falso mimo identificato come attore … è molto più difficile imbrogliare, che mimare un qualcosa che si sa!

Cosa avrei migliorato
Chi mi legge da tanto tempo sa che le scatole che amo di più sono anche quelle dove maggiormente mi sento di evidenziare i difettucci da limare. Il primo, e più significativo, è nella distribuzione delle parole sulle schede copione. Non ha molto senso che un intero colore non abbia parole scritte per righe piuttosto che per colonne; se si gioca con un minimo di costanza, sarà facile ricordarsi che le carte copione blu non hanno le parole sulle colonne pari (ad esempio). Non sono un matematico, ma c’era sicuramente modo di distribuire le parole (o l’assenza delle stesse) in modo migliore sulle varie schede. Altra cosa sicuramente fattibile era aumentare il numero di giocatori ad 8, si poteva facilmente fare e non avrebbe spostato nulla del gioco, aumentare fino a otto giocatori non cambiava né le dinamiche di gioco né il flavour del gioco stesso e avrebbe permesso di giocarci in un numero maggiore, che per i party game è sempre un plus … poi niente vieta di farsi delle schede da soli, ma questo è un altro discorso.

In Conclusione
Imbrogliare è sempre particolare e divertente (ne abbiamo una bella esperienza con La Tarma Imbrogliona) quindi il fatto di cercare di fregare il giudice dà una perversa soddisfazione, soprattutto quando è il gioco a chiedercelo. Poi sapere di averla fatta franca è particolarmente gratificante e ci saranno simpatici sfottò al giudice che non è riuscito a trovare il truffaldino.
Trovo Falsi Attori un Party Game super divertente e super coinvolgente (e non solo io i miei compagni di gioco spesso mi hanno chiesto di comprargli il gioco o mi hanno chiesto dove potevano comprarlo!) che in una mezz’ora scarsa regala divertimento a tutti i partecipanti; c’è qualche cosetta da limare, non siamo a livelli di perfezione, ma davvero è insieme ad Ensemble il gioco più divertente nella sua categoria che ho giocato quest’anno (tra quelli che non avevo ancora mai provato).
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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