[Recensione] Soulgivers

Oggi vi porto la recensione di Soulgivers un gioco che ho scoperto a Lucca nel 2019 quasi per caso, attirato dalle due colonne piene di liquido arancione e azzurro che impreziosivano lo stand di Gravity Games che ringrazio per la copia di review.

Devo scusarmi pubblicamente co l’editore per averci messo così tanto a finire questa recensione, ma questa scatola meritava di essere “spolpata” con le dovute attenzioni e una serie di sfortunate circostanze hanno diluito enormemente i tempi.

Da quel giorno ne è passata di acqua sotto i ponti: ho avuto la fortuna di conoscere meglio l’autore e illustratore di Soulgivers, Luca Cervini, persona davvero squisita (qui trovate un’intervista fatta in quel periodo: https://www.giochisulnostrotavolo.it/2019/11/21/intervista-luca-cervini-soulgivers/), c’è stata una campagna Kickstarter di grande successo, soprattutto per un editore italiano al suo primo gioco e poi c’è stata la pandemia, il problema dei trasporti e mille altre peripezie che hanno, in parte, ostacolato il cammino di Soulgivers fino ai nostri tavoli.

Cominciamo col dire che Soulgivers è un gioco sostanzialmente astratto, ma con un’ambientazione davvero “cool”, originale e dettagliata. Per ora vi basti sapere che siamo di fronte ad un gioco per 2 (o 4 giocatori) che si dovranno sfidare combattendo in una scacchiera (o arena) costituita da una griglia di 5 x 5 tessere. Lo scopo del gioco è quello il recuperare il Frammento (inizialmente posizionato nella tessera centrale) e portarlo alla propria base.

I MATERIALI

Tutto in Soulgivers è stato curato nei minimi dettagli. Su questo non c’è ombra di dubbio. I materiali però sono qualcosa di letteralmente fuori di testa. Tra le tantissime scatole che mi sono passate sottomano in questi anni, quella di questo gioco è superlativa, imbattibile. L’impatto visivo e tattile di tutti i componenti di gioco è qualcosa di incredibile. Chi ha seguito la campagna Kickstarter, sa quanta meticolosità c’è stata nel cercare di realizzare quello che si era prefissato Luca Cervini, a costo di ritardare l’arrivo delle scatole ai backer per consegnare loro un gioco perfetto.

Una volta tolto il cellophane, vi ritroverete un parallelepipedo completamente nero e dalla grafica pulita (minimal?) mentre sul retro fa bella mostra di se un’illustrazione usata come sfondo alle canoniche informazioni sul gioco. Piccola chicca: nell’edizione Kickstarter, nell’angolo in alto a destra c’è un piccolo adesivo che raffigura il Frammento con effetto ologramma con il numero della copia in edizione limitata.

Ma è dopo aver sollevato il coperchio che comincia la vera magia. Tanto per cominciare ci sono tutti i nomi dei backer stampati nel retro del coperchio. Poi, sotto un foglio di cartoncino nero, un inserto sagomato tiene in perfetto ordine:

  • 25 tessere (1 Base, 2 Interferenza e 22 2standard”)
  • 20 carte Soulgivers (2 mazzi da 10 personaggi per le due fazioni)
  • 20 pedine Soulgivers
  • 20 pedine Anime
  • 20 carte Anomalie
  • 2 tessere con le abilità peculiari delle due popolazioni
  • 20 tessere Modificatori di plastica semitrasparente
  • 4 portali in plastica semitrasparente
  • 1 barriera di plastica
  • 1 Frammento di plastica
  • 1 gettone Primo Giocatore
  • 6 segnalini Essenze Tributo
  • 6 dadi Decadenza
  • 4 schede riassuntive
  • 1 regolamento

COME SI GIOCA (NON SOLO LE REGOLE)

Se da un lato le regole di Soulgivers sono tutto sommato semplici (l’anima di questo titolo è tutta concentrata nelle abilità dei singoli personaggi) l’ambientazione è particolare e originale. Il gioco infatti è ambientato in un mondo in cui due popolazioni, i Gusci e gli Spettri, combattono per cercare di recuperare il Frammento,ovvero il pezzetto che resta dell’antico pianeta chiamato Primo Anello (ormai estinto da tempo) che costituisce l’unica cura in grado di salvarli dalla malattia nota come “Decadenza” che li potrebbe portare all’estinzione.

