[Report] Lucca Games 2021

Scritto da LucaCiglione, White Winston (Andrea P.) e cogo71 (Andrea C.)

Dopo la guida alle uscite di Lucca Comics & Games scritta da Davide non poteva mancare il report di quella che è stata la nostra esperienza in terra toscana.  Dopo un anno di stop forzato è tornata live la kermesse dedicata ai fumetti, all’animazione, ai giochi, ai videogiochi e all’immaginario fantasy e fantascientifico. Un’edizione in tono ridotto, ma che è stata accolta con grande entusiasmo dal pubblico, tanto che i biglietti per tutte le giornate sono andati sold out in pochi giorni. Con LucaCiglione e White Winston abbiamo coperto tre dei quattro giorni del festival e abbiamo cercato di trasferirvi le nostre impressioni “a caldo” attraverso il nostro canale ed il nostro gruppo Telegram ed ora “a bocce ferme” abbiamo cercato di analizzare meglio quanto vissuto in fiera.

LucaCiglione
Lucca Comics & Games 2021 è stato un evento sicuramente contraddittorio per quanto riguarda il mondo del gioco da tavolo. Se da una parte abbiamo visto una certa penuria globale di tavoli ne abbiamo contati 35 in tutto, sicuramente pochi nel numero totale, bisogna anche dire che alcuni editori hanno invece puntato in maniera massiccia sul far provare i propri titoli. Questo, unito al fatto che grazie al contingentamento dei biglietti,  il numero di persone presenti in fiera era comunque ridotto, permetteva a chi avesse voluto, di sfruttare al massimo i tavoli presenti e quindi di riuscire a giocare senza troppe difficoltà. Certo, gli amanti dei German e dei cinghialoni, avranno abbandonato la fiera sicuramente delusi, ma chi come me ama invece i giochi più leggeri, è tornato a casa sicuramente soddisfatto e con qualche buon titolo sul taccuino. Nel padiglione Games la voce grossa l’ha fatta sicuramente GateOnGames con ben otto tavoli da gioco e in generale uno stand completamente orientato al provare giochi. Anche Mancalamaro si è ben difesa con i suoi cinque tavoli demo, e la possibilità di prenotare le partite. Seguivano poi Oliphante, Red GlovedV Giochi con quattro tavoli e Pandragon con due. Come detto anche in diretta Telegram  alla Rocca Asmodee e Giochi Uniti avevano quattro tavoli a testa ma punto di vista logistico, boccio in modo abbastanza netto la scelta di questi editori di porre i tavoli demo dislocati dal padiglione della Cavallerizza. Tanto per cominciare la Rocca aveva orari di apertura ritardati rispetto al resto della fiera, secondariamente provare a sedersi ad un tavolo era un rischio abbastanza grande perché, in caso non ci si riuscisse, per rientrare al padiglione Games bisognava riaffrontare un’ora di coda. Questo mi ha onestamente scoraggiato dopo due sortite e due ore perse a vuoto. Una cosa di cui bisogna tenere conto, per meglio spiegare la delusione serpeggiante tra i gamer era che in molti casi, i giochi in prova erano certamente non novità e indirizzati al pubblico casual: Throw Throw Burrito, Beccato, Vudù, Fantascatti, Borgo Parmigiano, tutti giochi molto belli e strepitosi per attirare famiglie e giocatori casual ma che di certo non costituivano attrattiva per dei gamer incalliti come noi.

