simarillon (Davide)
Dino Draft, titolo di un editore che molto spesso frequenta le pagine di nonsolograndi ovvero Djeco. ; il titolo è opera di Yann Dupont, mentre per le illustrazioni il riferimento è Ben Newman. Stegosauri, triceratopi, brachiosauri e pterodattili in libertà ecco cosa promette questo rapido gioco (10 minuti a partita) di draft dedicato ai più piccoli. Gioco che si può giocare da 2 a 5 giocatori a partire dai 6 anni.
I Materiali
La scatola contiene:
- cinque carte dinosauro;
- cinque carte colore;
- cinquanta carte da gioco.
Le illustrazioni sono simpatiche ed in perfetto stile dell’editore. Materiali nello standard Djeco dei diversi giochi già recensiti (cito quelli che mi hanno dato le maggiori soddisfazioni ludiche come Animazoo, Hiboufou o Trezors) con la scatola che io amo sempre molto nella sua versione grande (peccato per la chiusura!) carte di dimensioni corrette e di buona grammatura.

Il gioco… ovvero eccovi le regole
Si dividono le carte dinosauro e le carte colore in due mazzi e si assegna una carta colore ed una carta dinosauro ad ognuno dei giocatori, che le guardano segretamente.
Il gioco si svolge in diverse fasi di draft, in cui i giocatori ricevono delle carte in base al numero dei concorrenti, poi ne tengono una ad ogni turno, passando le rimanenti al giocatore alla propria sinistra. Quando i giocatori hanno una sola carta in mano il round termina, la carta viene scartata e si inizia una seconda fase di draft.
La carte si distribuiscono come segue: quattro carte in due giocatori; sei carte in tre e quattro giocatori; 5 carte in cinque giocatori. In due giocatori ci saranno quattro fasi di draft, mentre in 3 quattro o cinque giocatori ci saranno due fasi di draft. Si contano poi i punti secondo il seguente schema. Un punto per ogni carta colore corrispondente a quella assegnata, un punto per ogni carta dinosauro corrispondente a quella assegnata. Un punto per ogni carta colore corrispondente a quella assegnata al vicino alla sua sinistra e un punto per ogni carta dinosauro corrispondente a quella assegnata al vicino alla sua sinistra. Chi avrà il maggior numero di punti avrà vinto la partita.

Considerazioni Personali / Impressioni
DRAFT, ecco la parola principale di questo gioco che ne è in tutto e per tutto il suo Twist principale. Ho giocato e recensito molti, moltissimi, giochi da bambini (si contano le centinaia e non le decine!) eppure questa è la prima scatola che si base esclusivamente sul meccanismo del Draft, meccanismo così comune nei giochi dei grandi (ne abbiamo parlato anche nel nostro Podcast).
Il fatto di avere due ‘contratti’ da soddisfare pone i giocatori di fronte a scelte un pochino più ragionate, e quindi magari anche un pochino pi sofferte. Il draft implica, anche indirettamente, un fattore fortuna, e questo gioco non fa eccezione: se si avrà la fortuna di pescare carte che valgono doppio si avrà una naturale spinta verso la vittoria come se non si pescano mai le carte giuste si sarà rallentati verso la vittoria. Questo è un meccanismo implicito in tutti quei giochi che hanno come protagoniste principali le carte (compresi i nostri storici giochi della Briscola, la Scopa, etc…).
In quanti ci gioco e come vinco
Il gioco non funziona bene in due e rende al meglio in quattro (o cinque giocatori) ; il ricircolo delle carte in due è frequente e Dino Draft diventa completamente un altro gioco. Mi sarei aspettato dei piccoli aggiustamenti nel caso di una partita a due giocatori, o l’indicazione sulla scatola che si può giocare a partire da tre giocatori. Il meccanismo di punteggio è particolarmente premiante e in qualche modo interessante. Proprio nel conteggio dei punti si potevano fare dei piccoli aggiustamenti nel caso di due giocatori (e a dire il vero noi li abbiamo fatti considerando solamente i punteggi netti di ognuno dei giocatori senza nessun altro calcolo).
Riflettendo invece su come vengono assegnati i punti al termine delle partite mi ha stupito il fatto di avere anche i punti casuali che si riflettono su come ha giocato il nostro vicino al tavolo. Abbiamo, infatti, la nostra solida base, che indirizza il nostro modo di giocare in base ai contratti che abbiamo in mano, ma le carte che mettiamo nel nostro mazzo fanno punteggio anche in relazione al contratto dei compagni-vicini di gioco, senza in nessun modo poter sapere o intuire quale sia il modo migliore di giocare per ottenere questi punti. Non so, in onestà, se il meccanismo mi è piaciuto completamente oppure no, ma mi ha sicuramente sorpreso ed interessato.

In Conclusione
Un pregio di Dino Draft è quello di lasciare a tutti i giocatori la sensazione di aver la possibilità di vincere e comunque al momento della conta del punteggio non ci sono mai grandi distacchi, anzi nelle partite dai quattro giocatori in su sarà facile che ci sia più di un vincitore (non c’è nessun tie-break per decretare il vincitore in caso di arrivo alla pari).
Concludo dicendo che Dino Draft è un gioco particolare, diverso da tutti gli altri, con una meccanica comune per i nostri amati gioco ma abbastanza rara per i giochi di questa rubrica del venerdì. Non mi sento di consigliarlo assolutamente come gioco da avere (la nostra etichetta Approvato da Nonsolograndi) ma allo stesso tempo mi sento di consigliarvi di provarlo per la sua specificità e la sua caratterizzazione così unica.
Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “Il segreto della fortuna sta nel non volere troppo né troppo poco” dallo scrittore e critico inglese Lytton Strachey.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo e Letizia hanno imparato (o ripassato) giocando a Dino Draft:
- a conoscere una nuova meccanica come quella del draft;
- a valutare con attenzione ogni mossa, perché ha effetti su di noi e anche sui compagni di gioco;
- a conoscere qualche nome di dinosauro, ovviamente i più iconici stegosauri, triceratopi, brachiosauri e pterodattili ;
- accettare il fattore fortuna nei giochi.

Le età giuste per giocarci
Sulla scatolina di Dino Draft compare 6+ il gioco si fonda solo sulla macchina del draft e per una volta forse ritengo che l’indicazione sia anche un pochino ottimistica; per giocarlo al meglio e con consapevolezza avrei sicuramente scritto almeno 7+.
La meccanica in sé è spendibile sempre ed ovunque e direi che non c’è un vero e proprio ‘fine vita’ per questa scatola; lo si potrebbe vedere quasi come un gioco didattico che aiuta a conoscere la meccanica a suo modo molto affascinante del draft.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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