I personaggi rappresentati delle due popolazioni si scontreranno all’interno di un’arena ogni volta diversa, infatti ad eccezione di tre tessere: quella centrale e altre due laterali che rimangono invariate, le altre vengono posizionate in maniera totalmente casuale a formare una scacchiera di cinque righe per cinque colonne. Ogni tessera è composta di quattro caselle che possono essere vuote, oppure contenere buchi neri in grado di inghiottire e quindi eliminare dal gioco i personaggi che dovessero finirvi dentro, a meno che questi non ne siano immuni. Diverse tessere contengono muri che separano le varie caselle e che possono costituire un ostacolo al movimento. Nella casella centrale della scacchiera viene piazzato il Frammento che come nei più classici “capture the flag” dovrà essere riportato alla propria base.

I due contendenti hanno lo stesso tipo di personaggi, ma ne avranno in gioco soltanto tre alla volta, per il resto le due popolazioni si differenziano per un’unica abilità peculiare che potrà essere utilizzata una sola volta durante la partita. Ciascun pezzo ha delle caratteristiche peculiari e sarà fondamentale imparare a conoscere le abilità di ognuno, per capire come e quando utilizzarli nell’economia della partita, visto che sono in grado di interagire sia con gli elementi dell’arena che con gli altri personaggi in gioco.

Una volta deciso il primo giocatore, la partita può cominciare: ogni giocatore sceglie i tre pezzi con cui iniziare la sfida, prende le tre carte e le tre pedine corrispondenti e piazza un dado da 6 sopra la carta delpersonaggio corrispondente lasciando bene in vista la faccia con il numero 1.

La decadenza di cui si parlava prima consuma la forza vitale dei vostri “alfieri” e ogni volta che un personaggio viene attivato, il valore del dado verrà fatto aumentare di un’unità. Una vera e propria spada di Damocle e quando verrà raggiunto il 6, il personaggio morirà lasciando però nella casella in cui si trovava in quel momento, la propria anima, che può essere raccolta da un suo compagno di squadra (non da un avversario) che acquisisce così la possibilità di utilizzare le abilità del personaggio eliminato.

Chi inizia per secondo, come compensazione, pesca una carta Anomalia e la posiziona coperta nella propria area di gioco.

Durante il proprio turno è possibile compiere sia azioni gratuite che azioni Tributo o azioni Speciali (in qualsiasi ordine) con tutti i propri Soulgiver in gioco, purché venga sempre dichiarato quale pedina si intende attivare. Ogni Soulgiver può essere attivato una sola volta per turno e non si può passare ad un altro finché non viene disattivato il precedente; una volta disattivato, un Soulgiver non può essere riattivato per quel turno.

Le azioni gratuite

Muovere un Soulgiver – Il tipo di movimento è indicato sulla sua carta da un’icona e può essere lineare o ortogonale avanti o indietro, ma mai in diagonale ed è possibile anche “mettere in pausa” il movimento per compiere altre azioni durante il tragitto. Il range di caselle in cui ci si può muovere è indicato sulla carta.
Ruotare gli Scudi – Al termine del movimento è possibile ruotare gli scudi (rappresentati da una o più linee sopra la pedina) di un Soulgiver a piacere. Gli scudi sono l’unica protezione contro un Attacco.
Acquisire un’Anima – è possibile acquisire soltanto le Anime appartenenti a Soulgiver del proprio popolo, entrando con un Soulgiver attivo nella tessera (non necessariamente nella stessa casella) in cui è presente l’Anima alleata. In pratica si aggancia l’anima sotto il Soulgiver attivo e si piazza la carta corrispondente all’anima acquisita sotto la carta del personaggio attivo, lasciando visibili le abilità di entrambi. Da questo momento il personaggio è dichiarato in Doppia Anima e riporta il suo dado Decadenza a 1.