White Winston
Dopo due anni di astinenza da una fiera, dopo aver visto passare sotto gli occhi Modena (ero in ferie) e Essen (al momento è fuori dalle mie possibilità logistiche), arrivo carico a molla all’appuntamento con il Lucca Comics & Games 2021. Tante le aspettative dalla fiera che non è mai stata dedicata ai gamer duri e puri, ma che negli ultimi anni era stata un crescendo di spazi e attenzione al mondo dei gdt, tanto da inglobare l’intero padiglione Carducci. Non ci giro tanto intorno: Lucca Games per me e il mio gruppo (4 in totale) è stata una delusione. L’edizione peggiore da quando ho memoria, per chi, come noi, è appassionato di giochi da tavolo e annualmente si reca là quasi esclusivamente per quello. Il Carducci “demolito” a favore di un paio di padiglioni più piccoli, con neanche 15 tavoli dedicati alla prova dei giochi della fiera. Fatto salvo per GateOnGames e Mancalamaro, che avevano, in totale controtendenza, stand comparabili con le edizioni passate, e presentavano una bella gamma di giochi nuovi, gli altri editori erano più o meno tutti ridimensionati, con il 90-100% dello spazio dedicato alla vendita, con prezzi nella maggior parte dei casi superiori a qualsiasi (e sottolineo qualsiasi) shop online. Asmodee, per citare il caso più eclatante, che normalmente aveva lo stand più grande e attrezzato della fiera, aveva un piccolo spazio vendita con le novità in mostra (col divieto di toccare i pezzi!) e 2 tavoli (dei quali neanche il personale del negozio sapeva l’esistenza) nascosti dentro ad una torretta vicino le mura, fuori quindi dai due padiglioni sopra citati. Non c’era neanche il consueto spazio dedicato al premio del Gioco dell’Anno. 3 giochi provati contro i 7 del 2019, 1 scatola acquistata in 4 contro le… tante (non ricordo esattamente quante, ma tante!) del 2019. La mia impressione è che non sia stato solo il covid responsabile di certe scelte editoriali e fieristiche. Lo dimostra il fatto che GoG e Mancalamaro sono riusciti senza problemi ad organizzare i consueti tavoli gioco. Sono troppo affezionato alla kermesse lucchese per dare giudizi definitivi… ma quest’anno sono tornati indietro di 10 anni e, se questo è il trend per i prossimi anni, il mio biglietto (che è comunque sempre salato) non sarà più garantito: #luccamara.

cogo71
Grazie all’esperienza di Luca e White Winston e alle loro dirette Telegram più qualche messaggio privato, domenica sono arrivato a Lucca “preparato” al peggio. In realtà avendo tutta la famiglia al seguito non avevo chissà quali grandi aspettative e forse questi due fattori mi hanno consentito di non vivere l’evento come una delusione totale, anzi, sotto certi punti di vista per me è stata una bellissima esperienza. Sgombriamo il campo da possibili equivoci: l’edizione 2021 di Lucca Comics & Games non era all’altezza delle precedenti, quanto meno delle ultime quattro: quelle a cui ho partecipato e i motivi li hanno chiaramente spiegati i miei compari, Grazie anche alle loro indicazioni sono andato a colpo sicuro, ho provato i titoli che volevo provare e poi mi sono dedicato alla famiglia. Dal punto di vista di un gamer il confronto con Play dello scorso settembre è quasi impietoso: molti meno editori, stand estremamente ridotti (con le eccezioni viste sopra) un numero molto inferiore di tavoli e logistica assolutamente da rivedere. Lucca però non è mai stato un evento per soli giocatori da tavolo, anzi è sempre stato incentrato su altri aspetti della cultura nerd e gestire un pubblico di oltre 20000 persone al giorno con tutte le misure di sicurezza da applicare legate al periodo storico che stiamo vivendo, deve essere stato molto dura per gli organizzatori e per gli operatori di settore. In generale grazie ad una giornata di sole (la prima volta senza pioggia per me da quando vado a Lucca) e al numero di persone contingentato mi sono goduto anche altri padiglioni riuscendo a vivere l’evento quasi a 360 gradi. Tornando ai nostri amati giochi da tavolo, ancora una volta devo rilevare la mancanza di vere offerte sui giochi in vendita: infatti esclusi titoli ormai datati o di scarso appeal, non ho visto offerte sulle scatole in vendita. Anche in questo caso unica eccezione GateOnGames che aveva alcune novità a prezzi molto vantaggiosi e un’interessante offerta che prevedeva un 20% di sconto sulla spesa totale a fronte dell’acquisto di almeno tre giochi. A queste condizioni si rischia di fare il gioco dei colossi dell’e-commerce, ma forse non è questa la sede giusta per affrontare questo discorso.

Di seguito trovate delle pillole sui giochi provati in fiera e in fondo all’articolo un elenco di quei titoli che secondo noi si sono maggiormente distinti tra quelli che abbiamo potuto provare. Buona lettura!

