scritto da Simarillon (Davide)
Intervista a Torino Factory, una piccola realtà piemontese che si affaccia sul mercato del gioco, con forte caratterizzazione del territorio.
Puoi presentarci brevemente Torino Factory ?
La Torino Factory SRLS nasce a fine 2015 per gioco e per fare un gioco in particolare, il Torinopoli, ovvero un gioco chiaramente ispirato al gioco da tavolo per eccellenza (anche se, lo sappiamo, non il più amato dagli appassionati) ma totalmente localizzato a Torino. L’idea nacque dal Livornopoli di Giusy Anzovino, un’artista livornese amica di uno dei soci fondatori che ci diede l’idea di farlo sulla nostra città.
Torino Factory nasce dall’unione di ben 13 soci, ridotti poi nel tempo a 9, tutti quanti con altri lavori e attività che nel tempo libero si cimentano in questa attività, ognuno portando la propria professionalità che già aveva in altri campi o che è stata sviluppata col tempo e l’esperienza maturata lavorando in questo settore, dal game design alla comunicazione, dalla contabilità al lato commerciale e riesce a presentare almeno un gioco nuovo ogni anno, ispirandosi ai giochi da tavolo più famosi e conosciuti ma cercando di fornire ogni volta di più, di progetto in progetto, una chiave personale che ha l’obiettivo di evolverci verso giochi sempre più originali.

Dopo il grandissimo successo delle prime due edizioni e dopo alcune vicissitudini siamo poi passati a produrre il TorinoXXL!, evoluzione naturale del Torinopoli con una serie di sostanziali cambiamenti da edizione in edizione, fino all’ultima uscita l’anno scorso, andata esaurita anch’essa.
Parallelamente al TorinoXXL, che può essere considerato il nostro gioco di riferimento, sono nati altri giochi, tutti al momento rigorosamente a tema cittadino o comunque regionale. Fra questi ci piace citare Patèle, una nostra personalissima versione di Risiko torinese, la tombola e gioco dell’oca piemontese (con alcune piccole variazioni sul tema classico e con una rappresentazione umoristica della cabala piemontese sottoforma di divertentissime vignette), il TorinoMemo, le carte da gioco torinesi e l’ultimo arrivato ma assolutamente non ultimo per importanza, il GiraTorino, che riprende alcune meccaniche dell’amatissimo Ticket to Ride e Scotland Yard, ma che si arricchisce di molte altre aggiunte che a nostro avviso lo rendono unico, pur rispettando una certa tradizione consolidata.
Qual è il principale target dei giochi di Torino Factory? A che tipi di giocatore vi rivolgete?
Come si evince dalla risposta precedente non puntiamo agli appassionati dei giochi da tavolo particolarmente tecnici. I nostri sono giochi per famiglie e per amanti in primis del territorio e della torinesità. Sono giochi chiaramente pensati per far giocare genitori, nonni e nipoti allo stesso tavolo e per essere aggreganti e divententi. Abbiamo un pubblico variegato ma potrei indicativamente affermare che l’età media sta sui 45 anni, che è anche la nostra. La nostra ambizione è comunque quella di poter migliorare anche dal punto di vista tecnico pur mantenendo un’accessibilità ampia, e quindi accontentare gli appassionati di boardgame facendo nel contempo crescere le competenze ludiche del nostro pubblico medio di non appassionati del settore.
Come Torino Factory siete sul mercato del Gioco da Tavolo da non moltissimo tempo, eppure in questi ultimi anni molto è cambiato, come avete percepito e recepito questi cambiamenti?
Per tutti noi in realtà la passione è nata nel momento in cui ci siamo cimentati con il nostro primo progetto, quindi probabilmente non abbiamo percepito a fondo tutti i passaggi e gli sviluppi di questo settore in un arco di tempo sufficientemente lungo per fare un’analisi accurata. Tuttavia rispetto ai nostri ricordi d’infanzia e adolescenza abbiamo trovato un mercato di giochi da tavolo assolutamente sorprendente, e personalmente è stato entusiasmante scoprire la grande e variegata offerta attuale, tanto da lanciarmi nell’acquisto di molteplici giochi da tavolo che coprono qualsiasi tema e passione, con ambientazioni entusiasmanti (penso ad esempio alla mia grande passione per Lovecraft). Anche a livello di componentistica sono rimasto stupefatto dalla cura di tanti dettagli che rendono alcuni giochi vera e propria arte visiva e grafica. Mi ha anche molto incuriosito l’indroduzione delle app nei giochi da tavolo ma resto convinto che il gioco da tavolo debba rimanere un mondo a parte rispetto a tutto quello che è digitale, sempre più invasivo e soffocante che almeno in questo caso è bene tenere fuori.