Le azioni tributo

Le azioni Tributo necessitano il pagamento in Essenze Tributo (ogni giocatore ne ha 3 a disposizione per ogni turno) o in Decadenza (si fa avanzare il dado Decadenza del valore richiesto) e comprendono: Raccogliere il Frammento – Il personaggio deve trovarsi sulla tessera in cui si trova il Frammento. Dopodiché si inserisce il Frammento nell’apposito innesto sopra al Soulgiver e da quel momento il personaggio perde i suoi scudi e acquisisce quelli del Frammento ed inoltre si muoverà con un malus di -1 rispetto al suo range di movimento usuale.
Passare il Frammento
– Il Frammento può essere passato da un Soulgiver a un altro pagando una Essenza Tributo a patto che i due personaggi si trovino esattamente a 3 caselle lineari di distanza e non ci siano ostacoli nel mezzo.
Deporre il Frammento – Il Soulgiver che trasporta il Frammento può lasciarlo al centro della tessera in cui si trova al costo di 1 Essenza Tributo.
Attivare l’abilità del Soulgiver – Sono i poteri di un personaggio indicati in bianco sulle singole carte. Queste Abilità si possono attivare solo durante il proprio turno di gioco pagando 1 Essenza Tributo o aumentando subito la Decadenza se specificato nell’Abilità. Queste azioni si risolvono immediatamente ed è possibile giocarne solo una per turno anche se alcuni personaggi sono dotati di più poteri.
Attaccare: Distruggere –
Si attiva solo quando un avversario o una delle Barriere a protezione del Frammento è in posizione ortogonale e adiacente alla propria pedina e consente di eliminare un avversario a patto che questo non abbia uno scudo orientato nella direzione da cui arriva l’attacco oppure elimina definitivamente dal gioco la barriera.

Le azioni speciali

Infine le azioni speciali sono:
Pescare una carta Anomalia – Si può pescare una carta Anomalia per turno pagando un Essenza Tributo, purché la casella Interferenza non sia occupata da una pedina avversaria. Se ne possono conservare fino a 3 contemporaneamente.
Giocare una carta Anomalia – Si può giocare una carta Anomalia nel turno dell’avversario, sempre se la casella Interferenza è libera. Dopo averla giocata viene rimossa dal gioco.
Utilizzare l’abilità del Popolo – Si può giocare la carta Abilità del Popolo a partire dal proprio secondo turno. Senza pagare alcun costo all’attivazione di un Soulgivers.

Alcune azioni di gioco prevedono il posizionamento o la rimozione di un Modificatore sulla mappa. I Modificatori una volta posizionati sulla mappa, cambiano temporaneamente la proprietà delle caselle o di altri Modificatori sottostanti.

La partita termina quando un giocatore riesce a portare il Frammento su uno dei propri Portali, ottenendo una vittoria per Conquista., oppure se vengono distrutti entrambi i Portali dell’avversario o tutti i suoi Soulgiver a patto che si riesca a consegnare il Frammento entro il turno successivo.

Se nessuno dei due popoli riesce a conquistare il Frammento sarà la Decadenza a vincere.

Da quanto appena detto è chiaro che le meccaniche e le dinamiche di Soulgivers dipendono dalle abilità dei vari pezzi che compongono le due squadre e da come e quando questi verranno utilizzati durante le sfide.

A costo di prolungare questo paragrafo, elencherò velocemente di seguito le caratteristiche dei vari personaggi per dare una visione d’insieme di tutte le possibili combinazioni in gioco, ma nonostante ciò non potrete esimervi dal leggere attentamente il regolamento per padroneggiare le meccaniche del gioco.

Runner: come lascia intuire il nome questo pezzo è l’unico in grado di muoversi rapidamente, fino a 6 caselle alla volta, ma solamente in linea retta e non può attaccare gli avversari, ma può saltarli. Tuttavia non può saltare i muri e nemmeno i buchi neri.

Protector: in pratica questo Soulgivers può caricare con il suo scudo un pezzo avversario spingendolo indietro senza che lo scudo dell’avversario possa fermarlo.

Architect: ha la possibilità di far scorrere (orizzontalmente o verticalmente) di una posizione una tessera. Le altre tessere scorrono di conseguenza e quella che esce dal bordo dell’arena rientra sul lato opposto.

Volomancer: è in grado di controllare la mente degli avversari impedendo loro di ruotare e quindi di sfruttare la protezione degli scudi.