7 Wonders Architect • Antoine Bauza Asmodee 2-7 giocatori • 25 minuti
Gioco super atteso, dato il nome che si porta sulle spalle. Se nei titoli progenitori si è sempre detto che la costruzione delle meraviglie era troppo astratta, di certo sarete felici di sapere che qui è il cuore del gioco. Non si può non notare subito quando apparecchiato la presenza delle meraviglie con dei bei ponteggi. Lo scopo del gioco sarà quindi costruirle per primi. La meccanica è quella delle carte ma se in 7 Wonders per costruire avevamo bisogno di certe risorse specifiche qui si tratterà solo di averle uguali o diverse. 7 Wonders Architect è tutto quello che ci si aspettava, una semplificazione del gioco classico, ma dannatamente ben fatta.  La partita scorre liscia, con delle belle dinamiche e il flavour è quello di 7 Wonders.  La scienza è molto simile a 7 Wonders Duel, le battaglie sono mantenute e risolte in modo simile al gioco base con l’aggiunta di alcuni token colomba/guerra che scandiscono l’avvicinarsi della battaglia. Il mio giudizio è sicuramente positivo, e la presenza delle meraviglie regala un colpo d’occhio assente negli altri titoli che in generale però credo di continuare a preferire.
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Arturo: un compleanno da paura Mario Papini ErgoLudo Editions / Ghenos Games 2-5
Giocatori
15-30 Minuti
Arturo è un gioco di carte particolare. Ad inizio partita ci
verranno dati i sette personaggi presenti alla festa di Arturo e li
posizioneremo in una fila. Ogni personaggio  realizza punti collezionando oggetti diversi. Solo i tre personaggi ad inizio fila ci faranno realizzare
punti, mentre il settimo della fila ci darà un malus. Si procederà poi a raccogliere gli oggetti che finiranno in
una riserva comune oppure carte che fanno muovere i personaggi nella fila. Il
gioco si basa quindi su equilibri e sulla prontezza di adeguare la propria
strategia alle carte che gli avversari raccoglieranno. Il gioco da una parte è semplice, dall’altra è denso di
strategia, ma potendo al massimo usare tre carte per muovere i personaggi nella
fila è anche fortemente dipendente dalla disposizione iniziale. Se altri avversari hanno una configurazione simile e noi una
completamente diversa, sarà diffcile riuscire ad adeguarci in tempo a quanto
loro stanno facendo rendendo complicato competere per la vittoria.
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A Sky Of Stars Guido Albini GateOnGames 3-6 giocatori 10-20 minuti
Titolo del 2019 (potete leggere la recensione di Valeria comprensiva di tutorial ed unboxing) che però gioco sempre volentieri. Dovremo disegnare una tra le cinque parole presenti su una scheda, unendo varie stelle, ma solo quelel che usciranno lanciando un dado. Ovviamente nel 999% dei casi la nostra idea originaria sarà vanificata dalle uscite del dado e andremo così a disegnare oggetti che saranno quasi sempre obbrobriosi. Riscuiranno i nostri aversari ad indovinarli nonostante tutto? Gioco di disegno dove non serve saper disegnare e dove l’intuito conta moltissimo. Ma soprattutto un party game dove si ride davvero tanto nell’interpretazione di pittogrammi discutibili.Giocato con dei ragazzi simpaticissimi, ci isamo così divertiti che non abbiamo manco voluto guardare il punteggio finale.

Espresso Doppio • Walter Obert Oliphante 2 giocatori 20 minuti
Espresso doppio è un gioco che vuole stupire fin da subito
con dei componenti pazzeschi dato che avremo di fronte delle vere tazzine in
ceramica. Gioco perfetto da portare a casa, in quanto si può mettere
nella credenza senza destare sospetti, è un gioco per due giocatori
assolutamente bilanciato e per questo appassionante. Riceveremo degli obiettivi, nei quali viene indicato come
alcuni elementi tra tazzine, piattini e cucchiaini debbano essere posizionati e
con due mosse che possono essere sia di spostamento sia di inversione di
elementi (o pile di elementi) dovremo cercare di realizzarli. Il gioco si svolge in due round cosicchè entrambi i
giocatori dovranno realizzare tutti e 16 gli obiettivi, azzerando quasi il
fattore “fortuna”. Gioco da due che mi è piaciuto parecchio e che promuovo.