Come vedi il futuro dei giochi da tavolo, sia a livello globale che in maniera più specifica per quanto riguarda l’Italia, per quella che è la tua esperienza?
Sono molto ottimista sul futuro dei giochi da tavolo vedendo soprattutto il presente, un settore che fino a 7 anni fa non conoscevo e che pensavo molto più in crisi, soffocato da altri tipi di enterteinment. Invece abbiamo verificato che c’è molto interesse e al di là dei numeri, è proprio l’amore degli appassionati che mi ha subito colpito. E’ una community meravigliosa e non a caso sono iscritto a molti gruppi tematici di facebook, che seguo con particolare e costante interesse.
Da produttore e rappresnante di Torino Factory invece sono molto preoccupato, come tutti quelli che lavorano nel settore, per la difficoltà crescente nella realizzazione pratica dei giochi, in primis per quanto riguarda l’aumento vertiginoso dei costi delle materie prime ma anche per le tempistiche di produzione, che costringono ormai a dover programmare le uscite e la progettualità molti mesi prima l’uscita effettiva di un prodotto. A livello creativo e di collaudo questa è sicuramente una penalizzazione per le tempistiche sempre più risicate.
Temo comunque che un quasi inevitabile aumento del prezzo finale al cliente possa portare ad una contrazione del mercato, ma immagino sia comunque un discorso legato in modo più generico all’aumento folle dell’inflazione in generale. In ogni caso devo dire che i nostri giochi, seppur venduti in un ambito fortemente circoscritto come quello locale di Torino e provincia, sta andando particolarmente bene e mi auguro che si possano continuare a confermare il gradimento delle persone per i nostri giochi.
Cosa ne pensi del mondo del Crowfounding, che vi ha anche aiutato in alcune vostre produzioni?
Ci siamo praticamente appoggiati sempre a piattaforme di Crowdfunding per lanciare i nostri giochi, per mille motivi. Dall’ovvio recupero di risorse per i costi di produzione a termometro per capire quanto un gioco potesse essere accolto con entusiasmo ancora prima della sua uscita.

Siamo passati da ProduzioniDalBasso e Starteed per poi finire su Kickstarter per il nostro ultimo progetto, Giratorino.
E’ importante anche a livello comunicativo per dare notizie work in progress sulla realizzazione del progetto, dando anticipazioni e creando un hype che porta ad un’attesa da parte dei nostri sostenitori fino all’uscita effettiva, solitamente sotto il periodo natalizio. E’ un bel modo per far sentire partecipi tutti, non solo noi che poi effettivamente lavoriamo al progetto.
Non avete un catalogo ricchissimo, ma quali sono i giochi di Torino Factory in particolare che raccomanderesti ai nostri lettori?
TorinoXXL! Soprattutto in questa nuova versione, che a breve ristamperemo uguale alla precedente proprio perché lo consideriamo, a livello di cura e di contenuti, il nostro miglior gioco in assoluto ed è un gioco che si è evuto di edizione in edizione fino a questa, che è davvero ricca di tante meccaniche originali aggiunte che lo rendono davvero un gioco diverso dall’originale.
Alla pari metterei Patèle e GiraTorino. Patele perché è stato il primo nostro gioco in cui abbiamo iniziato ad esprimere di più la nostra creatività anche a livello di game design, e ci siamo divertiti tantissimo. E’ un gioco che ormai è andato esaurito, come quasi tutti i nostri giochi attuali, e verrà ristampato in una nuova versione riveduta e corretta che andrà a migliore tutti quegli aspetti che probabilmente andavano ad appesantirlo. Ristudiarlo e riproporlo per il 2022 è uno dei nostri principali obiettivi per quest’anno.
GiraTorino invece è l’ultima nostra creatura e lo ritengo il migliore in quanto a giocabilità. Ha uno svolgimento semplice ed intuitivo, molto semplice e snello da intavolare e tempi di gioco lo rendono accessibile a tutti pur non essendo nient’affatto banale come potrebbe ad una prima occhiata apparire. Viene data la possibilità ai giocatori di interpretarlo come meglio credono, in modo più strategico o più libero e spensierato, ma dando a tutti la possibilità di poter vincere e divertirsi.
Nei vostri giochi non avete paura di usare il dialetto piemontese, non pensi che questo possa allontanare alcune persone dall’acquisto del gioco?