Spacewalker: ha la capacità di teletrasportare i Soulgivers alleati e di spostarsi sfruttando i wornhole.

HoleMaker: è in grado di creare dei buchi neri all’interno dell’arena, in più può oltrepassarli o fermarsi su di essi bloccandone entrata ed uscita.

Patcher: può modificare una casella dell’arena eliminando un ostacolo presente su di essa inoltre può colpire tutti i nemici presenti nella sua stessa tessera se non sono ancora stati attivati

Confuser: può ruotare due tessere dell’arena spostando anche tutti I componenti e i Soulgivers che si trovano si di esse.

Blower: è in grado di soffiare contemporaneamente lungo I 4 punti cardinali colpendo e di conseguenza spingendo via tutti I nemici presenti nelle tessere adiacenti a quella in cui si trova.

Ghost: può acquisire un’anima nemica, ma senza resettare il dado Decadenza inoltre può oltrepassare gli ostacoli ad esclusione della Barriera.

IMPRESSIONI

Cominciamo col ribadire che Soulgivers è un gioco astratto al 100%, ma con un’ambientazione ben caratterizzata che non può lasciar eindifferenti, originale e splendidamente raccontata. Ideale per due giocatori per epiche sfide 1vs1; non posso dare un giudizio obiettivo sulla modalità 2vs2 perché non ho mai avuto l’occasione di provarla. L’impressione però è che si tratti di uno stetch goal inserito durante la campagna Kickstarter ad uso e consumo dei backer della piattaforma di crowdfounding. Se avrò l’occasione di provarla vi aggiornerò sull’argomento.

Al di là dell’ambientazione del gioco molto curata e studiata in ogni minimo dettaglio e della componentistica letteralmente “da urlo”, in Soulgivers troviamo anche tanta sostanza, nel senso che non c’è solo apparenza o sovra-produzione. Le meccaniche sono state studiate e rifinite a tal punto da restituire al tavolo un gioco di strategia molto bello e affascinante.

Al tavolo si innescano dinamiche molto simili a quelle di una partita di scacchi in cui tattica e strategia svolgono un ruolo fondamentale: ad ogni iniziativa del vostro avversario sarà possibile rispondere con un’adeguata contromossa sempre diversa in base ai personaggi che avete attivi in quel preciso momento nell’arena. Questo genera ogni volta situazioni differenti, decisioni mai semplici e la necessità di cercare di leggere in anticipo le possibili tattiche dell’avversario e modificare di conseguenza la propria strategia. A volte sacrificare uno dei vostri Soulgivers sarà l’unica alternativa possibile. Anche quando la partita sembra ormai incanalata a favore di uno dei due contendenti, sarà sempre possibile cercare una via d’uscita; per utilizzare una metafora calcistica potremmo dire che la partita finisce solo al triplice fischio dell’arbitro e che bisogna crederci fino in fondo.

Oltre alle caratteristiche di ogni Soulgivers e alle loro abilità, non possiamo scordarci della presenza delle Carte Anomalia (ne possiamo conservare in mano soltanto tre): queste sono in grado di cambiare letteralmente le carte in tavola con effetti davvero sorprendenti. Diventano un’arma strategica molto importante nell’economia della partita e il timing con cui vengono giocate può rivelarsi decisivo. Certo non potete sperare che vi risolvano una partita quando ormai l’esito è segnato, ma se giocate al momento giusto, possono togliervi d’impaccio quando la situazione sembra arridere al vostro avversario. Le carte Anomalia si pescano dal rispettivo mazzo rinunciando ad attivare l’abilità di uno dei nostri personaggi e si giocano durante il turno dell’avversario (solo una per turno) dopo che questi ha dichiarato quale Soulgiver attiverà, ma nell’arena ci sono due Caselle che se occupate da un Soulgiver, bloccano completamente la possibilità all’avversario di pescare e di usare queste carte.

Per quanto detto sin qui, è chiaro che giocare una partita a Soulgivers richiede una buona dose di concentrazione e la vostra attenzione dovrà essere completamente rivolta a quello che sta succedendo al tavolo. Viene da se che dovremo per forza accettare la possibilità di andare incontro a qualche tempo morto per poter valutare tutte le opzioni possibili, anche se la conoscenza approfondita delle carte e delle abilità dei Soulgivers accorcerà e non di poco questi downtime.