Feed the Kraken Dr. Hans Joachim Höh, Maikel Cheney, Tobias Immich GateOnGames 5-11 Giocatori 45-90 minuti
Devo confessarvi una cosa. Adoro I giochi a identità nascoste. E’ un genere che adoro, ma è un genere che non posso praticamente mai giocare. Il problema principale è mia moglie: lei, sempre, dal primo turno è convinta che io sia il cattivo e questo mi impedisce di giocare decentemente. Inoltre non è per me facile trovare cinque o sei persone da sedere al tavolo. Giocare a Feed the Kraken a Lucca è stato così un’esperienza oserei dire strepitosa. Il gioco ha basi semplici, nella ciurma ci sono alcuni pirati cattivi che vogliono portare la nave nel covo dei pirati, un cultista del kraken che vuole portare la nave al suo padrone e fare sbranare tutti e poi i marinai normali che vogliono solo tornare a casa. Ovviamente il gioco rende tanto più quanto la gente al tavolo è disposta a mettersi in gioco, a discutere e a divertirsi. E il nostro tavolo era spumeggiante. Ho apprezzato molto la meccanica di scelta della direzione della ave:  Il capitano sceglie un nostromo e un navigatore. IL nostromo e il capitano scelgono ognuno una carta e la mettono nel forziere, poi il timoniere fa la scelta definitiva. In questo modo non c’è matematica certezza di chi abbia fatto cosa ed è solo il sospetto ad aleggiare tra gli astanti. Oltre questo è molto interessante la possibilità di ammutinarsi, cioè quando il capitano sceglie nostromo e timoniere se non siamo d’accordo possiamo fare una rivolta che se ha successo decreterò un cambio di comando. Ho trovato il gioco ben fatto e con tante piccole particolarità che lo rendono divertente ed emozionante. Unica cosa è stata che essendo io al tavolo il finale era abbastanza scontato, con la mia vittoria, ma questo non è certo un problema imputabile al gioco =)

Genesia • Eric Labouze GateOnGames 1-5 Giocatori 40-100 minuti
Genesia è stato sicuramente uno dei giochi che ho maggiormente apprezzato in fiera. Si presenta come un gioco di civilizzazione essendo sviluppato in tre ere (preistoria, medioevo, presente/futuro) ma  per quanto mi riguarda l’ho visto più come un gioco di controllo aree e battaglie. In ogni era dopo un draft, dovremo giocare tre fasi, una nella quale si posizionano tribù, una nella quale si spostano sulla mappa e una terza nella quale si combatte con le tribù presenti nelle aree adiacenti. Alla fine della era in ogni area in cui avremo almeno due truppe potremo creare una città, un avamposto utilissimo in quanto dal turno successivo potremo generare le tribù direttamente da lì invece che dal campo base che è ovviamente molto lontano dai territori avversari e da Genesia, la zona della mappa i cui territori daranno più punti vittoria a fine partita. Quello che mi è piaciuto di Genesia è che pur avendo un meccanismo davvero semplice ed intuitivo, offre diverse possibilità per vincere, permette di adeguarsi agli avversari e scegliere cosa fare. Mi è piaciuto in particolare il meccanismo di battaglia: ogni giocatore sceglie segretamente se combattere o no. Se tutti non combattono il turno finisce, ma se almeno uno combatte, una volta risolti gli scontri, vi sarà una seconda scelta, nella quale sarà possibile cambiare e magari combattere pur non avendolo fatto al turno precedente. Questa meccanica è carinissima, perché permette di cercare di sfruttare i combattimenti altrui, per acquisire vantaggio successivamente. Nella mia partita ad esempio i miei avversari, con garndi eserciti si sono scontrati  fino a rimanere con poche truppe e solo allora li ho attaccati portando a casa la partita.

