“Compromesso. È la parola del giorno, va bene? È qualcosa a metà strada. È come essere felici a metà.”
Jim Hopper
Ecco ,sono partito secco con una citazione dalla serie tv che mi sembrava calzante con lo spirito del gioco. In realtà, sono onesto, l’ho cercata su internet, perché io la serie non l’ho mai vista e quindi se non è tra le migliori perdonatemi (ma vi giuro ho cercato “migliori citazioni” ed era nelle prime tre).
In ogni caso lo dico subito, per giocare, non c’è bisogno di conoscere la serie, io ne sono la prova vivente, anche se, come spesso capita in questi casi, permetterebbe sicuro di calarsi maggiormente nella tematica del gioco ed avere un’esperienza sicuramente più interessante ed avvolgente.
Prima di venire alle regole e al dettaglio, vi voglio spiegare il motivo della scelta di questa citazione: durante il gioco saremo posti continuamente di fronte ad una scelta, un compromesso tra numero di carte disponibili e carte “sicure disponibili”.
Sperando di aver stuzzicato la vostra curiosità parto con la recensione.
Stranger Things Adventures Together è un gioco edito da Clementoni della durata di circa 30 Minuti per 1-4 giocatori realizzato da Federico Latini che ringrazio per avermi supportato, rispondendo pazientemente alle mie domande, durante le mie partite.
NON HO PIU’ VOGLIA DI LEGGERE
E noi ti capiamo infatti ecco qui il video con opinioni e tutorial.
COSA TROVO NELLA SCATOLA
All’interno della scatola troviamo molto materiale, principalmente formato da fustelle in cartoncino spesso e carte. Nel dettaglio abbiamo:
- 10 Tessere Personaggio
- 3 Carte Mostro
- 4 Pedine di diversi colori e relativi gettoni
- 63 carte luogo (suddivise in 7 mazzi)
I materiali sono sicuramente adeguati e consoni al gioco; per quanto riguarda l’artwork credo sia molto tematizzato ma a prima vista faccio molta fatica a distinguere le carte luogo quindi, probabilmente, le avrei rese maggiormente riconoscibili.

COME SI GIOCA (UN RIASSUNTO DELLE REGOLE)
Siamo di fronte ad un gioco cooperativo nel quale nei panni dei diversi personaggi dovremo risolvere misteri e sconfiggere i mostri.
Il gioco riprende un po’ la serie televisiva e suddivide le partite in livelli che chiama “stagioni”. In ogni stagione saranno utilizzabili quindi determinati personaggi, determinati luoghi e ci sarà un mostro tematico. Nelle intenzioni dell’autore, inoltre, le campagne si dovrebbero giocare in sequenza aggiungendo ogni volta delle limitazioni ulteriori (ma le vedremo poi).
Per prima cosa si crea la città mettendo in un cerchio 5 mazzi di carte luogo. Quattro saranno sempre gli stessi mentre uno cambierà a seconda della stagione che sceglieremo di giocare. Ogni giocatore prende poi un personaggio.
Al proprio turno ogni giocatore esplora un luogo posizionandovi sopra la propria pedina; le carte luogo hanno un retro con due diversi colori: azzurro carta sicura, rosso carta non sicura. I giocatori possono anche decidere di mettere le pedine nello stesso luogo.
Una volta che tutti i personaggi sono stati posizionati si procede voltando carte dai cinque mazzi luogo nel seguente modo:
- Se un luogo è vuoto la carta in cima viene scartata
- Quando un luogo ha un singolo personaggio, la carta viene risolta
- Se un luogo ha più personaggi si girano tante carte quanti sono, si sceglie quale risolvere ed infine si posizionano le altre nell’ordine voluto
Le carte con il retro chiaro “sicure” possono essere Carte Undici oppure Carte strumento Le prime sono usate per combattere mostro e nemici, le seconde rappresentano oggetti e possono essere usate, se in coppie diverse, per recuperare energia, se in coppie uguali per pescare carte dagli scarti. Queste carte possono inoltre, sempre essere scambiate tra i giocatori.
Le carte con il retro scuro, “non sicure” possono essere Carte Risveglio che raggiunto un certo numero sveglieranno il mostro, Carte Agente che rappresentano i nemici e che dovremo immediatamente sconfiggere con carte undici se non vogliamo perdere energia ed infine le Carte Mistero che dovremo raccogliere in quanto, averne un certo numero, è la condizione di vittoria insieme ad uccidere il mostro.