Per lo stesso motivo, un giocatore alle prime armi avrà vita quasi impossibile contro un giocatore esperto e con esperienza. Va detto che una partita è sufficiente per interiorizzare le regole, ma ne serviranno almeno tre o quattro per riuscire a valutare l’enorme ventaglio di possibilità che si aprono dopo ogni singola mossa.

Vi segnalo la presenza di quattro mini espansioni (una delle quali però è un’esclusiva Kickstarter) con personaggi aggiuntivi (le trovate sul sito ufficiale https://www.soulgiversgame.com/it/index.aspx) che consentono di personalizzare le partite con nuovi eroi i quali permettono di sperimentare nuove strategie.

CONSIDERAZIONI FINALI

L’analisi di Soulgivers non può prescindere dai materiali che non ho remore a definire sontuosi. Belli da vedere, fantastici da toccare, il tutto condito da una grafica che va oltre l’estetica ed il design e che consente ai giocatori un’esperienza del tutto unica nel mondo dei giochi da tavolo senza per questo rinunciare all’ergonomia e alla funzionalità del gameplay. Le pedine in resina trasparente che si possono agganciare una sull’altra sono da “orgasmo ludico”. Persino i colori e le forme semplici e chiare delle icone fanno trasparire l’estrema cura che l’autore Luca Cervini ha riversato sulla sua creatura senza lasciare nulla al caso. Tutto molto bello!

Il regolamento è forse l’unica piccola pecca di questa scatola, perché se da un lato la grafica l’impaginazione e le illustrazioni svelano l’animo artistico dell’autore, dall’altro la sua lettura non è così scorrevole e l’interpretazione di alcune regole lascia qualche dubbio. Non è un caso che sul sito ufficiale si trovi una sezione interamente dedicata alle FAQ per chiarire alcuni aspetti regolistici.

La rigiocabilità è davvero infinita: il campo di battaglia è sempre diverso e le abilità di alcuni Soulgivers lo stravolgono durante il corso di una partita, se a questo aggiungete tutte le possibili combinazioni nella scelta dei personaggi da schierare di volta in volta e alle carte Anomalia che aggiungono ulteriori effetti randomici è facilmente intuibile come ogni volta affronterete partite differenti.

Al di là dell’ambientazione pur trattandosi di un titolo astratto, Soulgivers brilla anche per originalità. Sebbene alcune meccaniche richiamino gli scacchi o la dama da un punto di vista meramente tecnico, la sensazione è quella di giocare ad un titolo del tutto nuovo, fresco e innovativo. 

Si stratta, come dicevo, di un titolo 1vs1 quindi se non amate l’interazione diretta statene alla larga, perché qui la battaglia è spietata e crudele della serie “mors tua vita mea”. Se però amate i giochi profondi con dosi enormi di strategia e tattica, allora cominciate a fare spazio nella vostra libreria, perché Soulgivers diventa un pezzo da avere assolutamente in collezione. Le scelte e le decisioni da prendere sin dalle prime mosse, non sono mai banali o scontate: se questo aspetto da un lato espone i giocatori a qualche momento di paralisi da analisi, dall’altro vi regalerà momenti di pura gioia quando riuscirete ad applicare la sequenza che avevate in mente per raggiungere l’obiettivo.

Soulgivers mi ha fatto ricredere sui giochi astratti che ritenevo un po’ troppo freddi e in certi casi ripetitivi e “scriptati”, sono felice di possederne una copia perché di fatto ho riempito una “casella” nella mia personale collezione fino ad ora occupata dal solo Azul che però è diversi gradini sotto quanto a complessità strategia e tattica.

In definitiva ritengo Soulgivers un “must have” sia per il suo appeal sensoriale che non ha eguali, ma anche per le soddisfazioni che regala nel giocarlo, soprattutto quando, dopo alcune partite, se ne è catturata l’essenza, o meglio l’anima.

Segnalo infine che l’universo di Soulgivers potrebbe regalare a tutti i suoi fan nuovi sviluppi, ma per questo Gravity Games è in cerca di un editore che possa lanciarlo nel mondo retail e verso un mercato più ampio e internazionale. Per cui teniamo le ditas incrociate!

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