Khora Head Quarter Simulation Game Club Mancalamaro • 2-4 giocatori • 75 minuti
Aspettative nulle per un gioco poi dimostratosi la rivelazione della fiera. Un bel gestionale di peso medio, con abbinamento dadi-azioni, svolgimento delle azioni in simultanea, gestione risorse e alcune combo con le carte. Un bel mix privo di novità eclatanti, ma che non sa di “già visto” e che scorre bene, lasciando la voglia di essere reintavolato. Decisamente promosso. Ve ne abbiamo parlato anche nel report dedicato a Play 2021.

Last Friday Antonio Ferrara, Sebastiano Fiorillo; Pendragon Game Studio • 2-6 giocatori • 30-120 minuti
Gioco del 2016, riproposto in fiera (credo) per assenza di novità da mostrare (…). Provato insieme all’autore Antonio Ferrara al tavolo, peraltro persona molto spigliata e simpatica. Il gioco ricorda molto il mitico Scotland Yard, con un gameplay ben ambientato, rinnovato e rinfrescato da tante idee colorite e divertenti. Non è decisamente il mio target, ma ammetto che il gioco funziona bene e diverte. Al pari del suo illustre predecessore, è il classico titolo deduttivo per famiglie o per serate più light (anche con neofiti), dove vince sempre, quantomeno, il divertimento.


Last Message • Lee Ju-Hwa, Giung Kim Mancalamaro 3-8 giocatori 15 minuti
Con Last Message siamo di fronte ad un party game nel quale
una squadra di investigatori deve catturare un feroce assassino contando solo
su alcuni disperati messaggi di un testimone. Il gioco è molto semplice, abbiamo una plancia divisa in
quattro settori, con disegnati tantissimi omini. L’assassino dovrà segretamente
sceglierne uno ed ucciderlo. Il testimone potrà ora mandarci dei messaggi
scrivendo e disegnando su  una lavagnetta
composta da 9 caselle. Il twist è nel fatto che l’assassino può cancellarne
alcune (da cinque a tre a seconda del turno) rendendo oscuro il messaggio. Il gioco ha una base interessante, tuttavia mi è sembrato
veramente troppo dipendente dalla scelta del testimone. Sostanzialmente egli è
il principale giocatore e tutto si basa sulla sua bravura e sulla capacità di
sfruttare al meglio la lavagnetta. Inoltre, ma questa è una caratteristica di ogni party game,
il divertimento lo fa la compagnia al tavolo e nella mia prova non era
particolarmente spumeggiante. Al momento rimandato.

Living Forest Aske Christiansen GateOnGames 2-4 giocatori 40 minuti
In Living Forest interpretate uno dei quattro Spiriti della Natura (Inverno, Primavera, Estate e Autunno) nel tentativo di salvare l’Albero Sacro della Foresta dalle fiamme di Onibi che lo minacciano.Questo peso medio – leggero, mi ha davvero sorpreso, sia per la qualità e la grafica dei materiali che per le meccaniche che mescolano sapientemente il deck e il pool building, la selezione simultanea delle azioni, il piazzamento tessere, con un pizzico di push your luck. Adatto a tutti dai neofiti ai giocatori esperti, mi ha restituito sin da subito ottime sensazioni e grazie alla durata ridotta delle partite, si presta a veloci rivincite. La presenza di tre differenti condizioni di vittoria lo rende abbastanza strategico e c’è anche un pizzico di interazione diretta che vi constringe a seguire le strategie degli avversari evitando così di trasformarlo in un solitario di gruppo. Per me è stato un “instant buy” grazie anche al prezzo contenuto di 30 euro. Consigliatissimo!

