Fabio (Pinco11)
FINDORFF – PRIME IMPRESSIONI
Eccoci a parlare di un una delle due novità proposte quest’anno dalla 2F Spiele, ossia la casa editrice del noto autore tedesco Friedman Friese (anche noto come ‘testa verde’ per il colore dei capelli).
Findorff è un gestionalino di peso medio (la difficoltà stimata è a 2.75/5 su BGG) ambientato nell’omonimo distretto di Brema che ha dato i natali all’autore ed i partecipanti (1-5. 12+, 55′-75′, indipendente dalla lingua) sono chiamati a costruirne i principali edifici storici. Le meccaniche sono quelle della raccolta e gestione risorse e della ‘corsa’ tra giocatori.

FINDORFF IN POCO
Al centro del tavolo si colloca il tabellone, che idealmente riproduce Findorff, sul quale si identificano numerosi spazi che ospiteranno le due tratte ferroviarie, una quantità di spazi circolari destinati ad accogliere i segnalini degli edifici ed alti quadrati, per le casette degli abitanti.
Lo sviluppo del turno è piuttosto lineare, visto che ogni giocatore può compiere una delle sole quattro azioni disponibili, che variano tra il Comprare (potenziamenti per le azioni, tessere produttive o costruire edifici), Assumere Lavoratori, Utilizzare Lavoratori e Vendere (risorse per denaro e/o per costruire casette).

Ci sono poi diverse peculiarità, tra le quali spicca il concetto che non c’è in realtà una scelta del tutto libera delle azioni, nel senso che esse possono essere pensate come i quattro spicchi di una ideale ‘ruota’ e ad ogni turno è possibile muoversi solo di tre caselle (quindi non puoi rifare la stessa azione) e ad ogni giro completato ha luogo una fare di ‘burocrazia’, nella quale si ricevono rendite dalle case, si perde un omino ed in automatico procede la costruzione della ferrovia, che funge da timer di fine partita.
La vendita di una delle risorse, la torba, è poi gestita da un ‘mercato’ che si regola in base alle vendite ed alla costruzione della ferrovia.
Il fulcro del gioco, comunque, verte sulla costruzione delle carte edificio (ogni giocatore ne riceve alcune, mentre altre restano disponibili sul ‘mercato’), fungendo tutto il resto, come lo stesso autore ha spiegato, da mero ‘tiebreaker’ (qui il link al sito della casa, dove trovate il manuale).

COME SI PRESENTA IL TUTTO
Diciamo che quell’aspetto, da diversi anni, è uno dei marchi produttivi della 2F Spiele, che propone, come filo conduttore tra tutte le sue uscite, la medesima cornicetta verde e le medesime tinte pastellate. Se siete alla ricerca di qualcosa di diverso da ciò che avete visto da qualche lustro, lasciate perdere. Se ne siete amanti, sarete felici. Punto.
Il tabellone, piuttosto generoso, risulta alla fine anche quasi sovrabbondante, visto che le casette servono solo come promemoria di quante ne avete piazzate e la traccia del treno funge solo da timer. Non essendoci nessun elemento di controllo territorio o sottogioco su di esso, una produzione più spartana poteva addirittura farne a meno. Gli stessi dischetti che riproducono gli edifici sono solo ornamentali, per cui direi che i materiali hanno in larga parte una veste ‘scenica’. Per il resto apprezzabile, per i fan storici del genere, è il persistente uso del legno per i componenti, che fa tanto german d’antan.