I personaggi hanno due stati, quello normale e quello affaticato. Passano da normale ad affaticato quando non riescono a sconfiggere un agente oppure quando utilizzano il loro potere speciale. Subire una seconda ferita da affaticato farà terminare immediatamente la partita con una sconfitta.
Quando le carte risveglio raggiungono una certa soglia ed arriva il mostro, bisognerà scartare carte undici per averne la meglio. Da notare che le carte risveglio sono sempre risolte anche quando vengono scartate.
Nelle stagioni successive alla prima avremo alcune limitazioni come potersi scambiare carte solo se presenti nello stesso luogo, oppure potersi muovere solo in luoghi adiacenti a meno di non spendere una carta oggetto. Sono inoltre presenti diversi livelli di difficoltà che ci richiederanno un numero sempre maggiore di carte mistero per terminare la partita con un successo.

Parole Forti (Cosa ne penso)
Per valutare correttamente Stranger Things è molto importante comprendere quale sia il target di riferimento, che io azzarderei dire di essere, gli appassionati della serie che vogliono giocare. Per questo motivo abbiamo un gameplay tutto sommato semplice dove il cuore del gioco risulta, in fin dei conti, il compromesso (ricordate la citazione?) tra lo scegliere carte sicure senza rischiare trovando meno carte per vincere e scegliere carte pericolose con gli agenti ed il mostro in agguato.
Ed ancora il compromesso tra radunarsi nello stesso luogo, potendo guardare e scegliere le carte oppure disperdersi in più luoghi e scartarne meno.
Questi due meccanismi funzionano e sono sicuramente sufficiente per giocatori casual o alle prime partite, ma potrebbe essere poco intriganti o comunque un po’ poco per quelli più navigati che ricercano esperienze di maggiore profondità (i quali però potranno trovare stimolanti le aggiunte fatte di stagione in stagione).
Per lo stesso motivo il fatto che i mazzi siano in completa balia del caso (teoricamente potrebbero uscire tutte le carte risveglio prima di aver raccolto abbastanza carte per sconfiggere il mostro) è assolutamente ininfluente per quello che vuole essere un gioco rapido (1 partita dura al massimo 9 turni) e che lascia che sia questa casualità a creare una certa tensione al tavolo. (Diciamolo chiaro in un gioco del genere l’alea ci sta anche a livello di ambientazione).
Posso quindi dire che come filler o gioco entry level, Stranger Things si difende bene offrendo un livello di sfida accettabile ed una certa tensione al tavolo in una durata contenuta (al netto dei 30 minuti dichiarati non ho mai superato i 15-20).
Non posso esimermi però da fare una grande critica al regolamento, che proprio perché il target di riferimento sono i nuovi giocatori reputo davvero difficile da leggere, facile da fraintendere e un po’ disorganizzato. So che Clementoni lo sta revisionando per la nuova edizione quindi penso che sia qualcosa notato anche da loro.

IN QUANTI CI GIOCO
Devo dire la verità, essendo il gioco basato sull’avere, oppure no, più personaggi sulla stessa carta, per decidere quale risolvere, il numero perfetto di pedine in gioco è quattro. In tre si perde qualcosa. Le modalità solitario e in due proposte dal regolamento, nelle quali due pedine rimangono ferme in un posto, tolgono proprio sale al gioco che diventa banale e quasi automatico. Anche in questo caso si è cercato di adattare il più possibile il gameplay a giocatori poco avvezzi al gioco da tavolo, ma diciamo che se siete in grado di manovrare più personaggi, quella è la strada più corretta per goderselo anche in meno giocatori. (Ed è anche il suggerimento di Federico Latini per i gamer.)

CONCLUSIONI
Stranger Things Adventures Together è un collaborativo molto semplice, il cui target di riferimento sono i fruitori della serie tv. Pensando a loro, porta in tavola un’esperienza semplice ma coinvolgente con un gameplay snello ma capace di creare la giusta tensione ed il giusto pathos.
L’estrema variabilità data dalla presenza di tanti personaggi così come la crescita delle regole nelle stagioni successive sommata alla presenza di diversi livelli di difficoltà, offrono un percorso di crescita per i neofiti ma anche un certa soddisfazione ai giocatori più scafati che troveranno pane per i propri denti.
Il gioco è quindi adatto sia per introdurre i nuovi giocatori ma nella sua massima difficoltà impegna davvero chiunque.
Ringraziamo Clementoni per la copia review
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