Stella: Dixit Universe Gérald Cattiaux, Jean-Louis Roubira Asmodee 3-6 giocatori 30 minuti
La seconda novità più attesa in casa Asmodee era sicuramente Stella. Dixit è un gioco ormai caposaldo per la divulgazione del gioco da tavolo e sempre piacevole da intavolare. Dopo aver prodotto mazzi con i più svariati illustratori onestamente credo ci fosse bisogno di una ventata di novità e Stella lo porta. Con Stella abbiamo una nuova modalità di gioco, utilizzabile con qualsiasi mazzo di Dixit, ed i mazzi di Stella possono essere usati per Dixit classico. Questa modularità è decisamente una gran cosa. In Stella i giocatori contemporaneamente scelgono tra le  quindici carte poste in una griglia quelle che trovano attinenti con una parola che viene pescata ed è comune a tutti. Se più giocatori all’atto della risoluzione avranno scelto la stessa carta si faranno punti. Ma come nel gioco base se solo due avranno scelto la carta i punti saranno di più. Associate al gameplay base ci sono alcune regole decisamente interessanti. Ad esempio il numero di carte scelte se sarà troppo diverso da quello degli avversari porterà dei malus (questo scoraggia lo scegliere tutte le carte), così come sarà determinante la scelta dell’ordine di verifica delle carte: se risolviamo una carta che non ha corrispondenze il nostro turno finisce. Stella. Concludendo, è certamente una ottima rivisitazione di Dixit, lascia lo stesso sapore ma offre una nuova modalità di gioco che forse è ancora più efficace (penso ad esempio ai giocatori timidi che faticavano a scegliere la parola in Dixit). Consigliato a chi consuma Dixit ed ottimo entry-level.
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PazzaParola Danilo Festa Post Scriptum / GateOnGames 3-8 giocatori 20-30 minuti
GateOnGames porta sui nostri tavoli un prodotto dedicato alle famiglie basato su lettere e parole che ha alcune peculiarità che strizzano l’occhio ai giocatori. Voltata una carta che indica un tema (Cose verdi, Cose che sono in spiaggia, Cose da mangiare) i giocatori riceveranno 8 carte e dopo averle scelte mediante draft dovrano comporre una parola usandone il più possibile. Il twist del gioco è che sarà possibile creare una parola anche se non abbiamo tutte le lettere: ad esempio possedendo una A, una R ed una O potremo comunque comporre la parola ARRIVO ). Ogni lettera usata darà un punteggio (che varia a seconda della difficoltà di uso della lettera) mentre quelle inutilizzate daranno un malus di un punto. Sarà molto importante riuscire ad adeguarsi alle lettere che pescheremo di volta in volta e non fossilizzandosi su una parola scelta inizialmente. Il gioco pur essendo semplice e di parole ha una sua consistenza e il draft iniziale è sicuramente un qualcosa che lo rende maggiormente appassionante ed equilibrato. Il mio unico dubbio è che questo draft che lo rende appettibile per i giocatori di medio livello non possa in qualche modo appesantire eccessivamente una partita con giocatori troppo occasionali, provo a spiegarmi meglio: questo gioco lo vedo molto adatto ad esempio per la classica partita post natalizia, con la nonna e gli zii che giocano solo a tombola. Rischia la fase di draft di diventare troppo lunga e far un po’ ammollare la partita? Dubbio che non ho potuto fugare perché ai tavoli demo ho incontrato tutti giocatori rapidi e quindi le mie partite sono state sempre veloci e divertenti.