Siamo nati proprio con questo obiettivo di valorizzazione ed omaggio al territorio, la consideriamo la nostra principale cifra stilistica e il motivo dell’interesse verso i nostri giochi.
In realtà Torino si è mostrata entusiasta di questa iniziativa perché ha stimolato l’orgoglio di essere piemontese, anche in chi come me lo è di nascita ma non di origini.
I nostri prossimi progetti però tendono a realizzare giochi che, seppur appoggiandosi alla città, possano avere un respiro nazionale
Ci riveli qualche progetto per il futuro?
Torino Factory si sta muovendo in queste settimane su vari progetti. Sicuramente ci saranno le ristampe di due dei nostri giochi più importanti, TorinoXXL! E Patèle in versione 2.0.
Siamo anche in dirittura d’arrivo con un gioco di deck building di cui siamo già molto entusiasti e ci stiamo muovendo anche per esordire nel mondo dei puzzle e di altri tipi di gadget a tema piemontese che siamo sicuri piaceranno ai nostri sostenitori.
Sappiamo che molti si aspettano ormai da noi un gioco a tema giallo noir, che sarebbe perfetto per Torino, una delle città più evocative da questo punto di vista. Abbiamo in mente diversi progetti.

Sei un giocatore? Quali giochi ti piacciono? Riesci a conciliare il gioco come hobby/passione e come professione?
Sono un giocatore da non molto tempo purtroppo, perché mi sono perso davvero tanto in questi anni e sto cercando di recuperare!
Adoro questo mondo ed anzi, ho avuto una fase iniziale di acquisto compulsivo perché sono stato molto attratto dalla fattura dei giochi prima ancora di analizzarli e giocarli per i loro contenuti. In un’epoca di virtualità avere in mano qualcosa di giocoso e concreto l’ho trovata un’esperienza soddisfacente ed appagante… anche se, in alcuni casi, molto costosa!
Sono partito ovviamente dai classici che mi mancavano, visto che ero rimasto fermo a Monopoly e Risiko. Ho apprezzato sicuramente Ticket to Ride in tutte le sue versioni e a ruota giochi come Carcassonne e Kingdomino. Adoro tutta la serie di Arkham Horror in quanto avido lettore di Lovecraft e mi diverte da morire la serie Zombicide, anche se in genere non amo i generi con troppa alea e invece mi piacciono molto quelli basati su una bella e coinvolgente ambientazione/narrazione. So ad esempio che uno dei miei soci è rimasto folgorato da Fiabe di Stoffa, personalmente non l’ho ancora provato ma per quel che ho visto sembra davvero bellissimo, non vedo l’ora di poterci giocare.
Nel mio caso specifico la professione deve assolutamente essere mossa soprattutto dalla passione per il gioco da tavolo, conciliare hobby e passione deve essere doveroso e necessario per progredire in questo settore ed essere in grado di realizzare nel tempo giochi sempre più curati e perfezionati.

L’ultima possibilità per dire quello che vuoi ai nostri lettori:
Ringrazio tantissimo Davide per l’opportunità che ci ha dato di farci conoscere ad una bella comunità di appassionati come la vostra. Sinceramente prima non vi conoscevo ed è stata una bellissima scoperta. Ho anche dato un’occhiata al sito e l’ho trovato favoloso, fatto da appassionati per appassionati.
L’idea che il nostro gioco possa apparire in recensione al pari di altri che adoro ci riempie sicuramente d’orgoglio.
Speriamo davvero che possa essere apprezzato sia dai redattori ma soprattutto da voi giocatori, nel caso in cui vogliate decidere di dargli una possibilità sul vostro tavolo!
Grazie mille!
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