Nell’insieme, onestamente, non è che la componentistica sia tanto al passo con i tempi, ma può essere gradita a chi ama i ‘classici’ (un poco come girare oggi un film in bianco e nero, ma forse esagero ..) 🙂
L’ambientazione è in qualche modo sentita, per lo sforzo compiuto di dare riferimenti alla cittadina di origine compiuti dall’autore. Non essendo Findorff, però, esattamente un crocevia di turismo, qualcosa può andare perduta all’osservatore casuale ..
COME GIRA FINDORFF
Vado al succo per dire che ho apprezzato il gioco, che ha l’indubbio pregio di proporre la sfida di saper ‘leggere’, costruire e sfruttare al meglio un ‘motorino’ produttivo incentrato sul giusto ‘timing’ di potenziamento e svolgimenti di solo 4 azioni.
La cosa è collegata alla costruzione, poi, delle sole 25 strutture che arricchiranno la città, ma qui non ci si perde tanto in millemila giochini o fronzoli, perchè ci si concentra giusto sull’essenziale, tenendo poi il tempo di gioco poco sopra l’oretta / 90′ (dipende, poi, dai tempi di riflessione dei presenti e dalle partite alle spalle), per cui sotto questo aspetto il tutto restituisce quel coefficiente di freschezza che le meccaniche, prese singolarmente, non parevano avere. Un piatto, quindi, classico, proposto con ingredienti standard, ma allo stesso tempo gradevole al palato, un poco come una lasagna ‘ripulita’ ed alleggerita da troppi condimenti, ma comunque dotata di un gusto deciso, grazie magari all’ingrediente aggiuntivo giusto (una lasagnetta al radicchio rosso?).
IL MOTORE CHE INGRANA
Descrivo le sensazioni che il gioco restituisce, dicendo che il tutto parte, indubbiamente, lentino e sembra, per certi versi, mezzo ‘uguale’ per tutti, perchè le prime mosse sono un poco ‘telefonate’, tendendo i giocatori a ricalcare nei primi giri le rispettive orme. Parti così con il potenziare le azioni e prelevare qualche tessera produttiva, poi cominci a popolare la tua area personale con abbastanza lavoratori, che fai poi lavorare, per chiudere con una fase di vendita, per rimpinguare le casse.
Vai piano e cerchi di non saltare troppe azioni, impaurito dalla perdita di un omino tipica di ogni ‘giro’ della ideale ruota delle azioni (che visivamente ruota non è , perchè è proposta sotto la forma di un ‘elenco’, ma che penso come tale, abituato alle rotelle di Mac Gerdts).
Poi inizi a dover fare delle scelte ed inevitabilmente, quasi da un turno all’altro, la tua macchina, come la classica ‘soapbox car‘ lanciata da una collina, prende l’abbrivio ed in un paio di giri ti ritrovi improvvisamente a chiudere.
A livello pratico i punti attribuiti per ogni edificio costruito sono talmente tanti che nel 95% dei casi vince chi ne costruiti di più, per cui anche qui la semplificazione è notevole, visto che tende a vincere chi ha comprato più carte e stop.

PARAMETRI VARI di FINDORFF
Lo stesso autore in un thread di BGG ha detto di aver pensato il gioco per il multigiocatore, aggiungendo poi che i tester lo hanno trovato divertente anche per due. Diciamo, quindi, che a occhio e croce il mutigiocatore è preferibile ..
Quanto alla rigiocabilità è garantita dalla diversa uscita delle carte in mano, che spinge a variare un attimo le tattiche da partita a partita. Mi resta qualche perplessità sulla varietà, considerando che gli add-on acquistabili non sono tantissimi, per cui a volte si sarà costretti a prendere ciò che è rimasto sul mercato.
L’interazione, infine, non è diretta, ma la natura di ‘corsa’ del gioco fa sentire eccome l’altrui presenza.
IL MIO PERSONALE CARTELLINO DI FINDORFF
Premetto che non sono mai stato un grande fan dell’uomo dai capelli verdi, però riconosco che in diversi dei suoi giochi sono proposte delle interessanti sfide gestionali. Qui si sente l’influenza del suo capolavoro (Alta Tensione), grazie alle carte edificio, che ricordano da lontano le centrali elettriche, ma nel contempo il tutto è proposto con quel coefficiente di semplificazione che rende il gioco più fruibile e rapido, senza impantanarsi troppo, come per certi aspetti accadeva con Fayium, bello, ma un filo ripetitivo.
Nel contempo mi lasciano poco entusiasta la grafica, che oramai è “un pelo” superata, nonchè il prezzo, che viaggia allegro sopra i 50 euro, per un prodotto che di soddisfazione visiva non ne restituisce tantissima.
CONCLUSIONE
Findorff è un valido gestionale made in Friese (land) connotato da un set di regole piuttosto lineare ed un ventaglio di scelte abbastanza ridotto da non appensantire il gameplay, ma sufficiente per dare il giusto spessore al tutto. Probabilmente imperdibile per i fan dell’autore, può essere comunque valutato come interessante da chi gradisca i pesi medi che hanno chance di chiudere una partita tra i 60′ ed i 90′.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