Set & Match Philippe Latarse Oliphante 2-4 giocatori 15-30 minuti
È circa un anno e più precisamente da quando lo ha recensito White Winston che Set & Match esce ed entra nel mio carrello virtuale. Il motivo è che mi hanno sempre attiratoi giochi a tema sportivo, meglio ancora se simulativi e da quanto avevo letto questo titolo rientrava perfettamente nella categoria, ma con altri giochi sono rimasto deluso per la resa al tavolo e quindi avevo deciso di provarlo prima di perfezionare l’acquisto, perciò appena ho visto il tavolo libero allo stand Oliphante mi ci sono fiondato. Non usavo le schicchere dai tempi delle biglie in spiaggia quindi l’inizio è stato un pò frustante, ma dopo un pò ho ritrovato il tocco magico di un tempo e devo dire che è davvero divertente cercare di realizzare un ace o provare a piazzare il dischetto di legno, che simula la pallina, nell’angolo per avanzare nella scala del punteggio. Set & Match rende davvero bene le sensazioni di un vero incontro di tennis e lo consiglio a tutti gli appassionati con un unico avvertimento: se la vostra destrezza è pari a quella di Thanos mentre indossa il guanto dell’infinito, passate oltre. Per gli amanti del genere sembra che a breve vedrà la luce un titolo omologo dedicato al volley.
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Unmatched: Cobble & Fog Rob Daviau, Justin D. Jacobson, Chris Leder, Kevin Rodgers Mancalamaro • 2 o 4 giocatori • 20-40 minuti
Aspettative alte per questo gioco, del quale avevo letto un po’ ovunque e sempre bene. Non so quanto abbia influito l’averlo provato in 4 (2vs2)… ma non mi ha del tutto convinto. Carina l’idea dei tanti personaggi, tutti diversi e con stili di gioco peculiari, carino il gameplay a suon di carte, un po’ troppo impiccato il movimento su mappa che ha creato anche situazioni di stallo. Troppo lungo inoltre il tempo di gioco per quello che ha restituito. Mi piacerebbe riprovarlo in 2 per capire quanto abbia influito il fattore 2vs2, visto che la mappa non scala.
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Wonder Book Martino Chiacchiera, Michele Piccolini dV Giochi 1-4 giocatori 60-90 minuti
Produzione sontuosa e nonostante le critiche di Tom Vasel, secondo me questo titolo è davvero un gran bel gioco. Ho potuto provare soltanto uno scenario demo, ma tanto è bastato per farmene innamorare. Immediato e di facile comprensione (io e mia figlia abbimao capito come giocare guardando la fine della partita di chi ci ha preceduto al tavolo) ma per nulla banale. Tempismo e cooperazione sono fonadamentali per avere la meglio sui nemici e il tiro del dado dona quell’incertezza che ti fa sentire la pressione e ti fa esultare quando riesci ad avere la meglio. L’interazione con alcuni elementi pop-up del libro sono geniali e il dimostratore ci ha promesso che ce ne sono molti altri che lasceranno i giocatori a bocca aperta. Ma attenzione Wonder Book non è solo originalità: dietro c’è un gameplay solido e vi assicuro che vincere non è scontato come sembrerebbe al primo approccio. L’unica cosa che potrebbe frenare il successo commerciale del gioco è il prezzo: non che Wonder Book non li meriti, anzi, ma circa 70 euro non sono pochi per il tqarget cui si rivolge: intanto mia figlia lo ha già chiesto per il prossimo Natale
Se volete approfondire la conoscenza di questo gioco, ne abbiamo già parlato in anteprima.
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Come promesso vi segnaliamo quali secondo noi, ma soprattutto  secondo i nostri follower (abbiamo raccolto oltre 200 voti su Telegram) sono i titoli che si sono maggiormente distinti in questa fiera. Non si tratta di una vera e propria “top five” perchè non abbiamo provato tutti i titoli presenti a Lucca e perchè si tratta di prime impressioni quindi vi presentiamo i titoli in rigoroso ordine alfabetico:
7 Wonders Architets
Genesia
Living Forest
Khora
Wonder Book

Voi siete stati a Lucca, quali sono state le vostre impressioni sulla fiera? Siete d’accordo con le nostre impressioni di gioco? Approfittate dei commenti per farci sapere la vostra opinione, ma prima godetevi la gallery dedicata all’evento.

GALLERIA FOTOGRAFICA

Wonder Book
Il retro del grande albero di Wonder Book
Un lancio di dadi particolarmente fortunato!
Set & Match: pronti alla battuta!
WoW in salsa Pandemic
Descent
Dettaglio di Living Forest
Nonostante l’accesso contingentato, un buon afflusso di pubblico
La plancia centrale di Living Forest
Plancia giocatore e “linea di difesa” di Living Forest
Panoramica di Living Forest
Il mercatino delle carte di Living Forest
Indovinate un pò…
A sKy of Star: quale sarà l’oggetto rappresentato?
Espresso Doppio
Altra panoramica su Wonder Book
I Successori
L’intramontabile Last Friday

Beccato!
Fori o sulla linea?

Pazzaparola
Genesia

Unmatched
Draftosaurus
Draftosaurus
Genesia
White Winston con Antonio Ferrara
Unmatched

KHORA
KHORA
Prima di conoscere il vincitore
L’estermo del padiglione Games

Insondabili
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7 Wonders Architects
Dietro la maschera si cela uno sforzo immane per il peso della scatola
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